Rino Dalla Vecchia: l'androsfera, casa di cura di potenziali stragisti?!

Aperto da Finnegan, 30 Gennaio 2021, 01:08:55 AM

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Finnegan

Apro questa discussione in spirito amichevole e costruttivo. Non voglio iniziare dispute ma un commento mi pare necessario.
Ho letto il pezzo su La Fionda sui recenti fatti di Savona e mi è dispiaciuta l'impostazione che gli ha dato l'amico Rino. Cito il testo a scanso di malintesi:

"A seguito dell'arresto di Andrea Cavalleri, con tempestività fulminea sono apparse in rete accuse indeterminate e affermazioni allusive contro l'androsfera, quella costellazione di individui e gruppi che, da posizioni antifemministe, si occupano sul piano sociologico, politico, psicologico, filosofico del conflitto dei sessi, in tutte le sue sfaccettature, ovvero che hanno aperto spazi dove si agglutinano, con varie motivazioni, segmenti del mondo maschile connotati da problematiche individuali diverse, provenienti da differenti quadranti ideal-politici o, ancora, che esprimono disagi e sofferenze che non hanno ascolto altrove e che, in parte, sono persino senza nome.
[...] noi di androsfera reindirizziamo il disagio, tracciamo la rotta verso il porto di un nuova concordia e in tal  modo strappiamo ai kamikaze stragisti le loro cinture al tritolo, dalle loro mani il coltello assassino."

L'intero pezzo suggerisce che i siti maschili siano luoghi di aggregazione di persone con problemi, e non da poco visto che pretende di strappare dalle mani degli utenti nientemeno che "cinture al tritolo e coltelli assassini".
Sono affermazioni gravemente dannose da cui mi dissocio con fermezza.
Ad oggi, su questo forum che frequento da anni e su qualunque altro spazio di mia conoscenza non si sono mai visti utenti con propositi violenti o con particolari disagi. Nei casi "peggiori", padri separati che conducono la loro battaglia quotidiana da buoni cittadini, con esemplare, spesso eroica dignità.
Lascia anche perplessi il fatto che sulla notizia o sul modo in cui è stata diffusa non sia stato avanzato il minimo dubbio: per esempio è la prima volta a mia conoscenza, che un sedicente "fascista" si dichiara fallito con le donne. Allo stato attuale, mi pare legittimo porre la questione di una possibile manipolazione, o montatura mediatica ai danni dell'androsfera. Se fosse così, sarebbe un fatto di una gravità senza precedenti per la democrazia nel nostro Paese.
E' scontato che prendiamo tutti le distanze da simili soggetti e dai loro propositi. Ma trovo lesivo dell'immagine e della dignità degli attivisti maschili, descrivere i nostri spazi come case di cura di potenziali stragisti. Non è la prima volta, è già successo al convegno di Silvio Destro a Vicenza.
Nel pezzo di Rino leggiamo anche:

"[...] continua a fare del bene, nient'altro che del bene, agli uomini e alla società tutta. Ecco come e perché. Terapia dell'ascolto.
Tutte le correnti psicoterapeutiche, di ogni scuola, hanno come denominatore comune l'ascolto. [...]
Terapia della conoscenza [...]
Noi civilizziamo l'azione degli uomini. [...]"

L'"azione degli uomini" è incivile. Gli uomini hanno bisogno di essere "civilizzati". Rieducati, come esigono le femministe. L'intenzione di Rino non sarà quella ma il messaggio che passa sicuramente sì.
Patologizzare gli utenti degli spazi maschili è un grave errore strategico, che accoglie implicitamente la tesi di chi questi spazi vuol screditare e mettere a tacere. E' anche un'ammissione di sconfitta, perché i suddetti spazi, messi tutti (altro errore) nello stesso calderone non sarebbero stati in grado di fermare i propositi criminali del giovane di Savona.
In due parole, il messaggio che in sostanza passa del pezzo di Rino è: "E' vero, gli spazi maschili sono covi di potenziali criminali che non riusciamo neppure a fermare". In tale desolante quadro, la sorveglianza e soppressione di detti spazi apparirebbe pienamente giustificata.
Come troppo spesso accade, un attivista maschile accetta le regole del gioco truccate di chi vuole criminalizzare e  cancellare l'attivismo maschile.
Non una parola sulla possibile strumentalizzazione del fatto ai danni del diritto costituzionalmente garantito ed espressione di democrazia, di manifestare liberamente la propria opinione;
Non una parola sulla piena liceità delle discussioni nei nostri spazi, che non ospitano propositi violenti o illegali;
Non un cenno alla dignità degli utenti che vi partecipano non in quanto pazienti, ma come liberi cittadini i cui diritti vengono spesso calpestati da soggetti ed istituzioni che abusano del loro potere.
Sono un cittadino rispettabile e incensurato, ho buoni rapporti con le donne e non mi riconosco nel ritratto che di noi dà l'amico Rino. E voi, siete qui per farvi "strappare le cinture al tritolo" o per esercitare il diritto democratico a partecipare alla vita civile?
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Derry

