Santiago continua a fare il decostruttore della civiltà

Aperto da Finnegan, 15 Maggio 2020, 10:03:37 AM

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Finnegan

Se fosse qui oggi il suo connazionale Ortega y Gasset chissà cosa direbbe di Santiago Gasco Altaba, che sembra avere una visione zoomorfa dell'uomo, il cui unico scopo pare essere per lui lo sfogo selvaggio degli impulsi come Tarzan nella giungla. Comincio a pensare che Santiago si batta per instaurare una zoocrazia, in cui tutti possano dare libero sfogo a fantasie di ogni sorta e, naturalmente, praticare il coito coercitivo a volontà.
Scriveva Ortega y Gasset che il neoselvaggio vede la civiltà (il benessere, la medicina, la tecnologia) come una giungla primigenia che non ha bisogno della cura dell'uomo. Santiago si spinge oltre, arrivando a considerare la civiltà come il nemico, in quanto (clamoroso autogol) creata dalla donne, in una visione anarcoide delle cui conseguenze per il nostro livello di vita non sembra rendersi conto.
Il neo-selvaggio (sempre secondo la definizione di Ortega) non arriva a comprendere la funzione sociale del matrimonio, che vede solo come un accordo privato quasi commerciale, finalizzato alla soddisfazione del piacere personale:
CitazionePer quale motivo l'uomo si dovrebbe vincolare a vita in un rapporto monogamico? Amore o affetto possono essere ottenuti da amici e parenti, o da rapporti occasionali e temporali [sic].
Tralascio il tipo di affetto che si può "ottenere" (come una qualunque merce) da rapporti occasionali.
Secondo lui, l'uomo sarebbe sempre stato riluttante a sposarsi (sono sicuro che ha dedicato al tema un corredo di note "storiche") e lo avrebbe fatto esclusivamente perché irretito da donne ammaliatrici. Non gli viene in mente che avere una compagna, una famiglia e una discendenza ha sempre fatto parte dei desideri e dei piani dell'uomo, come testimoniano molti libri antichi che probabilmente considererebbe menzogne scritte da donne.
Qui siamo però di fronte a una teoria delirante e completamente fuori dal mondo:
CitazioneÈ dunque naturale che la donna abbia lavorato fin dagli inizi dei tempi a creare le condizioni culturali, attraverso i valori morali e religiosi e le normative civili (ad es. sancendo la peccaminosità del sesso al di fuori del matrimonio, o il riconoscimento della progenie o l'obbligo di perpetuazione della stirpe all'interno del matrimonio), per poter usufruire del contributo dell'uomo e trattenerlo all'interno di una relazione dopo che era stato "acchiappato" con l'arma della bellezza (il sesso).
La donna ha creato le religioni e le normative civili, ma scherziamo? Per lui quindi Mosè, Gesù, Buddha, Maometto e Giustiniano erano donne, o magari Giustiniano ha compilato il Corpus Iuris Civilis irretito da Poppea e Messalina redivive.
Ancora una volta Santiago ci propone una visione della civiltà come un incubo matriarcale, in cui non solo religione, ma anche leggi, valori etici e tutto quanto ha fatto grande l'umanità distinguendola dalle bestie sarebbe solo una trappola inventata dalle donne, ai danni di uomini desiderosi unicamente di copulare nella savana.
Per Santiago le donne devono "accalappiare" i suoi uomini-scimmia, che altrimenti non vorrebbero saperne di loro se non per il famoso coito coercitivo. Secondo la sua visione zoomorfa, gli uomini scelgono di sposarsi solo perché irretiti dalla bellezza femminile come un animale dai feromoni.
Non so a quanti verrà in mente quanto questa lettura sia falsa, barbarica e stupida. In pratica Santiago vede la civiltà come il nemico in quanto (fatto assolutamente discutibile) sarebbe stata creata dalle donne. Un ennesimo autogol per la causa maschile e per l'immagine degli uomini già in macerie, descritti come scimmie della giungla in lotta contro il vivere civile incarnato dalle donne!
Tutte le grandi religioni che hanno forgiato l'umanità, e le leggi che hanno permesso il fiorire di grandi civiltà sono state create da UOMINI (non però dalle scimmie di Santiago), non certo per fare un favore alle donne come pensa il neoselvaggio di oggi, ma per costruire qualcosa di bello e nobile su questa Terra e trasmetterlo ai loro figli.
Se oggi queste istituzioni civili non funzionano è precisamente perché sono in mano a menti immature e barbariche, dalla moglie che sfascia la famiglia passando per le femministe, fino al più alto livello istituzionale.
Altro che storia, siamo alle favole della buonanotte: alla consapevolezza e alla credibilità dell'attivismo maschile.
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johann

Letto in prospettiva l'aproccio alla questione di santiago e' quello  classico ateo /scientista variante sul genere non distantissima dal pensiero di stasi a cui peraltro va pero ascritta una buona dose di malafede intelletuale per il fatto che per legittimare il proprio disordine sessuale e identitario vuole torcere e piegare l'intera questione maschile per costringrla sotto le forche caudine del pensiero unico progressista  principale responsabile (e non solo) del nazifemminismo 

ora ovviamente io non mi inserisco  in questa vertenza con la supponenza di chi pretende di separare il "grano dalla pula" o l'errore dall'errante  in ordine a valutazioni di ordine valoriale che nel mio caso sono di carattere confessionale   e nemmeno voglio buttarla "in politica"   ma con il rispetto dovuto vorrei rivolgermi a chi e' ateo e si illude che l'imparzialita dell'approccio neutrale/laico faccia sempre giustizia di ogni verita  di ricredersi e convincersi  che  (come in questo caso)  anche valutazioni extra scientifiche ed extra empiriche hanno una importanza spesso fondamentale nella corretta lettura della storia umana  purtroppo in questo genere di questioni siamo un po tutti vittime dell'arroganza ideologico-scientista dominante  che su ogni minimo contrasto obbliga sempre tutti a partire con le valutazioni dal proprio "nastro di partenza"  rappresentato dall'approccio scientista in quanto si conviene far credere che la verita' vera e' solo quella che ha il conforto dell'evidenza e della prova scientifica  senza rendersi conto che nel caso in specie parliamo di esseri umani non di robot umanoidi o cyborg  e tantomeno si parla del mondo animale   
noi esseri umani siamo i principali estranei di noi stessi, se la mente umana non riesce a penetrare a fondo i segreti del suo stesso funzionamento come si puo pretendere che le discipline scientifiche odierne anche se prese tutte assieme possano "provare"  con equazioni algoritmi o formule chimiche il funzionamento della natura quasi "universale" della condizione umana,   
non e' per divagare e mi spiace trascinarci dentro questa questione  ma di fatto essa si introduce da sola visto che a questo punto e' impossibile ignorarla se non altro perche si staglia sullo sfondo come una montagna:
creazionismo o evoluzionismo?

E chiaro che (legittimanente) santiago stasi e come loro quasi tutti  prendono come paradigma di fondo su cui argomentare le proprie opinioni  l'evoluzionismo darwinista  in base al quale tutto il complesso comportamentale dell'uomo viene senza soluzione di continuita da una specie di imprintig ancestrale che affonda la propria natura più intima nei meccanismi più "selvaggi" delle leggi della natura    che cioe l'uomo (anche moderno) rimanga più il risultato di fattori innati che acquisiti    che cioe la civilizzazzione con tutto il suo portato di codici comportamentali e sociali non sia altro che una specie di calmiere su scala planetaria indispensabile per "addomesticare"  l'animale che e' in noi  e consentirci di vivere una vita preordinata e non istintiva   
in altre parole da un lontanissimo passato un primate avrebbe subito per ragioni sconosciute un velocissimo positivo e rettamente direzionato  percorso evolutivo  concentrato a livello antropologico quasi solo sull'aumento del volume del proprio cervello   cosa che a un certo punto gli avrebbe donato l'improvvisa consapevolezza di aver raggiunto uno stadio superiore la dimensione "animale" della vita  di essere cioe' diventato un umanoide che grazie al potere della sua mente puo affrancarsi dalle catene comportamentali delle ferre leggi della giungla e cominciare a immaginere il proprio futuro 

in questo senso mi pare di capire che tutta la storia antropologica dell'uomo seconto santiago sarebbe la traccia storica del sofferto passaggio da un tipo di ordine esistenziale  "naturale" a uno di tipo "culturale"   in questo senso il suo coito coercitivo  verrebbe collocato nella prima fase  mentre quella che si definisce come "moralizzazone dei rapporti" attraverso l'invenzione del matrimonio o della stessa famiglia  sarebbe il portato della seconda fase  suppongo tuttora in essere
per come la vedo io l'approccio e le tesi di santiago zoppicano proprio nel loro approccio di base    non sto qui a premettere ed elencare tutte le evidenze e le amissioni della stessa comunita' scintifica (non ideologizzata) sulla fallacia della teoria  a più di un secolo indimostrata  dell'evoluzionismo di darwin (del resto in buona compagnia con quella di froid e di marxs) ma e' evidente il pastrocchio e' tutti i limiti di una lettura prettamente meccanicistica e deterministica delle cose come quella di santiago 
come si fa a introdurre nella storia umana fattori come il matrimonio  o la famiglia come se fossero il risultato di un conflitto tra i sessi su chi ha la migliore strategia per arrivare a soggiogare e sfruttare l'altro,   mettendoci in palio solo vantaggi utilitaristici di ordine materiale e pratico se non si e' ancora fossilizzzati nel criterio mentale di pensare alle comunita umane come a dei "branchi" di animali anche se di livello superiore   
Certamente quando si tratta di antropologia e difficile escludere del tutto una qualsiasi cosa ma non e' acettabile  che si riduca l'analisi della questione solo a questo tipo di approccio 

