Proposta Zan, un nuovo ddl Scalfarotto. Liberticida

Aperto da Finnegan, 9 Giugno 2020, 07:29:11 AM

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Finnegan


Non perdetevi i grassetti. I più accorti noteranno la stretta affinità, sotto il profilo giuridico e discriminatorio verso gli altri cittadini, con i reati di femminicidio e stalking.

Iniziato in commissione alla Camera l'esame del disegno di legge di Alessandro Zan (PD) sul contrasto all'«omotransfobia». Il testo intende modificare due articoli del Codice Penale, prevedendo fino a 6 anni di carcere o multe per i trasgressori. Anche una critica all'omosessualità potrà essere soggetta a sanzione. E, con questo governo, il ddl è pressoché certo che passi.

La Commissione Giustizia della Camera si è riunita lo scorso 24 ottobre per esaminare il testo della proposta di legge dell'onorevole Alessandro Zan (PD), voluta per contrastare l'«omotransfobia», come si può leggere nell'introduzione della proposta medesima.

Il provvedimento intende modificare in senso estensivo due articoli del Codice Penale: il primo, l'art. 604 bis cp, sanziona, tra le altre, quelle condotte volte a discriminare o a commettere atti di violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; il secondo, l'art. 604 ter cp, prevede delle aggravanti per alcuni reati se commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso. La proposta Zan vuole aggiungere come motivazioni degne di una risposta sanzionatoria dello Stato anche quelle legate all'orientamento sessuale, leggasi omosessualità, e all'«identità di genere», leggasi transessualità.

Vediamo quali condotte, se passasse questa legge, potrebbero essere sanzionate e le relative pene. Un anno e 6 mesi o 6.000 euro per chi commette o incita a commettere atti di discriminazione per motivi "omofobici" e "transfobici". Ad esempio affermare anche in una chiacchierata tra amici: "L'omosessualità è contro natura" potrà essere considerato atto discriminatorio verso la categoria delle persone omosessuali. Parimenti se si cita la Bibbia dicendo che l'omosessualità rappresenta una «grave depravazione», (Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10), o che gli atti compiuti dagli omosessuali sono «intrinsecamente disordinati», «contrari alla legge naturale» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2357).

Da sei mesi a 4 anni per chi commette o incita a commettere atti di violenza per motivi "omofobici" e "transfobici". Ad esempio, Tizio ferisce una persona perché è omosessuale: il reato di lesioni viene assorbito da questo reato specifico. Stesse pene per chi fa parte di associazioni che promuovono atti di discriminazione e/o violenza per motivi omofobici e transfobici (fino a sei anni per chi le dirige). Se passasse la legge, un direttore di un giornale, come la Bussola, che critica l'omosessualità, ma non critica le persone omosessuali, potrebbe essere arrestato. Va da sé che il direttore e i giornalisti che collaborano con lui avranno di fronte a sé solo due strade: il martirio o il silenzio.

Infine è prevista un'aggravante omofobica per i reati già esistenti: aumento di metà della pena prevista per il reato di base (sono esclusi i reati che prevedono l'ergastolo). Ad esempio se offendo la reputazione di una persona omosessuale davanti a tutti perché dico "Non mi piace, non condivido la tua omosessualità" è diffamazione con aggravante omofoba: un anno e mezzo di carcere o 1.500 euro. Se invece dico "Non mi piace, non condivido la tua eterosessualità" non è reato, è anzi un diritto: il diritto di parola. Si tratterebbe di libertà di espressione.

Appuntiamo un distinguo rilevante. Gli articoli del Codice Penale prima citati non solo sanzionano condotte direttamente lesive contro specifici e singoli soggetti, ma anche indirettamente lesive. Ossia il Codice vieta giudizi critici qualora siano discriminatori. Quindi non solo potranno scattare le manette se Tizio aggredirà una persona omosessuale, ma anche nel caso in cui Tizio si esprimerà in modo critico sull'omosessualità senza far nomi e cognomi. In questo secondo caso nessuna persona specifica sarebbe oggetto di discriminazione, ma tutto un gruppo sociale.

Veniamo ai rilievi critici e lo facciamo ricalcando in parte il giudizio della Commissione Affari Costituzionali che censurò in più parti il famigerato disegno di legge Scalfarotto sull'omofobia che riuscì ad essere approvato nel 2013 solo dalla Camera. Le censure si possono applicare anche a questa proposta perché assai simile al Ddl Scalfarotto.

