Una donna di oggi si racconta. Incredibile

Aperto da Finnegan, 10 Agosto 2020, 08:50:22 PM

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Finnegan

Incredibilmente, una donna di oggi parla dei suoi difetti. Si stenta a crederlo, ma non importa, quel che dice è tutto vero:


La Maledizione dell'Ultimo Utero: l'Instabilità Femminile

Siamo oneste, quante volte abbiamo cioccato come lame e i nostri compagni, mariti, fidanzati, amici ci hanno sopportato, nonostante i loro occhi fossero sgranati dall'incredulità per un comportamento inspiegabile? Un miliardo. Almeno, io sono sicura che un miliardo sia un'approssimazione più o meno fedele, colpa dell'utero.

Noi donne passiamo tantissimo tempo a discutere delle nefandezze compiute dai maschi; con noi, senza di noi, per noi, per altre zoccole, sempre imbecilli e stron*i sono alla fine del discorso. In realtà, li sottoponiamo spesso e volentieri a stress che nemmeno la NASA si permetterebbe di infliggere all'essere umano. Noi cambiamo umore e comportamento ogni battito di ciglia, ed è inutile andare dicendo che questa è una banalità maschilista, è proprio così.

Oggi ho le mestruazioni, ebbene si, che sfacciata! Le abbiamo tutte signore, e come tutte noi in quei momenti, ho un giramento di palle immotivato da quando mi sono svegliata, anzi da prima! Sono due o tre giorni che piango e rido, due notti che non dormo e ho tremila cose da fare col mal di pancia, il mal di testa, il mal di schiena, i brufoli e l'umore da boia. A volte mi sembra che ci sia un segnale comune per cui quando ho il ciclo, si accenda una freccia luminosa davanti a casa che cita: "Attenzione, Pericolo di Morte, Mestruazioni in Corso". Nessuno mi parla, chi lo fa, sta ben attento ad usare un tono gentile e comprensivo, come se fossi una malata terminale o se avessi un lanciafiamme carico in mano. Effettivamente è proprio così che mi sento.

Ma la cosa più bella è che noi femmine abbiamo sempre da insegnare ai maschi il modo in cui comportarsi in qualsiasi situazione: "vestiti bene stasera che andiamo in un posto figo", "non mettere quella maglia con quei pantaloni", "ma che consigli dai al tuo amico? Non capisci, se lei si comporta così è perché pensa cosà e lui deve dire cosù". Facciamo le psicologhe di sta cippa ogni volta che possiamo e ci crediamo davvero a quello che diciamo, troviamo spiegazioni scientifiche a tutto inventando nuovi rami della scienza.

Il problema è che in realtà siamo il peggior esempio di comportamento al mondo, perché quando ci girano le palle, mestruazioni o meno, niente ci può fermare, nessuna scienza può spiegare quel fenomeno, nessuno può dirti che ti stai comportando da persona un pelo instabile, nessuno può dirti NIENTE. "Amore, ciao, come va tutto bene?""Tutto bene?Tutto beneeee????Tutto bene cosa? Intendi quelle settecento cose che volevo fare e non ho fatto perché mi si è rotta l'unghia e per limarla, smaltarla, ho perso mezz'ora? Poi mi chiamato la Chià e siamo state al telefono due ore, che palle guarda, mi ha racontato che il tipo le ha messo le corna, e lo credo, lei non si trucca all' 75 e si veste come mia nonna, comunque, poi quando ha smesso di piangere ho messo giù e mi ha chiamato Fede che dice se sabato usciamo, ma come facciamo, abbiamo da fare l'ikea, la spesa, decathlon e poi vorrei farmi un bagno, non so vediamo, ah, cavolo, vengono tutti a cena qui! Mi ero dimenticata, cosa faccio da mangiare? caxxo e stasera a cena cosa vi do? Oddio, non sono riuscita a far niente oggi, che schifo che faccio, vado a farmi la doccia, nel frattempo, ti sei accorto che stamattina hai lasciato la tazza della colazione sul tavolo? Non solo quella, anche tutte le briciole delle fette biscottate e il barattolo della marmellata. Ora, non è che io ogni mattina come la mamma devo mettere a lavare le tue cose e buttare soldi in marmellata ammuffita, ho già due figli da crescere, mi ci manchi tu, datti una regolata, mi avete rotto, non sono mica la vostra serva! Ma andate a cagare va". Che Joyce e il flusso di coscienza ci fanno una pippa ragazze! Non ci sono freni, partiamo dall'unghia e arriviamo ad uscire di casa abbandonando marito e figli in 3 secondi netti.

