Bibbiano , inchiesta "Angeli e Demoni" e similari : topic unico

Aperto da Serenissimo, 6 Luglio 2019, 12:38:53 PM

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Serenissimo

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/angeli-e-demoni-io-non-sono-mai-stata-casa-dichiarazioni-1722075.html?mobile_detect=false

Nuovi e raccapriccianti particolari vengono a galla nell'inchiesta "Angeli e Demoni".

Proseguono infatti gli interrogatori del tribunale di Reggio Emilia, facendo emergere dettagli inquietanti. Dettagli che danno forma alla "storia degli orrori".

"Io non sono mai stata in quella casa". Risponde così - davanti ai magistrati - una delle assistenti sociali dell'Unione Val D'enza indagata nell'inchiesta della Procura, quando in tribunale le viene chiesto se avesse mai veramente controllato le condizioni dell'abitazione in cui viveva una di quelle piccole vittime strappate ai propri genitori naturali. A rivelarlo sono le parole, scritte nero su bianco, in un verbale d'interrogatorio riportato in un tweet dall'account ufficiale della trasmissione Chi l'ha visto?, in onda su Rai3.

Nella relazione stilata dall'assistente sociale - come riportato dalle carte visionate da ilGiornale.it - la descrizione di una casa fatiscente e inadeguata, priva del necessario per la crescita di un bambino. Ma l'operatrice, in quella casa, non ci aveva mai messo piede. Mai. Non aveva nemmeno controllato se effettivamente i genitori - Massimo e Gilda Camparini - fossero o meno in grado di accudire la propria figlia.

Nelle carte degli assistenti sociali si legge: "La casa appare spoglia e le operatrici non hanno visualizzato giocattoli". Peccato che in quella casa nessuno ci fosse in realtà mai entrato. E così venivano redatti verbali pieni di menzogne e falsità, come hanno testimoniato le successive verifiche dei carabinieri. Infatti, "in un sopralluogo di pochi mesi successivi, i militari rilevavano nel domicilio una condizione positiva e assolutamente diversa da quella riscontrata e descritta nella relazione del servizio sociale".

Una casa come tutte le altre, quella della famiglia Camparini. Almeno per i carabinieri che hanno fatto emergere la verità dei fatti. Una casa colma di giocattoli, videogiochi di ultima generazione e, persino, con un piccolo calcio balilla. E ancora, fotografie dove era ritratto il piccolo nei suoi primi anni di vita insieme ai suoi genitori e ai nonni. Quei nonni contro i quali i servizi sociali avevano più volte puntato contro il dito.

Il copione sembra ripetersi. La strategia sembra essere sempre più chiara. Si puntava sulle condizioni presunte pessime condizioni della casa, sulla precaria salute dei bambini e, altre volte, perfino sui litigi familiari, su abusi e violenze mai commesse. Così come è accaduto a Michele che, in un'intervista esclusiva a noi rilasciata, aveva raccontato i dettagli delle false relazioni stilate dai servizi sociali con il solo obiettivo di portare via i suoi due bambini.

Inchiesta abusi, la testimonianza di un papà: "Io accusato di omofobia per togliermi il figlio e darlo a una coppia gay"
Pubblica sul tuo sito

Un sistema pensato nei dettagli. Una strategia perversa che, per anni, ha permesso agli artefici dei fatti di lucrare sulla pelle dei bambini. Il tutto per soldi e ideologia.
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Serenissimo

#1
Per semplificare ai lettori , chiedo che tutte le notizie relative alle porcherie che sono successe nell'Emiliano siano raccolte qui, in un topic unico : video , notizie e quant'altro .

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Serenissimo

https://www.leggo.it/italia/cronache/bimbi_strappati_genitori_false_accuse_chi_ha_visto_oggi-4596728.html

Dietro alle false accuse di pedofilia e agli affidi illeciti a Reggio Emilia c'era un giro d'affari di centinaia di migliaia di euro. A Chi l'ha Visto? si ripercorrono le tappe salienti dell'inchiesta soprannominata "Angeli e Demoni". Sono 27 le persone indagate a vario titolo tra politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una Onlus di Torino. Tanti genitori innocenti hanno perso i loro figli perché accusati ingiustamente e i bambini erano sottoposti a un vero e proprio lavaggio del cervello.

In un disegno infantile repertato come prova ci sono una bambina e il suo papà. Le braccia allungate verso le parti intime della piccola però non erano state realizzate dalla piccola autrice del disegno, ma dalla psicologa che voleva accertarne la violenza. Il tutto per incrementare le casse di una onlus dove i bambini venivano curati. Da alcune intercettazioni emerge che una coppia omosessuale di mamme affidatarie amiche della psicoterapeuta maltrattavano la bambina che dovevano proteggere e che voleva tornare tra le braccia del papà. 

Tra le contestazioni emergono 'lavaggi del cervello' ai minori in sedute di psicoterapia, anche con impulsi elettrici per "alterare lo stato della memoria". Tra i reati contestati frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d'uso.

