Il DDL Zan Vuole Punire Pensiero e Coscienza: la Diversità delle Idee

Aperto da Finnegan, 21 Aprile 2021, 12:00:57 PM

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Finnegan


Mentre il Paese si dibatte nei problemi che ben sappiamo, c'è chi spinge – le note lobby, e il "soidisant" Partito Democratico a guida estero-diretta di Enrico Letta – per l'approvazione del Disegno di Legge liberticida Zan. Abbiamo posto qualche domanda su questo progetto ad Aldo Vitale, avvocato:

D: La prima viene naturale: ma esiste un problema di cosiddetta"omofobia" in un paese, come l'Italia, che il Rapporto Pew considera in realtà uno dei più tolleranti?

R: Sì nella misura in cui esistono tutti gli altri reati; no nella misura in cui non soltanto nel caso dell'omofobia non si supera il numero della soglia minima di altri reati, ma neanche quella sufficiente per poter definire la situazione attuale come emergenziale (parimenti a quella brigatista, mafiosa o terroristica, per intenderci) che addirittura richiede l'approvazione urgente di norme speciali. In questo senso oltre il Rapporto giustamente da Lei menzionato, sia sufficiente compulsare i dati degli ultimi 6-8 anni dei rapporti dell'OSCE sui crimini d'odio da cui risulta non soltanto la bassissima percentuale di crimini d'odio commessi per motivi di discriminazione omofobica o transfobica, ma addirittura che la vera emergenza – se ne esiste una – riguarda semmai i crimi d'odio compiuti per motivazioni religiose, soprattutto ai danni delle comunità cristiane. Il rapporto del 2019, per esempio, rivela che i crimini d'odio per motivi religiosi, in Italia, sono esattamente il doppio di quelli per motivi omo-transfobici, cioè, rispettivamente, 207 e 107; eppure nessuno ha mai dichiarato una emergenza sul tema della sacrofobia in genere e della cristianofobia in particolare. Si pensi che emergenze reali con numeri stratosferici, come i 18.000 minori stranieri scomparsi in appena un biennio, sono del tutto ignorate e nessuno parla di approvare norme ulteriori oltre quelle esistenti.

D: Se anche fosse, dato e non concesso, che esistesse  un problema del genere, il DDL Zan potrebbe essere un deterrente? Non esistono già nel Codice Penale aggravanti per i reati commessi per futili motivi et similia?

R: Si parte da una concezione errata del diritto in genere e di quello penale in particolare. Il diritto penale di uno Stato di diritto si limita a punire i comportamenti, e questo già accade con le norme in vigore; il diritto penale di uno Stato totalitario, invece, (si pensi alla Cina di Mao) mira a correggere il comportamento, il pensiero e la coscienza. Prova ne sia che il DDL Zan intende punire non solo l'istigazione, ma anche la semplice propaganda di idee. Chi stabilisce cosa è o non è propaganda? Chi valuta e con quali criteri se una idea è generatrice di odio o meno? Per esempio tra i tanti possibili: in un passo del suo ultimo libro prima della sua scomparsa Oriana Fallaci ("Oriana Fallaci intervista se stessa. L'apocalisse") scrive che i rapporti tra persone del medesimo sesso per lei non sono un problema, almeno fin quando non diventano una ideologia che mira a rovesciare e stravolgere l'ordine politico e giuridico esistente: questo scritto sarebbe lecito o vietato qualora il DDL Zan venisse approvato?  Ad ogni modo, non soltanto le norme del Codice Penale esistono, e puniscono già l'omicidio, le percosse, le lesioni personali, l'ingiuria, la diffamazione, oltre le aggravanti ex art. 61 da Lei giustamente menzionate, ma esiste anche la cosiddetta "Legge Mancino" che punisce i crimini d'odio. Se si fosse voluto intervenire giuridicamente, con la prudenza e la sapienza necessaria di cui il legislatore italiano si dimostra sempre più sprovvisto, si sarebbe potuto semplicemente modificare l'elenco dei crimini da tale legge contemplati aggiungendo, oltre le presenti discriminazioni razziali o etniche, anche quelle di carattere sessuale, senza la necessità di introdurre una nuova disciplina che confligge con i principi generali dell'ordinamento, con i principi fondamentali della legge penale, con diritti e libertà costituzionalmente garantiti, e con la stessa logica fondativa dello Stato di diritto. Non soltanto il DDL Zan non potrà essere un deterrente in questo senso, anche perché la legge penale molto raramente ha efficacia dissuasiva nei confronti degli scopi criminali di quanti hanno deciso di compiere un atto illecito, ma rischia di espletare una funzione deterrente nei confronti di chi vorrebbe esercitare legittimamente diritti e libertà (pensiero, parola, insegnamento, credo religioso ecc) oggi concessi e a rischio di compressione se non di vera e propria soppressione per opera del DDL Zan. Ecco perché incontri come quello che si terrà on line sulla piattaforma Zoom il prossimo giovedì 22 aprile alle ore 21, organizzato dall'associazione Family day – Difendiamo i nostri figli ([email protected]), e per il quale vorrei ringraziare Aldo Bonsignore e Pietro Varesi, rappresentano non soltanto la rivendicazione di uno spazio di riflessione e di critica razionale in un mondo oramai del tutto acritico, ma anche di affermazione della libertà di parola e di coscienza prima che sia troppo tardi.

