Controcelebrazione dell'8 marzo

Aperto da Finnegan, 11 Marzo 2019, 08:33:19 AM

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Finnegan


Non so dire esattamente quando sia accaduto, sta di fatto che quella che era la Festa della Donna, un momento celebrativo per una figura essenziale per la comunità, è diventata sia una festa nazionale, con l'incredibile chiusura di alcuni uffici, sia soprattutto l'occasione per manifestazioni rivendicative del femminismo estremo e della galassia arcobaleno. Confermando il sodalizio (spudoratamente negato persino su molti siti maschili pesantemente infiltrati) tra ideologia femminista e LGBT.
Una sorta di 25 novembre bis. Uno spazio ulteriore per imporre una narrazione e un punto di vista parziali, potentemente ideologizzati e di grande aggressività. Un mix che, analizzando a fondo le radici del fenomeno e come questo si manifesti, difficilmente può sfuggire alla definizione di grave degrado. Un virus che ha ormai infettato molte delle falde più profonde da cui sorgono le relazioni sociali e affettive e il collante comunitario.
Alla base c'è una creatura mostruosa, una sorta di Frankenstein: nel corpo di ritualità da anni di piombo è stato innestato un femminismo che mostra sempre più il suo volto fondamentalista, illimitato e parossistico. Più di quaranta anni fa gli operai sfilavano scandendo slogan per il diritto a migliori condizioni di lavoro e salari dignitosi, purtroppo ispirati da un'ideologia totalitaria, ma almeno con la dignità di chi aspira alla giustizia sociale. Tutt'altra storia rispetto alla guerra per i privilegi condotta contro tutti, a partire dalla logica, dal radicalismo femminista contemporaneo. Che però ne adotta i riti, dalle dimostrazioni nelle strade, all'affronto delle forze dell'ordine, passando per un armamentario sloganistico talmente abusato da suscitare tenerezza o ribrezzo più che impressionare o scandalizzare.
Ragioni prive di senso vengono così veicolate da una ritualità riconoscibile e in qualche misura di richiamo. Con in più, per aumentare l'appeal, un'estremizzazione assoluta dei modi di comunicazione. Venerdì scorso si è inteso festeggiare la donna alludendo nei manifesti a una scarsa dotazione sessuale del Ministro Matteo Salvini, rivendicando il libero uso del proprio corpo con l'esibizione di fastidiose bestemmie (persino per gli agnostici), replicando con scarsa originalità manifesti già visti in Spagna (e questo dovrebbe allarmare moltissimo), con in più una parlamentare della Repubblica che impugnava un cartello secondo cui i concetti "Dio, patria e famiglia" sono tipici di una vita di m*rda (qualcuno sagacemente ha fatto notare a Cirinnà che far la gattara, sola come un cane e con un dildo nel comodino è altrettanto deprimente).
Gli slogan delle autodefinite "frocie transfemministe" non sono stati da meno. Mescolavano femminismo e antifascismo in un ibrido spaventoso, fascista esso stesso nella misura in cui mira a limitare la libertà di chi dissente: "La nonna partigiana / lo sai cosa ci insegna / antifasciste sempre / obietta su sta fregna". Probabile che la nonna partigiana, le avesse viste e sentite, avrebbe inumidito e insaponato la mano e le avrebbe zittite con un manrovescio sulla bocca. O ancora: "le donne partigiane / l'hanno insegnato / il vero nemico è il patriarcato", come se sui campi di battaglia della resistenza fossero rimaste uccise più donne che uomini. Oltre al mix incoerente femminismo-antifascismo, si manifesta quello ancora più stridente con l'immigrazionismo: "unici stranieri / gli sbirri nei quartieri". Uno slogan che finge di non sapere che la maggior parte di stupri e "femminicidi" è commessa proprio da immigrati e che la presenza di "sbirri" è uno dei modi per prevenirli.
Il top lo si raggiunge mettendo nel mirino il decoro, così da avere un nemico ampio e generico e il brivido costante di una trasgressione solo verbale: "di sicuro vogliamo fare sesso / contro ogni fascismo / facciamo un'orgia adesso / contro il decoro / facciamolo più spesso". Come il sesso possa fermare il fascismo, quand'anche ci fosse, non si sa; perché il sesso, anche quando puramente ludico, sia contro il decoro, non si spiega se non con la tipica pruderie di femministe che davanti alla concreta proposta di un'orgia probabilmente scapperebbero scandalizzate. Sul farlo più spesso, vedendo le foto di molte manifestanti pare più un'implorazione che un punto programmatico.
Oltre alle chiacchiere e ai cartelli non è mancata l'azione. A Torino le manifestanti hanno cercato di deviare dal percorso consentito per protestare contro il sindaco Appendino. Affrontate dalla Polizia, hanno fatto valere il pussy-pass, inducendola a indietreggiare. Si fosse trattato di un gruppo di uomini sarebbero partite subito le manganellate e i lacrimogeni, ma con le fanciulle no, non si fa, a loro è tutto consentito. A Milano alcune di loro hanno poi pensato di rovesciare un secchio di vernice rosa sulla statua dedicata a Indro Montanelli. Non c'è coscienza, cultura né perdono, fin tanto che l'obiettivo è di sesso maschile.
Quelli descritti sono solo alcuni dei modi con cui il degrado attuale veicolato dal femminismo radicale si sta manifestando. Un degrado che denota un profondo e chiarissimo disagio nelle donne che vi si riconoscono, al netto di quelle che lo cavalcano per puro interesse (e sono pur molte, troppe). Non sembra però che gli intellettuali e i media si rendano conto della gravità di tutto ciò, a parte gente astuta come Selvaggia Lucarelli: di recente ha scritto un pezzo sulla famosa "tempesta emotiva" che sembra preso direttamente da questo blog. A parte queste eccezioni opportunistiche, nessuno fiata, nessuno dissente o obietta. Ci si illude forse che sia una carnevalata innocua, roba per far sfogare qualche ragazzina viziata e qualche rottame degli anni '70. Dunque le si lascia far danno, sbarrando la strada a qualunque narrazione più veritiera e moderata. Anzi è una corsa di quasi tutti ad allinearsi, per trarre il maggior vantaggio possibile dall'ondata di letame sollevata da questi movimenti.
Non dare accesso a versioni alternative, lasciar dilagare questo tipo di disagio è irresponsabile da parte di tutti coloro che contribuiscono in qualche misura a plasmare e a impostare le chiavi di lettura dell'opinione pubblica. Lo è in termini morali e di principio, ma anche pratici. Giusto la sera dell'8 marzo sono andato in pizzeria, c'era una coppia vicino al mio tavolo: lei l'ha umiliato per tutta la sera con parole feroci e lui è stato col capo chino senza dire una parola. Fuori, quando sono andato a fumare, un ragazzo ha fatto una battuta (che non ho sentito) alla sua fidanzata, la quale ha reagito con due schiaffi potentissimi. Si sono girati tutti a guardarli: lui, diventato microscopico, ridacchiava imbarazzato, lei torreggiava pettoruta, sorridente e soddisfatta. Tutti i presenti ridacchiavano. Io no.
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johann