Dalle carte dell'inchiesta emergono anche altri dettagli. Disegni dei bambini falsificati con l'aggiunta di dettagli a carattere sessuale, abitazioni descritte falsamente come fatiscenti, stati emotivi dei piccoli relazionati in modo ingannevole, travestimenti dei terapeuti da personaggi 'cattivi' delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, denigrazione della figura paterna e materna. Questi, secondo l'indagine, erano solo alcuni dei metodi adottati nei confronti dei bambini con l'obiettivo di allontanarli dai genitori, per poi mantenerli in affido e sottoporli a un circuito di cure private a pagamento di una Onlus piemontese. Decine anche i regali e le lettere di affetto, consegnati negli anni da parte dei genitori naturali, che i carabinieri hanno sequestrato in un magazzino dove erano nascosti e che gli appartenenti ai servizi sociali indagati non avrebbero mai consegnare ai piccoli.

Una situazione simile a quella affiorata nell'inchiesta "Veleno" su episodi di questo tipo avvenuti nella bassa modenese. «Abbiamo ucciso almeno cinque bambini», queste parole - contenute in una vecchia registrazione mandata in onda da Chi l'ha Visto? - avrebbero rovinato intere famiglie nel modenese. Le voci appartengono a bambini che anni dopo avrebbero ammesso di essersi inventati tutto.

L'inchiesta di Pablo Trincia, autore del libro "Veleno", spiega che a causa di queste parole e di sospetti infondati, alcune persone hanno perso la custodia dei loro figli e hanno scontato una pena in carcere con accuse terribili. In trasmissione sono presenti Trincia e i genitori protagonisti di questa storia. «Era il 12 novembre 1998 e i servizi sociali mi hanno portato via quattro figli. Lo hanno fatto senza prove e senza ascoltarci. Ai miei figli voglio dire che li ho amati tanto. Figli miei, sapere come eravate e non sapere nulla di voi ora è molto grave», racconta una donna che è stata assolta e che per paura di perdere anche il figlio che aspettava ha lasciato l'Italia.
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Finnegan

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Finnegan

Ora le femministe dicono che è tutta una congiura dei pro-DDL Pillon. Poi saremmo noi i complottisti... :))
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Serenissimo

Persino la Lucarelli ne parla seriamente. Cioè , La Lucarelli, rendetevi conto .




Se c'è un "caso zero" che lega il centro Hansel e Gretel e i casi di "Veleno" e oggi Bibbiano è questo: il caso Sagliano, provincia di Biella. Il primo, il più dimenticato. La storia di un'intera famiglia che si suicidó nel 1996 per atroci accuse di abusi su due bambini e con le perizie dei soliti nomi (Foti/Roccia del centro Hansel e Gretel). E con quell'Alessandro Chionna, il pm che mandó in carcere Gigi Sabani. Un caso così dimenticato, nonostante il clamore dell'epoca, che per avere una foto di queste 4 persone che non hanno mai avuto giustizia, sono andata io stessa al cimitero di Sagliano a fotografare le loro tombe.
Ne scrivo oggi su Il Fatto.
Leggete questa orribile storia, è importante. E condividete il più possibile.

Il 5 giugno del 1996, a Sagliano Micca, provincia di Biella, si suicidarono quattro persone. Insieme, dopo aver lasciato delle lettere d'addio, scesero nel garage di casa, entrarono in una Fiat Uno verde, mandarono giù qualche pasticca di sonnifero e respirarono il gas di scarico fino a morire. Erano Alba Rigolone (66 anni), suo marito Attilio Ferraro (68 anni), i loro due figli Maria Cristina Ferraro (insegnante di 39 anni) e Guido Ferraro (commesso di 36 anni). Tutti accusati di aver sottoposto alle più raccapricciati pratiche sessuali due bambini, i figli di Guido e Maria Cristina, quel giorno erano attesi in tribunale per l'udienza del processo appena iniziato.
Un processo in cui l'impianto accusatorio si fondava principalmente sulle perizie di due consulenti: Cristina Roccia, una delle psicologhe coinvolte nella vicenda "Veleno" e colui che all'epoca era suo marito, ovvero quel Claudio Foti del Centro Studi di Moncalieri Hansel e Gretel, oggi agli arresti domiciliari per la vicenda di Reggio Emilia.

Il caso Sagliano, nella sinistra catena che lega l'associazione Hansel e Gretel ad alcune delle storie più inquietanti e controverse di abusi su minori, può essere considerato il "caso zero". E forse anche il più dimenticato, nonostante il suicidio, nonostante il clamore che suscitò all'epoca, tra videocassette sulla storia allegate a quotidiani, l'accorata difesa degli imputati di Vittorio Sgarbi e i pareri di noti opinionisti dell'epoca.
Un'intera famiglia si tolse la vita lasciando un biglietto sul cruscotto: "Quattro innocenti sono costretti ad uccidersi perché il tribunale di Biella non ha dato la possibilità di dimostrare la loro innocenza". Forse, oggi, alla luce di quello che sta emergendo, è possibile restituire dignità a quei morti la cui vicenda processuale fu ricostruita nel 2007, con appassionato rigore, dallo scrittore ed ex assessore di Biella Diego Siragusa in un libro, "La botola sotto il letto", che poi fu presto ritirato per minacce di querele.

La vicenda inizia nel 1995, quando Guido e sua moglie Daniela si stanno separando tra rancori e recriminazioni. In particolare, Daniela nutre un profondo astio nei confronti della famiglia dell'ex marito. Detesta soprattutto sua suocera Alba e della bella sorella del marito Maria Cristina. A un mese dall'udienza di separazione Daniela porta il loro bambino Angelo, di 9 anni, presso il Servizio di Neuropsichiatria Infantile di Vercelli che a sua volta fa una segnalazione al Tribunale dei minori di Torino. Il bambino accusa suo padre Guido, sua nonna paterna Alba e sua zia paterna Maria Cristina di avere rapporti incestuosi in sua presenza e di abusare di lui oltre che della sua cuginetta Linda, figlia di Maria Cristina. Il Tribunale sospende immediatamente gli incontri tra Guido e suo figlio Angelo.
Successivamente Daniela presenta una querela dettagliata contro il marito e la sua famiglia in cui racconta fatti raccapriccianti.

