Alle femministe piacciono gli uomini "maschilisti" ?

Aperto da Serenissimo, 25 Aprile 2019, 11:43:13 AM

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Serenissimo

https://totalitarismo.altervista.org/alle-femministe-piacciono-i-bei-maschioni/

Alle donne piacciono gli "stron*i": chi non si è mai imbattuto in tale sentenza divenuta proverbiale, che sfortunatamente ora è pure confermata dalla scienza? Ebbene, sempre la scienza (il solito team di ricercatori del Kansas City) ultimamente ha scoperto che anche quelle donne che si definiscono "femministe" preferiscono accoppiarsi con uno "stron*o" piuttosto che con un "compagno di strada" (cioè quello che va alle loro manifestazioni vestito di rosa o arcobaleno).

Sono numerosi gli studi a cui possiamo riferirci. Per citare i più recenti, possiamo ricordare quello del politologo di Cambridge Rolfe Daus Peterson, Gli effetti dell'attrazione fisica sulle opinioni politiche (dicembre 2017), il quale ha incontrato una discreta fortuna nella stampa americana per aver attestato la maggiore avvenenza del bel maschione "conservatore" rispetto all'effeminato "progressista".

Il secondo, Benevolent Sexism and Mate Preferences: Why Do Women Prefer Benevolent Men Despite Recognizing That They Can Be Undermining?, è stato redatto da Pelin Gul e Tom R. Kupfer per il "Personality and Social Psychology Bulletin" (giugno 2018). La ricerca, proposta al grande pubblico dalla rivista "Psychology Today" (Feminists Think Sexist Men Are Sexier than "Woke" Men, 12 dicembre 2018), dimostra come un "sessismo benevolo" risulti attraente indipendentemente dalle idee politiche del soggetto femminile: "Women who were both more and less feminist displayed similar levels of attraction to sexist men".

Esistono però anche una serie di corollari, dai sondaggi dove le donne dell'élite progressista confermano di preferire un maschio dello schieramento opposto, fino alle affermazioni delle femministe stesse, che ormai proclamano apertamente il proprio desiderio per il macho.

Come esempio più pacchiano per quest'ultimo punto, segnalo l'articolo del "Washington Post" I'm a feminist who's attracted to 'manly men' ("Sono una femminista attratta dagli uomini virili", 13 settembre 2016), del quale mi limito a riportare l'incipit per non irritare eccessivamente il lettore:

    «Dopo pochi minuti dall'incontro, quest'uomo conosciuto su un sito di appuntamenti mi chiede di togliermi gli occhiali da sole in modo da poter vedere i miei occhi. Io obbedisco. Nelle due ore in cui siamo stati insieme, ha continuato a mettermi le mani sul culo, con la scusa di farmi varco tra la folla. Non mi ha neppure chiesto il permesso di massaggiarmi le spalle, come se avesse il diritto di toccare il mio corpo.
    In quanto scrittrice femminista, sono al corrente che questi atteggiamenti contraddistinguono l'arroganza maschile e denotano una mancanza di rispetto verso le donne: eppure, ero eccitata. Sono sempre stato attratta dagli uomini dominanti».

Cercando il nome dell'autrice (Shannon Lell) sono saltate fuori altre testimonianze dirimenti, per esempio quella in cui racconta di aver lasciato il suo marito troppo "colletto bianco" ed essere andata a festeggiare con un bell'orgione a Las Vegas (dimenticando i suoi due figli per una settimana), oppure quando si è trovata un forzuto carpentiere come compagno (che poi l'ha scaricata sua volta).

Ok, a posto così! Tralasciamo altre "perle", come quella della "femminista radicale" Julie Bindel che sente il dovere di giustificare una passione per il rap misogino e machista degli afroamericani, le cui rime sul violentare e pestare le donne la esaltano (nonostante l'età avanzata) come nessun'altra cosa al mondo (il suo alibi: "I don't think that because a woman is a feminist all her actions are too").

L'accoppiamento femminista/rapper sembra essere peraltro una costante, come dimostra la relazione tra la modella Amber Rose (acclamata dai media come volto nuovo del girl power) e il "poeta" 21 Savage ("specializzato" in stupri e sparatorie), che per giunta è diventato una barzelletta dopo aver partecipato alla kermesse super-femminista Slut Walk organizzata dalla fidanzatina.