penso che il matrimonio e  prima ancora la famiglia  sono istituzioni "naturali"  nate spontaneamente non tanto e non solo dall'incontro funzionale di una serie di vantaggi complementari  ma come il portato dentro alla vicenda umana dell'arrivo a un certo punto di tutto un'altro ordine di considerazioni che potremmo definire di tipo culturale/morale  la' dove una cosa e buona non solo perche porta vantaggi pratici ma anche perche risponde a quel vago ideale di bene e di giustizia che soddisfa proprio quell'altra enorme dimensione esistenziale di tipo trascendente che l'uomo ha scoperto avere in esclusiva rispetto a qualsiasi altra forma di vita 
stanley kubrik ha reso magistralmente la cosa in odissea 2001  l'essere umano ha una origine creazionista  perche a un certo punto grazie al divino  un primate ha smesso la sua  (se proprio volgiamo)  evoluzione naturale  nell' inconsapevolezza animale  per acquisirne una spirituale nella consapevolezza umana   non sto parlando di una metamorfosi crisalide/farfalla  ma di un cambiamento radicale che ha sorvolato sulla realta biologica che  infatti continua a condividere il 98% del genoma con i primati e si e' concentrato sull'interiorita' dell'uomo la' dove praticamente e' stato spezzato se mai ci fosse stato ogni possibile legame con il mondo animale 
in questo senso secondo me  e' fuori discussione che nella storia dell'uomo ci sia stato una specie di  "big bang"  un momento "0"  di inizio  con un prima e un dopo   del resto questa specie di "deflagrazione" e' riconosciuta dagli stessi evoluzionisti che da oltre un secolo stanno setacciando invano il pianeta alla ricerca dei fossili di quello che loro chiamano "anello mancante"  quell'anello fondamentale che nella loro genealogia dell'evoluzione umana legherebbe la provenienza dalle scimmie con l'approdo rappresentato dall'homo sapiens 

se si accetta questo allora si puo vedere come tante cose possono andare al loro posto  e si puo giudicare e incasellare il matrimonio più dentro una calda prospettiva di progresso culturale che non nel gelido tornaconto di strategie evoluzioniste  pensare cioe' che questo istituto probabilmente e' nato da considerazioni "altro" rispetto al bilancio vantaggi / svantaggi   di un sesso rispetto a quell'altro  pensare che ad esempio l'istituto  famiglia si sia formato nella sua generalizzata  fisionomia (padre + madre in un legame monogamico per generare e allevare i figli )  in modo naturale come semplice tradizione prodotta dal distillato dell'esperienza di vita di chissa quante generazioni precedenti
lo so che all'inizio e l'attrattiva sessuale quella che smuove sempre le cose,  del resto gli stimoli fisici e biologici in tal senso sono innegabili e mi paiono ben distribuiti tra i due sessi,   pero con la differenza che al partire istintivo  a un certo punto ne sia seguito il legame dato dalla consapevolezza culturale della complementarieta' nella diversita' dei sessi    lo stare insieme acquisiva un valore ben più elevato del soddisfacimento delle reciproche pulsioni sessuali prodotto della breve stagione dell'adolescenza con le sua  tempeste ormonali    un valore che va oltre il fatto che generare  prole significa garantirsi un seguito e un qualche supporto quando l'usura del vivere procurava una precoce vecchiaia e "bruciava" velocemente la vita dei genitori   oppure  dal versante  delle femmine per poter  "incastrare"  il "gigolo'" del maschio verso i propri doveri "coniugali"  ecc     ma perche intuivano (anche se non se lo spiegavano)   che la famiglia era un'invenzione dalle potenzialita' molto più importanti  rispetto a tutte queste dozzinali e per certi versi spicciole beghe minimaliste   la famiglia poteva diventare il nucleo primordiale il prototipo su cui poter immaginare un'ideale di vita comunitaria e di societa  e più in la' una visione di civilta 
certamemente in passato sara' successo di tutto specialmente se allarghiamo lo spettro di indagine al mondo intero ribadisco tuttavia che non credo che la monogamia implicita nel matrimonio tradizionale sia una trappola prodotta dalle femmine per incastrare in un preciso ruolo il maschio "galeotto"   resto dell'idea che l'istituto famigliare e il matrimonio si siano affermate partendo da considerazioni più culturali che antropologiche e che dentro la famiglia tradizionale monoganica  maschi e femmine hanno sempre potuto esaltare le proprie specificita'

da notare che in tutto questo stato di cose  le femmine (altro che subire)  per certi versi sono sempre state avvantaggiate  visto che fin da quando prendono consapevolezza della loro natura di fattrici  hanno sempre potuto vivere sulla rendita di questa verita' incontrovertibile  e di rimessa rispetto alla stessa responsabilita di autodeterminarsi socialmente   infatti attraverso tutti i tempi  e nella stragrande maggioranza delle volte esse nella loro prassi di non  decidere mai niente da se stesse per se stesse  alla fine per silenzio assenso hanno sempre finito per consegnarsi a un destino di tipo famigliare (che non capisco perche gli schifi tanto) probabilmente perche hanno sempre saputo che dentro quel percorso avrebbero vissuto senza l'incognita e la fatica di autodeterminarsi continuamente  infatti se ci pensiamo  ancora oggi per loro l'importante e'  presentarsi all'appuntamento con un matrimonio o con una prospettiva famigliare portando in dote semplicemente...... se stesse  e lasciare il resto al corso naturale delle cose incluso quando sperimentata la maternita' maturano e sublimano da femmine in madri  acquisendo pure l'onore il rispetto e la considerazione che ogni comunita umana non gli ha mai negato dalla notte dei tempi 
mentre il maschio a questo appuntamento ha sempre avuto l'onere di dimostrarsene all'altezza  una specie di "esame"  che praticamente si protrae per tutta la vita coniugale  e che lo costringe a differenza della consorte femminile a un'operosita incessante ed estenuante: edificare, coltivare, cacciare, combattere, inventare, costruire, lavorare ecc ecc 
se dopo millenni questo stato di cose ha visto pendere completamente dalla parte dei maschi ogni consuntivo sull'apporto in opere dato alla civilta umana questo non e 'dovuto alla "prevaricazione" inflitta dal patriarcato maschilista ma alla ritrosia e alla atavica passivita femminile che col tempo e' diventata strutturale al loro stesso essere

se ne facciano una ragione le femministe e gli effeminati "maschi da riporto" che gli scodinzolano intorno
il loro proposito di uscire da quella che loro chiamano prigione domestica oltre a essere una indiretta conferma di questo stato di cose e il presagio della loro stessa morte perche significherebbe uscire da se stesse e rinnegare l'unico grande fondamentale valore che esprime la loro specificita biologica   quando un giorno avranno ripudiato il proprio ruolo e si scopriranno di fatto non all'altezza di reggere quello dei maschi  avranno capito finalmente che l'emancipazione femminile se lasciata a se stessa = la rovina di tutto
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

#2
Oltretutto anche accettando per ipotesi l'assurdo approccio scientista (che scientifico non è) non si capisce su quali basi asserisca che l'intera civiltà sia una gigantesca truffa escogitata dalle donne per intrappolare l'uomo. Come dicevo, siamo al delirio o comunque al cinema della questione maschile, si mettono in scena favole anziché descrivere la realtà.
Arriva a dire esplicitamente che Gesù era manipolato da Maria, che la morale religiosa e sessuale sono un'invenzione femminile, come se Mosè avesse scritto le Tavole della Legge sotto dettatura di sua moglie. Senza contare il "riconoscimemnto della progenie" come cappio femminile, mente è vero il contrario perché la madre è sempre certa, il padre mai e la paternità si fonda necessariamente sul riconoscimento della prole!
Ma che teorie bislacche sono? Sembra come se volesse riscrivere la storia sulla base di fatti personali (veri o immaginati).
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Finnegan