Da quando ha circa tre anni, a casa dei nonni, Angelo assiste a scene di sesso esplicito e incestuoso:
Maria Cristina lecca il pisellone al fratello Guido in salotto finché lui non le fa pipì sulla mano, sua nonna Alba, 66 anni, fa lo stesso sempre col pisellone di suo figlio Guido ma in camera. Maria Cristina, la piccola Linda e sua nonna Alba leccano tutte insieme Guido e vanno a letto nudi. La nonna nuda chiede a lui, Angelo, di toccarla ma il bambino si rifiuta. Un'altra volta Guido sbatte il pisellone sulla patata della piccola Linda oppure Guido lecca il deretano della madre anziana o suo padre prova a infilargli nel sederino il suo pisello ma lui scappa e gli altri dicono "Devi farlo!" Ti prego!". Insomma, Sodoma. Un famiglia di persone apparentemente rispettabili, nasconde un simile orrore. La bambina viene prelevata mentre è a scuola e tolta alla madre per finire in un centro per minori, il pm Alessandro Chionna della procura di Biella dà il via alle indagini con perquisizioni a tappeto a casa di nonna Alba e nonno Attilio (che non è ancora stato accusato) e di Maria Cristina. Cercano materiale pornografico, videocassette, prove degli abusi. Non trovano nulla. La nonna non ha neppure un videoregistratore.

Il 3 giugno Alessandro Chionna li fa arrestare tutti e tre con tanto di sirene e manette con un'accusa precisa e devastante: abusi sessuali su minori. Breve parentesi: il pm Chionna fu anche il grande accusatore di Gigi Sabani e Valerio Merola nel famoso caso "Varietopoli" che portò all'arresto di Gigi Sabani nel 1996, proprio dopo due settimane dal suicidio della famiglia Ferraro, con le accuse di truffa a fini sessuali e induzione alla prostituzione. Lo aveva accusato una minorenne. Chionna fu poi rimosso dall'incarico perché si innamorò della ex fidanzata di Gigi Sabani (con cui poi convolò a nozze), che conobbe durante l'inchiesta (poi archiviata). Gigi Sabani rimase marchiato da questa vicenda e nel 2007 morì di infarto. Tornando a Sagliano, i detenuti vengono interrogati da Chionna e dal Gip Paolo Bernardini. Guido afferma che la sua ex moglie aveva detto spesso che gliel'avrebbe fatta pagare, che era gelosa di sua sorella Maria Cristina, che dal '94 in poi aveva proibito a nonna Alba e a nonno Attilio di vedere il nipote, convinta che la nonna volesse avvelenare Angelo con lo sciroppo. Nonna Alba dice di aver sempre trattato i nipoti con amore, Maria Cristina conferma l'odio della cognata per lei e la sua famiglia. Nonno Attilio, l'unico rimasto libero, spiega di non avere rapporti sessuali con la moglie da 10 anni, altro che sesso e promiscuità in quella casa.

Il 5 giugno del 1995 Chionna e il maresciallo Santimone interrogano il piccolo accusatore Angelo. Il bambino conferma la versione orgiastica della storia, ma poi, quando gli si fa notare che il racconto è inverosimile, cambia completamente rotta e ritratta tutto. Sarà la prima di una lunga serie di ritrattazioni. "Tutto quello che ho raccontato è frutto della mia fantasia. Io ho voluto in questo modo far andare in prigione mio padre, i miei nonni, mia zia perché hanno trattato male me e mia madre. E' stata una mia montatura in quanto vedo film in cui fanno porcate", dice. A quel punto il bambino va via con la madre, ma dopo un po' i due tornano in Tribunale. Angelo si era solo spaventato, vuole confermare gli abusi, dice la madre. E invece Angelo ribadisce di essersi inventato tutto. Successivamente dirà anche che nella casa degli abusi ci sono botole sotto il letto dei nonni e passaggi segreti. Si è inventato tutto di nuovo. Il 7 giugno il gip Paolo Bernardini ordina la scarcerazione dei tre indagati e in un'ordinanza molto prudente ma rigorosa, afferma che la situazione è poco chiara, che la querelante manifesta ostilità nei confronti della famiglia Ferraro, che ai bambini sono state fatte domande suggestive, che Angelo ha dei disturbi psichici mai approfonditi.

Chionna, a questo punto, nomina come consulente tecnico Cristina Roccia del Centro Hansel e Gretel, la stessa che interrogherà alcuni bambini di Massa Finalese (il caso Veleno) un paio d'anni dopo. La consulente deve stabilire se Angelo e Linda sono attendibili. Linda sarà sottoposta a un vero interrogatorio, ma parlerà sempre con amore della mamma e della nonna con cui fa il gioco della principessa e dei gioielli. Nega ogni abuso, piange, le manca sua madre. Angelo, nonostante le proteste dei legali di Guido che non può più vedere suo figlio, invece continua a vivere con Daniela (se fosse stato vero che la madre lo manipolava, poteva continuare a farlo liberamente). Guido invia lettere strazianti al figlio che ormai non vede più da tempo, scrivendogli "Vorrei tanto poterti far avere dei doni ma non so come fare, ho ancora l'uovo di Pasqua che non mi hanno lasciato consegnarti!".

