Un po' di luce sul mistero della Spagna femminista

Aperto da Finnegan, 11 Gennaio 2020, 03:26:02 AM

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Finnegan

La Spagna è un Paese latino e almeno formalmente cattolico. Eppure, lì il femminismo e altre leggi ultraprogressiste (matrimonio omo, procreazione artificiale, utero in affitto, uso di embrioni in laboratorio) hanno preso piede come e più che nei Paesi di cultura protestante, anglosassoni e scandinavi. Come mai? E' un fenomeno recente venuto dal nulla, o affonda le sue radici nelle pieghe della storia spagnola? Per esempio, perché la guerra civile (che pure non è mancata da noi in vari momenti storici) è stata così virulenta, portando un popolo di sensibilità latina a simili profanazioni?


Sembrerebbe che con l'Età Moderna la Spagna abbia visto nascere una visione dell'uomo di tipo tecnocratico (in cui l'uomo è solo un oggetto, la ruota di un ingranaggio), di cui vediamo gli effetti ancor oggi in leggi inaudite in altri Paesi specialmente latini.
Questo progressismo parossistico proviene dalla sensibilità del popolo, o non è forse stato imposto e pilotato dalla sua classe dirigente?
Provo ad azzardare una risposta, necessariamente per cenni ed indizi data la complessità della materia; lasciando al lettore completare gli spazi mancanti partendo da queste tracce di una storia mai scritta.

Prima dell'Inquisizione la Spagna non sembrava molto diversa dall'Italia, come testimonia l'arte molto simile alla nostra coeva, e c'era anche una tolleranza tipicamente cattolica (con buona pace delle falsificazioni storiche di oggi) per le altre religioni.
Dopo l'Inquisizione, comunque alle soglie dell'Età Moderna, le cose cambiarono e assistiamo al sorgere, apparentemente dal nulla, di utopie terrestri di marca socialista che di cattolico avevano poco o nulla.
Il lettore di mente aperta resterà sorpreso nell'apprendere, come le aberrazioni della contemporaneità si possano talora spiegare con le eresie di ieri.

Col Rinascimento assistiamo al sorgere, in Italia, di tendenze magiche e pagane per esempio in Pico della Mirandola e nei domenicani (ordine incidentalmente di origine spagnola) Giordano Bruno, Tommaso Campanella e lo stesso Savonarola. Tale pensiero esoterico si accompagna all'ideazione di utopie tecnocratiche non lontane dal progressismo odierno, come la Città del Sole di Campanella, in cui gli uomini sono allevati come in un alveare in base a regole eugenetiche, che oggi regnano come "inevitabile progresso" nelle società occidentali.

E' possibile che idee di matrice simile siano apparse in Spagna e siano state anche messe in pratica, non solo in ambito laico come ai tempi della Guerra Civile ma anche cattolico. Per esempio, sin dall'inizio i gesuiti dimostrarono di avere una visione del cattolicesimo marcatamente mondana, con precoce fondazione di comuni di stampo socialista in America Latina.
Ancora oggi con la Teologia della Liberazione i gesuiti sono la testa di ponte di progetti socialcomunisti sempre in Sudamerica. Di fatto furono soppressi e scacciati da molti Paesi, contrariamente a quanto avvenne con altri missionari.
C'è chi ha osservato che i gesuiti hanno uno spirito rigorista, per cui "la Grazia deve costare cara". Non siamo in tal senso lontani dal rigorismo protestante e calvinista.
Altri ordini spagnoli sembrano aver preso in mano il testimone di utopie comuniste in seno al cattolicesimo: l'Opus Dei si arricchisce con i beni dei membri, cui non resta granché di proprio e come i gesuiti esercita una forte direzione (c'è chi dice manipolazione) delle coscienze. Una ex numeraria ha scritto che esistono statuti segreti che se fossero stati divulgati avrebbero precluso l'approvazione da parte della Santa Sede.
Anche qui notiamo un notevole rigorismo non lontano dallo spirito protestante.
Ancora peggio i neocatecumenali (man mano che la barbarie progredisce il gioco si fa scoperto) che oltre a creare un socialismo di fatto hanno fondato una vera e propria religione nella religione, con tanto di "secondo battesimo" nel Giordano. Si veda al riguardo l'ottimo lavoro di Padre Zoffoli che evidenzia, ancora una volta, le affinità dottrinali tra neocat e protestanti.
Anche i neocatecumenali sono stati banditi dai vescovi di diverse nazioni, non si può negare che certo "cattolicesimo" di matrice spagnola incontri non poche resistenze lungo il corso della storia.
Frank Herbert nei suoi romanzi (vera miniera di informazioni) definisce i gesuiti "rinnegati" che praticano una doppia fede. Ma sono romanzi, facili da screditare quindi lo riportiamo solo per informazione.
Sotto questo aspetto, sembrerebbe che in Spagna comunismo repubblicano e certo cattolicesimo più o meno ortodosso siano due corpi e un'anima, a diversi livelli si somigliano e quelle correnti cattoliche non sono estranee al socialismo più radicale che attraversa come un fiume carsico la storia spagnola.