Ora, noi ci facciamo carico dei problemi di tutta la casa, è vero, lavoriamo fuori e lavoriamo dentro, si, ma sti poveretti che vivono con noi, cosa ne possono? Cos'hanno fatto di male per averci trovato sulla propria strada? Io me lo chiedo spesso. Mi sono resa conto da poco di essere una psicolabile dall'umore cangiante come le calamite cinesi al sole, e solo perché il mio fidanzato, dopo anni di abusi, si è permesso di dirmelo; non vi dico la reazione del momento: urla, pianti, vaffanculi, ma poi a mente fredda ho capito di essermi davvero approfittata di lui e della sua paura di contraddirmi, dovuta solo alla mia faccia decorata da vene  gonfie e pulsanti e lo sguardo da sadica serial killer. Non gli ho mai detto di essermi accorta di aver un po' esagerato, giammai dargli ragione, e tra l'altro, continuo imperterrita a comportarmi così nei momenti in cui lo stress tocca vette inesplorate. E' una cosa incontrollabile per me, non so frenarmi. So di sbagliare, ma purtroppo me ne accorgo sempre dopo, quando lui smette di parlarmi per evitare di insultare anche la mia quarta generazione arretrata e io ho sensi di colpa giganti misti a orgoglio ancora più maestoso,  che  mi impediscono di discuterne e magari, forse, chissà, non è detto...chiedere scusa.

Finiscono sempre allo stesso modo queste discussioni: non si ci parla per una settimana, ci si disintossica dalla rabbia, dalle cagate, dallo stress e ci si ama come prima, il tutto fino a che non ci capita un'altra di quelle giornate in cui sembra che il karma ci stia facendo scontare tutte le brutte cose fatte nelle centomila vite precedenti. Tutte vite dissolute e caratterizzate dal male.

Quanto vorrei a volte avere un pisello. Niente umore plurimo, un solo neurone da gestire, due emozioni e rientrare a casa da una donna che mi mangia la faccia, ma che smetto di ascoltare dopo tre secondi e che, dopotutto, le lasagne me le ha messe lo stesso in tavola. Ecco, questo è un tipico pensiero sciocco e sessista dettato dallo stress e da una giornata di m*rda.

Per una volta vorrei dire grazie a quei maschietti che subiscono e capiscono. Che sono più forti della Maledizione dell'Ultimo Utero.

http://www.nowaytobeme.com/la-maledizione-dellultimo-utero-l-instabilita-femminile/
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Ent

#1
L'autocritica che emerge è sì sorprendente, ma pure lacunosa e priva di spunti propositivi.
Partirei dalla conclusione, che esprime il significato dell'intero scritto, il messaggio che l'autrice ha voluto comunicare:

CitazionePer una volta vorrei dire grazie a quei maschietti che subiscono e capiscono

Troppo comodo. Se si ammette di perpetrare comportamenti deplorevoli, tali da far affermare: ma sti poveretti che vivono con noi, cosa ne possono?, si dovrebbe: 1) scusarsi e 2) proporre una soluzione, o, quanto meno, un proposito per migliorare la vita domestica. Ma l'autrice non fa nè l'una nè l'altra cosa.
Questo non deve sorprendere: date le premesse, che riconducono i suddetti comportamenti a ragioni di carattere biologico, appare inevitabile che non possano materializzarsi idee propositive; se la natura femminile è questa, ne consegue che non si potrà fare nulla di più che ringraziare gli uomini di subirne gli effetti.
Ebbene, a mio avviso tali considerazioni sono errate, perché ipotizzano come ineluttabile ciò che in realtà non lo è. Non si può trascurare infatti che gli esseri umani, pur avendo predisposizioni comportamentali naturali, tramite esercizio di volontà, abbiano la capacità - altrettanto naturale - di discostarsi dalle medesime, per migliorare se stessi e la vita di chi si ha attorno.
Se davvero accade che nel tal giorno una tal donna sbrani il marito a causa della propria naturale instabilità, non si comprende, se questa fosse ineluttabile, perché lo stesso trattamento non sia riservato al proprio datore di lavoro o superiore aziendale. Evidentemente l'autocontrollo permette di frenare i propri impulsi, se davvero lo si vuole. Oltre a ciò, occorre considerare che non tutte le donne si comportano come l'autrice dello scritto in esame, eppure tutte le donne hanno una natura femminile.
Se si demolisce il ruolo del padre di famiglia , viene da sè che il marito finisca per essere l'ultima ruota del carro; se la disinibizione sessantottina viene elevata a paradigma sociale, viene da sè che i più degradanti impulsi prenderanno il sopravvento; se l'amore non è volizione, ma sentimento, viene da sè che il marito sarà in balia dei moti sentimentali della moglie; se la società impone il lavoro femminile a tempo pieno ("ci facciamo carico dei problemi di tutta la casa, è vero, lavoriamo fuori e lavoriamo dentro"), viene da sè che lo stress raggiungerà il parossismo, per poi colpire le persone che si ha accanto, in primis il marito; mi fermo qui, ma gli esempi potrebbero essere molti di più.
In definitiva, trovo che la testimonianza dell'autrice - tanto per il merito delle affermazioni, quanto per la forma utilizzata - costituisca un caso paradigmatico dell'anarchia educativa occidentale, delle macerie tra cui ci troviamo e sopra le quali si dovrà riedificare, nuovamente, la civiltà.

