007 sarà donna e nero: "Vittoria contro la maschilità tossica"

Aperto da Finnegan, 7 Novembre 2020, 01:25:42 AM

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Finnegan


Ulteriore conferma della messa al bando di tutto ciò che sa di maschile. Da notare che l'articolo osserva che un film su una spia donna come Mata Hari ad esempio, avrebbe probabilmente riscosso successo e poche critiche. Ma la missione di Hollywood non è tanto quella di porre in risalto le donne, quanto appunto di demolire gli uomini a partire dalle loro "mitologie" e dai loro simboli:

Così hanno ucciso James Bond: il nuovo 007 sarà donna e nero

Hollywood sempre in cerca di "rivoluzione politicamente corretta" rischia di affondare la fortunata saga di 007. Il pubblico non sembra aver apprezzato la scelta di una dark lady per ricoprire il ruolo della celebre spia. Forse i tempi non sono maturi e la forzatura appare evidente

Davide Bartoccini

Per qualcuno si tratta già di una "nuova rivoluzione a Hollywood", e molte riviste - di moda, non di cinema - non hanno mancato l'occasione di incensare la notizia, come le veline del politicamente corretto impongono.

Ma la decisione di affidare a una donna, Lashana Lynch, il ruolo di agente 007 nella prossima pellicola della fortunata saga, "No Time To Die", rischia di tramutarsi in uno dei più grandi flop del cinema.

Nell'intervista rilasciata ad Harper's Bazaar, la 32enne attrice britannica di origini giamaicane ha confessato di essersi dovuta addirittura "cancellare" dai social a causa del malcontento dei fan di James Bond - proprio nella settimana del lutto che ci ha portati via Sean Connery , il primo e preferito tra tutti i Bond - che hanno riversato tutta la loro disapprovazione abbandonandosi a commenti negativi, talvolta sessisti e purtroppo anche razzisti. Commenti che però sembrano sottolineare come madame Broccoli, erede del produttore cinematografico Albert, abbia decisamente fatto il passo più lungo della gamba nell'annunciare al grande pubblico che il fascinoso ex-commando britannico con gli occhi di ghiaccio e una profonda cicatrice immaginato da Ian Fleming per ricoprire il ruolo della spia con la licenza di uccidere, verrà sostituito da un "agente della Cia donna, anche un po' goffa" - secondo le indiscrezioni confermate dalla stessa Lynch.

L'attrice ha tentato di rassicurare se stessa, e gli altri, ripetendosi di essere parte integrante di un momento rivoluzionario. Appoggiato, non dovremmo neanche stare a ripetercelo, dai fanatici del politically correct e dalle paladine del neofemminismo. Ma, secondo gli umori del pubblico meno politicizzato, sembrerebbe trattarsi di una rivoluzione della quale nessuno sentiva veramente il bisogno. "Non volevo sprecare un'opportunità per rappresentare al meglio Nomi. Ho cercato almeno un momento nella sceneggiatura in cui il pubblico afroamericano potesse annuire con la testa, contento di vedere rappresentata la sua vita reale. In ogni progetto di cui faccio parte, indipendentemente dal budget o dal genere, l'esperienza black deve essere autentica al 100 per cento", ha spiegato l'attrice che si dice fiera di allontanare la "mascolinità tossica" da un personaggio che però è stato pensato dal suo creatore, il burbero Fleming, proprio osservando un affascinante spia amante del menage a trois che giocava al casinò di Lisbona durante la guerra: Dusko Popov.

"Sono molto grata di essere riuscita a sfidare le narrazioni dominanti. Ci stiamo allontanando dalla mascolinità tossica, e questo sta accadendo perché le donne sono aperte ed esigenti, alzano la voce e denunciano comportamenti scorretti non appena li vedono'', ha incalzato la Lynch; dimenticandosi che non è tanto un concetto legato alla narrazione dominante, quanto al concetto di fedeltà da mantenere nel rispetto di una data narrazione. James Bond, l'agente a doppio 0 immaginato da Fleming, è un raffinato gentleman che indossa pigiami di seta, seleziona attentamente le sue scelte enogastronomiche, al pari delle auto che guida e delle donne che ama sedurre. Ama bere Dom Perignon del '53 "servito ad una temperatura rigorosamente inferiore ai 4°"; guidare una Bentley del 1933, e indossare abiti da sera di alta sartoria. Oltre ad essere un agente segreto capace e raramente "goffo". Smettesse di farlo, non sarebbe più James Bond. E forse è questa la chiave di volta che sfugge al dibattito subito scivolato nel becero quanto presunto campo del sessismo.