Primo rilievo: le condotte criminose a danno di persone omosessuali sono già punite dal nostro ordinamento giuridico. In tal senso non c'è nessuna lacuna da colmare. Non c'è nemmeno una situazione di emergenza che potrebbe giustificare una particolare tutela verso le persone omosessuali e transessuali. Infatti, i cosiddetti crimini e discorsi d'odio a danno di queste due particolari categorie di persone sono numericamente irrilevanti (anche un solo atto di violenza è da condannare, ma è altrettanto da condannare chi mente sui numeri).

Infatti, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad, Ministero dell'Interno), nell'ultimo report, ci comunica che in otto anni, dal 10 settembre 2010 al 31 dicembre 2018, il numero di segnalazioni per atti discriminatori a danno di persone omosessuali ammonta a 197 (il 13% del totale) e quello riferito a persone transessuali a 15 (1%). Ossia 26,5 all'anno. Due al mese. Eppure il percepito collettivo crede che siano decine alla settimana. Le principali segnalazioni riguardano la razza e l'etnia (quasi il 60%) e il credo religioso (quasi il 19%). Inoltre c'è da osservare che stiamo parlando di segnalazioni: quindi non tutte le segnalazioni corrispondono a veri reati.

Secondo rilievo: l'indeterminatezza della fattispecie che comporta l'illecito. L'indeterminatezza discende dal fatto che manca la descrizione della condotta che mi può aprire le porte del carcere e questo in contrasto con il principio della tipicità del reato. In altri termini, il cittadino deve sapere prima di adottare una certa condotta se la stessa è considerata dalla legge un reato oppure no. Tale difetto è proprio degli articoli 604 bis e ter e della legge Mancino: è lì il peccato originale da cui difendersi. L'impossibilità di prevedere se una tale frase o gesto sia reato o no consegna la nostra libertà nelle mani dell'arbitrio del giudice. Ad esempio: vedo due gay che si baciano in pubblico e manifesto il mio fastidio sussurrando: «Ma dove stiamo finendo?!». Le mie parole vengono da loro o da terzi ascoltate e finisco davanti al giudice: è reato oppure no? In sintesi: il confine tra condotte legittime e illegittime non è fissato con rigore e così risulta troppo discrezionale, potendo cambiare da giudice a giudice.

La questione diventa ancor più aleatoria se ci riferiamo alle aggravanti previste dall'art. 604 ter. Un motivo per rendere la pena ancor più pesante è l'odio per motivi legati all'orientamento sessuale o all'«identità di genere». Il problema sta negli elementi probatori: se Tizio dice a Caio che non condivide la sua scelta di unirsi civilmente con il compagno, come si fa a sapere se Tizio ha espresso questo giudizio mosso dall'odio per Caio o per amore nei suoi confronti?

Riportiamo poi una vicenda che accadde qualche anno fa: Tizio ferisce un extracomunitario. I giudici nella sentenza di condanna applicarono le aggravanti previste dalla legge Mancino - le stesse che troviamo nell'art. 604 ter - motivando esplicitamente che non serviva andare a provare l'intenzione xenofoba dell'aggressore, perché il semplice fatto di aggredire un extracomunitario comportava odio verso di lui. Insomma lo si dava per presupposto, per implicito. Ma forse Tizio lo aveva aggredito perché rivale in amore, per tentare di rubargli il portafoglio, perché membro di una tifoseria avversaria. Questo potrebbe accadere anche con la proposta Zan: parli male di Tizio, Tizio è omosessuale, ergo sei omofobo. Insomma, si corre il rischio di mettere sul banco degli imputati le intenzioni e non i fatti.

Terzo rilievo: si privilegia la condizione degli omosessuali ingiustificatamente. Questa proposta di legge finisce per essere discriminatoria verso altre categorie di soggetti socialmente deboli non ugualmente tutelate: gli anziani, gli handicappati, i disoccupati, le persone in sovrappeso, [gli uomini] etc. Tutte potenziali vittime di atti discriminatori.

La quarta censura è forse quella più gettonata, ma in realtà ha i piedi di argilla e suona più o meno così: questa proposta di legge mina la libertà di espressione tutelata dall'art. 21 della Costituzione. Perché è un'obiezione che convince poco? Perché giustamente il nostro ordinamento giuridico limita, in alcuni casi, la libertà di parola. E infatti, ad esempio, l'art. 414 del Codice Penale sanziona chi istiga a commettere un reato – e questo può avvenire anche a mezzo stampa – oppure chi fa l'apologia di uno o più delitti, ossia chi parla a favore di una condotta ritenuta illecita dal nostro ordinamento giuridico. Inoltre ricordiamo il reato di diffamazione ex art. 595 c.p. che si può concretare anche nel caso in cui si dicono cose vere del diffamato, purché oggettivamente si leda l'altrui reputazione. Dunque appellarsi alla libertà di parola non è molto efficace.