D: Da un punto di vista giuridico e costituzionale, non è pericoloso e discriminante creare "categorie protette" ?

R: Anche in questo caso ci si trova dinnanzi ad un equivoco logico, prima che giuridico o costituzionale, che fonda il DDL Zan. Delle due l'una: o le persone di sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere (per utilizzare le stesse formule sancite dall'articolo 1 del disegno di legge in questione) sono uguali a tutte le altre, e quindi sono già tutelate come tutte le altre persone dalle norme in vigore non necessitando di tutele specifiche, oppure non sono uguali (e non si comprende perché però) meritando allora una normazione ad hoc, un po' come si fa con le specie protette, o con gli immobili di valore storico-artistico, o con tutto ciò che per un motivo o per un altro non può ricadere all'interno del cosiddetto "cono di normalità". E' paradossale, tuttavia, che proprio coloro che rivendicano la propria normalità pretendano un trattamento giuridico specifico e rafforzato che nella sua forma e nella sua sostanza nega proprio quella normalità a cui ci si appella. Non occorre essere giuristi per comprendere un tale cortocircuito mentale. Ad ogni modo, se si volesse davvero evitare ogni discriminazione, si sarebbe dovuta contemplare anche l'eterofobia, probabilmente statisticamente minoritaria, ma in linea di principio non escludibile apriori proprio in virtù dei caratteri di astrattezza e generalità che dovrebbero contraddistinguere ogni legge dello Stato.

D: Ma se la realtà dei fatti, come appare probabile, non è tale da giustificare le misure comprese nel DDL, quale è allora il vero scopo? C'è chi parla di un tentativo di modificare la percezione, cioè la legittimazione di comportamenti che soggettivamente si possono approvare o condannare. Esiste il pericolo con questo DDL che venga imposta una percezione unica?

R: Quale sia il vero scopo di una normativa pensata male e scritta anche peggio, nessuno può realmente saperlo. Ci sono però vari indizi che lasciano dedurre quali siano le reali intenzioni di chi la suddetta normativa ha pensato, cioè sanzionare il pensiero diverso che non intende allinearsi con l'ideologia genderista attualmente sempre più aggressivamente diffusa, specialmente con i mezzi di comunicazione di massa. Così si spiega perché il DDL Zan intenda punire chi propaganda idee (art. 2); così si spiega perché il DDL Zan punisca non soltanto i comportamenti individuali, ma anche le associazioni (art. 3); così si spiega perché il DDL Zan dispone la sospensione condizionale della pena per l'eventuale reo che acconsentisse di svolgere attività retribuita presso le associazioni delle vittime del reato per cui è stato condannato (art. 5); così si spiega perché il DDL Zan intenda obbligare le scuole a svolgere programmi contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia all'interno delle loro offerte formative (art. 7). Che si vada già prima della sua approvazione verso un pensiero unico lo dimostra la mobilitazione generale del mondo dello spettacolo, peraltro fisiologicamente sprovvisto delle cognizioni giuridiche minime per poter cogliere i numerosissimi profili problematici di un simile disegno di legge, attivatosi in massa (e sorprendentemente senza nessuno spirito critico contrario) per sostenere il DDL Zan. Invertirei, quindi, il rapporto causa-effetto, per cui il pensiero unico non sarà il figlio del DDL Zan, soltanto perché in sostanza ne è il padre, anche se nessuno pone mente a questo aspetto, poiché, in definitiva, aveva ragione Walter Lippmann allorquando ebbe a precisare che «quando tutti pensano allo stesso modo, nessuno pensa davvero».