Il 6 giugno Chionna chiede al consulente tecnico Maria Rosa Giolito (che risulta aver collaborato con Foti di Hansel e Gretel anche nella stesura di un libro) di verificare se la bimba abbia subito abusi. "L'imene con bordi sottili è compatibile con la penetrazione di un dito di una persona adulta, non posso escludere né provare la penetrazione col pene", sarà l'esito. Che in sostanza non vuol dire nulla, tanto più che il perito della difesa parlerà di normale conformazione dell'imene. La visita della Giolito al bambino Angelo darà esito negativo, tuttavia la dottoressa specificherà "I segni ritrovati non sono specifici per abuso sessuale pur essendo compatibili con tale diagnosi, va considerato però che un oggetto delle dimensioni di un dito può essere introdotto nell'ano senza troppo disagio".
Insomma, l'esito è negativo, ma si lascia una finestra aperta. Peccato che in seguito Angelo dirà chiaramente di essere stato penetrato dal padre e che quella perizia lo smentisca. La perizia tecnica di Cristina Roccia, per la cronaca, costerà al tribunale la non modica cifra di 6.417.450 lire.

Quando ormai la scadenza delle indagini è imminente Chionna affida una nuova audizione del bambino Angelo a Claudio Foti. Aveva ritrattato troppe volte, l'accusa era molto indebolita. Con Foti accanto, il bambino afferma di aver ritrattato gli abusi perché minacciato dal maresciallo e conferma le violenze. Non solo. Accusa per la prima volta anche suo nonno Attilio e anticipa l'inizio delle violenze a quando aveva un anno (la cuginetta non era neppure nata!). Come potesse ricordarsi di violenze subite a un anno non è chiaro. Non solo. Aggiunge che la cuginetta non ha il coraggio di dire la verità, quindi se dovesse essere risentita lui vorrebbe essere presente, "così la aiuta a parlare".
Chionna chiede il rinvio a giudizio, il gip Bernardini fissa il giudizio immediato, ma estromette le consulenze tecniche-psicologiche affermando che non si limitano a fornire un apporto scientifico, ma esprimono dei giudizi sulla veridicità di quanto affermato dai bambini. Chionna, che senza quelle perizie ha pochi elementi, non si arrende. Chiede al Tribunale un'audizione protetta per i due bambini che, come richiesto da Angelo, saranno sentiti insieme dalla psicologa Paola Piola, già teste dell'accusa.

Alba, Attilio, Maria Cristina e Guido capiscono che se la bambina confermerà le accuse sono spacciati. E così sarà. La mattina del 5 giugno 1996, fuori dal tribunale, la sorella di Alba, Maria Rigolone e gli avvocati della difesa, attendono i Ferraro per un po', poi allarmati dalla loro assenza chiamano i carabinieri. In casa furono trovati alcuni biglietti di addio. In uno, firmato da tutti e quattro, indirizzato al senatore Claudio Regis che li aveva sempre sostenuti c'era scritto "Violando il codice, dei bambini sono stati ascoltati come pretendeva il pm Chionna, dalla stessa psicologa chiamata dall'accusa come teste che da un anno prepara Angelo a condannare il padre e tutta la sua famiglia. La sentenza che ci aspetta è ovvia, siamo innocenti, non vale la pena continuare ad esistere".
Maria Cristina aveva scritto un'altra lettera in cui si augurava di incontrare di nuovo sua figlia nell'aldilà.
Nonna Alba aveva lasciato un biglietto: "Non ho mai fatto porcherie con i figli e i nipoti che adoravo. Ho insegnato loro le cose belle e giuste della vita, chiedo perdono ai miei cari". E poi quel biglietto sul cruscotto: "Siamo innocenti".

Morirono insieme, respirando monossido, nella Fiat Uno verde di Maria Cristina. Ai funerali parteciparono più di 1000 persone, a Sagliano in tanti credettero alla loro innocenza fino alla fine. La sentenza di improcedibilità mise fine alla vicenda. Chionna disse di aver lavorato con correttezza, Paolo Crepet sentenziò che "il suicidio è un'ammissione di colpa", il senatore Claudio Regis affermò "Queste persone sono state uccise per un patto scellerato fra procura e tribunale dei minori". (e per questa dichiarazione fu processato e condannato). "Ora il dolore è solo mio", dichiarò Daniela, la grande accusatrice, ai giornali.

Ma a rimbombare ancora, dopo 23 anni dalla tragedia, sono le parole della psicologa Paola Piola, una delle grandi sostenitrici dell'accusa: "In fondo le vittime sono ancora i bambini. Ora sono anche senza genitori. La vicenda giudiziaria è stata archiviata col decesso degli imputati, e forse è meglio così".
Quattro morti, una verità mai accertata e ombre antiche, che dopo 23 anni, spuntano fuori da una vecchia botola. L'unica che è davvero esistita, in questa orribile vicenda. No, non è stato meglio così.
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Finnegan

