gli uomini per le donne sono come i gioielli da esibire?

Aperto da dotar-sojat, 10 Marzo 2021, 07:26:41 AM

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dotar-sojat

prendo spunto da questo post del solito Redpillatore:
https://www.ilredpillatore.org/2021/03/perche-alle-donne-piacciono-i-gioielli.html
di cui riporto un paio di brani:

"Una lettrice che fa la gioielliera ha raccontato nel nostro gruppo una vicenda che ha fatto parecchio irritare gli utenti.
Le si presenta in negozio una ragazza quasi sul punto di piangere. Ha in mano un anello. Il suo ragazzo lo ha acquistato in quella stessa gioielleria pochi giorni prima, come regalo di fidanzamento. Lui non aveva grosse disponibilità economiche, e così ha dovuto ripiegare su un anellino relativamente modesto, una vera in oro con un brillantino del valore di poche centinaia di euro. Per lui pur sempre un bel gesto d'amore, per lei una tragedia. Sentitasi messa in ridicolo di fronte alle amiche, umiliata dalla barbonata del suo futuro marito, ritorna al negozio e spera di far leva sulla venditrice per rendere l'anello e convincere il tirchione a comprarne uno più degno.
L'audace piano fallisce e l'aspirante sposina, ferita per la seconda volta nella sua dignità, inveisce contro l'insensibile negoziante, incapace di immedesimarsi nel suo dramma e di mostrare un briciolo di solidarietà femminile.

L'aneddoto è interessante perché mette in evidenza quanto è diversa la psicologia maschile e femminile di fronte ai gioielli, e in particolare di fronte all'anello di fidanzamento.
L'uomo su queste cose è molto più pragmatico e vede l'anello per ciò che è: un manufatto di metallo e pietre che serve da ornamento. Riconosce il valore simbolico, ma lo scollega dal suo prezzo e non perde di vista il fatto che si tratta comunque di qualcosa di "inutile" dal punto di vista pratico; trova irragionevole sprecare troppo denaro per un oggetto che non ha una funzione specifica, e che perderà metà del valore nel momento stesso in cui metterà piede fuori dal negozio.
La donna no. Lei vede l'anello e i gioielli in generale (ma più di tutti l'anello di fidanzamento) come misura del proprio valore. Biologicamente noi sappiamo che c'è un fondo di verità. L'uomo ambito da una donna è quello dotato di un elevato valore di riproduzione (estetica, buoni geni) e di sopravvivenza (posizione sociale, denaro). L'obiettivo è far sì che quest'uomo la ingravidi e le dia il proprio aiuto a crescere il figlio. Un uomo di questo tipo cercherà però a sua volta una donna che ha un buon valore riproduttivo, di certo non andrà a sprecare le proprie risorse per una donna di bassa qualità. L'anello di fidanzamento comunica questo: hai un valore riproduttivo abbastanza elevato da convincermi a destinarti risorse. Nella nostra cultura è quel dono che più di tutti risponde alla necessità dell'uomo di dimostrare alla donna il proprio impegno a condividere tempo, beni ed energie con lei. [...]
le donne confrontano continuamente gli anelli donati dai fidanzati e vi lascio immaginare la scena della vostra fidanzata che, dopo aver raccontato che le avete chiesto di sposarla, è costretta a mostrare un misera pietruzza alle amiche che hanno mezzo carato infilato al dito. Se le ammazzate il gatto le fate un torto meno grave.
Si fottano i bambini negri che rimangono mutilati nelle miniere del Sierra Leone, lei l'anello figo lo vuole e basta."

Questa cosa dei gioielli da esibire alle amiche mi ha fatto pensare che probabilmente anche il ragazzo/marito non è altro che un oggetto da esibire, di cui vantarsi. Non vogliono un ragazzo "modesto" da esibire, come l'anellino da 100 euro, ma un bel figo, come l'anello da 2000 euro.
Per questo è più ambito il solito chud tatuato, anche se ignorante, volgare e manesco, che non un normaloide gentile, cortese e laureato.
Almeno fino a quando non superano il muro, a quel punto anche l'anello da 100 euro va bene.
Spera nel meglio, aspettati il peggio