D: Quali ricadute sulla libertà di pensiero, opinione ed espressione tutelate dalla Costituzione potrebbe avere il DDL Zan? E sulla libertà religiosa? Sarà ancora possibile leggere in Chiesa pubblicamente San Paolo? Sarà ancora possibile dire che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre? E gli esempi potrebbero essere molti...

R: Questo è l'aspetto più critico di tutto il DDL Zan come emerge dal tenore dell'articolo 4 che vorrebbe (senza riuscirci) introdurre una cosiddetta "clausola salva-idee". Anche qui però bisogna evidenziare il paradossale equivoco di fondo. Delle due l'una: o il DDL Zan non costituisce una minaccia per libertà costituzionali fondamentali come quella di pensiero, di coscienza, di parola, di insegnamento, di professione del proprio credo religioso o filosofico, e quindi l'articolo 4 è inutile, oppure l'articolo 4 è necessario proprio perché il DDL Zan mette a rischio le suddette libertà costituzionali e dunque non potrebbe e dovrebbe essere approvato dal Parlamento. Il problema si pone non soltanto per San Paolo, ma per tutto un universo di teologia, filosofia, letteratura che rischia di essere censurato se considerato come propaganda di idee di odio omofobiche o transfobiche. E non si tratta di una mera ipotesi, posto che, tra i tantissimi esempi possibili, la scrittrice J.K Rowling, l'autrice di Harry Potter, è stata invitata dalle colonne del progressista "The Washington Post" a posare la penna in quanto accusata di omofobia per aver dichiarato che la natura umana è fondata sulla differenza sessuale e sessuata secondo la dicotomia maschile-femminile. Sarebbe possibile in questa direzione censurare la Divina Commedia di Dante, come in passato alcune associazioni LGBT avevano chiesto :doh: :doh: :doh: , nonché la Summa Theologiae di S. Tommaso d'Aquino in cui si legge che «la diversità dei sessi rientra nella perfezione della natura umana» (I, q. 99, a. 2, ad. 3), o anche le riflessioni di Thomas Mann secondo il quale è assurdo rapportare alle coppie del medesimo sesso dimensioni come il matrimonio o la fedeltà che sono antropologicamente fondati sulla differenza di sesso, o anche le parole di Papa Francesco per il quale si assiste ad «un grande nemico del matrimonio, oggi: la teoria del gender. Oggi c'è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Oggi ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono, ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee. Pertanto, bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche» (Incontro con sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e agenti di pastorale, 1 ottobre 2016, Viaggio in Georgia). Il DDL Zan, in questo senso, è decisamente liberticida e contrario alla Costituzione, per questo invece di essere sponsorizzato dai personaggi dello spettacolo, dovrebbe essere problematizzato e ritirato, o quanto meno ripensato, perché i diritti ideologici dei pochi non si possono tutelare a discapito dei diritti costituzionali dei molti. Nella direzione della problematizzazione si muove la meritoria opera di documentato commento giuridico dell'intero DDL Zan appena pubblicata per le edizioni Cantagalli a cura di Alfredo Mantovano e del Centro Studi Livatino, dal titolo "Legge omofobia, perché non va", in cui diversi giuristi (magistrati, avvocati, docenti, ricercatori) esaminano la questione alla luce della ragion giuridica, volume che con tutta evidenza costituisce un faro nella notte oscura che il diritto sta vivendo in questo periodo, libro indispensabile per chiunque desiderasse comprendere oltre gli slogan, scavalcare i luoghi comuni, investigare al di là dei muraglioni ideologici.

https://www.marcotosatti.com/2021/04/21/il-ddl-zan-vuole-punire-pensiero-e-coscienza-la-diversita-delle-idee/
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Ho letto l'intervista alla boldrini su adnkronos (intanto il polverone sulla sua colf si è esaurito subito non producendo alcun che), e ho visto che il testo prevede anche una sorta di reato di misoginia. Per cui tutti quei blog, forum, siti come il nostro, il rp, mgtow, galantuomo dissacrante ecc. Potrebbero finire in quel tritacarne, solo perché parliamo di ipergamia femminile. Visto che basta che una donna si senta disagio o offesa per far scattare la denuncia...
Dovremo fare molta attenzione davvero
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Derry