In fondo il discorso si è capito: l'unico a essere "obbligato" al femminismo è il maschio beta. Il "bel maschione" invece può dire (e fare) letteralmente quello che vuole: come il giocatore di football americano qui sotto che per aver descritto la sua moglie ideale ("una che pulisce, cucina, guadagna tanti soldi, sta in casa, mi fa fare quello che voglio") riceve un'ovazione dalle donne nel pubblico...

Le esperienze personali di molti di noi ovviamente confermano questa ipocrisia femminista del predicare bene e razzolare male: gli uomini che rispondo al quotidiano stillicidio dei media e rinunciano alla "mascolinità tossica", respingono gli "stereotipi di genere" e accettano di "femminilizzarsi" in senso "positivo" (dal mettersi il mascara allo stirarsi i vestiti), in cambio non ottengono che umiliazioni ed emarginazione.

Non si può tuttavia ridurre il problema al fatto che le femministe non la diano mai ai "femministi", perché in tal caso potrebbero comunque invocare qualche "diritto" speciale oppure fare appello (non a torto) all'eventualità che molti maschi si atteggino a "filogini" solo per rimorchiare: in effetti, è emerso negli ultimi tempi l'altissimo numero di predatori sessuali tra tali "femministi" (probabilmente obbedienti lo stesso principio che porta un pedofilo a diventare prete, allenatore o pediatra); ricordiamo en passant che lo stesso Weinstein in pubblico si proclamava "il più grande femminista di tutti i tempi".

Da questo punto di vista è ovviamente legittimo "diffidare" di chi fa tanto il paladino dei diritti delle donne. Altro conto però è acconsentire al moltiplicarsi dei "cattivi esempi" che procede di pari passo con la commercializzazione della questione femminista: una deriva che conduce non solo al divieto di qualsiasi critica (o almeno auto-critica), ma addirittura alla glorificazione delle manifestazioni più palesi di ipocrisia come trofei di un'incessante "emancipazione" (il fatidico empowerment, che inglese vorrebbe dire anche "responsabilizzazione"). È inevitabile dunque che tale andazzo abbia come conseguenza una progressiva e ficcante ridicolizzazione del femminismo, non per un ritorno del "maschilismo" ma per il soverchiante numero di contraddizioni e paradossi che attualmente fanno delle sue rappresentanti delle barzellette viventi.
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Serenissimo

#1
https://totalitarismo.altervista.org/le-donne-sono-attratte-sessualmente-dal-femminicida/

Le donne sono attratte sessualmente dal "femminicida", fatevene una ragione


Qualche settimana fa Netflix ha dovuto redarguire le proprie spettatrici per i commenti sessualmente espliciti riguardanti il serial killer Ted Bundy, al quale la nota piattaforma di streaming ha appena dedicato un documentario a puntate (Conversazioni con un killer).

Non è un mistero che il "regno di terrore" di Ted Bundy (iniziato probabilmente negli anni '60, dato che il conto delle vittime non accertate –comunque tutte donne– sale a cinquanta), sia durato a lungo soprattutto grazie alla sua avvenenza. Tuttavia ciò che sconcerta è che centinaia di donne abbiano continuato a sbavare per lui persino dopo aver saputo quello che ha combinato (qui sotto, immagini risalenti all'epoca del processo, quando l'assassino era sempre accompagnato da un codazzo di ammiratrici).

Potremmo concludere con questo esempio l'assillante dibattito riguardo al "femminicidio", se volessimo prenderlo sul serio (nonostante le statistiche dicano che l'Italia è all'ultimo posto in Europa per omicidi di donne): facciamo però finta che sia davvero un'emergenza sociale, che sia assolutamente indispensabile aprire ogni telegiornale con notizie che qualora coinvolgessero altri soggetti (uomini come vittime o immigrati come carnefici) finirebbero immediatamente relegate nella cronaca locale.

Ragioniamo allora sui criteri secondo i quali molte donne scelgono il loro "principe azzurro": un recente studio pubblicato dal "Personality and Social Psychology Bulletin" dimostra come le donne siano letteralmente disgustate dai "bravi ragazzi". Una rivista americana ha riassunto così la ricerca (Study finds that men like nice women..., "Newsweek", 25 luglio 2014):

    «Le donne non percepiscono necessariamente un uomo "sensibile" come meno mascolino, ma non lo ritengono neanche più attraente di altri. Al contrario, quando le donne percepiscono il loro partner maschile come "sensibile", sono meno attratte da esso. In altre parole, mentre in un approccio preliminare gli uomini apprezzano le "brave ragazze", invece le donne considerano i "bravi ragazzi" come minimo patetici. [...] Probabilmente le donne percepiscono gli uomini "sensibili" come "troppo gentili" e dunque manipolativi (magari perché cercano di ottenere favori sessuali), desiderosa di compiacere, forse anche disperati, e quindi meno attraenti. Oppure, le donne possono percepire un uomo sensibile come vulnerabile e meno dominante».