Bene, molto bene. E' essenziale che la gente capisca (come ha evidenziato la Frezza, citata qui che non si tratta dell'isolata degenerazione di un servizio pubblico, ma degli effetti di una ideologia che ha contagiato tutte le istituzioni di cui questo caso costituisce la punta dell'iceberg.
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johann

riflettevo su questo fatto e mi e venuto alla mente il suicidio/strage di andreas lubitz della germanwings
il collegamento c'e' e me lo spiego cosi: 
nel nostro incompiuto sentimento nazionale e impossibile negare che c'e in giro (da generazioni) un certo complesso di subalternità rispetto ai  paesi "nordici",  se proprio lo si vuole catalogare direi che questo deficit si colloca in zona fierezza nazionale,  tanto ne manca e tanto ne viene sistematicamente rimpiazzato da una insipiente e diffusa esterofilia cronica,  tutti sanno che gli  italiani sono i peggiori denigratori di se stessi,  nell'attuale demenza culturale in cui ci stanno sprofondando tutti  parlare di orgoglio nazionale e' ormai sinonimo di integralismo ideale,  con l'aggravante di passare per degli intolleranti in potenza

poi,    la sostanziale mancanza di orgoglio nazionale, altrimenti declinabile come un diffuso rigetto del nostro passato e delle nostre tradizioni,  fa del popolo italiano il più bendisposto al mondo verso tutta l'asfissiante  retorica dell'accoglienza, dell'integrazione, della contaminazione dell'inclusione dell'altro,  del diverso, ecc ecc  fino ai modelli comportamentali  improntati al cosmopolitismo fine a se stesso come ad esempio l'erasmus o tutti gli altri woodstock mascherati che ci sono in giro,  tralasciando sul formidabile tornaconto economico che tutta questa esterofilia regala agli stranieri (made in:  germany, usa, japan, ormai anche china) e parimenti   al colossale danno che in modo masochista facciamo a noi stessi, la cosa che merita attenzione e' il dato psicologico di sudditanza tipico dell'italiano medio  nei confronti  di ogni cosa che discenda da "settentrione"

non e' esagerato dire che l'ideale  in ogni campo,  oggi si localizza presso il nord europa rispetto al quale  ovviamente noi siamo sempre  i soliti  terroni, ....... prendendo ad esempio la solita germania  e' un fatto che la teutonica garanzia rappresentata dal "brand"  tedesco  estende per inerzia la sua aureola da "primi della classe" anche alla loro societa,  la dove per gli stolti italiani,   tutto,  non puo che essere migliore perfetto regolare giusto ....... 
poi........ ecco,  che  su questo idilliaco affresco ti arriva la macchia d'inchiostro della notizia di un andreas lubitz che nel proposito di suicidarsi sceglie di farlo schiantandosi con tutto l'aereo carico di passeggeri,  e  allora ti chiedi:  ma che razza di umanita  e "progredita" in questi paesi dietro e dentro a tanto apparente luccichio perfettino ?

i fatti della rossa emilia  sono espressione dello stesso concetto,  la fascia "rossa" del centro italia ha goduto da sempre di una autocertificata  nomea di modello di riferimento per il resto del paese ....."l'eden sociale" che avrebbe potuto essere l'italia tutta,   ma che non e' stato per colpa della conventio ad excludendum verso i comunisti da parte dell'insipiente e miope blocco conservatore (gli americani e la solita chiesa cattolica)  questo il rimprovero che ogni riferimento di qualsiasi tipo al feudo tosco emiliano ha da sempre veicolato in modo subliminale verso l'opinione pubblica italiana creando quasi un vago senso di colpa  per non aver a suo tempo condiviso in massa l'opzione "rossa"
e in effetti esattamente come le apparenze da "bomboniera"  dei paesi  del nord  anche nelle nostre regioni "primedonne"  se ti fermi alla patina superficiale e tutto un florilegio di "no profit"  di  onlus  di beneficenza di qua di la'  e cooperative dappertutto per qualsiasi monata, tutto rigorosamente politicamente corretto,  dove ora esistono pure le "comunita' socialmente sostenibili " (l'ultima stronz... del lessico popu-gressista,)   comunita immacolate,  vendute alla vulgata popolare come solo sfiorate dalla mentalita' capitalista e dalla laida logica del profitto,  oasi  di giustizia sociale grondanti di mellifluo buonismo dove nell'immaginifica edulcorazione di massa ci mancava  solo heidi a spasso con le caprette 
romagnoli e toscani  d.oc. "cercasi"   da mezzo secolo a questa parte sembrano scomparsi,  finora se li chiamavi all'appello in loro vece si presentava l'immancabile  piddino a declamare le virtu' del loro modello sociale ex comunista nella sua ultima stesura demagogica quella catto-progressista   

ebbene cosi tanto per dimostrare come in quasi tutto cio che riguarda la lercia ideologia tutto e mistificazione e inganno  e sufficente rimestare un po sulla reietta vera storia di questo paese e vedere cosa viene a "galla"  ....... toh!! guarda un po!:  tutte queste regioni da quando si sono instaurate giunte monocolore rosse hanno sempre goduto di un buon 10 / 20 %  di trasferimenti sottobanco in più da parte dello stato nel quadro di uno dei tanti programmi "black" varati nel dopoguerra  da parte della vile e pavida DC (perennemente a caccia del male minore e del compromesso sul compromesso,)  che illudendosi che "saziando i comunisti finanziariamente questi avrebbero sorvolato sui loro propositi rivoluzionari  e hanno ottenenuto invece un continuo ricatto al rialzo:  o ci accontenti o noi molliamo i freni alla rivoluzione proletaria e poi sono c.....  vostri ...... e questo e andato avanti per decenni 