Citazione di: dotar-sojat il  1 Maggio 2021, 06:19:42 AM
Ho letto l'intervista alla boldrini su adnkronos (intanto il polverone sulla sua colf si è esaurito subito non producendo alcun che), e ho visto che il testo prevede anche una sorta di reato di misoginia. Per cui tutti quei blog, forum, siti come il nostro, il rp, mgtow, galantuomo dissacrante ecc. Potrebbero finire in quel tritacarne, solo perché parliamo di ipergamia femminile. Visto che basta che una donna si senta disagio o offesa per far scattare la denuncia...
Dovremo fare molta attenzione davvero
E' vero, basterà un nonnulla per far scattare denunce immediate.
Ho l'impressione che presto questo Paese si trasformerà in una sorta di società della menzogna, in cui quasi nessuno oserà contraddire le parole d'ordine del pensiero unico, come accadeva (e accade ancora) in quei regimi dittatoriali comunisti, nei quali tutti si spellano le mani per applaudire il "lider", assicurandosi di essere ben visibili...
"Nothing can stop the man with the right mental attitude from achieving his goal; nothing on earth can help the man with the wrong mental attitude."

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Citazione di: dotar-sojat il  1 Maggio 2021, 06:19:42 AM
Ho letto l'intervista alla boldrini su adnkronos (intanto il polverone sulla sua colf si è esaurito subito non producendo alcun che), e ho visto che il testo prevede anche una sorta di reato di misoginia. Per cui tutti quei blog, forum, siti come il nostro, il rp, mgtow, galantuomo dissacrante ecc. Potrebbero finire in quel tritacarne, solo perché parliamo di ipergamia femminile. Visto che basta che una donna si senta disagio o offesa per far scattare la denuncia...
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Ent

Citazione
Ho l'impressione che presto questo Paese si trasformerà in una sorta di società della menzogna, in cui quasi nessuno oserà contraddire le parole d'ordine del pensiero unico, come accadeva (e accade ancora) in quei regimi dittatoriali comunisti

Infatti lì dove non arriva la censura, può arrivare l'autocensura. Il timore - anche quando infondato - di incorrere in sanzioni, porta i più a tacere il proprio pensiero, togliendo così rilevanza sociale alle idee non allineate.

Finnegan

Citazione di: Ent il  1 Maggio 2021, 11:37:17 AM
Citazione
Ho l'impressione che presto questo Paese si trasformerà in una sorta di società della menzogna, in cui quasi nessuno oserà contraddire le parole d'ordine del pensiero unico, come accadeva (e accade ancora) in quei regimi dittatoriali comunisti

Infatti lì dove non arriva la censura, può arrivare l'autocensura. Il timore - anche quando infondato - di incorrere in sanzioni, porta i più a tacere il proprio pensiero, togliendo così rilevanza sociale alle idee non allineate.

Esprimere le proprie idee è necessario per tutelare tutte le nostre libertà civili. Più tacciamo, più libertà ci tolgono. Già oggi dobbiamo portare la museruola all'aperto...
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dotar-sojat

Eh, io volevo risparmiarvela...

Boldrini: "Ddl Zan divide? Non c'è vincolo maggioranza"
https://www.adnkronos.com/boldrini-ddl-zan-divide-non-ce-vincolo-maggioranza_bAS7qY6PYGnUwLF4mx40h

"Chi dice che non c'è bisogno di questa legge prenda atto della realtà: io non ho mai visto una coppia etero fatta oggetto di violenza solo per il fatto di scambiarsi effusioni in strada, mentre noto, continuo a vedere, casi di violenza contro coppie gay e lesbiche che si scambiano le stesse effusioni". L'ex presidente della Camera, Laura Boldrini, intervistata dall'AdnKronos, prova spiegare così la necessità che il Parlamento proceda all'approvazione del Ddl Zan, tuttora al centro di una contesa politica in Senato, dove è fermo, dopo il via libera lo scorso 6 novembre di Montecitorio.

"Il problema - sottolinea la deputata del partito democratico, reduce da un delicato intervento e in fase di ripresa - non è il comportamento delle persone, quindi. Il problema, purtroppo è quello che le persone sono", per questo serve una legge sui reati d'odio. "Si è liberi di esprimere il proprio pensiero, questa libertà non la tocca nessuno, ma non si è liberi di istigare all'odio e alla violenza".