#3
Volevo tralasciare la muraglia di osservazioni (per lo più fuori argomento) scritta da Santiago, ma poiché temo che la discussione ricorrerà ancora, chiarisco la questione spero una volta per tutte, citando le stesse sue parole onde evitare accuse di manipolazione.
L'argomento della discussione non è il libro di Santiago, né l'australopiteco o altre questioni secondarie, ma le sue affermazioni in rete sulla civiltà e sulle istituzioni che ne costituiscono il fondamento.
Il tutto si riduce a due semplici domande. Secondo Santiago:
1. La civiltà e le sue istituzioni (leggi, valori morali ed eventualmente spirituali, matrimonio ecc.) sono benefiche, ovvero inutili o dannose per l'uomo?
2. L'attivismo maschile implica difendere la civiltà distrutta (anche) dal femminismo, in quanto creata essenzialmente dagli uomini e connaturata all'identità e dignità maschile, oppure la suddetta civiltà (es. matrimonio, monogamia, valori ecc.) è una creazione femminile per incatenare l'uomo?
Ecco cosa scrive Santiago:
Citazione di: SantiagoÈ dunque naturale che la donna abbia lavorato fin dagli inizi dei tempi per creare le condizioni culturali, attraverso i valori morali e religiosi e le normative civili (ad es. sancendo la peccaminosità del sesso al di fuori del matrimonio, o il riconoscimento della progenie o l'obbligo di perpetuazione della stirpe all'interno del matrimonio), per poter usufruire del contributo dell'uomo e trattenerlo all'interno di una relazione dopo che era stato "acchiappato" con l'arma della bellezza (il sesso).
Qui Santiago dice che la cultura, la civiltà e le istituzioni che ne sono alla base sono state create dalle donne (direttamente o indirettamente qui non ci importa) per ottenere un semplice vantaggio materiale, a seguito della cattura dell'uomo, quasi fosse un animale selvaggio ("acchiappato"), con "l'arma della bellezza".
Per chi avesse dubbi:
Citazione di: SantiagoHO DETTO "Dal punto di vista biologico la "moralizzazione" del sesso non ha portato alcun vantaggio all'uomo e tutti alle donne."
ho ipotizzato che il coito coercitivo "è la normale espressione sessuale maschile della maggior parte delle specie, e così lo è stato a lungo per l'umanità."
Io credo che sia più appropriato sostenere che la nascita della Cultura coincide con la proibizione del coito coercitivo." Quando è stato messo questo primo mattone della civiltà (per Levi-Strauss o per me)? Ipotizzo che possa essere stato messo vicino all'epoca che parli dell'uomo delle caverne, con le loro pitture, ecc, forse anche un po' prima tra 30.000 e 100.000 a.C., dunque "per la maggior parte del tempo della Storia dell'Umanità" sarebbe esistito il coito coercitivo. Solo quando il sesso è moralizzato, il coito coercitivo si tramuta in stupro (giudizio morale), prima di allora è sbagliato scambiare i due termini, definire stupro ciò che era un coito coercitivo e giudicare la natura con gli occhi attuali,
Perché l'uomo ha smesso di imporre un coito e la donna si è rifiutata di accettarlo passivamente? Perché, e a beneficio prevalente di chi dei due, dell'uomo o della donna? Questa domanda, molto importante, possiamo estenderla a tutte le norme e alla moralità sessuale (compreso il matrimonio). Nel mio libro ho spiegato come la civiltà ha moralizzato molti dei comportamenti della natura, molti dei quali colpivano parimenti entrambi i sessi (omicidio, furti, scoreggiare,...) e dunque interessano parimenti a entrambi i sessi. I comportamenti sessuali, i peccati che sono oggi i reati sessuali, colpiscono predominantemente un sesso e tutelano predominantemente l'altro. Dunque, la moralizzazione del sesso a beneficio di chi?
In queste frasi è palese la connotazione negativa di civiltà e cultura. Per chi ancora lo negasse:
Citazione di: Santiagola nascita della Cultura coincide con la proibizione del coito coercitivo, primo mattone della civiltà
la civiltà ha moralizzato molti dei comportamenti della natura
la "moralizzazione" del sesso non ha portato alcun vantaggio all'uomo e tutti alle donne
[Questa considerazione] possiamo estenderla a tutte le norme e alla moralità sessuale (compreso il matrimonio)
Dunque per Santiago la civiltà nasce con la moralizzazione del sesso, specificamente con la proibizione dello stupro (comunque lo voglia chiamare: ratto, coito coercitivo, notte di passione senza invito a cena). Tale moralizzazione (ovvero la civiltà, incluso matrimonio, sanzione dell'adulterio ecc.) per lui non ha portato alcun vantaggio all'uomo.
Non serve la malafede che mi attribuisce Santiago ma il minimo sindacale di logica per dedurne che per lui, la civiltà (o quantomeno le sue istituzioni-chiave, senza le quali non può esistere) è un'invenzione femminile per imporre un fardello all'uomo.
Dal che necessariamente consegue che l'uomo può ben fare a meno di questo fardello della civiltà, e tornare allegramente nella savana a darsi al coito coercitivo e più in generale allo stato (mai esistito in realtà nella specie umana) di "buon selvaggio".

Veniamo alla questione del matrimonio come isitituzione fondamentale di ogni popolo civilizzato. Santiago afferma in questo topic:
Citazione di: SantiagoNON MI RISULTA DI AVER MAI DETTO "l'uomo non dovrebbe sposarsi"
Ma su Stalker Sarai Tu:
Citazione di: SantiagoPer quale motivo l'uomo si dovrebbe vincolare a vita in un rapporto monogamico? Amore o affetto possono essere ottenuti da amici e parenti, o da rapporti occasionali e temporanei.
Quindi: l'uomo non ha motivo di sposarsi e il matrimonio serve solo per fornire affetto. Nessun cenno (anche le omissioni contano) alla paternità, alla possibilità di avere una prole certa e di educarla in un contesto stabile, con l'aiuto determinante della moglie: fare il padre single è sicuramente più gravoso. Ovviamente (e spero non sia necessario ripeterlo) mi riferisco a un matrimonio, in cui l'uomo sia adeguatamente tutelato.
Ricordo inoltre che Santiago ha detto che il matrimonio non dovrebbe essere legalmente riconosciuto (quindi non dovrebbe esistere, perché un negozio giuridico non riconosciuto dall'ordinamento è inesistente).
Santiago dice:
Citazione di: SantiagoIn nessuna parte dell'articolo affermo che uomini e donne non si debbano sposare, anzi dico che lo continuano e lo continuerano a fare. Cosa voglio decostruire?
Ma poi dice:
Citazione di: SantiagoSinceramente non riesco a trovare nessuna ragione logica che ipotizzi un vantaggio "materiale" della creazione dell'istituzione del matrimonio per l'uomo. Ma come avevo già scritto "il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce", gli uomini continuerano a sposarsi e a votare leggi assurde sul divorzio o sull'aborto.
Quindi se le parole hanno un senso: non c'è ragione di sposarsi, è una scelta assurda che l'uomo fa per motivi sentimentali e irrazionali, irretito dalla donna.
Per chi avesse ancora dubbi:
Citazione di: SantiagoL'uomo ha la forza, la donna invece un'arma molto più potente: quella capacità di ipnotizzare e rendere l'uomo stupido.Gli uomini si sposano per lo stesso motivo per il quale tutti i Parlamenti (di uomini) del mondo hanno votato le leggi sull'aborto e la procreazione, conferendo alle donne tutto il potere e sottraendo se stessi qualsiasi diritto sulla propria paternità. Idiozia allo stato puro. Noi uomini continueremo a sposarci, continueremo a proteggere e a cercare di rendere le nostre principesse felici, perché amiamo le donne, perché il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. E come al solito, continueremo a fare la marcia nuziale... vestiti di nero!
Se queste non sono parole contro il matrimonio non so quali potrebbero esserlo. Capisco l'amarezza della separazione, ma sono discorsi da centro sociale, o da "Amici Miei" di Monicelli, non da attivista serio (quale dovrebbe essere Santiago) che vuole costruire una società funzionante e non individualistica in cui il PADRE conti qualcosa.
Ma che dice Santiago della paternità?
Citazione di: SantiagoLa paternità non è così ovvia né sembra innata come per le donne, il legame affettivo bisogna costruirlo.
Al contrario della maternità, la paternità tra i mammiferi (cosa diversa tra i pesci) non sembra un dato innato nella natura maschile, ma costruito (dalle femmine!).
Ci sono diversi esempi di animali che in ambienti ostili, le femmine si comportano gelosamente e incoraggiano il maschio a badare alla prole, sembra che il sentimento "familiare" e "paterno" venga coltivato dalle femmine per ottenere mantenimento e protezione. Inoltre esistono culture anche recenti dove il senso di paternità è sconosciuto o ignorato.
Accostando come sempre il mondo animale alla specie umana, Santiago dice che la paternità (come altri il genere) è un costrutto sociale, "costruito dalle femmine". Per chi avesse dubbi, ribadisce che in alcune culture (quali?) il senso di paternità è sconosciuto.
Basta un minimo di logica per dedurne che per Santiago, se matrimonio monogamico e paternità sono un'invenzione delle femmine a loro essenziale vantaggio, gli uomini potrebbero e molto probabilmente dovrebbero fare a meno di matrimonio, monogamia e paternità.
Non sono certo io che "gli faccio dire cose che non ha detto" ma lui che, nel migliore dei casi, non si rende conto di quello che dice. Nel peggiore, che cerca di nasconderlo negando l'evidenza in un diluvio di divagazioni su argomenti secondari.
Confrontando questo con le altre affermazioni di Santiago in favore di relazioni casuali, del desiderio sessuale di donne altrui (presumibilmente consumato: Santiago critica la monogamia ma non l'adulterio) il tipo umano che ne emerge inevitabilmente è quello dell'avventuriero, del picaro, dello "zingaro", che può sembrare avvincente come Casanova o Barry Lyndon ma che nella realtà si traduce in un'umanità marginale, allo sbando e senza futuro.
Infine (e spero di non doverci tornare sopra con storie sull'australopiteco):
1. Mai negli articoli di Santiago c'è una sola chiara e motivata affermazione in favore della nostra civiltà, del ruolo dell'uomo nel crearla  e preservarla, della stabilità di coppia, della paternità (a partire dal riconoscimento della prole).
2. Mai Santiago dice che l'attivismo maschile deve tendere a ristabilire la civiltà, e conseguenti istituzioni e leggi, in cui l'uomo possa avere un ruolo significante e riconosciuto che non sia quello di un nomade selvaggio.
In compenso, critica valori etici, sociali, civili, spirituali che hanno fatto grande l'umanità e in primis gli uomini, attribuendo loro una negativa connotazione femminile, se non femminista ("cristianesimo e femminismo si sono ritrovati alleati") e facendo della civiltà tramandataci dai nostri padri il capro espiatorio di un presente che non vede: non l'ho mai sentito parlare spontaneamente di gender, di Bibbiano, di attacco al maschile da parte dei gruppi LGBT che anzi considera discriminati, di utopie pseudoprogressiste che stanno disumanizzando la società e perfino la biologia umana.
Ha talmente ribaltato la narrativa femminista sull'oppressione patriarcale, che è tornato al punto di partenza: il passato, la civiltà sono un'oppressione (=inutile fardello) femminile anziché patriarcale ma dobbiamo comunque disfarcene, proprio come afferma il progressismo femminista.
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Finnegan