.....si dira' che arrivo tardi visto che dalle ultime votazioni  sembra che anche da quelle parti  il vento stia cambiando ....ma siamo sicuri che questi cambiamenti elettorali  non saranno altro che semplici riconfigurazioni di un sistema ideologico tutt'altro che in crisi?  A trent'anni dalla fine della guerra fredda crediamo che l'ideologia laicista abbia ancora bisogno di piantare bandierine sulla mappa geopolitica del mondo e si perda sulla contabilita di comuni regioni e governi conquistati?  Non credo proprio!  adesso il "gioco" e ancora più sporco  di prima e si sta spostando alla conquista diretta dei piani alti dell'establishment  mondiale onu in primis la' dove si vota poco e male.......democraticamente .......mai 

andiamo quindi all'essenza che magistralmente la frezza ha disossato nell'ultima parte del suo scritto

Il caso reggiano, a ben vedere, non è affatto quindi un fenomeno inedito, ma solo una nuova drammatica applicazione di un vecchio progetto pedagogico di marca progressista, parte di un ben più ampio programma di distruzione della famiglia e di scardinamento di quell'ordine naturale che nella famiglia ha la sua prima e principale manifestazione.
Le teorie di Engels, che considerava la famiglia patriarcale la forma primigenia di oppressione di classe – e per questo ne auspicava la demolizione per ottenere la liberazione della donna dalla schiavitù della riproduzione – nel modello pedagogico della sinistra moderna, pseudoegualitaria e veterofemminista, si fondono con l'omosessualismo e producono come frutto maturo le mostruosità di cui sopra. La matrice culturale tanto del Forteto quanto delle depravate reti emiliane è la medesima e affonda nell'orizzonte di riferimento della sinistra libertaria e umanitaria che ha conquistato indisturbata il monopolio della psico-socio-pedagogia nostrana approfittando del sonno dei più e dell'inerzia di troppi. Così, può capitare di svegliarsi un giorno e di essere costretti dalla cronaca ad aprire gli occhi su una realtà devastante: l'educazione dei bambini, dei nostri bambini, è nelle mani di un imponente esercito ideologizzato e infiltrato da spietate organizzazioni criminali.

Il canagliume ideologico non muore mai,  cambia sempre,  non ha nemmeno molto senso parlare di vecchio,  di ex , di  vetero e di convesso di post  l'ideologia cambia,  muta di continuo,  ma solo per salvaguardarsi sempre uguale a se stessa nella sostanza,   ma allora  oggi nel  nuovo millennio qual e la sostanza della proposta di tutti questi sinistrorsi "in calore" ? .....una visione organica di un'altra società possibile?  ......un'alternativa completa al sistema vigente?  Niente di tutto questo 
1mo) perché oggi sono loro il mainstream  mondiale  .
2do)  se mai ci sono state queste  "nobili" intenzioni esse si sono autosmentite nel sangue di almeno un centinaio di milioni di morti 
quindi cosa rimane al netto di tutto?   come il retrogusto  dopo un bicchiere di pessimo vino la sensazione e questa:  noi come società abbiamo a che fare con  un fronte di gente a cui  di tutto l'armamentario rivoluzionario e sovvertitore ereditato dal passato e di cui si sono ubriacati fino al dna,  gli e sparito ogni SENSO e ogni FINE ultimo in grado di giustificare il loro fideismo ideologico
a restare come collante di fondo di tutto l'odierno schieramento progressista e soltanto quella particolare regressione umana che dalla ragione risale all'istinto delle pulsioni un tempo necessaria a produrre "l'uomo barbarico" adatto a fare e sostenere le rivoluzioni
metaforicamente e concretamente parlando oggi senza più nessun valido motivo politico-ideologico  c'è rimasta in giro solo una gran voglia di menare le mani, di fare barricate, di assaltare e distruggere un "qualcosa"  di andare contro "un nemico"  di sfasciare il sistema anche se il sistema e' il loro,  e non ci sono più "bastiglie"  da espugnare
dal discutibile fine che giustifica i mezzi adesso siamo progrediti ai mezzi come fine di se stessi
se passiamo in rassegna il sunto dei pionieri dello sfascismo sinistroide dai  vecchi e nuovi marxisti  ai "guru" del 68  sino alle femministe e al mondo gender  abbiamo un corollario di dichiarazioni TUTTE meramente distruttive,  che non costruiscono nulla che non vogliono immaginare di voler costruire niente sulle macerie del mondo decostruito,  al netto le stesse macerie sembrano l'obiettivo che tutto riassume e giustifica,  ecco il vuoto spinto della loro cultura politica

ecco quindi come mi spiego, nasca tanto odio verso la famiglia,  l'identita occidentale  il maschio  l'umanita stessa (implicito nel senso più profondo dell'ecologismo oggi più in voga)  e ogni altro residuo di istituto tradizionale,
non chiedetegli conto del perché lo fanno, e inutile, perché non lo sanno nemmeno loro,  e neanche gli interessa chiederselo  quello che vogliono e solo sfogare e appagare un bisogno che da politico ideologico col tempo e diventato meramente fisiologico   
un po come quando la natura chiama,  .....che spiegazioni servono?!
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