johann

Citazione di: Ent il 11 Agosto 2020, 10:00:51 AM
L'autocritica che emerge è sì sorprendente, ma pure lacunosa e priva di spunti propositivi.
Partirei dalla conclusione, che esprime il significato dell'intero scritto, il messaggio che l'autrice ha voluto comunicare:

CitazionePer una volta vorrei dire grazie a quei maschietti che subiscono e capiscono

Troppo comodo. Se si ammette di perpetrare comportamenti deplorevoli, tali da far affermare: ma sti poveretti che vivono con noi, cosa ne possono?, si dovrebbe: 1) scusarsi e 2) proporre una soluzione, o, quanto meno, un proposito per migliorare la vita domestica. Ma l'autrice non fa nè l'una nè l'altra cosa.
Questo non deve sorprendere: date le premesse, che riconducono i suddetti comportamenti a ragioni di carattere biologico, appare inevitabile che non possano materializzarsi idee propositive; se la natura femminile è questa, ne consegue che non si potrà fare nulla di più che ringraziare gli uomini di subirne gli effetti.
Ebbene, a mio avviso tali considerazioni sono errate, perché ipotizzano come ineluttabile ciò che in realtà non lo è. Non si può trascurare infatti che gli esseri umani, pur avendo predisposizioni comportamentali naturali, tramite esercizio di volontà, abbiano la capacità - altrettanto naturale - di discostarsi dalle medesime, per migliorare se stessi e la vita di chi si ha attorno.
Se davvero accade che nel tal giorno una tal donna sbrani il marito a causa della propria naturale instabilità, non si comprende, se questa fosse ineluttabile, perché lo stesso trattamento non sia riservato al proprio datore di lavoro o superiore aziendale. Evidentemente l'autocontrollo permette di frenare i propri impulsi, se davvero lo si vuole. Oltre a ciò, occorre considerare che non tutte le donne si comportano come l'autrice dello scritto in esame, eppure tutte le donne hanno una natura femminile.
Se si demolisce il ruolo del padre di famiglia , viene da sè che il marito finisca per essere l'ultima ruota del carro; se la disinibizione sessantottina viene elevata a paradigma sociale, viene da sè che i più degradanti impulsi prenderanno il sopravvento; se l'amore non è volizione, ma sentimento, viene da sè che il marito sarà in balia dei moti sentimentali della moglie; se la società impone il lavoro femminile a tempo pieno ("ci facciamo carico dei problemi di tutta la casa, è vero, lavoriamo fuori e lavoriamo dentro"), viene da sè che lo stress raggiungerà il parossismo, per poi colpire le persone che si ha accanto, in primis il marito; mi fermo qui, ma gli esempi potrebbero essere molti di più.
In definitiva, trovo che la testimonianza dell'autrice - tanto per il merito delle affermazioni, quanto per la forma utilizzata - costituisca un caso paradigmatico dell'anarchia educativa occidentale, delle macerie tra cui ci troviamo e sopra le quali si dovrà riedificare, nuovamente, la civiltà.