E infatti il problema non sta tanto nella libertà di parola che questa proposta lederebbe - pericolo reale, si badi bene - bensì nel contenuto di ciò che si dice. In breve, il problema è a monte: se l'omosessualità, la transessualità e le condotte omosessuali sono rispettivamente condizioni e atti moralmente buoni che concorrono al bene comune allora ha senso tutelarli anche nei confronti di chi vuole parlarne male e dunque è giusto porre dei vincoli alla libertà di espressione. Se non lo sono, le critiche su tali condizioni e condotte, ma non sulla persona in quanto tale, non meritano di essere sanzionate e la libertà di parola non merita di essere compressa.

La legge sulle unioni civili aveva consacrato l'omosessualità come bene giuridico, come se fosse la salute, il lavoro, l'istruzione, eccetera. La proposta Zan fa lo stesso, ponendo l'omosessualità e la transessualità allo stesso livello di razza, etnia, appartenenza a una nazione e orientamento religioso. Dunque, una condizione che non è naturale, in senso metafisico, diventa giuridicamente un connotato naturale della persona da tutelare.

Infine una domanda: questa proposta diventerà legge? Con questo governo è quasi certo.

https://lanuovabq.it/it/proposta-zan-un-nuovo-ddl-scalfarotto-liberticida

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dotar-sojat

come quando insultano Balotelli perché è un imbecille patentato ma lui ci mette di mezzo il colore della pelle e così squalificano il campo della squadra per razzismo. Solo che lo insultano anche i suoi tifosi... saranno razzisti anche loro
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Finnegan

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johann

Finche si puo ancora parlare  meglio "darci dentro": 
Piena e convinta adesione alle  critiche e   condanna  massima  a questa legge  liberticida  tra l'altro sono curioso di vedere come bergoglio pernsera di adattare il catechismo della chiesa cattolica e magari addirittura la bibbia  alla nuova verità  laicista a cui ha fatto esplicita professione di fede
mi torna alla mente la metafora della diga colabrodo con gli abitanti a valle che per "sport" si divertono a traforarla in continuazione  c'e un punto che se possibile aggrava ancor più il quadro ben delineato sopra   e che DIO non voglia  dopo il 68  il femminismo il laicismo il divorzio l'aborto l'eutanasia l'eugenetica la droga ecc  non sia il buco "letale" che fara crollare tutto  altro che conquista sociale  qui ancora una volta dietro una  pseudo vertenza sociale si sta veicolando una involuzione sociale di massa  più che diritti di qualcuno direi che  oltre al linguaggio  qua bisogna tornare a capirci su quale moralita o logica facciamo scaturire il diritto in generale  perché veramente non si capisce più niente   come osservato da de mattei in un suo scritto:

cosa significa "discriminazione in base all'orientamento sessuale"  discriminare significa trattare una persona in modo meno favorevole di un'altra  ma questo principio non puo diventare un discrimine "morale"  perche e' una delle costanti alla base dei rapporti sociali:  nei concorsi pubblici, nelle selezioni per le forze dell'ordine o miitari,  nelle competizioni sportive,  nel mercato del lavoro, nella scelta di una moglie di un marito,   ovunque ci sia una selezione c'e anche implicita una discriminazione  altrettanto equivoco e' il concetto di "orientamento sessuale e identita' di genere"  anche non volendo considerare lo spartiacque preliminare  che sottende la mistificazione del sesso in  genere   questa definizione e' talmente ampia  e generica da giustificare qualsiasi scelta che nasca dal desiderio del singolo 
il nocciolo "radioattivo" del problema sta' nel fatto che a questo desiderio a questa manifestazione di mera volonta  si vorrebbe attribuire  uno staus giuridico  cioe di  situazione portatrice di diritti in quanto tale  presindendo da qualsiasi riferimento a un quadro di valori quantomeno oggettivo e condiviso
e qui sta il marcio più infetto perche passa subdolamente la logica di slegare i diritti dai doveri,  oggi la diga colabrodo ancora difende il principio che non possono esistere diritti svincolati da doveri come nel caso delle madri e dei padri che in quei ruoli hanno diritti proprio perche hanno anche dei doveri legati alla propria famiglia  oppure  i diritti dei lavoratori  perche hanno il dovere di lavorare  o delle minoranze perche hanno il dovere di integrarsi e rispettare le leggi del paese in cui sono ecc    qui invece passa lo "squarcio"  che d'ra in avanti possono esistere diritti legati all'omosessualita in quanto tale  e domani alle donne solo in quanto femmine  e poi magari agli immigrati solo perche tali   a prescindere da ogni corresponsione diritti / doveri    andiamo verso un futuro nel quale rigettando il senso del dovere tutti pretenderanno diritti da tutti