Credo che siamo tutti qui perchè vogliamo esercitare il nostro diritto costituzionale a manifestare il nostro pensiero, in modo civile e responsabile. Purtroppo, in questi tempi la Costituzione non sembra andare di moda, covid o non covid...
Quindi, se ciò che si dice è allineato al mainstream, va tutto bene, altrimenti si diventa pericolosi; un saggio disse una volta che la gente vuole la libertà di parola ma evita la libertà di pensiero.
Un testo come quello che hai citato mi aspetterei di leggerlo su uno dei vari quotidiani che non perdono occasione per fare la loro costante propaganda femminista: "il coltello assassino" e "strappiamo ai kamikaze le loro cinture al tritolo" sono ingredienti tipici, non siamo ancora all'avvelenamento col polonio, ma vedrete che ci arriveremo.
Non posso che associarmi a quello che ha scritto Finnegan.

"Nothing can stop the man with the right mental attitude from achieving his goal; nothing on earth can help the man with the wrong mental attitude."

Finnegan

Citazione di: Derry il 30 Gennaio 2021, 05:57:57 AM
Un testo come quello che hai citato mi aspetterei di leggerlo su uno dei vari quotidiani che non perdono occasione per fare la loro costante propaganda femminista: "il coltello assassino" e "strappiamo ai kamikaze le loro cinture al tritolo" sono ingredienti tipici
Purtroppo è così, ed è grave.
Citazionenon siamo ancora all'avvelenamento col polonio, ma vedrete che ci arriveremo.
Spero che almeno non ci arrivi Rino, o altri.

Occuparsi di diritti maschili è una strada dura che non tollera l'inquinamento col potere, che sia dovuto a scarsa lucidità o peggio (non penso sia il caso di Rino) a porte spalancate agli assedianti.
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johann


L'"azione degli uomini" è incivile!?  c'e' bisogno di rieducazione!,   di terapie!  .. e dopo mi chiedo?  Qual'e' il finale che si prepara per gli uomini senza compromessi che vogliono semplicemente rimanere tali?  rino potrebbe chiederlo ai suoi nuovi amici, oppure diciamo che già lo sa,  se parla in modo criptico, e fa lo gnorri, e' perché sostanzialmente oltre a sapere come stanno le cose le ha pure accettate.  Del resto non e' un mistero, questo e' il prezzo che deve pagare per "accreditarsi"  per uscire dalla clandestinità intellettuale, per togliersi da sopra alla testa quell'accusa dal valore di condanna, che come una taglia l'attuale "suo" sistema gli aveva comminato in contumacia quando era un ideologo pioniere della Q.M.   e quale sarà' mai l'accusa dal valore di condanna di cui rino si e' "liberato" se non e' la stessa rimasta in capo ai quemmisti che invece non ci stanno!,  e qual'e' sarà mai il finale riservato a costoro che non colgono l'intrinseco ammonimento che la vicenda di rino sottende e non si decidono a fare come lui?    Visto l'incipit iniziale, non e' un'esagerazione ritornare con il pensiero ai mirati pregiudizi giustizialisti che nei totalitarismi neri e rossi portarono alla creazione di giganteschi sistemi concentrazionari: lager, gulag, e laogai  dove aveva, e ha luogo ancora adesso il lavaggio del cervello, e il resettaggio comportamentale dei soggetti cosiddetti "incivili",  e questa la prassi "civilizzatrice" a cui si dovrebbero sottoposti i maschi?  E quella stessa riveduta e aggiornata che   ..oops!? diciamo per "eccesso di zelo" si e' lasciata alle spalle centinaia di milioni di morti e un intero secolo (il 900) scuoiato vivo di ogni suo connotato umano?, per chi suona la campana stavolta!, toccherà' ai bianchi? Magari cominciando dai tradizionalisti cattolici, insieme ai maschi che non vogliono rinnegare se stessi e non intendono sottoporsi alla revisione e alla rettifica della loro identità' esistenziale?  Vera o falsa che sia questa cosa, visto con chi si ha a che fare, si ha tutto l'interesse a considerarla comunque una vera e concreta minaccia

