Buon Natale a tutti!

Aperto da Finnegan, 20 Dicembre 2020, 05:38:37 PM

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Finnegan

Buon Natale e che l'Uomo che ha redento l'umanità possa presto portare pace e giustizia agli uomini.

Mentre il femminismo sembra avere l'ultima parola, si moltiplicano gli spazi maschili e la consapevolezza della nostra condizione.
Come evidenzia questo dipinto di Caravaggio in cui la luce squarcia il buio, Gesù arrivò in silenzio, senza alcun fasto e potere umano mentre spadroneggiava re Erode; ma cambiò per sempre l'umanità. L'ora in apparenza più oscura precede l'alba!

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dotar-sojat

ringrazio e contraccambio gli auguri a tutti gli iscritti.

Io però devo amaramente ammettere che ormai da tempo ho perso molto del "sentimento natalizio", quello che da bambino mi faceva trepidare e lucidare gli occhi, con lo scarto dei regali la notte del 24 nella casa di campagna dei nonni, negli anni si è diluito a tal punto da diventare anonimo, un giorno come gli altri, niente più.
È vero, festeggio sempre con i genitori e la famiglia di mio fratello, ma non è la stessa cosa.
Mi immaginavo che a 42 anni avrei festeggiato il Natale con la mia di famiglia, con mia moglie e i miei figli, magari con nonni e zii, certo... ma con il ruolo di padre/marito, facendo l'albero con i bambini, assistendo alla loro recita, facendo un bel regalo a mia moglie, guardare insieme un classico Disney alla tv e tutto il resto.
Niente di tutto questo.
Io non sono per "è tutta colpa dell'ipergamia femminile", però, accidenti, un bel peso lo ha avuto
Da quando vivo solo non metto nemmeno le docorazioni natalizie o l'albero, e quest'anno, grazie anche al nostro governo, ho adottato lo stile natalizio "Berlino Est".
Feci una eccezione nel 2012, quando comprai un alberello da mettere in casa, ma solo perché da un paio di settimane prima avevo una ragazza, per la prima volta nella mia vita, come ho raccontato è durata pochissimo e quell'alberello non fa altro che ricordarmi ancora di più quel Natale (dove, tra l'altro, nemmeno ci vedemmo...)

Non ho più nemmeno gioia nel comprare i regali (per un periodo mi sforzavo anche di acquistare qualcosa di particolare, ma spesso non ci azzeccavo, e a gennaio dove fare "acquisti di riparazione") o men che meno di riceverli.
Insomma, ormai non è niente di più che "una domenica in famiglia".
Spera nel meglio, aspettati il peggio

Finnegan

E' all'incirca la descrizione del mio Natale, con la differenza che allestisco un piccolo Presepe (non l'albero).
Anch'io avrei voluto festeggiarlo con mia moglie e i miei figli, ma sono aspirazioni adatte a un mondo normale. Nell'attuale contesto mi rallegro di non avere una (ex?) moglie arpia e figli ignoranti e viziati a rovinarmi la festa e mi dedico al Festeggiato, abitualmente trascurato nella frenesia consumista di oggi ma che regala una gioia che nessuna famiglia umana può dare.
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dotar-sojat

beh, ovviamente si parla sempre di "famiglia ideale" o "sognata", poi la realtà sappiamo che è ben diversa, ahimè
Spera nel meglio, aspettati il peggio

Ent

#4
E così tra meno di quattro giorni sarà Natale.
Luci colorate, ghirlande e addobbi vari decorano alberi, strade, abitazioni e intere città; abbondano i dolci caratteristici e dolci sono anche le musiche e i canti che risuonano per le strade di mezzo mondo; si acquistano regali e li si confeziona per benino; ci si prepara ai banchetti delle feste ed è ovunque: Buon Natale!
Tutto questo è per me molto bello, una bella cornice, che aspetta la sua tela. Ma la tela, nell'Europa contemporanea, spesso non c'è più. Come definire chi appendesse alle pareti del proprio salotto una cornice priva di tela? A questo è arrivato il nichilismo.

Natale, nascita, la Nascita.
Le città e le abitazioni sono ornate come per ospitare l'arrivo di un re, del Re dei re. Di quel Re-bambino di cui scrissero i profeti, la cui nascita ha squarciato la storia, dividendola a metà: prima e dopo Cristo.
Il Natale di Cristo è un fatto misterioso, dolce e amaro al tempo stesso. Così Salvatore Quasimodo nella poesia "Natale":

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l'asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?