Nessuno avrebbe avuto da ridire se fosse stata lanciata una nuova saga senza scalzare in qualche modo l'adorato Bond, James Bond. Creare da zero un personaggio: un'agente della CIA che sappia emulare la celeberrima spia olandese Mata Hari, o Krystyna Skarbek, la spia polacca che ispirò tra gli altri anche lo stesso Ian Fleming. Accordandole il carattere risoluto di una reporter di guerra come Marie Colvin, nella verità, o dell'agente della CIA, per niente goffo, interpretato da Annette Bening in "Attacco al Potere" (1998).

Certo una scelta simile non avrebbe potuto cavalcare l'onda lunga della lotta dei sessi che attizza le pasdaran del femminismo che vuole farsi totalitario. Ma una scelta simile, che sottende a degli incassi facili spinti dal marchio e da una critica ben oliata dal plauso dei progessisti che hanno sottomesso ad ogni livello lo star system, rischia invece di covare uno sconvolgete flop al botteghino. Circostanza già verificatasi nella "genderizzazione" di cult movie come il Ghostbusters nella sua declinazione al femminile del 2016, e Ocean's 8, spin-off al femminile della ben più nota triologia dei veri Ocean's. Non crediamo infatti che le indiscrezioni di una pellicola prodotta dalla Broccoli, magari ispirata alla fascinosa spia doppiogiochista della Grande Guerra Mata Hari - magari interpretata da una paladina delle donne combattenti come Gal Gadot (la Wander Woman della Marvel) - avrebbe riscosso delle critiche: anzi; forse proponendo qualcosa di ben ponderato avrebbe addirittura raccolto il plauso della critica e del pubblico.

La produzione hollywoodiana evidentemente ha i suoi nuovi crismi, che suggeriscono, o impongono, i suoi nuovi obblighi. Attenderemo comunque questa pellicola per poterla giudicare con cognizione di causa. Magari stupirci, perché no. Anche se nella sua attesa - noi appassionati di 007 ne siamo convinti - non devono essere state poche le volte nelle quali Ian Fleming, bisbetico domato che proprio dall'esotica Giamaica scriveva i suoi 007, si sarà rivoltato nella tomba.

https://www.ilgiornale.it/news/cultura/james-bond-sar-donna-preparatevi-flop-1901479.html
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Derry

"Nothing can stop the man with the right mental attitude from achieving his goal; nothing on earth can help the man with the wrong mental attitude."

Finnegan

Poiché sono noti gli effetti sul botteghino di queste quote rosa, credo si possa parlare di autoaffondamento di Hollywood.
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dotar-sojat

Se sarà flop daranno la colpa ai fan razzisti e misogini.
Ricordo su un seguitissimo blog su fumetti, cinema e pop anni 80, che al flop dei fantastici 4 con la torcia "nera" , uno dei peggiori film di supereroi, il blogger diede colpa anche ai fan razzisti che prima ancora che uscisse il film ne parlavano male per la scelta di un johnny storm di colore
Spera nel meglio, aspettati il peggio

johann

purtroppo e' scritto nella logica dei tempi che viviamo!  a tempo debito quanto la voce di chi si oppone alla dittatura del pensiero unico sara' solo un flebile sussurro,  arrivera' il giorno che hollywood verra' integralmente sovvenzionata dalle corporazioni finanziarie dei compagnucci di soros in cambio delle liste dei film da fare, dei registi "affidabili"  dei copioni,  del cast,  ecc    ma  al momento tutto questo baraccone e' ancora legato a logiche di tornaconto economico  cioe' al botteghino,  quindi per me niente di meglio che mettere in pratica un boicottaggio non solo di questo film ma di ogni cosa che proviene da hollywood,  certo non cambiera' il mondo ma quando si accorgeranno che tutto sto giro:  dai finanziatori ai registi fino agli spettatori nelle sale cinematografiche si restringe alla cerchia del loro infame mondo ideologico  puo darsi che a fare flop sara' tutta  Hollywood     quindi .....perche no!? :          #boicottiamohollywood#
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

Non da oggi è così: sin dagli anni '50 l'Italia è stata oggetto di uno scardinamento programmato dei suoi valori fondanti, relazioni tra i sessi e natalità in primis.
Secondo il prof. Matteo D'Amico, il cinema italiano è stato un veicolo di propaganda appositamente studiata da psichiatri stranieri per decostruire la nostra cultura.
In film come Poveri ma Belli e Domani è Troppo Tardi fanno la loro comparsa temi come la sessualità prematrimoniale o l'inopinata (negli anni '50) educazione sessuale.
Negli stessi manuali di regia americani si legge che il tema essenziale dei film occidentali è il cambiamento e che la propaganda deve essere graduale per non essere rigettata dal pubblico.
Oggi siamo agli estremi esiti di questo programma che, dato il suo nichilismo, non possono che essere grotteschi.
La prossima tappa è quella preconizzata da Huxley: una "disperazione gestita" della popolazione (quella che resterà dopo la sua "riduzione" programmata) il cui vuoto esistenziale verrà colmato da sesso e droghe.
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