In questa ottica la "defezione" culturale di rino risulta del tutto comprensibile,  anzi mi piacerebbe chiedergli come sta' adesso,  come si trova a livello culturale accoccolato come un micio nel grembo ideologico e dottrinale del sistema, se, dopo una vita da dissidente ai margini del mondo intellettuale, si sente anche lui "finalmente" pacificato col mondo, in special modo con quello mediatico (il sollievo dall'inquisizione mediatica e la tipica "retribuzione" che intellettuali, partiti, e ultimamente chiese ricevono quando si decidono a fare il salto della quaglia verso il sistema) se la sua onestà intellettuale ce la fa a reggere la visione del proprio pensiero e della propria storia essere diventati parte dell'oligarchia del benpensante creanzato p.unico, parte integrante del suo album di famiglia, o come pensano tutti quelli come me   (fermi al palo, rispetto alla colossale OPA lanciata dal sistema e intitolata: <o con me o contro di me>  rispetto a ciò che rimane nel "mercato" del libero pensiero e delle libere coscienze )   parte integrante del suo carnet di cacciagione intellettuale, fresca di defezione  la variante in ambito intellettuale del mercato delle vacche "ciampolille" che il sistema in queste ore, sta' mettendo a frutto a livello politico per assicurarsi il potere a prescindere da tutto e da tutti, nel pieno "dispetto" della democrazia, della costituzione, del popolo, bla bla 
Evidentemente, anche per rino a questo mondo non ci può essere questione di principio che non possa essere ricondotta e trattata con l'universalistico metro di giudizio del sistema: il male a destra, il bene a sinistra e nel mezzo il "purgatorio" dove principi, valori, persone, ideali ecc sono più o meno considerati "civili" a seconda della duttilità della loro tensione ideale, o della loro vulnerabilità alla ruffianeria psicanalitica del sistema portata avanti dalla prassi della dialettica con la sua mistica dell'ascolto e del dialogo.   non e' questione di laici o credenti di fede o ragione di destra o sinistra, la parabola intellettuale di rino, e' la conferma che la società' si sta' (molto igienicamente) spaccando lungo una profonda faglia di tipo culturale-antropologico una spaccatura che risale sparata ai fondamentali non solo della condizione umana ma dello statuto costitutivo dell'esistente.  mille segnali stanno a indicare come questa polarizzazione "tettonica" si stia creando da sola, e il sistema che disperatamente cerca di gestirla tirandosela in casa, tentando cioè' di farla coincidere a livello culturale con il suo discriminatore/depistatore di energie ideali: destra/centro/sinistra  si ritrova invece per intero da una delle 2 parti,  il fatto e' che adesso anche per rino,  gli uomini devono accettare il concetto biopolitico che le dinamiche della vita devono abbandonare i binari del divenire naturale e prendere quelli evolutivi della predeterminazione ideologica, abbandonare la ricerca delle verità' oggettive che danno l'essere il senso e l'identità' alle cose, per sostituirla con l'indifferenziazione relativista per la quale tutto il senso dell'universo e' immanente al qui e ora dell'uomo contemporaneo suo signore assoluto, e si legge e si interpreta in base alla sola etica del contingente  il fatto e' che adesso anche rino e stato espugnato dalle logiche trans-gender-lbgt-unisex...-...   della "fluidoumanita"  crede anche lui che tra gli uomini la fratellanza data dal genere sessuale maschile di appartenenza, sia un qualcosa di superato,  in quanto il sistema suo e dei suoi nuovi amici ha già' deliberato che il genere umano (con transizione all'effeminato) deve andare verso la definitiva indifferenziazione al suo interno  preliminare alla sua stessa indifferenziazione rispetto al resto del mondo naturale nel senso biologico del termine.