se si afferma il valore illimitato della liberta' soggettiva che nega una qualsiasi morale che ne costituisca un  limite  cade anche il concetto di devianza e di trasgressione,  quindi una volta  aperta questa "autostrada" chi ci salvera in futuro dalla "legalizzazione" oltre che della droga anche della pedofilia o dell'incesto  andiamo verso un futuro in cui tutto sara' permesso perche la liberta' dell'uomo intesa in modo assoluto  rifiuta qualsiasi norma o legge con cui confrontarsi  viene sempre meno la distinzione inscritta dalla legge naturale in ogni uomo della distinzione tra un'idea di bene e di male  e via via che questa distinzione diviene aleatoria altrettanto aleatorio diventa il concetto di crimine  proprio perche il concetto di crimine e' strutturato su una substantia  morale    in assenza di morale oggettiva non ci puo essere un diritto oggettivo e la societa' diventa una giugla una babele di conflitti dove basta  una  maggioranza politica per imporre  la legge del più forte  legge che  assieme alle sue decisioni  e' libera di impone anche il modello "filosofico" che sovrintende al primato della sua volonta 
oggi con l'omofobia si vuole sdoganare  una prassi di censura culturale integrale  perche aperta questa strada e' solo questione di tempo per essere invasi da:  l'abortofobia"  la "femminilfobia" la "progressistfobia"  ecc   e via cosi  verso il totalitarismo del caos dove non solo verra'  rifiutata ogni "indebita ingerenza della morale  nel processo legislativo  ma in base a questo principio  si andra pure a ritroso col mettere in discussione le basi stesse della nostra convivenza civile  perche ad esempio diventera' intollerabile  sopportare gli assunti morali  alla base della  stessa nostra costiutuzione perche pregiudicano il dispiegamento completo di tutto il potenziale libertario/anarcoide di ogni singolo cittadino   caos  puro caos  questo ci aspetta
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

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dotar-sojat

posto l'intervento in Regione Lombardia di Max Bastoni della Lega, dopo che non è passata la mozione dei 5stelle che chiedeva che la regione aderisse alla rete Ready:

"L'adesione alla rete READY comporterebbe il sostegno alle rivendicazioni delle persone LGBT in tema di genitorialità per tutti e matrimonio egualitario, tutte rivendicazioni espressamente escluse dalla legge o addirittura sanzionate penalmente. Aprirebbe porte al lavaggio del cervello dei minori e degli adolescenti lombardi. La lotta alle discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale non ha alcuna attinenza con il contenuto delle rivendicazioni di READY." Severo l'intervento di Max Bastoni, consigliere comunale e regionale della Lega, commentando l'esito negativo della votazione di ieri  in consiglio regionale lombardo che ha riguardato la mozione del M5S che chiedeva a Regione Lombardia di aderire alla Rete degli Enti Locali per prevenire e superare l'omotransfobia.

"La mozione dei pentastellati avrebbe comportato l'adesione alla Giornata internazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, concetti quanto meno discutibili su cui alla luce della discussione in Parlamento sul DDL Zan, non possiamo che dirci contrari", prosegue Bastoni. " Anche gli sparuti episodi di presunte discriminazioni in Lombardia, citati nella mozione M5S, per Max Bastoni appaiono "talmente insignificanti a livello numerico che solo una visione propagandistica la possa trasformare in un quadro drammatico".