Secondo un altro studio di un'università canadese (pubblicato dalla rivista "Evolutionary Psychological Science"), le donne sono sessualmente attratte dai bulli, in particolare da quelli che "sottomettono" i maschi più deboli (cfr. Dominance may make bullies more attractive leading to more sex: study, "Deccan Chronicle", 16 dicembre 2017):

    «Da una prospettiva evolutiva, la posizione dominante di un uomo può renderlo più attraente per i potenziali partner sessuali, oltre che dissuadere i potenziali rivali [...] Gli studiosi hanno scoperto che i giovani che hanno ottenuto un punteggio inferiore nel test riguardante l'onestà e l'umiltà sono più portati a usare tattiche di bullismo per procacciarsi più partner degli altri. [...] "I nostri risultati suggeriscono indirettamente che i bulli possono ottenere più partner se sono in grado di usare in modo strategico il loro bullismo contro individui più deboli"».

(Per citare dallo studio originale: "We predicted that individuals with antisocial personality traits would be more willing and able to engage in bullying, which in turn may increase their sexual opportunities").

Dunque, ripetiamo, le donne sono generalmente attratte dai maschi violenti, le cui caratteristiche gli psicologici sintetizzano nella cosiddetta "triade oscura": narcisismo, machiavellismo, e psicopatia. Questo è acclarato, punto. Resta solo il dubbio se il tipo di maschio in questione si becchi quasi tutte le donne per una questione genetica o sociale: ovvero, se sia la natura a imporre all'istinto femminile di andare dietro ai trogloditi, oppure se siano le donne, a indurre tali comportamenti nel genere maschile concedendo il vantaggio riproduttivo agli uomini violenti e dominanti.

Probabilmente la verità sta nel mezzo, in ogni caso la conclusione è sempre univoca. Non solo i bulli si beccano quindi tutto il sesso occasionale, ma sono la "prima scelta" quando si tratta di matrimonio, come attesta uno studio inglese (ripreso da Science Explains Why Women Are Attracted To Narcissistic Assh*les, "elite daily", 8 aprile 2015):

    «Le donne sono generalmente attratte dagli uomini narcisisti e spesso se li sposano. [...] Le donne che vogliono "impegnarsi" sembrano attratte da uomini che sono la quintessenza del tipo non adatto a fidanzamenti. Apparentemente, tutto ciò avrebbe a che fare con l'autostima e la forza che trasuda dagli uomini narcisistici. Quando le donne cercano un compagno adatto, queste sono certamente le qualità che preferiscono».

Una ricerca dell'Università di Durham su oltre cento studentesse, della quale parla "Psychology Today" (Why Do Women Fall for Bad Boys?, 21 ottobre 2013), giunge a risultati pressoché identici, "gli uomini della triade scura riscuotono più successo dal punto di vista sessuale rispetto agli altri":

    «[Secondo lo studio] e donne risponderebbero a segnali di "qualità maschile" quando si tratta di riproduzione. Per quanto concerne invece l'accoppiamento a breve termine, le donne possono essere attratte da quei "cattivi ragazzi" che dimostrano confidenza, testardaggine e una tendenza ad assumersi dei rischi. [...] "Le donne potrebbero rispondere alla capacità dei maschi della triade oscura di sapersi vendere; una tattica utile in una 'corsa alle armi' coevolutiva in cui gli uomini convincono le donne a perseguire la loro strategia"».