ecco la faglia che ci divide, non solo due sistemi di pensiero, ma due inconciliabili concezioni di uomo,  due mondi diversi, due pianeti diversi    ...o da una parte o dall'altra, quindi!   rino l'ha capito e ha fatto la sua scelta,    .....che non e' la mia

se mi e concesso abusare della pazienza di chi legge vorrei aggiungere ampi stralci di un articolo che rivela la verità' sulla natura ideologica estremista e massimalista dei nuovi "amici" di rino nelle cui mani il mio ex mentore sembra voler rimettere candidamente la Q.M    amici che sono usi dividere il mondo tra gli "eletti"  e tutta la "feccia" dei no vax, dei suprematisti, dei complottisti, dei populisti, dei sovranisti, ecc, ecc. 

GLI ACCADEMICI CONTRO IL TRANSGENDER DIKTAT
L'articolo si sofferma sul fatto che oggi non sembra più possibile fare un'onesta e seria ricerca scientifica sul "transgenderismo" tale e' la cappa di intimidazione ideologica che aggredisce chiunque voglia fare sull'argomento della vera ricerca scientifica.  se lo sono chiesti nel 2018 in una lettera aperta sul the guardian una 50na di studiosi appartenenti a diverse università del regno unito dell'Australia e degli stati uniti. Nel loro appello anti bavaglio molti dei firmatari hanno denunciato come a causa del proprio sostegno a tesi accademiche "scomode" i firmatari hanno subito veri e propri attacchi e minacce oltre a censure e tentativi di licenziamento: siamo preoccupati scrivono per la soppressione di un'adeguata analisi accademica e discussione del fenomeno sociale del transgenderismo e delle sue molteplici cause ed effetti. I membri del nostro gruppo hanno subito proteste nei campus, richieste di licenziamento da parte della stampa, molestie, complotti sventati per provocare licenziamenti, no-platforming e tentativi di censurare la ricerca e le pubblicazioni accademiche. Tali attacchi non sono in linea con la ricezione ordinaria di idee critiche nell'accademia, dove è normalmente accettato che il disaccordo sia ragionevole e persino produttivo».
Oltre a ciò, gli studiosi "dissidenti" dichiarano come gran parte delle università siano oggi infiltrate, se non del tutto in mano, a gruppi di potere Lgbt, che, oltre ad influenzare e orientare le politiche di studio universitarie., mirano a formare una nuova classe dirigente accademica, perfettamente allineata e prona al nuovo diktat etico in fatto di sessualità, con buona pace della libertà di ricerca: «Molte delle nostre università hanno stretti legami con orgaiizzazioni Lgbt, che forniscono "formazione" di accademici e dirigenti e che, è ragionevole supporre, influenzano la politica universitaria attraverso questi collegamenti. Le definizioni utilizzate da tali organizzazioni per quanto venga giudicato "transfobico" possono essere pericolosamente onnicomprensive e andare ben oltre ciò che una norma ragionevole possa descrivere. Il loro effetto è quello di ridurre la libertà accademica e facilitare, di fatto, la censura».
Per questo i firmatari concludono la loro lettera, esortando il governo inglese a prendere immediate contromisure per garantire il rispetto dei più elementari principi di libertà di ricerca scientifica: «Riteniamo che non sia tranfobico indagare e analizzare quest'area da una serie di prospettive accademiche critiche. Riteniamo che questa ricerca sia assolutamente necessaria e esortiamo il governo a prendere iniziative volte alla protezione di tali ricerche dall'attacco ideologico».  [non serve aggiungere che a oggi nessun provvedimento e stato preso]