Bastoni ha concluso il suo intervento ricordando il Dossier Viminale 2020 dove si riportano i dati dell'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori e in cui si dice che nel periodo considerato (agosto 2019/luglio 2020) si è contata la bellezza di 77 segnalazioni per atti discriminatori sulla base dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere. "Da sottolineare: 77 su 365 giorni e su una popolazione di 60 milioni di persone. Un nonnulla, un'inezia che probabilmente, se si andassero a verificare le segnalazioni una ad una, come già in passato, rimuovendo dal novero cose come i legittimi convegni di critica alla Teoria Queer o le proteste di genitori contro la presenza di trans in scuole e asili, risulterebbe ragionevolmente ancora più irrilevante. I portatori di interesse legati alle lobby LGLBT hanno insomma imparato bene la lezione dalle sorelle" femministe: ingigantisci un fenomeno, piega la realtà ai tuoi scopi, lamentati e fai la vittima a reti unificate, e alla fine i soldi pubblici e leggi speciali come il DDL Zan arrivano. Oh sì se arrivano".

http://www.ilpopulista.it/news/11-Settembre-2020/38214/omotransfobia-l-ennesimo-scazzo-lega-coi-grillini-al-pirellone.html
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Finnegan

Ricordo un omosessuale su un forum maschile che si travestiva da macho (non hanno mai il coraggio di presentarsi per quello che sono) e ogni 2x3 sproloquiava di ronde di picchiatori degli LGBT, pura invenzione. Per loro è omofobo chiunque non sia come loro.
Come il femminismo, quella ideologia dissimula l'odio per il maschio normale, definito tossico, di questo passo ci deporteranno sui carri merci.
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Ent

Citazione di: Finnegan il 11 Settembre 2020, 12:31:26 PM
sproloquiava di ronde di picchiatori degli LGBT, pura invenzione.

Hanno necessità di creare un allarme sociale, per poter giustificare le proprie istanze politiche. Nulla di strano, avviene lo stesso quando si grida al fascista in assenza di fascismo; o al femminicidio, quando le donne italiane vittime di omicidio sono manifestamente di numero inferiore rispetto agli uomini.
Lo schema è sempre lo stesso: prima si propina, attraverso i media, una narrazione al popolo; dopo un po' di tempo di martellamento mediatico, una parte del popolo crede all'allarme sociale e presta il proprio consenso verso i cambiamenti legislativi che i narratori intendono promuovere; segue la produzione legislativa; infine la persecuzione ex lege dei trasgressori.

Citazione di: Finnegan il 11 Settembre 2020, 12:31:26 PM
Per loro è omofobo chiunque non sia come loro.

Esattamente. E magari anche razzista, fascista, misogino, sessista, xenofobo. D'altra parte, mi pare che tali termini abbiano perso ormai, nel comune sentire, il proprio autentico significato, al punto tale che in buona parte della popolazione sono rimbalzati con fare canzonatorio nei confronti di chi li pronunci.


Finnegan

Esatto, ormai l'armamentario sovietico comincia a mostrare la ruggine. Una delle chiavi per vincere è inventare qualcosa di nuovo verso cui la macchina della propaganda sia impreparata.
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dotar-sojat

ieri prima votazione e approvazione della legge.
Si sottolinea anche che 5 deputati/e di Forza Italia hanno votato a favore...
Si rischia fino a 6 anni di carcere.
Sono previste iniziative nelle scuole, sappiamo per fare cosa


Legge omotransfobia, la Camera approva: protesta del centrodestra
La legge Zan per contrastare violenza e discriminazioni approvata con 265 voti a favore, ora passa al Senato. L'omofobia reato penale, il 17 maggio è istituita la Giornata nazionale. Applausi dalla maggioranza, l'opposizione mostra bavagli in Aula
di Alessandra Arachi e Carlotta De Leo

Legge omotransfobia, la Camera approva: protesta del centrodestra

La Camera ha approvato, con scrutinio segreto, la legge per contrastare l'omotransfobia, la misoginia e le violenze contro le persone disabili. I sì sono stati 265, i no 193, gli astenuti 1. L'approvazione è stato salutata da un prolungato applauso della maggioranza. La legge va ora in Senato. Il testo, che prende il nome dal relatore Alessandro Zan (Pd), originariamente conteneva misure di prevenzione e contrasto solo per motivi legati al sesso, al genere, all'orientamento sessuale e all'identità di genere. Durante l'esame in Assemblea le maggiori tutele sono state estese alla disabilità, con il consenso del centrodestra.

L'opposizione protesta in Aula
Si tratta del primo via libera al testo unificato che ha avuto un iter lungo e travagliato: a un anno esatto dall'incardinamento in commissione Giustizia, con l'avvio dell'esame nel gennaio scorso, il testo è arrivato in Aula dopo aver subito diverse modifiche, frutto di una difficile mediazione all'interno della stessa maggioranza. Le opposizioni hanno però fortemente contrastato l'approvazione. Per il centrodestra si tratta di una legge «liberticida» che introduce il «reato di opinione» sulle questioni legate al sesso e al genere. Forza Italia, FdI e Lega hanno votato contro, ma 5 deputati azzurri, in dissenso dal gruppo FI, hanno votato sì le deputate azzurre Giusi Bartolozzi, Renata Poverini, Stefania Prestigiacomo e i colleghi Elio Vito e Matteo Perego. Edmondo Cirielli (Fdi) ha annunciato: «Quando vinceremo le elezioni sarà la prima legge che abrogeheremo». Protesta dai banchi delle minoranza al momento dell'approvazione al grido «Libertà, libertà» mostrando bavagli.