#4
Nell'articolo di oggi Santiago smonta ancora una volta le pretese censorie femministe sul presunto sessismo dei libri di scuola. Non mi può trovare più d'accordo. Tuttavia, scrive anche:
Citazione di: SantiagoVa bene, concordiamo [con le femministe]. Eliminiamo dai testi scolastici, a tutela delle ragazzine, immagini e riferimenti, semmai ce ne sono, di donne con il grembiule che rimangono a casa a cucinare.
Perché, diciamoci la verità, il condizionamento sulle bambine è qualcosa di vergognoso
Non è una provocazione, Santiago concorda davvero con la femminista dell'articolo: fare la casalinga è vergognoso per una donna.
Ma allora chi deve sobbarcarsi queste mansioni vergognose? Evidentemente l'uomo, che almeno al 50% diventa un "mammo". Davide Stasi, che come ha detto lui stesso serve la moglie "con lo strofinaccio sul braccio" sarà senz'altro entusiasta.
Per Santiago, pare, per l'uomo sono molto più indicate queste mansioni vergognose, riservate alla donna in un passato ignobile di cui dobbiamo disfarci, che fare il soldato o lavorare nei cantieri:
Citazione di: SantiagoE i ragazzini? Come la mettiamo con il pervasivo condizionamento sull'eterno mascolino? Come la mettiamo con le immagini e i riferimenti di decorazioni militari, battaglie, bandiere e arringhe, che pullulano sui testi scolastici, come l'esempio sopraccitato, e infondono nei giovani quel ruolo di eroe-soldato che molto spesso li porta alla tomba? Perché, diciamoci la verità, il condizionamento sulle bambine è qualcosa di vergognoso, ma la bellezza o i lavori domestici non ti portano alla tomba. Non ci sono cimiteri di casalinghe. Al contrario ci sono numerosi cimiteri di soldati, frutto di una "vergognosa" educazione già dalla prima infanzia. E dato che ci siamo, approfittiamo e destrutturiamo il ruolo maschile completamente: eliminiamo immagini e riferimenti di protezione e mantenimento delle donne da parte degli uomini. Dei lavori pericolosi pure, iniziando da quella fotografia degli anni '30 che mostra gli operai seduti mentre stanno mangiando sulla trave di un grattacielo in costruzione a New York, che ogni volta che la vedo mi vengono le vertigini.
"Destrutturiamo il ruolo maschile": poi qualcuno dice che non ho capito il pensiero di Santiago che, se scherza, non lo dà per nulla a vedere in quanto propone seriamente ("diciamoci la verità") di espungere le casalinghe dai libri di scuola.
Anche qui poniamo la domanda: se gli uomini non devono fare il soldato così non si fanno la bua, chi deve farlo, le donne? Sarebbe interessante sapere da Santiago se è favorevole alle donne nelle forze armate che, come hanno detto militari di carriera, ne fanno crollare il livello operativo ma non importa perché almeno ci sono più casalinghi a svolgere i compiti vergognosi che le loro maestà donne non devono fare.
A questo punto qualcuno sicuramente esulterà: evviva le donne al lavoro, così non dobbiamo mantenerle. Eppure, mai come in quest'epoca di carriere femminili le donne hanno più sfruttato economicamente gli uomini, al punto da farli dormire per strada.
Si è chiesto Santiago che beneficio portano alla società e soprattutto agli uomini donne favorite negli studi e nel lavoro in ogni modo, con quote rosa legalizzate ma più spesso di fatto, a partire da lauree e carriere regalate a capre, dopo averle sottratte a uomini meritevoli?
E non siamo in pochi a dirlo. Ecco una testimonianza di un nuovo utente, fresca di giornata:
https://www.questionemaschile.org/forum/index.php/topic,16971.msg194608.html#msg194608
Citazione di: FritzOggigiorno, il decadimento morale, intellettuale e scientifico (non si fanno più grandi scoperte da quasi un secolo ormai) è da attribuire alla bassa produzione offerta dalla donna, che penalizza quella degli uomini con quote rosa e raccomandazioni che raggiungono vette di vergogna inarrivabili soprattutto nelle università (ricordate il caso Strumia al CERN qualche anno fa?)
Le donne dirigono centri di ricerca che sistematicamente producono aria fritta, fuffa e sciocchezze. Danneggiano il sistema dei punti a merito nelle scuole e università perché sono palesemente raccomandate (un esame scolastico, per una donna, è completamente diverso da quello fatto da un uomo sullo stesso argomento: solo gli allocchi non se ne sono mai accorti) e non fanno praticamente mai un caxxo. Dove non fanno un caxxo, riescono quasi sempre ad essere anche dannose rallentando lavori, abortendo programmi in corso, creando squilibri relazionali all'interno dei team di lavoro.
Le donne non dovrebbero mai poter prendere la decisione finale su qualcosa, qualunque essa sia.
Laddove questo principio suddetto non è stato rispettato, si è assistito alla distruzione e sfacelo più totale dell'ordine delle cose. Famiglie distrutte, economie devastate. Fateci caso.
Credo che se moltissime donne, invece di fare le "laureate", le "ricercatrici" ma anche le sindachE che credono che orinare per strada sia fare politica se ne stessero a casa a cucinare e badare ai pargoli sarebbe un gran beneficio per l'umanità. Non sei d'accordo Santiago?


Si cercano colf per pulire la casa e badare ai bambini di una donna "dirigente", in "missione" a Bruxelles. Qualcuno si candida?
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johann

