La donna cristiana

Aperto da Ent, 28 Aprile 2021, 07:16:36 PM

Discussione precedente - Discussione successiva

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Ent

Mi sono imbattuto in un libro che non posso non segnalare: "La donna cristiana", del prof. Tessore.
Per una paradossale e sorprendente recensione, vedere qui: https://www.libreriadelsanto.it/libri/9788895177137/la-donna-cristiana-secondo-linsegnamento-della-tradizione-apostolica.html

Pur non avendo letto integralmente il libro, desidero condividere con i lettori del forum la mia favorevolissima opinione sulla corposa anteprima del libro, che si può scaricare gratuitamente su app Kindle, oppure leggere qui: https://www.amazon.it/Donna-Cristiana-Lumina-Mundi-ebook/dp/B0062NENDO/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1619632633&sr=8-1&asin=B0062NENDO&revisionId=&format=2&depth=1

L'autore intende illustrare ai lettori occidentali la concezione cristiana della donna. Egli documenta abbondantemente le proprie affermazioni e si pone in rapporto dialogico con il lettore, con l'auspicio che il destinatario si sforzi di uscire dall'ormai totalitario punto di vista occidentale e comprenda le ragioni della concezione della donna, secondo l'insegnamento della tradizione apostolica. In effetti - scrive nell'introduzione - " pare che la concezione femminista (o "paritaria") abbia a tal punto prevalso, da escludere qualunque dissenso: nel mondo cristiano occidentale quasi nessuno ormai - e neppure vescovi, preti e monaci - osa contestare il principio di parità tra i sessi o il diritto della donna di lavorare fuori casa. È come se si fosse creato un tabù".

Opportunamente l'autore premette una brillante esplicazione della dottrina cristiana, fondata sulla Tradizione (capitolo 1). Non si può capire la donna cristiana, se non si comprende il Cristianesimo.
Successivamente descrive il mondo pagano, con innumerevoli citazioni; impressiona l'affinità tra esso e l'Occidente contemporaneo (capitolo 2). Infine delinea l'insegnamento patristico sulla donna, che era in netta contrapposizione con la società coeva.

Attraverso l'ellenismo si diffusero in tutto l'Impero Romano costumi dissoluti, edonismo, emancipazione femminile, con sorprendente analogia con quanto avvenuto nel Novecento europeo.
E così fonti storiche, pagane e cristiane, testimoniano di donne dedite alla cura di animali da compagnia, compresi pavoni e cagnolini, e che nel contempo disprezzavano il marito.
Allora come oggi: divorzi in abbondanza, anticoncezionali, donne in carriera, donne palestrate, amanti per entrambi i sessi, i tipici abiti delle prostitute divengono di uso comune femminile, infedeltà, omosessualità, incredulità religiosa presso il popolo.
Le citazioni sono gustosissime, e chi vorrà leggere il lungo estratto resterà sicuramente soddisfatto.

L'autore raramente prende posizione, ma quando lo fa, lo fa bene. Ad esempio: "Si dà per scontato che siano valori tipicamente cristiani quelli che in realtà sono i prodotti dell'illuminismo anticlericale, dell'umanesimo secolare e dell'Occidente moderno. L'emancipazione della donna, la promozione dei diritti umani, della democrazia e del progresso, nell'ottica materialista in cui li si concepisce oggi, sono valori che i Padri della Chiesa non solo non condividevano, ma anzi avversavano". Rilevata poi la discrepanza tra gli insegnamenti dottrinali e la pratica dei cristiani contemporanei, l'autore osserva che: "probabilmente il motivo di una contraddizione così flagrante va ricercato nel fatto che, dietro questa persistente maschera di Cristianesimo (per cui la maggior parte degli occidentali, bene o male, continua a considerarsi cristiana) si è in realtà già da tempo insinuata e ha messo radici una nuova e diversa religione, che è appunto l'ideologia materialista e laicista dell'Occidente moderno plutocratico e pornolatrico".

L'autore smentisce con dovizia di argomentazioni e citazioni autorevolissime la suggestione secondo cui il cambiamento dei costumi femminili sia giustificabile con il cambiare dei tempi. I Padri della Chiesa infatti hanno imposto - e non da sé, ma, egli sostiene, in virtù della Tradizione apostolica - un modello di donna radicalmente diverso da quella dell'epoca, che, come anticipato, era libertina, emancipata, edonista e materialista.

L'anteprima è squisita e ricca di informazioni, e si può ipotizzare che il prosieguo del libro ne sia all'altezza.
Se così fosse, l'opera "La donna cristiana" si porrebbe a pieno titolo come uno dei fondamenti teorici da cui ripartire.