La sinistra è stata nominata custode – lautamente retribuito – di un mondo in cui i valori tradizionali si sono dissolti.
Già negli anni '30 McLuhan parlò di
Citazioneforze che cercano di utilizzare l'arte, la scienza e la filosofia al fine di ridurre il nostro mondo a quell'utero notturno da cui esse suppongono ch'esso sia nato.
In questa frase c'è tutta la decostruzione femminista della civiltà odierna. E' fondamentale che la gente capisca che il portato di questa ideologia è puramente distruttivo, e che sarà accantonata una volta paralizzato l'Occidente quanto basta per riconfigurare gli equilibri mondiali. A quel punto torneranno come per miracolo i collaudati ideali di Dio-patria-famiglia come avvenne nel primo dopoguerra in Europa, o in America dopo i folli (e apertamente femministi) anni '20.
Già nell'opera di T. S. Eliot e poi dello stesso McLuhan (padre e figlio) si evince come il nulla promosso dalla sinistra sia una sorta di anestesia globale, per ridurre il pubblico ad uno stato di impotenza durante l'intervento dei demolitori e dei costruttori. La convalescenza, o meglio la vera malattia, viene al risveglio dopo lo smantellamento, la rimozione e il trapianto della psiche e della popolazione nella nuova "terra desolata" o città globale.
Non per nulla i soggetti più colpiti dal demolitore mondiale (non sono l'unico a dirlo, vedi MGTOW Italia) sono quelli più capaci di custodire e trasmettere la civiltà:
CitazioneE' una cultura in cui gli uomini migliori per il mantenimento della Civiltà (grandi lavoratori, onesti, affidabili, bravi padri di famiglia ecc.) vengono puniti senza tregua con celibato involontario o solitudine imposta.
E ancora la Frezza, per cui gli uomini di buona volontà vengono diabolicamente isolati da (aggiungo) un esercito di uomini di paglia e di amanti del quieto vivere pronti a vendere il prossimo per un piatto di lenticchie.
Non è un caso che in America un'intera generazione di uomini bianchi anche con alto livello di istruzione venga falciata dall'abuso di oppiacei (è una vera emergenza nazionale). Come preconizzò A. Ginsberg: «Ho visto le menti migliori della mia generazione... cercare rabbiosamente una dose».
Quel che serve oggi è appunto "l'uomo barbarico", ovvero l'africano sradicato, l'asiatico che non ha conosciuto il diritto romano (e il valore dell'essere umano, vedasi Gengis Khan), il progressista che odia la propria cultura, "serenamente" ateo e nichilista, il manager psicopatico che in nome della globalizzazione non ha scrupolo di distruggere niente e nessuno.
Questo pensiero meramente distruttivo grava ancora come un'ipoteca nelle menti della maggior parte degli uomini, castrati dai disvalori contemporanei (come sesso promiscuo-divorzio-aborto) ed è necessaria una presa di coscienza collettiva per riconoscerlo per quel che è e prenderne le distanze, onde porre in essere un'azione libera da ceppi e più incisiva.
Sostienici con una donazione: www.coscienzamaschile.com/dona

Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

Serenissimo

Anche qui, una giornalista donna che fa un'azione peffettamente QMmista .

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/sistema-affidi-silenzi-orrori-bibbiano-caso-isolato-123246/?fbclid=IwAR0-EDENcA2HB6bMm_gBAyt3y7x9kcZEBGnRl_9G6t1ZBue6bu7NZlOZphE

Il sistema degli affidi, tra silenzi e orrori: Bibbiano è un caso isolato?

Roma, 2 lug – Il bubbone "Bibbiano" non è un caso isolato: occorre rendersi conto che tra i 30 e i 35mila minori vivono in comunità e case accoglienza dopo essere stati sottratti alle loro famiglie. La storia dei piccoli reggiani plagiati è solo una delle numerose vicende dove il lupo si traveste da agnello. Nella maledetta trappola sono caduti tanti genitori che sono stati strumentalizzati da certi servizi sociali deviati, dove chi gestisce i servizi della cura della relazione in ambito sanitario ha la possibilità di distruggere interi nuclei senza che vengano effettuati i necessari controlli. L'inchiesta "Angeli e Demoni" è la punta di un iceberg esteso da nord a sud, da Milano a Torino passando da Bologna, Roma Napoli: una piaga viva e purulenta alimentata da psicologi, assistenti sociali, giudici, avvocati, esperti, politici e amministratori, medici e liberi professionisti, tutti attivissimi non solo ad alienare bambini e genitori ma anche a fare il lavaggio del cervello agli addetti ai lavori operativi in enti, onlus, ospedali, scuole fino alle parrocchie attraverso convegni, master universitari, corsi di formazione.
Un sistema tentacolare

Un illecito mostruoso e redditizio sistema di "gestione minori", finanziato profumatamente con fondi regionali, comunali, statali. Un fiume di denaro nelle mani di persone senza scrupoli, non è una frase fatta. Non solo Emilia quindi: i tentacoli della onlus Hansel & Gretel sono estesi in più regioni. Due professionisti indagati fra i 16 della lista nell'ambito dell'operazione "Angeli e Demoni" sono di Moncalieri. Ed è dal comune a pochi chilometri da Torino che si snoda la drammatica storia di Maurizio Marchisio, a cui gli assistenti sociali hanno tolto i quattro figli, due dei quali affidati a nuove famiglie. Del figlio Emanuele si sa che era stato ricoverato (senza autorizzazione del padre) presso la comunità "Mulino Piccolo", facente parte di "Terra Mia onlus" di Moncalieri.
Una famiglia distrutta

Ma chi è Maurizio Marchisio? Un padre, uno dei tanti, finito nella rete degli affidi forzati. Dopo essere stato accusato falsamente di violenza domestica dalla ex compagna è finito in carcere (dove ha anche subito pestaggi da parte di compagni di cella), ha perso il lavoro, ha perso l'anziano padre morto di crepacuore. Marchisio è stato derubato attraverso losche manovre della sua eredità impugnata dagli avvocati i quali, come il gatto e la volpe, hanno circuito l'anziana sua madre per appropriarsi di beni e risparmi a saldo delle prestazioni sostenute, non certo per difenderlo ma per omettere fatti e verità.