#5
Con riferimento alle tesi di santiago alcune nuove riflessioni: Ovviamente niente di personale,  solo per il crudo confronto delle idee
in premessa ai contenuti dei suoi post continua a non convincermi il suo approccio generale alle cose:  infatti la cosa che colpisce di più nell'analisi di santiago e' la sua  fredda e' algida "estraneità" analitica all'argomento che tratta, si suppone che da buon laicista egli consideri un doveroso tributo alla prassi analitica  questo suo approccio diciamo "scientista" alle cose   e sia oltremodo normale per la sua cultura restringere  il range delle verità solo a cio che può passare la "cruna" del riscontro delle cosiddette discipline esatte  cioe e' vero solo quello che può essere provato o spiegato  mediate equazioni  formule ecc

questo, anche se e' offensivamente limitato e del tutto inappropriato se riferito allo studio dell'essere umano in quanto tale e ovviamente all'uomo maschio   rimarrebbe comunque un esercizio di speculazione intellettuale quantomeno comprensibile  se si supponesse vincolato al metodo scientifico in modo che ci sia una consequenzialità logica tra l'analisi e risultato   
tuttavia l'interrogativo rimane:  bastano le discipline scientifiche ad analizzare compiutamente un essere umano?  O serve anche altro  ....molto altro!!  evidentemente santiago non si rende conto che oggi il suo stesso mondo culturale di riferimento nel suo inabissamento nichilista e' già andato oltre questa fase di risoluzione intellettuale  un tempo chiamata razionalismo o modernismo  poiché le risposte scientifiche sono per forza di cose oggettive  e oggi invece tutto deve essere soggettivo e relativo compresa la stessa scienza 
di post razionalismo in post modernismo oggi il pensiero umano si e' ulteriormente compresso nel misticismo della prassi tecnocratica con cui  leggere le cose   
prassi  cosi definita dal prof. turco:

il passaggio dalla modernità alla postmodernità si va compiendo attraverso il primato della prassi e l'approdo alla tecnocrazia.  L'ideologia della fine delle ideologie  il cosiddetto pensiero post ideologico pretende di risolvere il pensiero nella prassi  in ogni campo dalla politica alla scienza alla pastorale  il primato della prassi attua il più compiuto tentativo di "uccidere la verità"  che poi non e' altro che l'uccisione di DIO
diagnosticata e teorizzata da Nietzsche   il primato della tecnica e' un capitolo di tale parabola   parabola che non puo che considerare come  delitto ogni giudizio di valore  lo sbocco della tecnocrazia costituisce il punto terminale della negazione della metafisica e dell'etica  si tratta di un processo in atto dove le procedure e i protocolli dovrebbero succedere completamente alla scienza ed alla coscienza  dove caos e pianificazione dovrebbero comporsi in una circolarità' dialettica


praticamente santiago pone in essere una ricerca che orgogliosamente vuole saldamente ancorata alla prassi  scientifica  e magari lo e' pure  ma non si rende conto che su questo si gioca praticamente tutto il "valore" della sua opera  perché per il resto non vi applica alcun  discernimento scientifico  del resto sarebbe impossibile visto che e' come minimo arrogante pensare di "provare"  l'essere umano con formule chimiche  numeri  %  e rimandi ad altri testi   
il matrimonio  la famiglia la societa' sono forse i "prodotti" umani più elaborati e organici che siano mai sono stati perfezionati nel corso della storia  talmente pregni e portatrici di "valore aggiunto" da connaturarsi alla stessa natura umana e influenzarne lo sviluppo,  quando si affrontano  certi temi "caldi" come questo in pratica e come se si valutasse se stessi  un intero universo che non e' solo meccanica biologica in "progress" nelle dimensioni sensibili del nostro mondo fisico ma anche e soprattutto tutto quanto concerne le dimensioni del trascendente e del metafisico 
solo una coscienza laicista nel suo "freddo" approccio puo essere cosi disinvolta e "marziana" nella manipolazione della "materia" umana, da presentarci un sunto del passato dell'uomo come se fosse uno studio sulle dinamiche comportamentali interne a un branco di primati  anzi  lasciando pensare che in fondo ci si crede veramente quando si lascia intendere che al netto di millenni di civilta a muovere l'uomo (soprattutto maschio) siano di fatto ancora le sue pulsioni sessuali  e quindi per questo assegnargli un organigramma valoriale che mette sopra a tutto l'importanza della propria "economia sessuale"  cioè il puntuale consuntivo dei vantaggi e degli svantaggi che nelle varie circostanze storiche riesce a strappare o a rimetterci  nel suo rapporto/scontro con le femmine

e quanto meno minimalista e riduttivo livellare e spiaccicare tutta la materia umana su questo piano valutativo mischiando tempo e spazio sostanza e forma   mondo umano e mondo animale 
anche ammesso che siano di una qualche importanza  i bilanci di vantaggi/svantaggi che sessualmente il maschio avrebbe tratto o pagato nelle varie vicende storiche dal rapportarsi sessualmente con le femmine  sono comunque consuntivi che si fanno necessariamente a posteriori non della propria generazione ma di centinaia di generazioni  non a caso sono speculazioni per cosi dire "accademiche" che si fanno al giorno d'oggi  considerazioni che non penso passino nemmeno per l'anticamera del cervello di qualunque maschio abbia deciso o decida di unirsi in matrimonio,  come a dire che il sesso conta  ma non puo essere inteso come il fine che riassume ogni aspetto del rapporto tra un maschio e una femmina
qui a fronte di un prevedibile tsunami di obiezioni a base fatti specifici o testimonianze ecc  dico che se e' vero che trattando la "materia"  umana le eccezioni non mancano mai e riguardano ogni suo aspetto   e anche vero che  in un quadro dove la stragrande maggioranza di un dato fenomeno continua a replicarsi praticamente invariato (matrimonio monogamico  famiglia tradizionale maschio + femmina e figli) questo  dato diventa sostanza e regola oggettiva  con cui fare i conti  e le eccezioni ne diventano una conferma indiretta
ridurre sostanzialmente  la figura del maschio come un soggetto il cui cervello e un'appendice dei suoi testicoli  e che tutto il suo essere si spiega e si risolve nell'assecondare le "necessità" che di  la'  provengono  e quantomeno offensivo per la dignità del mondo maschile, arrivare addirittura a contorcere le complesse e sofisticate dinamiche e tipologie culturali che hanno portato alla codificazione nel tempo di embrioni via via sempre più complessi di societa  a un volgarissimo "braccio di ferro" che i due sessi avrebbero ingaggiato per strapparsi a vicenda il maggior numero di vantaggi dall'intreccio dei loro rapporti sessuali   e' quanto meno dozzinale

come e' risibile e ridicolo intestare al mondo femminile una capacita di pianificazione e costruzione dei fondamentali di civiltà  quasi "divina"  e tutto per fini strettamente utilitaristici legati  alla propria condizione di vita!?? .....  la civiltà non senza contraddizioni e a volte involuzioni e' stata quasi  completamente realizzata dai maschi  (io ne vado fiero....e santiago??)   proprio quando hanno cominciato a capire che il vivere a questo mondo vale un senso molto più alto e nobile che l'agire alla caccia di femmine facendosi guidare dal proprio membro perennemente in "tiro"   
a  meno che,  non si faccia confusione tra meccanismi comportamentali animali e quelli umani  per l'appunto  quanto sembra trasparire leggendo il pensiero di santiago   e chiaro che tutto questo discorso deve essere collocato su di un piano analitico ben diverso  dove il sesso  non ne sia la  sola componente ne tantomeno quella discriminante    sono dell'avviso che  via via che l'uomo ha preso coscienza della sua unicità e della sua specificità la questione del sesso e' diventata lentamente sempre più collaterale a molte altre cose che invece subentravano in ordine di importanza  interessi che gli gratificavano piaceri diversi ma altrettanto intensi e appaganti di quanto possa dare il copulare compulsivo più o meno selvaggio  (inventare costruire conquistare credere )  in una parola civilizzare e civilizzarsi 

e' appunto per questo che per l'uomo vale più la storia della sua civiltà che quella della sua antropologia se poi volessimo limitarci a questo e' da notare come solo grazie al cristianesimo la storia umana  ha preso la sua attuale "geometria" lineare di sviluppo superando la circolarità fatalista  del mondo pagano dove tutto compresi gli dei sottostavano all'ineluttabilità' del  "fato" 
tempo fa ho citato la legge naturale come statuto interiore dell'uomo dove ognuno se vuole puo riconoscere l'essenza "divina" della sua unicità  umana   sono convinto che anche se pochissimi uomini sono stati in grado di spiegarla a se stessi   in mezzo a mille contraddizioni e mille  incoerenze  questa verità sia stata colta nel cuore di ogni uomo sin dalla notte dei tempi  e che sia stata la vera spinta propulsiva che lo ha liberato ed emancipato culturalmente dalla prigione degli istinti e delle pulsioni "animali"  date dalla sua fisicità biologica  (processo che guarda caso si tende ad invertire nella "moderna" società contemporanea)   secondo me e' questo il piano su cui l'uomo dovrebbe collocarsi se vuole indagare e conoscere
veramente se stesso 

giusto per chiarire ho parlato post fa  di legge naturale e naturalmente la cosa e' inciampata nel  puntuale travisamento di questo concetto  pensando subito che mi riferissi all'ordine funzionale della vita su questo pianeta 
niente di più sbagliato  come ha scritto r. de mattei:

la legge naturale non e' una verità confessionale e una verità appartenente alla retta ragione universale. Essa è infatti una legge oggettiva iscritta nella natura non di questo o quell'uomo ma nella natura umana considerata in se stessa  nella sua permanenza e nella sua stabilità
In questo senso, non è una legge imposta dall'esterno ma, come già avvertiva Leone XIII  è indelebilmente iscritta, anzi scolpita nell'anima di ogni uomo la differenza tra la legge naturale e qualsiasi legge positiva e che le leggi positive sono elaborate dagli uomini e sono per così dire esterne, mentre la legge naturale appartiene alla stessa struttura spirituale dell'uomo.
La principale difficoltà nel comprendere la legge naturale sta nel fatto che oggi si è persa la nozione di natura. Il cardinale Ratzinger ha osservato come la legge naturale sia diventata «una parola per molti quasi incomprensibile a causa di un concetto di natura non più metafisico,  ma solamente empirico» (Discorso del 12 febbraio 2007). La legge naturale non è infatti la legge fisico-biologica della natura umana, ma l'ordine morale e metafisico del creato, che l'uomo può scoprire con la sua ragione.
San Tommaso d'Aquino è colui che meglio ne ha approfondito e sintetizzato il concetto, definendola «la partecipazione della legge eterna nella creatura ragionevole» (Summa Theologia, I11, q. 91, a. 2).
Se si perde il concetto di legge naturale, si è costretti ad accettare la teoria del gender, basata sulla negazione del concetto di natura umana.  L'uomo viene considerato come un'entità puramente materiale, modificabile a piacere, secondo le necessità e gli interessi del momento. Alla legge naturale, che discende da Dio, si sostituisce la legge positiva, imposta dai gruppi di pressione politici e mediatici. Invece di riflettere la legge naturale e divina, le leggi e il comportamento umano si adeguano all'opinione fluttuante e liquida delle mode anticristiane e dello spirito del mondo

documentato da radici cristiane
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