Maggioranza compatta
La maggioranza compatta (Pd, M5s, Iv, Sel) ha voluto fortemente l'approvazione della proposta sottolineando che si tratta di un intervento «di civiltà», «atteso da tanti anni» e che si ispira ai principi di pari dignità sociale sanciti dall'articolo 3 della Costituzione per contrastare i reati d'odio. «Un passo importante» commenta il presidente della Camera, Roberto Fico (M5S). «Siamo a metà del cammino che stiamo percorrendo con tenacia e coraggio, con l'obiettivo di rendere questo paese un po' più civile e inclusivo» dice la senatrice Monica Cirinnà, responsabile Diritti del Pd.

Omofobia reato penale
I primi due articoli della legge Zan modificano la cosiddetta legge Mancino («Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa») e, quindi, l'articolo 604 bis del codice penale, aggiungendo tra i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, punibili con la detenzione, anche gli atti di violenza o incitamento alla violenza e alla discriminazione «fondati sul sesso,sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità».Contro le accuse sul reato di opinione, avanzate dal centrodestra, all'articolo 3 («Pluralismo delle idee e libertà delle scelte») la maggioranza ha precisato che la punibilità scatterà quando vi sia «il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti» e che «le opinioni non istigatorie «restano salve», in quanto già' discendenti direttamente dall'articolo 21 della Costituzione». L'articolo 4 dispone che la sospensione condizionale della pena può essere subordinata, se il condannato non si oppone, alla prestazione di un'attività non retribuita a favore della collettività.

La Giornata nazionale
Una delle norme più' criticate dalle opposizioni è l'istituzione, il 17 maggio, della «Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia», con cerimonie e iniziative anche nelle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole elementari. Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia chiedevano che l'ora scolastica «anti-discriminazione» (ribattezzata «l'ora di genere») venisse prevista solo per gli istituti superiori paventando «propaganda gender sui più' piccoli».

I centri di assistenza e le statistiche
Con la legge arrivano le indagini statistiche sulla discriminazione di genere che l'Istat, sentito l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), dovrà svolgere con cadenza almeno triennale. Istituiti i centri anti-discriminazione per sostenere le vittime della violenza omotransfobica, con lo stanziamento di 4 milioni al Fondo per le politiche sui diritti e le pari opportunità: in tutto il territorio nazionale ci saranno centri di assistenza e tutela (legale, sanitaria e psicologica) contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere.

La definizione
Nel testo Zan contro l'omotransfobia e la misoginia, approvato dall'aula della Camera, si stabilisce in premessa che: per «sesso» si intende il sesso biologico o anagrafico; per «genere» si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per «orientamento sessuale» si intende l'attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per «identità di genere» si intende l'identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall'aver concluso un percorso di transizione.

Associazioni divise
Dalle associazioni reazioni opposte all'approvazione della legge. Se Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay parla di una «prima vittoria che ci fa ben sperare sull'approvazione definitiva del provvedimento» e di una «giornata di festeggiamenti, ma già da domani sarà necessario volgere lo sguardo in avanti e riprendere la battaglia in Senato, per giungere alla definitiva conversione in legge», il Gay Center è più critico. «Approvata una legge di serie C, che ostacola la formazione nelle scuole e sostiene la discriminazione a fronte di qualche tutela. Noi chiediamo parità. Va cambiata al Senato» commenta il portavoce Fabrizio Marrazzo. «Questo testo - spiega Marrazzo - conferma un trattamento differenziato per le persone lesbiche, gay, bisex e trans (Lgbt+) rispetto ad altre discriminazioni. Nella prima parte infatti, che riguarda l'aspetto penale, è totalmente assente il riferimento alla propaganda di odio, presente invece per il razzismo».

4 novembre 2020 (modifica il 4 novembre 2020 | 14:49)
https://www.corriere.it/politica/20_novembre_04/omotransfobia-primo-si-camera-protesta-centrodestra-85f4861e-1e99-11eb-9970-42ca5768e0fd.shtml
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