Tornando alla questione spinosa dei serial killer, con la quale abbiamo aperto in quanto manifestazione estrema di tale tendenza, ricordiamo che nel fortunato volume A Billion Wicked Thoughts (2011), i due studiosi americani Ogas e Gaddam registrano l'incredibile successo riscosso dagli assassini seriali (non solo quelli più "celebri" come appunto Ted Bundy, Charles Manson o David Berkowitz) in forma di assedio ai processi, lettere d'amore e offerte di accoppiamenti casuali. Come spiega ancora "Psychology Today" (Why Do Women Fall for Serial Killers?, 24 aprile 2012),

    «A livello conscio, molte donne vorrebbero che i loro uomini fossero gentili, empatici, comprensivi e rispettosi, ma c'è qualcosa nel loro "impianto" che le rende molto sensibili ai "ragazzacci". Forse perché, come afferma l'autrice di romanzi rosa Angela Knight: "La nostra donna delle caverne interiore sa che l'uomo-zerbino può diventare da un momento all'altro il pasto di una tigre"»

Il fenomeno investe ovviamente anche (se non soprattutto) le femministe, come abbiamo approfondito qui. Insomma, noli me tangere: lo stillicidio quotidiano sugli "uomini che uccidono le donne" non solo non riguarda i poveri maschi esclusi dal baccanale, ma per certi versi potrebbe pure rappresentare il tentativo (dettato dall'istinto?) di marginalizzare ancora più gli uomini già esclusi (per caratteristiche fisiche e psicologiche) dal "mercato sessuale".

Alla luce degli studi scientifici e accademici elencati, sarebbe ipocrita non concludere che un "femminicida potenziale" sin da adolescente gode di una vita sessuale appagante e galvanizzante, e che l'approvazione da parte delle donne lo porta a enfatizzare perlopiù i tratti negativi della propria personalità, perché in fondo non stiamo parlando di semplice estroversione, carisma o autostima, ma di arroganza, narcisismo, brutalità, spregiudicatezza, e ovviamente una tendenza verso i comportamenti violenti che i maschi di questo tipo non hanno alcun interesse a nascondere.

Poi chi vuole può pure continuare a raccontarsi favole: non saranno però i piagnistei ininterrotti o il terrorismo psicologico a impedire alle femmine di portarsi a letto i bulli, sposarseli e poi farsi ammazzare. Anche perché qualora tutti i maschi italiani diventassero contemporaneamente sensibili, consapevoli, fragili e delicati, le donne sarebbero pronte a rimpiazzarli con qualche esotico e nerboruto esemplare proveniente da chissà dove (cosa che peraltro stanno già facendo). In ogni caso, non otterrete comunque nulla. Fatevene una ragione.
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Finnegan

#2
Vera ogni parola, anche se non pare che il fenomeno risalga all'età delle caverne. E' la donna moderna che ha perso la testa, decenni fa un bullo non l'avrebbe neppure guardato.

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Serenissimo

#3
Citazione di: Finnegan il 25 Aprile 2019, 01:01:31 PM
E' la donna moderna che ha perso la testa, decenni fa un bullo non l'avrebbe neppure guardato.

Questo è il punto fondamentale , anzi decenni fa il bullo sarebbe stato isolato e respinto come uno scarafaggio come merita , oggi invece pare sia un modello vincente (per la donna moderna ovviamente) . Il problema è che anche la donna non moderna è  schifata .
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Finnegan

#4
Citazione di: Serenissimo il 25 Aprile 2019, 01:09:16 PM
Il problema è che anche la donna non moderna è  schifata .
Dalle donne moderne
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Leopard

#5
Dipende che significa "maschilista". Se si intende l'uomo "all'antica", assolutamente no. Alle donne moderne, come ben documentato nell'articolo linkato da serenissimo,  piacciono gli uomini figli di questo libertinista  e pervertito tempo: il maschio tamarro , vincente (da non confondere con capace), con grossa nerchia. Se poi è anche migrante e con pelle scura, tanto meglio. E disprezzano i bravi ragazzi, che loro definiscono con disprezzo sarcastico "nice guy" e che considerano "maschilisti".
Un tempo, nella'era tradizionale, alle donne piacevano gli uomini gentiluomini (da non confondere con la "cavalleria"), eleganti (da non confondere con lussuriosi), raffinati (da non confondere con ricchi), con ideali.

Citazione
anche se non pare che il fenomeno risalga all'età delle caverne. E' la donna moderna che ha perso la testa, decenni fa un bullo non l'avrebbe neppure guardato.

Infatti, ma credo che nell'articolo per età delle caverne non ci si riferisse all'era tradizionale "patriarcale" ma in alcune remote civiltà matriarcali le quali decaddero subito. Solo con il modello tradizionale "patriarcale" e monogamo la società si è sviluppata.

Red Pill fino alla Vittoria.