Finnegan

Stavolta il Redpillatore ha fatto un buco nell'acqua. Come spesso accade negli spazi maschili, si legittimano involontariamente i capricci muliebri di oggi con una patina di "scientificità", per dimostrare che sarebbero sempre esistiti quando nessuna donna di normale condizione sociale 100 anni fa, avrebbe fatto simili storie.
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dotar-sojat

io ricordo un mio amico che quando per la prima volta ha "dovuto" comprare un regalo di Natale alla sua ragazza (ora moglie) si è trovato un ordine di una borsa di Louis Vuitton, già all'idea di dovere andare in via Montenapoleone gli ha fatto sudare freddo, poi i 700 e rotti euri sborsati lo hanno fatto sentire male.
In effetti non è il costo in sé, ma 700 euro per una borsa (!!).
Però è uno status symbol, ed è vero che molte donne giudicano quando l'uomo tiene a loro da costo del regalo.
Solo che ogni volta, per forza di cose, il tiro si alza.
Per fortuna non abbiamo di questi problemi
Spera nel meglio, aspettati il peggio

dotar-sojat

#3
Citazione di: Finnegan il 10 Marzo 2021, 12:49:43 PM
Stavolta il Redpillatore ha fatto un buco nell'acqua. Come spesso accade negli spazi maschili, si legittimano involontariamente i capricci muliebri di oggi con una patina di "scientificità", per dimostrare che sarebbero sempre esistiti quando nessuna donna di normale condizione sociale 100 anni fa, avrebbe fatto simili storie.
fino agli anni '60 molte donne (diciamo di ceto sociale medio basso) si maritavano con qualsiasi uomo potesse dare loro un tetto e due pasti al giorno; conosco gente del paese che trovò moglie in quel periodo tramite specializzate agenzie, che organizzavano incontri a scopo matrimonio tra uomini del nord Italia con un lavoro stabile e giovani donne del sud che la famiglia non poteva mantenere.
Spera nel meglio, aspettati il peggio

Finnegan

In certe regioni del Sud, fino a pochi decenni fa, le donne le "vendevano"* al mercato. La madre si recava tra i banchi e strillava: "Chi vuole mia figlia, sa cucire, sa ricamare". Oggi direbbero: "Sa fare la :censored2: sui social ed è stata con 30 chud"

* Ovviamente non era una vendita ma funzionava come le app di oggi.
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johann

Citazione di: Finnegan il 10 Marzo 2021, 12:49:43 PM
Stavolta il Redpillatore ha fatto un buco nell'acqua. Come spesso accade negli spazi maschili, si legittimano involontariamente i capricci muliebri di oggi con una patina di "scientificità", per dimostrare che sarebbero sempre esistiti quando nessuna donna di normale condizione sociale 100 anni fa, avrebbe fatto simili storie.


Sono d'accordo, il problema e che questi aneddoti cadono come frutti maturi dall'albero dei comportamenti e delle linee di condotta maschili, talmente inflazionati di stereotipi e luoghi comuni da non essere nemmeno percepiti in via subliminale:
dove ... :censored2: .... sta' scritto che bisogna omaggiarle di regali
dove ... :censored2:   .... sta' scritto che la femmina e' sempre debitrice della controprova dell'affetto del maschio mentre alla di "lei" persona ormai non e' lecito chiedere nemmeno l'eta'
perché ogni relazione deve stare in piedi e procedere sempre sull'iniziativa maschile mentre la "madama" si accomoda su  un tutt'altro che metaforico piedistallo dal quale non c'e tuo capello fuori posto che non venga giudicato e condannato impietosamente
perché c'e tutto questo lercio combinato disposto di convenzioni e di cliché' in base al quale si ha sempre la netta percezione che nell'economia di un rapporto il maschio sia sempre il salame che mette tutto in piazza  e che si gioca tutto compresa la propria dignità'  vale cosi tanto la mona?


nel tempo presente dove il sistema punta al tanto peggio tanto meglio, e dove non c'e risvolto antropologico nei comportamenti umani che non si salvi dalla prassi depravatrice degli sfascioprogressisti del pensiero unico, penso che il mondo maschile se non altro in ottica di legittima difesa dovrebbe liberarsi di tutte queste catene e orpelli ottocenteschi, le femmine moderne certamente non se lo meritano
anzi, se fosse solo per me ........ :mad:
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

dotar-sojat

#6
questo un posto sul FB del redpillatore dove riporta un esperimento sociale che conferma l'ipergamia imperante:

Una tipa esce in gonna un pomeriggio a Bologna e conta 123 (centoventritrè!!) complimenti nei suoi confronti. Anziché essera grata di ciò, e magari riflettere sul fatto che il suo equivalente maschile vive nella costante invisibilità ed emarginazione e darebbe oro per ricevere una parola gentile da una sconosciuta quando esce di casa, decide di fare un video in cui risponde a chi le rivolge la parola, cercando di insegnargli che non essendo un Jamie Dornan il solo fatto che apra bocca è oltraggioso. L'esperimento che ne viene fuori è una cringiata assurda, dove non si capisce chi è più ridicolo, se i deficienti che zerbinano o chi ha la faccia tosta di far passare il lato scomodo di un privilegio per una grave ingiustizia sociale.