Il 27 marzo 2014 Marchisio invia un documento di 40 pagine al Csm, al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al Presidente della Repubblica, all'ordine degli avvocati di Torino, al Procuratore capo della Repubblica Italiana della Procura di Torino nella persona del dottor Gian Carlo Caselli. Una memoria difensiva che descrive la tribolatissima vicenda iniziata nel 2008 e per la quale chiedeva una procedura d'urgenza ex art.700 c.p.c. e una indagine approfondita, verifica, di tutti i fatti elencati. Il documento contiene i fatti oggettivi vissuti sulla sua pelle e quella dei suoi figli, evidenziano la sussistenza di estremi di reati penali procedibili anche d'ufficio, commessi da parte di psicologi, enti pubblici, onlus, associazioni. Nel documento Marchisio elenca 23 presunti reati commessi da assistenti sociali, esperti e psicologi e figure professionali gravitanti nella Asl nella Neuropsichiatria infantile Cuneo 1 e i 6 avvocati che negli anni si sono avvicendati.

Tutto ha inizio il 20 marzo 2008 in seguito ad un litigio fra Marchisio e l'ex compagna Cinzia, madre dei suoi quattro figli. Una donna fragile, debole, facilmente influenzabile che si presenta presso il servizio sociale del comune di Moretta (Cuneo) per sporgere querela nei confronti del compagno Maurizio. Dagli operatori presenti ottiene una collocazione temporanea che durerà invece 54 mesi e che costerà alla collettività la faraonica cifra di 150mila euro. Da quell'alloggio la donna se ne sarebbe andata anche prima se non fosse stata scoraggiata e impaurita dagli operatori che la ricattavano psicologicamente minacciandola di togliere anche a lei i figli. La richiesta inoltrata da Marchisio non verrà mai valutata: come troppo spesso accade il faldone giace probabilmente chiuso in un cassetto o in un armadio come le letterine dei bambini rapiti indirizzate ai loro genitori e mai recapitate dalle operatrici orchesse della Val d'Enza.

Gli anni passano per questo padre privato violentemente dei suoi quattro figli di cui due non si sa dove siano finiti. Nel 2018 il figlio Emanuele viene ricoverato tramite Tso in reparto psichiatrico. Il ragazzino non abita con il padre da quando aveva 7 anni: da allora ha dovuto subire diversi trattamenti a base di psicofarmaci che lo hanno portato a pesare 140 chili a soffrire di colecisti. Inoltre in comunità ha subito violenza fisica da parte degli operatori (pugni, schiaffi, tagli sulle mani perché voleva vedere suo padre) e sessuale. Il costo che la collettività paga per il ricovero di Emanuele ammonta a 6000 euro ogni mese. Marchisio torna a raccontare la sua storia in un video pubblicato sulla pagina social nel marzo 2018, questa volta rivolgendosi al M5S per chiedere di fare chiarezza sulla sua drammatica vicenda e su tutti gli abusi e relativi a sperperi di denaro pubblico, in nome di quella "trasparenza" che i grillini hanno sempre urlato. Nessuno ha mai risposto a Marchisio.
I garanti dell'infanzia

All'indomani dei fatti di Reggio Emilia invece prontissima è stata la risposta di Luigi di Maio. il quale ha chiesto al ministro Fontana di indagare. Un'uscita che fa ridere se non piangere quando al leader pentastellato bastava chiamare l'amico e compagno di partito Vincenzo Spadafora che conosce bene l'ambiente, essendo stato Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza dal 2011 al 2016, nonché Presidente Unicef Italia fino al 2011. Vincenzo Spadafora infatti sa tutto, avendo ricevuto negli anni centinaia di segnalazioni, sollecitazioni, memorie, strazianti spezzoni di intercettazioni telefoniche, audio e video (le stesse che il Marchisio aveva allegato all'imponente ricorso presentato nel 2014) ma non ha mai dato peso ai tanti allarmi che in questi anni sono stati lanciati da più parti. Chissà che adesso, dopo i fatti emiliani darà segni di vita.

Il silenzio assordante induce a credere che a Spadafora, che passerà alla storia per aver pronunciato la famosa frase "il sistema, tutto sommato, regge", i controlli non interessino. Magari a lui potrebbe anche andare bene l'assenza di un database ufficiale dei minori collocati fuori famiglia, in grado di registrare e monitorare i tempi di permanenza degli ospiti, catalogare le strutture di accoglienza laiche e religiose esistenti, i fondi erogati a tali strutture. Oggi la politica chiede trasparenza e commissioni d'inchiesta, ma quando le stesse richieste sono state fatte, Spadafora, si è girato dall'altra parte. Forse perché lui Garante non è più? A proposito: qualcuno ha sentito balbettare Filomena Albano, attuale Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza?

Antonietta Gianola
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

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