Faccio mia la domanda del poeta: c'è chi ascolta? Per me un elemento caratteristico del S. Natale è il silenzio. Non il silenzio assordante del vuoto, ma un silenzio di pace come quando scende la neve, come quello attorno alla grotta di Betlemme, nella notte santa di Duemila anni fa.
Un silenzio a fronte del quale ogni parola sarebbe di troppo, perché la contemplazione della nascita del Salvatore è pienezza; è, in un certo senso, tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
E allora anch'io allestisco un presepe, e la notte santa, tornato da Messa, vi ripongo Gesù Bambino; certe notti, tra Natale ed Epifania, mi piace osservarlo per alcuni minuti, attraverso le sole piccole luci poste sopra la rappresentazione della Natività, che nel buio della stanza luccicano come stelle nella notte nera. Qualche giorno prima del 6 gennaio colloco i magi, che ogni giorno si avvicinano di qualche passo, sino a raggiungere la Sacra Famiglia la notte del 5 gennaio, rendendo omaggio a Cristo Re.


Il Natale è lontano dal frastuono delle  pubblicità televisive, per i cui committenti la Divina Nascita è soltanto una proficua speculazione; è lontano dai film hollywoodiani, sedicenti natalizi, che di tutto trattano, fuorché del Natale cristiano.
Vorrei condividere a questo proposito un'altra poesia, questa di un grande attore di alcuni decenni fa, Aldo Fabrizi. Rispetto alle considerazioni di Quasimodo, al cui centro risiede il peccato, che gli uomini ancora non disdegnano, nella poesia di Fabrizi entra in scena l'irreligiosità sessantottina, che negando il concetto stesso di peccato, nega Cristo, il cui Natale ha avuto luogo proprio per togliere il peccato del mondo.



L'amarezza di Fabrizi, probabilmente alimentata da una certa nostalgia, dev'essere motivo di riflessione, ma non di condivisione; il peccato, l'ingratitudine e la corruzione dell'uomo, non possono infatti macchiare la purezza della nostra gioia per l'arrivo del Signore, perché la nostra gioia ha un'origine celeste:

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

(Prologo del Vangelo di S. Giovanni)



E con questo, Buon Natale!

Finnegan

Grazie Ent per il bellissimo post che introduce nel clima natalizio.
Credo che mai come in questo momento possiamo sentire Gesù vicino. Paradossalmente il chiasso e la futilità ci incitano al raccoglimento e al distacco dalle vanità del mondo. Come scrive l'Evangelista, la luce risplende fra le tenebre, che possono solo farla risplendere più forte.
Citazione di: dotar-sojat il 21 Dicembre 2020, 12:51:28 PM
beh, ovviamente si parla sempre di "famiglia ideale" o "sognata", poi la realtà sappiamo che è ben diversa, ahimè
Sognata oggi, perché ieri era quasi la norma. Le coppie, specialmente le donne non vogliono fare sacrifici e al primo intoppo scaricano la loro insoddisfazione sul marito. E' stata una donna a dirlo, su un forum maschile.
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Derry

L'essenza del Natale è proprio quella che troviamo nel presepe: un bambino, venuto a salvare il mondo, che nasce in una stalla... Avete presente? Non una stalla attuale, iper-tecnologica, una stalla vecchia maniera, in cui al massimo potevi trovare un po' di paglia pulita in un angolo, comunque non certo un posto da neonati!
Intorno, Giuseppe, Maria e i pastori, tutti in adorazione di quel bambino, tanto importante per l'umanità da far ripartire il conteggio dei tempi da quel preciso momento. Buon Natale a tutti!
"Nothing can stop the man with the right mental attitude from achieving his goal; nothing on earth can help the man with the wrong mental attitude."

johann

buon natale a tutti
anche a quelli che passano questo periodo con un evidente malcelato fastidio ideologico per la resilienza che questa festa continua a opporre alla loro ostinata campagna di laicizzazione delle coscienze per pacificarle nell'unico stato morale a loro modo "assoluto" in giustizia:  l'egualitario, indistinto, indifferenziato, neutrale, e tollerante   ...nulla   

buon natale anche a loro perche gesu' è venuto tra noi a portarci la buona novella anche per loro,  ma non si dimentichi quello che oggi tutti compreso bergoglio  cercano di far dimenticare:  non ci si salva automaticamente per misericordismo divino,  DIO e sommamente buono ma anche sommamente GIUSTO, e a Lui non la si fa! Tutto il virtuale e relativo moralismo da sadi di fine stagione che gronda buonismo laicista da ogni canale tv  al suo cospetto passa via come acqua sporca,  perche al Suo livello le chiacchere stanno veramente a zero
DIO tiene sempre la porta aperta, ma aspetta al varco il consuntivo delle opere e della fattiva cooperazione alla salvezza di chi lo interpella, a cominciare dalla coerenza delle propria vita rispetto ai suoi comandamenti che detto per inciso non contemplano interpretazioni relative e soggettive come sembra andare largamente di moda oggi.
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

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