"Ho solo detto un complimento"
"Mi ha dato fastidio"
"Scusami per il fastidio, sei troppo bella e ti ho detto un complimento"
"Puoi pensarlo, ma non c'è bisogno che tu lo dica".

No comment. Un altro passo avanti verso il mondo ideale delle femministe, dove se non sei un belloccio di Abercrombie devi solo annullarti totalmente fino a sparire, perché la tua sola presenza è un fastidio. Dove il tuo ruolo è solo quello di lavorare, subire ogni genere di lagnanza e fare da spettatore (pagante) della vita degli altri.




Spera nel meglio, aspettati il peggio

Ent

CitazioneNon si capisce chi è più ridicolo, se i deficienti che zerbinano o chi ha la faccia tosta di far passare il lato scomodo di un privilegio per una grave ingiustizia sociale.

È difficile comprendere se certi comportamenti possano essere considerati come tendenze sociali o siano rappresentativi di una minoranza; io propendo per la seconda ipotesi, ma indubbiamente gli zerbini sono troppi.
D'altra parte mi pare di poter constatare che nel mondo femminile imperi il soggettivismo, cosicché affermazioni palesemente non offensive - quando non adulatorie o encomiastiche - siano considerate offensive (eloquente l'ormai classico "mi sono sentita offesa" in luogo dell'oggettivo "sono stata offesa").
Da questo atteggiamento discende che un uomo che intenda essere gentile con una donna è posto nelle condizioni di temerne la reazione (Metoo docet).
Nonostante certi episodi, non credo di sbagliarmi se affermo che i complimenti all'indirizzo delle donne, e financo le più elementari gentilezze, siano in evidente calo.
Sono altresì convinto che le medesime donne - e non sono poche -  che oggi lamentano l'invadenza maschile, domani accuseranno l'indifferenza degli uomini, e sarebbero disposte ad agghindarsi o comportarsi oltre il limite del ridicolo pur di elemosinare, non dico un complimento, ma anche solo uno sguardo.

Citazione di: johann il 11 Marzo 2021, 12:27:32 PM
Penso che il mondo maschile se non altro in ottica di legittima difesa dovrebbe liberarsi di tutte queste catene e orpelli ottocenteschi, le femmine moderne certamente non se lo meritano

La ricorrente affermazione "non esistono più gli uomini di una volta" non è un capriccio femminile, ma è tendenzialmente vera e costituisce la prova che i rapporti tra i sessi sono cambiati.
Tale cambiamento ha avuto origine nella donna, nel corso della seconda metà del Novecento. Le carte in tavola nella relazione tra i due sessi sono state rimescolate ed un nuovo equilibrio si è poi coerentemente costituito.

Secondo me la liquidazione della mentalità cavalleresca è quasi conclusa.
Ritengo che - eccettuati anziani o giovanissimi - di norma quello che potrebbe apparire come servilismo maschile, sia in realtà da considerarsi nell'ottica di un "do ut des"; e che, come ho già scritto, gli zerbini siano una minoranza.
È un dato di fatto che i matrimoni sono crollati e i singoli siano in costante aumento.

Il raggiungimento dell'uguaglianza con l'uomo ha comportato, sotto il profilo sociale, che le donne non siano più percepite dagli uomini come sesso debole - anche se biologicamente lo sono e lo saranno.
E se le donne non sono più sesso debole, non v'è più alcuna ragione che siano omaggiate di attenzioni particolari (cortesia vorrebbe che regali ed altre gentilezze materiali, siano offerti dal forte a beneficio del debole).
A questo si aggiunga che le donne non sono nemmeno più "gentil sesso" - probabilmente in conseguenza di una educazione alla ribellione e alla spontaneità - e il quadro è completo.

Dal mio punto di osservazione, l'Italia è piena di mgtow, più o meno radicali, quasi nessuno consapevole di ciò che tale acronimo significhi.
E la specie del "cavalier servente" deve essere dichiarata in via di estinzione; potrà essere ospitata negli zoo, in compagnia dei panda.


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