#6
Eccellente post che ho trascritto in parte su QM. Santiago oppone che le sue sono argomentazioni scientifiche, ma allora:
- Che qualifiche ha? E' storico? Archeologo? Antropologo?
- Ha pubblicato i suoi "studi"? Dove?
- C'è consenso scientifico sulle sue ipotesi?
Alcune poi sono francamente strampalate, per usare un eufemismo. Un esempio tra tutte, quella dell'anatomia maschile che serve a estrarre il seme del "copulatore coercitivo" precedente. A parte ogni ovvia considerazione di carattere morfologico (provate a vuotare un calice con un oggetto...simile), un qualsiasi medico di campagna può spiegare che il concepimento può avvenire persino con emissione esterna. Ma sono certo che Santiago dispone di "fonti inoppugnabili": con la roba che circola nell'ambiente scientifico, che ha derubricato vere e proprie malattie mentali (non diciamo quali  ;) ) aggiungendovi però la mitica "disforia di genere".

La scienza oggi viene impiegata a scopo propagandistico, per far passare una determinata visione sociale e politica e nulla permette di escludere che le teorie "scientifiche" di Santiago siano la proiezione di sue idee politiche o altre convinzioni derivanti forse dal suo vissuto. Cosa umanamente comprensibile, se fossi separato non avrei molta voglia di difendere il matrimonio (per com'è oggi).
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Waldgänger

Citazione di: Finnegan il 31 Maggio 2020, 10:59:53 PM
se fossi separato, non avrei molta voglia di difendere il matrimonio (per com'è oggi).
...Dipende da quanta QM si è macinata.
Sappiamo che le due cose coesistono: repulsione per l'odierno falso matrimonio; perorazione per com'era prima dell'avvento del Romanticismo (che cominciò a postulare il "matrimonio d'amore").
Sappiamo che l'odierno MGTOW quasi mai è colui che rifiuta l'idea astratta di Famiglia-Matrimonio; al contrario, è colui che usa il MEZZO dell'andar per la propria strada, proprio per mostrare a società-governi il FINE opposto. Prendendo di mira l'individualismo sfrenato (insostenibile, contraddittorio) - oggi praticato prevalentemente dalla metà femminile della popolazione -, lo vuol far deflagrare mostrando cosa succede se lo pratica anche l'altra metà.

Finnegan

#8
Concordo al 100%. ;)

Risposta di Santiago:

Molti degli ultimi post del forum hanno portato avanti una discussione scaturita da alcune mie posizioni che riguardavano il sesso, il matrimonio, la paternità. Alcuni messaggi per incomprensione, forse per colpa mia per non essere stato abbastanza chiaro, altri semplicemente tergiversando o affermando cose che io non ho mai detto, ho trascorso più tempo a smentire quello che non dico che ha riaffermare quello che dico. Naturalmente, nessuno pretende che tutti siano d'accordo con quanto si afferma, ma sari molto grato se non dovesse smentire ogni volta quello che non ho detto. Dunque, in questo post prima di tutto vorrei spiegare molto sinteticamente la mia posizione su diversi punti controversi (ho già spiegato che le mie idee sono naturalmente molto più sviluppate e supportate da numerosi esempi nel libro che ho scritto "La grande menzogna del femminismo", ma è evidente che non posso scrivere il libro qui); dopo vorrei lanciare una sfida su uno degli argomenti che è stato contestato: la paternità (e soltanto su questo argomento non su centomila altri che si aprono di continuo).

Prima premessa: TESI FEMMINISTA. La civiltà è stata creata dagli uomini a danno delle donne e a beneficio loro. Il compito che mi sono assunto è quello di smentire questa tesi.

Seconda premessa: La moralizzazione del sesso forma parte della civiltà, ma non è tutta la civiltà!!

Terza premessa: Analizzare, criticare o segnalare gli aspetti negativi di qualcosa (ad esempio le religioni) non vuole dire che non esistano aspetti positivi, e che chi lo fa deva voler decostruire, distruggere o stia proponendo la costruzioni di altri sistemi o paradisi. Analizzare non è sinonimo di distruggere.

Coito coercitivo. In natura nella stragrande maggioranza delle specie la femmina è "perdente", il maschio è "vincente" (perdente e vincente sono giudizi di valori che facciamo noi esseri umani: i maschi hanno la forza, si possono difendere meglio, possono cacciare e raggiungere grazie al fisico più nutrimento, non hanno gravidenze, mestruazioni che difficoltano la sopravvivenza...) Il sesso rientra all'interno di questo ragionamente che si deduce della semplice osservazione della natura. È un'ipotesi molto plausibile che il coito coercitivo sia stato un modo di copulare anche tra gli Homo per molti anni, e in un post precedente ho segnalate tre argomenti logici e osservabili per sostenere questa idea (che stranamente nessuno ha contestato finora). Coito coercitivo non vuol dire che la femmina opponga necessariamente resistenza fisica, come succede in molte specie le femmine si lasciano prendere per sono ormai così "programmate", sanno il pericolo delle conseguenze di opporsi fisicamente; ferite si compromette la sopravvivenza.
Per quanto riguarda il sesso, la civiltà ha capovolto questo rapporto, la donna grazie alla moralizzazione del sesso e la sacralizzazione dell'amore si posiziona "vincente", di fronte all'uomo che si posiziona "perdente".


Moralizzazione del sesso. "La sessualità maschile è attiva, volente, non ha bisogno di freni né inibizioni, e può essere esercitata continuamente; qualsiasi limitazione è una forzatura." (La grande menzogna del femminismo, p. 542) La moralizzazione del sesso non comporta alcun vantaggio evidente e obiettivo per l'uomo, al contrario per la donna il vantaggio è evidente, non solo rispetto al sesso (limita rapporti e gravidanza indesiderate, e danni che possono sempre scaturire da questi rapporti) ma anche per quanto riguarda la sopravvivenza (si garantisce il contributo maschile mediante valori che lo impegnano). Per analogia: i valori di difesa della comunità che spettavano al maschio (mentre portava al sicuro la donna) non comportano per il singolo uomo alcun vantaggio obiettivo, al contrario, rischia la vita e l'incolumità. In caso di fuga, ad esempio di una bestia selvaggia, poteva non difendere la femmina e avrebbe molte più possibilità di sfuggire di lei. Qual è il vantaggio obiettivo per il maschio? Nessuno Per la femmina (e la prole)? Tutti. Il discorso invece ha la sua logica se lo consideriamo non rispetto al vantaggio del singolo ma della specie. Molti valori e istituzioni (ad esempio il matrimonio) hanno servito a proteggere e mantenere le singole donne e la specie, ma non portavano alcun vantaggio al singolo individuo maschio.

Istituzione del matrimonio. Quale? Intanto sono molte le forme e varianti. Ad esempio, può andar bene la poliandria fraterna dei Nyinba del Nepal, l'unione di un gruppo di fratelli con una sola moglie? E poi, argomento molto importante, matrimonio monogamico o poligamico? Nelle diverse culture il matrimonio poligamico è stato molto gettonato. E ancora, matrimonio per tutta la vita o possibilità di divorzio, che lo rende di fatto non monogamico? Il matrimonio cristiano- occidentale (con divieto di divorzio) è sempre stata un'eccezione nel mondo, la possibilità di separarsi è stata quasi sempre permessa in tutte le civiltà (proprio il divieto di divorzio sorgeva per tutelare le donne, come i matrimonio poligamici, ecc.). Al di là della diversità tutte queste istituzioni hanno un punto in comune. Tutti mirano alla protezione e mantenimento della donna.
Naturalmente, come ho già scritto in altri post, il matrimonio non è affatto garanzia di sesso a volontà e soddisfacente per l'uomo né lo è stato quasi mai per molti uomini negli anni passati, e non è vero che esiste un vincolo naturale tra matrimonio e poter crescere i propri figli (basta cambiare le regole), come si può vedere oggigiorno in molti casi, basta fare un test di DNA e crescere i propri figli senza il vincolo di vivere con la madre.