Questo iato nella cultura spagnola è visibile anche nel cambiamento di stile nella pittura (dallo stile medievale-iconico a quello di El Greco).
Osserviamo questo quadro medievale:


Lo spazio e il tempo, privi di prospettive ovvero di pittoricità, assicurano la levità della croce. Non c'è alcun accento tragico, nessuna espressione "realistica" d'angoscia. Tutto è liturgico è collettivo, indice di comunità e di società coesa. È una pittura non troppo diversa da quella di altri Paesi europei Italia inclusa.

E ora questo quadro di El Greco:


Le figure sono distorte, abbiamo un contenuto irrazionale in una cornice razionale.
A differenza dell'altro dipinto, dallo stile ieratico e inclusivo, il mondo di El Greco è altamente frammentato e ha una marcata connotazione "ideologica" e propagandistica.
Non c'è più l'integrità iconica del quadro procedente, siamo già in una società frammentaria e "di massa".

Da questi brevi ma significativi indizi, si può ipotizzare che a cavallo tra il Medioevo e l'Età Moderna, ci sia stata una cesura nella storia spagnola, a seguito della quale le élite o parte di esse avrebbero adottato ideologie e prassi radicali, lontane dalla sensibilità popolare cristiano-latina e che avrebbero influenzato il corso successivo della storia di quel Paese.
Se fosse esatta, questa ipotesi spiegherebbe molto bene perché in Spagna, il femminismo e altre idee e leggi ultraprogressiste, sono più affermate che in altri Paesi latini e allineate a quelle dei Paesi di cultura protestante.
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johann

#1
Se facessimo una "anamnesi" dell'Europa sul morbo sociale che la attanaglia la spagna verrebbe subito dopo la francia   francia che rimane il focolaio infettivo per i noti fatti del 1789
Quello che si coglie in spagna sono i riverberi in superficie di un titanico conflitto che sta dilaniando il DNA dell'occidente tutto

classi dirigenti.....certa chiesa politicizzata .....certo!   sono stati sicuramente dei  fattori determinanti  però secondo me per quanto importanti non stanno sul versante delle cause  ma sono anch'essi parte della molto più vasta risultante originata dall'involuzione in negativo a doppio, triplo, quadruplo .... avvitamento all'indietro portata  nella storia dell'occidente dalla tanto blasonata rivoluzione francese 

la sindrome "giacobina"  cioè la "mistica" della rivoluzione fine a se stessa e' oggi tutto quanto rimane del crudele e criminale scompaginamento sociale consumato nel sangue in quell'anno  e la causa come ormai finalmente alcuni storici riuscendo  a "bucare" il muro di gomma della storiografia politicamente corretta (alla mieli) stanno cominciando ad evidenziare non fu motivata principalmente da ragioni di tipo sociale ed economico, anche se nessuno nega che come in ogni epoca storica (anche la nostra) c'erano molte ingiustizie,  il semplice fatto che se anche fosse stato non si sarebbe giustificato in alcun modo la mattanza che ne segui  dimostra che le cause furono sostanzialmente pretestuose e la rivoluzione non fu uno "sfogo" estemporaneo del popolo ma una sommossa preordinata e pilotata a distanza