:clapping:  :clapping:    aggiungerei solo che in questo mondo effeminato, il processo di emancipazione del mondo maschile da quello femminile dovrebbe passare anche attraverso il prendere alcune salutari e igieniche abitudini comportamentali  dal valore di profilassi educativa:  ciclo mestruale,  ovulazione selvaggia,  utero in fiamme,  voglie incontenibili,  personalità schizofrenica,  d'ora in avanti  cosi come loro fin da bambine crescono con il disprezzo più totale nei confronti della natura genitale maschile, e che anzi  tutte le volte che il maschio attraversa dei momenti di crisi o delle difficoltà nell'ambito della sua sfera affettiva e sessuale le femmine si comportano come e peggio delle iene   impariamo anche noi a fare lo stesso con loro,   serve una discontinuità di rottura con quella specie di galateo condiscendente che si manifesta da parte maschile  lor quando lossignore estrinsecano tutto il campionario delle loro "friabilità" e fragilità fisiologiche,  nessuna umiliazione diretta o indiretta deve passare senza immediata ritorsione,  il valore della dignità dell'essere  compagno, partner, marito, ecc  d'ora in avanti deve unirsi anche alla difesa puntigliosa di una ritrovata dignità del sesso maschile di appartenenza,  vedrete che quando le femmine si vedranno trattate ne più ne meno che come loro trattano noi, cominceranno nell'ambito dei rapporti di coppia a fioccare come neve:  rimorsi, rincrescimenti, pentimenti, autocritiche, e alla fine finalmente anche da parte femminile tante e tante ...SCUSE!!
non bisogna aver paura di tirare le situazioni al limite,  perché se si e' dei maschi senza compromessi e orgogliosi di esserlo in certe situazioni pretendere delle scuse deve valere di più della prospettiva di tenersi o perdere la femmina che te le deve dare
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

dotar-sojat

I maschi oggetto dell articolo però sono solo beta, gli alfa mandano candidamente le donne affanculo e le mollano, tanto un'altra la trovano subito. Oppure con l'alfa la donna si trattiene x paura di irritare il suo alfetto, perdere la paghetta oqualsiasi altro vantaggio ne tragga
Spera nel meglio, aspettati il peggio

Finnegan

CitazioneSe davvero accade che nel tal giorno una tal donna sbrani il marito a causa della propria naturale instabilità, non si comprende, se questa fosse ineluttabile, perché lo stesso trattamento non sia riservato al proprio datore di lavoro o superiore aziendale. Evidentemente l'autocontrollo permette di frenare i propri impulsi, se davvero lo si vuole. Oltre a ciò, occorre considerare che non tutte le donne si comportano come l'autrice dello scritto in esame, eppure tutte le donne hanno una natura femminile.
Se si demolisce il ruolo del padre di famiglia , viene da sè che il marito finisca per essere l'ultima ruota del carro; se la disinibizione sessantottina viene elevata a paradigma sociale, viene da sè che i più degradanti impulsi prenderanno il sopravvento; se l'amore non è volizione, ma sentimento, viene da sè che il marito sarà in balia dei moti sentimentali della moglie; se la società impone il lavoro femminile a tempo pieno ("ci facciamo carico dei problemi di tutta la casa, è vero, lavoriamo fuori e lavoriamo dentro"), viene da sè che lo stress raggiungerà il parossismo, per poi colpire le persone che si ha accanto, in primis il marito; mi fermo qui, ma gli esempi potrebbero essere molti di più.
In definitiva, trovo che la testimonianza dell'autrice - tanto per il merito delle affermazioni, quanto per la forma utilizzata - costituisca un caso paradigmatico dell'anarchia educativa occidentale,
Eccola la Questione Maschile in un guscio di noce:
1. La perfetta disciplina delle donne col loro datore di lavoro (il lavoro prima di tutto, perché lì non si può sgarrare ma anche perché è il primo valore della società mercantile)
2. La svalutazione obbligatoria del marito e del padre
3. La banalizzazione del matrimonio a capriccio sentimentale (femminile)
4. L'anarchia pilotata dell'Occidente, che rende non semplicemente rischioso, ma esiziale impegnarsi in coppia. L'individualismo è fondamentale alla società dei consumi e chi cerca di sottrarvisi vi viene ricondotto con la forza, ossia col divorzio.
CitazioneI maschi oggetto dell articolo però sono solo beta, gli alfa mandano candidamente le donne afa quel paese e le mollano, tanto un'altra la trovano subito.
Le mollano non solo perché anche loro non sono fatti per vivere in coppia, ma anche e soprattutto perché sono acutamente consapevoli di con chi hanno a che fare e che persino con un alfa, una vita di responsabilità manderebbe una donna odierna in cortocircuito. Tranne che col datore di lavoro, cui obbedisce senza discutere e persino lo ama (anche fisicamente talvolta).
Citazioneil valore della dignità dell'essere  compagno, partner, marito, ecc  d'ora in avanti deve unirsi anche alla difesa puntigliosa di una ritrovata dignità del sesso maschile di appartenenza,  vedrete che quando le femmine si vedranno trattate ne più ne meno che come loro trattano noi, cominceranno nell'ambito dei rapporti di coppia a fioccare come neve:  rimorsi, rincrescimenti, pentimenti, autocritiche, e alla fine finalmente anche da parte femminile tante e tante ...SCUSE!!
Sacrosanto
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