Diritto e matrimonio. La mia posizione è che diritti e doveri devono essere sempre individuali, i diritti e doveri collettivi o di gruppo discriminano chi ne rimane fuori. Ad esempio, il diritto di decidere o di fare visita al coniuge in ospedale in momenti molto gravi (uno dei motivi denunciate sempre dalle coppie omosessuali) non si capisce perché non devono possederlo tutti gli esseri umani, ogni individuo dovrebbe poter menzionare la persona che vuole accanto in questi momenti, anche due frati religiosi che hanno trascorso l'intera vita assieme in monastero. L'istituzione del matrimonio (e la vita sessuale privata) non ha bisogno di essere regolata dallo Stato (tranne quando raca danno altrui), ricade nelle credenze di ogni individuo. Ogni individuo può regolare la propria vita come vuole secondo la propria fede. La polemica sul matrimonio civile omosessuale è artificiale, perché dal mio punto di vista il matrimonio appunto non dovrebbe esistere per lo stato (oltre il fatto che etimologicamente definire "matrimonio" l'unione di due persone dello stesso sesso è un obbrobio)

Omosessualità. Quando studiavo a scuola (religiosa) c'era scritto sul mio libro che che era "contro-natura". Era proprio scritto così. Io mi divertivo a polemizzare con il prof. perché in natura si trova di tutto, anche l'omosessualità. Dunque, per conto mio, la vita sessuale privata è privata. Ma risulta curioso il fatto si attribuire talvolta alla Natura, talvolta alla Civiltà (a seconda di come gira il vento), tutto quello che è buono e positivo. La Natura o la Civiltà non sono in sé o per sé positivi. Non c'è un primato delle leggi naturali o delle leggi civili. In Natura c'è tutto, l'omicidio di membri della stessa specie, il cannibalismo, la prostituzione, il coito obbligatorio violento (stupro), il furto,... Nella Civiltà c'è la bomba nucleare e i campi di sterminio.
Infanzia e diritti individuali. Poiché i diritti sono individuali, io sono dell'opinione che ogni individuo ha il diritto umano a essere cresciuto dai padri biologici (o semmai non esistono, da un forte modello di riferimento maschile e da un forte modello di riferimento femminile) Tra l'altro, contempato esplicitamente nella Carta dei diritti del Bambino. Penso sia sbagliato far crescere un bambino da persone dello stesso sesso, perché viene a mancare a quel bambino in maniera "programmata" una delle due polarità esistenti nel mondo. Ciò non vuol dire che gli omosessuali non possano avere dei figli (di rapporti precedenti, ad esempio) finché si mantiene per il bambino il diritto ad aver un padre e una madre. Anche qui ci sarebbe molto da dire, ma qui mi fermo.


Sfida all'OK Corral: PATERNITÀ (principalmente per Vicus ma aperta a tutti)

La mia posizione: La Paternità non è innata, è un'istituzione nata, coltivata e cresciuta con la civiltà.

Vicus ha scritto: "Se la paternità è una sovrastruttura, non innata nell'uomo, hanno ragione le femministe a voler impedire agli uomini di esercitarla chiedendo l'affido esclusivo, dico bene?"
Questo non è un argomento di grande peso, per la verità, primo perché come ho già il fatto che qualcosa sia naturale o civile non comporta nulla, né negativo né positivo, ne deduci che se qualcosa non è naturale ti può essere tolto (da dove l'hai dedotto?). In pratica, le nazioni sono una convenzione sociale, ergo ti togliamo la cittadinanza (!?). Secondo, tu deduci che la maternità sia qualcosa di naturale (e dunque positivo), malgrado proprio sulla maternità all'interno del femminismo è sorta e c'è ancora un dibattito molto acceso su questo argomento due fronti tra quelli che la rigettano (femminismo ugualitario, tra cui Simone de Beauvoir) e quelli che la rivendicano (femminismo della differenza). Comunque qui a noi la maternità non ci interessa, a noi interessa la paternità.

La paternità è innata, l'abbiamo ereditata dalla Natura o è un'istituzione?
Se la risposta è la seconda, siamo d'accordo e la conversazione finisce qui

Se la risposta è la prima, come mi sembra di aver capito dai post precedenti di Vicus criticando la mia affermazione, chiedo per favore di motivarlo elencando gli argomenti logici e possibilmente scientifici (etologici, biologici, etnologi, psicologici, anatomici,...)
dopodiché io ribetterò adoperando i miei e la mia logica.
Grazie
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Finnegan

#9
Seguono mie risposte riassuntive dei vari argomenti:

Prima di rispondere una nota: i grassetti e altra formattazione servono unicamente a facilitare la lettura specialmente nel caso di lunghi post. Le citazioni di Santiago sono esatte alla virgola, senza commenti e interpolazioni.
Vorrei innanzitutto porre un paio di domande che considero dirimenti:
1. La civiltà e le sue istituzioni (leggi, valori morali ed eventualmente spirituali, matrimonio ecc.) sono benefiche, ovvero inutili o dannose per l'uomo?
2. L'attivismo maschile implica difendere la civiltà distrutta (anche) dal femminismo, in quanto creata essenzialmente dagli uomini e connaturata all'identità e dignità maschile, oppure la suddetta civiltà (es. matrimonio, monogamia, valori ecc.) è una creazione femminile per incatenare l'uomo?
Comincio dalle citazioni per poi passare ai commenti:
Citazione di: SantiagoÈ dunque naturale che la donna abbia lavorato fin dagli inizi dei tempi per creare le condizioni culturali, attraverso i valori morali e religiosi e le normative civili (ad es. sancendo la peccaminosità del sesso al di fuori del matrimonio, o il riconoscimento della progenie o l'obbligo di perpetuazione della stirpe all'interno del matrimonio), per poter usufruire del contributo dell'uomo e trattenerlo all'interno di una relazione dopo che era stato "acchiappato" con l'arma della bellezza (il sesso).
Qui dici che la cultura, la civiltà o comunque le istituzioni che ne sono alla base (norme civili, valori morali o religiosi) sono state create dalle donne, per di più al solo scopo di ottenere un semplice vantaggio materiale.
E' semplicistico affermare che l'edificio civile, con tutte le sue elaborate espressioni, sia stato costruito dalle donne col fine di ottenere un vantaggio a scapito dell'uomo, sia pure con una presunta "influenza".  Hammurabi o Giustiniano sono stati influenzati da una donna? C'erano donne tra i senatori, nell'esercito, nella classe dirigente?
E' semplicistico affermare che l'uomo si sposi unicamente perché irretito da una donna senza averne alcun vantaggio personale:.
Citazione di: SantiagoHO DETTO "Dal punto di vista biologico la "moralizzazione" del sesso non ha portato alcun vantaggio all'uomo e tutti alle donne."
ho ipotizzato che il coito coercitivo "è la normale espressione sessuale maschile della maggior parte delle specie, e così lo è stato a lungo per l'umanità."
Io credo che sia più appropriato sostenere che la nascita della Cultura coincide con la proibizione del coito coercitivo." Quando è stato messo questo primo mattone della civiltà (per Levi-Strauss o per me)? Ipotizzo che possa essere stato messo vicino all'epoca che parli dell'uomo delle caverne, con le loro pitture, ecc, forse anche un po' prima tra 30.000 e 100.000 a.C., dunque "per la maggior parte del tempo della Storia dell'Umanità" sarebbe esistito il coito coercitivo. Solo quando il sesso è moralizzato, il coito coercitivo si tramuta in stupro (giudizio morale), prima di allora è sbagliato scambiare i due termini, definire stupro ciò che era un coito coercitivo e giudicare la natura con gli occhi attuali,
Perché l'uomo ha smesso di imporre un coito e la donna si è rifiutata di accettarlo passivamente? Perché, e a beneficio prevalente di chi dei due, dell'uomo o della donna? Questa domanda, molto importante, possiamo estenderla a tutte le norme e alla moralità sessuale (compreso il matrimonio).
In queste frasi è evidente la connotazione negativa di civiltà e cultura.
In sintesi:
Citazione di: Santiagola nascita della Cultura coincide con la proibizione del coito coercitivo, primo mattone della civiltà
la civiltà ha moralizzato molti dei comportamenti della natura
la "moralizzazione" del sesso non ha portato alcun vantaggio all'uomo e tutti alle donne
[Questa considerazione] possiamo estenderla a tutte le norme e alla moralità sessuale (compreso il matrimonio)
Dunque per te la civiltà nasce con la moralizzazione del sesso, specificamente con la proibizione dello stupro (comunque lo si voglia chiamare: ratto, coito coercitivo, notte di passione senza invito a cena). Tale moralizzazione (ovvero la civiltà, incluso matrimonio, sanzione dell'adulterio ecc.) per te non ha portato alcun vantaggio all'uomo.
Basta un minimo di logica per dedurne che per te, la civiltà (o quantomeno le sue istituzioni-chiave, senza le quali non può esistere) è un'invenzione femminile per imporre un fardello all'uomo.
A questo obietti:
Citazione di: SantiagoAnalizzare, criticare o segnalare gli aspetti negativi di qualcosa (ad esempio le religioni) non vuole dire che non esistano aspetti positivi, e che chi lo fa deva voler decostruire,
Si dà però il caso che criticare il matrimonio arrivando a dire che non dovrebbe esistere giuridicamente non è criticare un "aspetto negativo" della società ma significa demolire l'intero edificio civile, in quanto nessuna civiltà neppure primitiva può produrre e trasmettere sapere, tecnologia e arte senza coppie stabili e prole certa, cresciuta in un contesto favorevole alla trasmissione del sapere.
Se il matrimonio non reca alcun vantaggio all'uomo, necessariamente ne consegue che l'uomo può ben fare a meno di questo fardello, e darsi al "coito coercitivo" ovvero a "relazioni temporanee" che se praticate in massa sono disgregatrici dell'edificio civile e su cui hai manifestato parere favorevole su Stalker Sarai Tu:
Citazione di: SantiagoPer quale motivo l'uomo si dovrebbe vincolare a vita in un rapporto monogamico? Amore o affetto possono essere ottenuti da amici e parenti, o da rapporti occasionali e temporanei.
Quindi: l'uomo non ha motivo di sposarsi e il matrimonio serve solo per fornire affetto. Nessun cenno (anche le omissioni contano) alla paternità, alla possibilità di avere una prole certa e di educarla in un contesto stabile, con l'aiuto determinante della moglie: fare il padre single è sicuramente più gravoso. Ovviamente mi riferisco a un matrimonio non femminista, in cui l'uomo sia adeguatamente tutelato.
Hai detto inoltre che il matrimonio non dovrebbe essere legalmente riconosciuto (quindi non dovrebbe esistere, perché un negozio giuridico non riconosciuto dall'ordinamento è inesistente).
Questo passaggio conferma che per te il matrimonio, in una visione che ha ben poco di civile, è solo una specie di laccio per intrappolare l'uomo sulla base di motivazioni unicamente sentimentali:
Citazione di: SantiagoSinceramente non riesco a trovare nessuna ragione logica che ipotizzi un vantaggio "materiale" della creazione dell'istituzione del matrimonio per l'uomo. Ma come avevo già scritto "il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce", gli uomini continuerano a sposarsi e a votare leggi assurde sul divorzio o sull'aborto.
Quindi: non c'è ragione di sposarsi, è solo una scelta assurda che l'uomo fa per motivi sentimentali e irrazionali, irretito dalla donna. Per chi avesse ancora dubbi:
Citazione di: SantiagoL'uomo ha la forza, la donna invece un'arma molto più potente: quella capacità di ipnotizzare e rendere l'uomo stupido.Gli uomini si sposano per lo stesso motivo per il quale tutti i Parlamenti (di uomini) del mondo hanno votato le leggi sull'aborto e la procreazione, conferendo alle donne tutto il potere e sottraendo se stessi qualsiasi diritto sulla propria paternità. Idiozia allo stato puro. Noi uomini continueremo a sposarci, continueremo a proteggere e a cercare di rendere le nostre principesse felici, perché amiamo le donne, perché il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. E come al solito, continueremo a fare la marcia nuziale... vestiti di nero!
Se queste non sono parole contro il matrimonio non so quali potrebbero esserlo. Simili discorsi sull'inutilità e l'abolizione del matrimonio si sentono di solito in comunità di marginali promiscui come i figli dei fiori, o in "Amici Miei" di Monicelli, non tra chi vuole costruire una società funzionante e non individualistica in cui il PADRE conti qualcosa.