le ragioni prime e ultime furono "altre" e non nacquero certo dal "basso" dal popolo ma scaturirono da lobby insinuate nel "grasso e pasciuto" ceto borghese che mirava semplicemente a SOSTITUIRSI di brutto alla decadente e degenerata aristocrazia al potere   
non penso che i parigini fossero propensi a credere ai nobili ideali che li chiamavano alle barricate specie quando videro che calavano dall'alto della borghesia benestante scattarono invece quando al grido basta, nobili,  basta teste coronate,  basta con tutta la "genealogia" del sangue blu  basta con tutte le loro ricchezze,  si solletico in loro l'invidia sociale che li legittimava alla sommossa finalizzata alla predazione.....della serie, anche la rivoluzione, qualsiasi cosa pur di reclamare la propria parte di "bottino" 
Libertà, Egualità, Fratellanza...   niente che non fosse già incluso nella civiltà cristiana se solo la si fosse attuata anche politicamente  nessun vero slancio ideale  nessuna vera  "Gerusalemme terrena" era nelle intenzioni dei mandanti della rivoluzione  ciò che gli interessava era il potere tutto e subito   da ottenere con una violenta e brutale spallata  in modo da attuare una "scorciatoia" rispetto ai lunghi e graduali processi di mutazione sociale e storica  che gli permettesse di passare subito all'incasso  ovviamente i costi umani e materiali non avevano nessuna importanza

se ebbero un merito consiste nel fatto che seppero cogliere il momento giusto per entrare in azione e cioè quando diversi rivoli di pensiero "antisistema" dell'epoca: il nominalismo di ockham, eresie varie, ma soprattutto lutero e la sua riforma protestante cercavano una confluenza verso un qualche sbocco dirompente
nessun vero ideale "superiore" poteva animare i mandanti rivoluzionari, anche perché nella rivoluzione ci avevano messo dentro anche l'abbattimento della  chiesa cattolica e la sua tanto odiata "disciplina" verticale dei valori derivanti dal vangelo valori che dall'uomo salgono verso DIO,  disciplina ( unico mezzo di influenza sociale) a cui la chiesa con alterne fortune aveva sempre cercato di subordinare in primis  le varie dinastie regnanti per condizionarne l'operato arginando entro i vincoli morali dell'autorità divina le loro brame che altrimenti sarebbero state capaci di tutto   

(matteo d'amico): in aristotele per l'uomo essere socievole, memore, e grato del proprio passato e' naturale condividere vincoli morali comuni gli stessi valori tanto in famiglia quanto nello stato voluto da DIO questo e ben diverso dalla congerie frammentata di ideologie che passa sotto al nome di democrazia nell'odierno rovesciamento anticristico della pietas dove si rinnega apertamente DIO e si odia la famiglia e la patria l'uomo pagano non ha interiorità' non puo avere vita spirituale esso dissolve l'amore della propria esperienza individuale nel tutto:  pura gnosi, che induce al ritorno del comunitarismo neotribale
senza più nulla con cui parametrare il proprio agire, senza più nulla a cui rispondere moralmente  sparita la verticalità valoriale verso DIO si instaura l'orizzontalità valoriale dell'uomo sull'uomo,  il nuovo umanesimo "illuminato" <"penso quindi sono"> ha intronizzare l'uomo al posto di DIO elevando a crisma chiamato "progresso" il soddisfacimento e l'appagamento della sua volontà soggettiva diventata l'unica verità accettabile   i suoi istinti i suoi bisogni la sua dimensione corporale le assurdità partorite dalla sua mente allo stato brado i suoi deliri ideologici (gender qeer) tutto e infilato e giustificato dentro al concetto dell'anarcoide libera autodeterminazione dell'uomo,  ovviamente nel solco del radioso divenire dove ogni cambiamento e considerato progresso non importa se in avanti o all'indietro rispetto a una qualche morale