Serenissimo

Citazione di: Leopard il 26 Aprile 2019, 10:47:15 PM
Dipende che significa "maschilista". Se si intende l'uomo "all'antica", assolutamente no. Alle donne moderne, come ben documentato nell'articolo linkato da serenissimo,  piacciono gli uomini figli di questo libertinista  e pervertito tempo: il maschio tamarro , vincente (da non confondere con capace), con grossa nerchia. Se poi è anche migrante e con pelle scura, tanto meglio. E disprezzano i bravi ragazzi, che loro definiscono con disprezzo sarcastico "nice guy" e che considerano "maschilisti".
Un tempo, nella'era tradizionale, alle donne piacevano gli uomini gentiluomini (da non confondere con la "cavalleria"), eleganti (da non confondere con lussuriosi), raffinati (da non confondere con ricchi), con ideali.

Citazione
anche se non pare che il fenomeno risalga all'età delle caverne. E' la donna moderna che ha perso la testa, decenni fa un bullo non l'avrebbe neppure guardato.

Infatti, ma credo che nell'articolo per età delle caverne non ci si riferisse all'era tradizionale "patriarcale" ma in alcune remote civiltà matriarcali le quali decaddero subito. Solo con il modello tradizionale "patriarcale" e monogamo la società si è sviluppata.

E qui , con un loop continuo, verrebbe da chiedersi, Come mai le donne considerano maschilista il bravo ragazzo e non il tamarro che in realtà sarebbe l'esatto prototipo del maschilista che loro a parole disprezzano? Da qui ho voluto mettere il titolo provocatorio.

Devo concludere che in realtà le femministe amano quel tipo di uomini Bulli e violenti con altri uomini.

E qui interveniamo noi , dobbiamo insegnare agli uomini a schifare questo tipo di donne. Se una donna disprezza un bravo gentiluomo e raffinato, sei tu il primo che deve allontanarsene.
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Finnegan

Citazione di: Leopard il 26 Aprile 2019, 10:47:15 PM
Dipende che significa "maschilista". Se si intende l'uomo "all'antica", assolutamente no. Alle donne moderne, come ben documentato nell'articolo linkato da serenissimo,  piacciono gli uomini figli di questo libertinista  e pervertito tempo: il maschio tamarro , vincente (da non confondere con capace), con grossa nerchia. Se poi è anche migrante e con pelle scura, tanto meglio. E disprezzano i bravi ragazzi, che loro definiscono con disprezzo sarcastico "nice guy" e che considerano "maschilisti".
Un tempo, nella'era tradizionale, alle donne piacevano gli uomini gentiluomini (da non confondere con la "cavalleria"), eleganti (da non confondere con lussuriosi), raffinati (da non confondere con ricchi), con ideali.

Citazione
anche se non pare che il fenomeno risalga all'età delle caverne. E' la donna moderna che ha perso la testa, decenni fa un bullo non l'avrebbe neppure guardato.

Infatti, ma credo che nell'articolo per età delle caverne non ci si riferisse all'era tradizionale "patriarcale" ma in alcune remote civiltà matriarcali le quali decaddero subito. Solo con il modello tradizionale "patriarcale" e monogamo la società si è sviluppata.


E' proprio così. Alle donne piacciono sempre gli uomini che incarnano lo spirito del tempo, in questo caso animalesco.
Non ci sono tracce di una presunta società matriarcale, solo ipotesi del tutto aneddotiche. Dall'alba del mondo, è sempre stato l'uomo a dar forma alla società.
Citazione di: Serenissimo il 26 Aprile 2019, 11:35:58 PM
E qui , con un loop continuo, verrebbe da chiedersi, Come mai le donne considerano maschilista il bravo ragazzo e non il tamarro che in realtà sarebbe l'esatto prototipo del maschilista che loro a parole disprezzano?
Devo concludere che in realtà le femministe amano quel tipo di uomini Bulli e violenti con altri uomini.
E' una domanda ancora senza risposta convincente. L'ipotesi più probabile è che nell'assenza di civiltà, quando vige la legge della giungla, prospera il mito del buon selvaggio.
CitazioneE qui interveniamo noi , dobbiamo insegnare agli uomini a schifare questo tipo di donne.
E' un'opera socialmente utile considerati i danni che possono fare agli uomini. Ne verremo a capo quando saremo riusciti a cambiare il volto di questa società.
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Padano74

30 anni fa i bulli erano già contesi e apprezzati sostanzialmente, sebbene formalmente disprezzati.

Finnegan

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