Sulla paternità affermi:
Citazione di: SantiagoLa paternità non è così ovvia né sembra innata come per le donne, il legame affettivo bisogna costruirlo.
Al contrario della maternità, la paternità tra i mammiferi (cosa diversa tra i pesci) non sembra un dato innato nella natura maschile, ma costruito (dalle femmine!).
Ci sono diversi esempi di animali che in ambienti ostili, le femmine si comportano gelosamente e incoraggiano il maschio a badare alla prole, sembra che il sentimento "familiare" e "paterno" venga coltivato dalle femmine per ottenere mantenimento e protezione. Inoltre esistono culture anche recenti dove il senso di paternità è sconosciuto o ignorato.
Accostando come sempre il mondo animale alla specie umana, dici che la paternità (come altri il genere) è un costrutto sociale, "costruito dalle femmine". Per chi avesse dubbi, ribadisci che in alcune culture (quali?) il senso di paternità è sconosciuto.
Basta un minimo di logica per dedurne che per te, se matrimonio monogamico e paternità sono un'invenzione delle femmine a loro essenziale vantaggio, gli uomini potrebbero e molto probabilmente dovrebbero fare a meno di matrimonio, monogamia e paternità.
Confrontando queste con altre tue affermazioni in favore di relazioni casuali, del desiderio sessuale di donne altrui (presumibilmente consumato: critichi la monogamia ma mai l'adulterio, anzi ne critichi la sanzione legale/morale) il tipo umano che ne emerge inevitabilmente è quello dell'avventuriero, dello "zingaro", che può sembrare avvincente in un film ma nella realtà si traduce in un'umanità marginale, allo sbando e senza futuro.

Inoltre:
1. Mai nei tuoi articoli c'è una sola chiara e motivata affermazione in favore della nostra civiltà, del ruolo dell'uomo nel crearla  e preservarla, della stabilità di coppia, della paternità.
2. Mai dici che l'attivismo maschile deve tendere a ristabilire la civiltà comunque intesa, e conseguenti istituzioni e leggi, in cui l'uomo possa avere un ruolo significante e riconosciuto che non sia quello di un nomade selvaggio.
In compenso, critichi valori etici, sociali, civili, spirituali che hanno fatto grande l'umanità e in primis gli uomini, attribuendo loro una negativa connotazione femminile, se non femminista ("cristianesimo e femminismo si sono ritrovati alleati") e facendo della civiltà tramandataci dai nostri padri il capro espiatorio di un presente che non sembri vedere: non ti ho mai sentito parlare spontaneamente di gender, di Bibbiano, di attacco al maschile da parte dei gruppi LGBT che anzi persino in questo topic ti sei sentito in dovere di difendere appoggiando la loro agenda unionista (necessario preludio al matrimonio) le cui ripercussioni sui giovani maschi saranno incalcolabili.
Mai ho letto una tua parola contro utopie scientiste come la procreazione artificiale/utero in affitto che stanno disumanizzando la società (anche da un punto di vista esclusivamente maschile) e perfino la biologia umana.
Continui ad associare le mie opinioni a un attacco all'"omosessualità contro natura", descrivendo come povere vittime gli omosessuali che fanno rimuovere (loro o le femministe che li sostengono) cartelloni e commettono gravi atti vandalici, che varano leggi-bavaglio, che ci sottraggono (Bibbiano) e rovinano i figli (lezioni gender tenute con soldi pubblici), che ci impediscono di manifestare con aggressioni anche fisiche: abbasso Ro$a No$tra ma LGBT No$tra va bene. Evochi pure "garbatamente" scuole religiose per mettere le mie opinioni in una luce negativa ma mai ho parlato dell'omosessualità in quanto tale, ho sempre detto che l'agenda politica omosessuale era contro natura.

Hai talmente ribaltato la narrativa femminista sull'oppressione patriarcale, che sei tornato al punto di partenza: il passato, la civiltà sono un'oppressione (=inutile fardello) femminile anziché patriarcale quindi necessariamente possiamo farne a meno, proprio come afferma il progressismo femminista.

Esponi come una certezza che la paternità non sarebbe connaturata alla specie umana (questo topic non riguarda gli animali). Esiste un consenso scientifico sull'argomento? Esistono pubblicazioni scientifiche a parte la tua ipotesi, che scientifica non è, non essendo stata mai pubblicata su una rivista accademica?
Comunque se anche fosse come dici, ossia che la paternità non è nella natura maschile e il matrimonio una sovrastruttura femminista svantaggiosa per l'uomo, che ragioni ha un uomo per diventare padre ed educare i propri figli? Che ragioni ha per non darli alla donna come vogliono le femministe? Solo il condizionamento sociale (femminile) e ragioni sentimentali? Chiaro che con queste premesse (e la tua menzione della paternità di gruppo) è proprio difficile dire che hai un atteggiamento favorevole verso la paternità.

Un punto fondamentale è: l'attivismo maschile non consiste tanto in ipotesi scientifiche discutibili e comunque non dimostrate, ma come dice la stessa parola in azioni ed obiettivi.
Ora se il matrimonio è svantaggioso e inutile per l'uomo (singolo), la paternità è un costrutto sociale che obiettivi per gli uomini emergono da queste ipotesi? Che dobbiamo chiedere l'affido condiviso solo perché la società e le femmine ci hanno condizionato ad essere padri? Per il bene della "specie"?
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Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

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