un nuovo umanesimo anarcoide "affrancato" dalle catene del proprio passato e libero da qualsiasi obbligo morale rispetto al futuro:     tutto....qui... e... subito   ecco lo  "spazio vitale " a disposizione dell'uomo moderno,  un eterno presente immanentista e relativo dove tutto conta ma allo stesso tempo niente e importante o fondamentale 
ovviamente a forza di tagliare certe radici  poi viene giu tutto
(corrado gnerre) sulla falsariga dell'eresiarca lutero il nuovo corso "illuminista" nega la legge naturale intesa come istanza superiore e cosi facendo spalanca le porte ad un razionalismo autocefalo, al laicismo all'individualismo, alla concezione assolutistica e totalitaria del potere, all'utopismo, all'inestetismo artistico, al modernismo ideologico, all'intelletualismo teologico, financo all'esoterismo
come detto sopra anche se di post in post questo demoniaco ideale si e perso per strada ogni suo valore "dottrinale"  se imperversa ancora oggi e perché poggia solo sul mito della sua "prassi operativa"     mi riferisco a ... "sua maestà"  la rivoluzione... panacea per tutti i mali   prassi giustizialista di ogni ingiustizia 
questa gente al netto di tutto il falso autoreferenziale blasone che si e cucito addosso (più per nascondersi che per rivelarsi)  praticamente non vive e non sa più chi è se non gli si da continuamente un qualcosa da "scalpellare"  da qui il bisogno vitale di identificare o "costruire" sempre nuovi nemici (il capitale, il padronato, la chiesa, il patriarcato, il maschio, la legge naturale, l'ordine naturale del creato, il sovranismo, l'identita' come categoria, il proprio sesso biologico, la propria dimensione spirituale, il principio di non contraddizione, la ragione ecc ecc ecc)  quanto alla chiesa c'e sempre stata specie nei gesuiti la tentazione di saldare questa "prassi operativa" all'istanza cristiana e in questo fatto ci sta tutta la letale crisi in cui versa attualmente  solo il gaucho bergoglio&c non capisce che contaminarsi con questa ideologia significa alla fine soccombere in essa ma ..... 

(unberto galeazzi): non esiste un marxismo senza l'ateismo: senza la negazione di DIO come condizione prometeica per la "liberazione" dell'uomo, la sostituzione della religione con la politica, l'irrilevanza dell'uomo come singolo,  il superamento del concetto cristiano di dignita', il primato della prassi sulla dottrina, della forma sulla sostanza,  la verita come portato della sola scienza il buon rivoluzionario puo usare qualsiasi mezzo per arrivare alla societa perfetta in cui collocare l'umanesimo ateo hegeliano, questa e la sola unica morale del comunista da cui deriva la necessaria dissoluzione di qualsiasi etica

come si vede andando all'essenza delle cose non esiste un "caso" spagnolo   ma la spagna e purtroppo uno dei tanti fronti nel quale si scontrano mortalmente 2 concetti di uomo  2 visioni di vita 2 progetti di società e di civiltà  e non ci sono vie di mezzo, quindi per quelli che stanno da "questa" parte siano essi spagnoli o italiani o francesi ecc dico che bisognerebbe lavorare per attuare una controrivoluzione:
(de mattei) la rivoluzione suppone il primato del divenire, la controrivoluzione il primato dell'essere  la controrivoluzione secondo joseph de maistre non e una rivoluzione di segno contrario ma il contrario della rivoluzione e il suo fine e la restaurazione dell'ordine distrutto dalla rivoluzione

<quando al vecchio requete della navarra il giovane falangista della andalusia rimproverava voi volete vivere come gli uomini del passato! quello rispondeva  no! noi vogliamo vivere come i nostri grandi del passato vivrebbero oggi >
per questo ho fatto mia la consapevolezza che sulle vicende della societa (come anche la q.m)  per essere rivoluzionari anzi controrivoluzionari basta essere dei tradizionalisti

documentato da radici cristiane
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

#2
Mi verrebbe da dire che sul piano ideologico, la Rivoluzione Francese, di matrice borghese e mercantile, è stata più mite dell'utopia spagnola. Si è impadronita delle strutture dello Stato e ha scristianizzato le coscienze, ma le eresie sotterranee spagnole hanno svuotato il cristianesimo dal di dentro e sono molto più radicali.
Quella francese rimane sostanzialmente una società borghese, che anela ad imitare il mercantilismo anglosassone.
Ma in Spagna o in Paesi ispanofoni abbiamo assistito al nascere di vere e proprie dittature comuniste (Guerra Civile, Teologia della Liberazione in America Latina) come anche di comuni o movimenti parasocialisti in seno allo stesso cattolicesimo.
In Francia c'è un'ignoranza organizzata, un indottrinamento sin dalle scuole; ma in certo ambiguo cattolicesimo spagnolo molti segnalano una presa e una manipolazione delle coscienze con pochi equivalenti nella storia, quando non utopie radicali (nominalmente cattoliche o apertamente atee ma c'è poca differenza) di stampo nordcoreano.
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