Lo sdoganamento "scientifico" del transgenderismo, recentemente certificato dal manuale: International Classification of Diseases dell'Oms, è solo l'ultimo tassello di un processo di normalizzazione della devianza sessuale, che ha origini ormai remote:  nel 1973, l'Apa American Psychiatric Association, su pressioni delle agguerrite organizzazioni Lgbt, decise di eliminare l'omosessualità dal Dsm-Manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali. Fino al 1973, la prevenzione dell'omosessualità era, infatti, una prassi consolidata e universalmente accettata in ambito scientifico, dal momento che essa era considerata una patologia, una condizione negativa da evitare e per questo, ove possibile, si cercava in ogni modo di curarla.
Eppure, la decisione di derubricare l'omosessualità dal Dsm fu tutt'altro che scientifica. Essa avvenne, infatti, non al termine di approfonditi e condivisi studi e ricerche in ambito medico-psichiatrico, bensì al culmine di una furiosa campagna ideologica, fortemente influenzata dal clima rivoluzionario di quegli anni, frutto di una logorante attività persecutoria messa in atto dal nascente movimento Lgbt nei confronti degli psichiatri, che si opponevano a tale provvedimento. Ronald Bayei psichiatra e testimone dei fatti, raccontò così le circostanze in cui fu assunta la decisione: «L'Apa è stata vittima dei disordini di un'epoca tumultuosa, quando conflitti destabilizzanti minacciavano di politicizzare ogni aspetto della vita sociale americana. Un egualitarismo furioso che metteva in discussione ogni argomento, portato avanti d'autorità, aveva spinto gli esperti in psichiatria a negoziare. lo stato patologico dell'omosessualità con gli stessi omosessuali. Il risultato raggiunto non è stato una conclusione basata su un'approssimazione di verità scientifiche dettate dalla ragione, ma un'azione di carattere ideologico dettata dai tempi».
Sempre Bayer dichiarò: «È bene ricordare che, alla fine, solo un terzo degli aventi diritto votò la proposta di cambiamento e che l'emendamento passò non in base a evidenze di natura scientifica, ma solo per chiudere la campagna di terrore portata avanti dagli attivisti gay». Un vero e proprio clima di terrorismo psicologico, confermato anche dal noto psichiatra Irving Bieber (1909-191 che così commentò la votazione del 1973 «non si può davvero sostenere che la nuova posizione ufficiale riguardo l'omosessualità sia stata una vittoria della scienza. Non è ragionevole votare su questioni  scientifiche  come se si trattasse di mettere ai voti se terra sia piatta o rotonda».
Il risultato di tale decisione è stato dunque quello di paralizzare la ricerca e le terapie sull'omosessualità, scoraggiando gli stessi cercatori dall'intraprendere studi su un tema divenuto improvvisamente intoccabile e fuori moda [sarebbe interessante indagare per vedere quante tesi di laurea di sono fatte in materia].  A Tutt'oggi, l'Apa è nota per la sua posizione apertamente a sostegno di istanze Lgbt e le sue idee in materia non si fondano su dati scientifici quanto su motivazioni meramente ideologiche. Nello spazio di pochi decenni si è passati, così, da una seria e onesta attività di prevenzione, ad una promozione ideologica e sfrenata dell'omosessualità e di ogni devianza sessuale  il prossimo tassello di tale folle ed ideologico processo rivoluzionario sarà l'accettazione e normalizzazione sociale della pedofilia?

Finisco col riportare un estratto dal film alexander di oliver stone che oggi come oggi verrebbe pesantemente revisionato se non censurato dalla nuova Hollywood p. corretta  che evidentemente piace tanto anche a rino:
....< clito ironizzando sul nuovo "grazioso" esercito di Alessandro brinda a suo padre filippo un vero re, un vero eroe, ......lasciami marcire in stracci macedoni,  dice piuttosto che risplendere tra i "fasti" orientali, non mi inchinerò ai psicofanti che hai intorno, tuo padre non si sarebbe mai fatto come amici dei barbari, RICORDO IL TEMPO IN CUI POTEVAMO PARLARE DA UOMINI GUARDANDOCI NEGLI OCCHI SENZA QUESTO ODIOSO STRISCIARE E QUESTI FALSI SERVILISMI   ...E ADESSO LI BACI?!......>

Documentato da radici cristiane

Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

Per doveroso beneficio del dubbio, voglio ancora pensare che Rino abbia preso una cantonata e si sia lasciato suggestionare dal clima mediatico. Dubbio che tuttavia non può sussistere per altri noti soggetti, palesemente ammanicati col potere di cui non si può sostenere che ingenuamente, pensino di sdoganare la QM con "insignificanti" concessioni all'agenda LGBT-onusiana.
Per ora navigano sottotraccia, ma se la QM dovesse andare troppo fuori controllo sicuramente li vedremmo in RAI e alle Iene (già fatto) e in men che non si dica tutte le altre voci dell'androsfera sarebbero ridotte all'irrilevanza.
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