Boldrini ricorda il lavoro fatto a Montecitorio: "E' una legge - ribadisce con forza - che nasce da cinque testi, di cui uno anche mio, che raccoglie il meglio delle cinque proposte presentate alla Camera". "Siamo di fronte a un testo articolato e innovativo" che "non solo agisce a livello penale, ma punta anche alla sensibilizzazione nelle scuole, prevede assistenza materiale ai giovani che a volte sono cacciati dalle stesse famiglie, si occupa dei crimini di odio, introduce la misoginia", dice ancora, ricordando come "tra i crimini di odio il target principale sono le donne".

Sulle legge lo scontro politico è alle stelle da settimane. Per Lega e altri oppositori è a rischio la libertà di pensiero. "Non esiste l'obiezione di chi dice che questa legge è liberticida, questo è mistificatorio - replica l'ex terza carica dello Stato - come è scorretto dire che questa legge crea tensione nella maggioranza, perché questa è una legge di iniziativa parlamentare, quindi esce dal programma di governo, noi non abbiamo un vincolo di maggioranza oltre il programma di governo".

"Basta pure con il benaltrismo, siamo tra gli unici in Europa a non avere una legge di questo tipo". Insomma: "Ogni obiezione la rimando al mittente, perché dietro la legge c'è già un grande lavoro, un lavoro enorme di ascolto, con le associazioni, con tutte le realtà che erano a favore e anche contrarie. Siamo arrivati al testo consapevoli e a posto con la nostra coscienza". Ma nei fatti il ddl rischia di restare fermo ancora a lungo, in Senato. "Abbiamo perso inutilmente tempo, si è fatto un caso di questa legge, si sono polarizzate le posizioni - ricorda la dem - invece che trovare punti di sintesi".

"Dispiace - aggiunge - che dietro queste manovre ci sia il presidente della Commissione Giustizia del Senato (il leghista Andrea Ostellari, ndr) che invece dovrebbe garantire la terzietà, garantire che tutti i provvedimenti siano messi in discussione sulla base della richiesta dei gruppi". "Allungare i tempi non è esercizio utile, sarebbe importante che ci sia dibattito nel merito e si affrontino le questioni in modo civile e costruttivo".

"E' grave che Ostellari abbia voluto indicare se stesso come relatore, è cosa che cozza con l'opportunità politica, perché il ruolo del relatore - ricorda Boldrini - è quello di favorire l'iter legislativo del provvedimento, il relatore dovrebbe essere colui che ha a cuore il provvedimento, cerca di superare gli ostacoli in Commissione, chi ha interesse a portare a casa il provvedimento, mentre lui ha chiaramente affermato la sua ostilità alla legge. Sarebbe stato meglio evitare questa cosa, che ritengo inopportuna".

"Penso che al Senato ci saranno esponenti di Forza Italia che si schiereranno a favore, come hanno già fatto alla Camera", dice ancora Boldrini, riferendosi alle voci di dissenso emerse dal partito di Berlusconi, rispetto alla linea 'ufficiale' del no al ddl Zan. Poi a chi attacca la legge, alla Lega, a Fratelli d'Italia assicura che siamo di fronte a un testo " molto equilibrato".

"Abbiamo ascoltato, alla Camera, le obiezioni delle opposizioni, con l'articolo 4 abbiamo voluto sottolineare il concetto della libertà di espressione, abbiamo detto che sono salvi i liberi convincimenti, le opinioni e il pluralismo delle idee, purché queste idee non siano idonee al concreto pericolo di atti discriminatori e violenti", conclude Boldrini.
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Finnegan

Hai ragione, sono stato incauto a chiederlo. A leggere cose simili mi monta... meglio non dirlo perché i Servizi che monitorano l'attività informatica riguardante la nostra cara Laura, potrebbero prendere sul serio la battuta e mandarmi gli incursori col passamontagna. Successo veramente, a uno che aveva pubblicato un fotomontaggio satirico; a me che avevo pubblicato un meme invece, un dipendente del Ministero degli Esteri ha postato il nome dell'intestatario del cell. che avevo dato a FB. Viva il femminismo, viva questo Paese libero...

Il reato di "misoginia" è un sicuro indice che in alto si teme un malcontento sempre più diffuso, a fronte di soprusi sempre più gravi. Gli antropologi insegnano che nessuna civiltà può durare con la repressione ma non voglio sopravvalutare l'intelligenza di chi ci governa.
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