Citazione di: Finnegan il 11 Marzo 2019, 10:29:16 AM
Anche i maschiopentiti hanno da dire la loro:


Vogliamo degnare l'autore di questo post di un feedback di ritorno ? Poveraccio sarà in attesa spasmodica di un  qualche like visto che probabilmente nemmeno le sue femmine lo hanno minimamente c****to !!

Per cominciare miss jonathan bazzi potresti vedere di parlare a titolo personale,
vedi sottospecie di amorfo ectoplasma androgino anzi asessuato, TU puoi anche essere uno schiavo feticista asservito al frustino della tua padrona, uno "scalfarotto" (del pd) qualsiasi, un "lesbico" trans-LGBT "liquefatto" oppure uno dei tanti moderni "maschi da riporto" al guinzaglio del sesso femminile frutto della vocazione "estingui maschi" del "tuo" progressismo al potere che come tu dimostri volge al femminile tutto quanto contamina

MA non ti devi permettere di parlare a nome dei maschi nella loro accezione generale, perché anche se misconosciuta dai maschi stessi  la natura maschile ha una sua dignità' intrinseca, e per quanto mi riguarda anche un prestigio da difendere, avere gli attributi non è un valore in se ma una responsabilità che si contrae appartenendo al sesso maschile, Tutto quello che si conviene essere dovuto al tuo "prediletto" sesso femminile (rispetto, diritti ecc) vale nella stessa misura e per gli stessi motivi anche per quello maschile

rispetto al tuo post,  poi, se sottotraccia vuoi veicolare con tanta sviolinata,  stucchevole, nauseante, adulazione, il messaggio di un presunto complesso di colpa primigenio che il maschio dovrebbe avere rispetto alle femmine come se essere maschio fosse un incidente di percosso nell'ordine cosmico prestabilito, sappi lacchè della minchia che da queste parti è considerato come "spam"  irricevibile,  in futuro vedi di non provarci più e se proprio non puoi farne a meno vedi di spedirlo a tutto quel codazzo di cortigiani eneonuchi sedicenti maschi da compagnia come te, già preposti a scodinzolare servili sotto la tavola dell'insorgente matriarcato mondialista

Magari il tuo ossequio di genere sarà arrivato al masochismo di pisciare seduto e chissà forse passi le notti a immaginare di stuprarti da solo, tra un "ciclo e l'altro" sappi che i veri uomini hanno ancora consapevolezza piena di chi sono,  a tutti i livelli:  antropologico,  identitario,  culturale,  e (segno dei tempi) pure morfologico!   
Tu   sei  "altro"   respinto doverosamente a calci in culo dalla (vera) comunità maschile, sono sicuro che non sei approdato nemmeno a quella femminile perché se non l'hai scoperto troppo tardi, le femministe odiano molto di più i maschi effeminati che gli altri perché nella lasciva emulazione del loro modello comportamentale, vedono di riflesso se stesse,  le stronze che sono veramente,  e questo non gli è mai piaciuto

in un quadro generale che vede l'umanità maschile cosi adulterata, cosi straziata nei suoi fondamentali,  e nel commiserare te come controprova di come si vuole che si riduca la condizione maschile in futuro viene proprio voglia di  mettere sotto tutela la parola maschio con tutto l'universo che significa 

aveva ragione benedetto XVI a suo tempo quando parlava della necessità inderogabile di introdurre nella società il concetto di ecologia umana per disintossicare il genere umano da tanto pesticiune culturale
Nel suo sommo magistero non poteva che riferirsi giustamente a tutta l'umanita e questo e doppiamente giusto volendo convincermi del fatto (spero) che molto del mondo femminile non si sente affatto rappresentato dalle femministe ma credo che il concetto debba essere preso molto sul serio dal mondo maschile finche c'è ancora tempo
Quindi miss  bazzi  rifluisci pure "nell'utero" culturale da cui sei inutilmente uscito e sappi che per il resto dei maschi tu servi solo  come riferimento perfetto di tutto quanto NON si deve diventare 
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

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