Finnegan

#1
Ho letto il libro anni fa e posso confermare che è un testo eccezionale, che rivela verità storiche oggi fortemente distorte anche nei testi di attivisti maschili.
C'è un solo lieve problema (non per noi): la nostra società uomini compresi è così profondamente intrisa di femminismo che lo troverebbe retrogrado e sarebbero incapaci di capirlo proprio gli uomini, che dovrebbero apprezzarlo di più.
Ma possiamo sempre provare, se serve con l'imbuto :))
Per cui se vuoi fare delle sintesi dei passaggi più succosi sarò lieto di pubblicarle :fiocco:
Per esempio:

pare che la concezione femminista (o "paritaria") abbia a tal punto prevalso, da escludere qualunque dissenso: nel mondo cristiano occidentale quasi nessuno ormai - e neppure vescovi, preti e monaci - osa contestare il principio di parità tra i sessi o il diritto della donna di lavorare fuori casa. È come se si fosse creato un tabù.

Attraverso l'ellenismo si diffusero in tutto l'Impero Romano costumi dissoluti, edonismo, emancipazione femminile, con sorprendente analogia con quanto avvenuto nel Novecento europeo.
E così fonti storiche, pagane e cristiane, testimoniano di donne dedite alla cura di animali da compagnia, compresi pavoni e cagnolini, e che nel contempo disprezzavano il marito.
Allora come oggi: divorzi in abbondanza, anticoncezionali, donne in carriera, donne palestrate, amanti per entrambi i sessi, i tipici abiti delle prostitute divengono di uso comune femminile, infedeltà, omosessualità, incredulità religiosa presso il popolo.
Le citazioni sono gustosissime, e chi vorrà leggere il lungo estratto resterà sicuramente soddisfatto.

L'autore raramente prende posizione, ma quando lo fa, lo fa bene. Ad esempio: "Si dà per scontato che siano valori tipicamente cristiani quelli che in realtà sono i prodotti dell'illuminismo anticlericale, dell'umanesimo secolare e dell'Occidente moderno. L'emancipazione della donna, la promozione dei diritti umani, della democrazia e del progresso, nell'ottica materialista in cui li si concepisce oggi, sono valori che i Padri della Chiesa non solo non condividevano, ma anzi avversavano". Rilevata poi la discrepanza tra gli insegnamenti dottrinali e la pratica dei cristiani contemporanei, l'autore osserva che: "probabilmente il motivo di una contraddizione così flagrante va ricercato nel fatto che, dietro questa persistente maschera di Cristianesimo (per cui la maggior parte degli occidentali, bene o male, continua a considerarsi cristiana) si è in realtà già da tempo insinuata e ha messo radici una nuova e diversa religione, che è appunto l'ideologia materialista e laicista dell'Occidente moderno plutocratico e pornolatrico".

L'autore smentisce con dovizia di argomentazioni e citazioni autorevolissime la suggestione secondo cui il cambiamento dei costumi femminili sia giustificabile con il cambiare dei tempi. I Padri della Chiesa infatti hanno imposto - e non da sé, ma, egli sostiene, in virtù della Tradizione apostolica - un modello di donna radicalmente diverso da quella dell'epoca, che, come anticipato, era libertina, emancipata, edonista e materialista.
Sostienici con una donazione: www.coscienzamaschile.com/dona

Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

Ent


CitazioneHo letto il libro anni fa e posso confermare che è un testo eccezionale, che rivela verità storiche oggi fortemente distorte anche nei testi di attivisti maschili.

Dopo aver letto alcuni capitoli del libro, posso affermare di essere pentito di averlo acquistato... solo ora.
È infatti da tempo che desideravo leggere un'opera di questo spessore e contenuto.
Una volta conclusa la lettura, non sarà una cattiva idea provvedere ad una accurata recensione.

Ent

Come in più occasioni ho scritto, è mia ferma opinione che l'Occidente sia al capolinea.
Il declino demografico che interessa i popoli europei è irreversibile, perché conseguenziale ai fondamenti della stessa presente società.

Impossibile prevedere il futuro, ma è ragionevole ipotizzare un'Europa che oscilli tra l'affermazione di colonie straniere e la realizzazione di un distopico dominio della tecnica (è notizia delle ultime settimane l'annuncio dell'androide Tesla, di cui Musk dice: «Lo stiamo costruendo in modo tale che a livello meccanico e fisico si possa scappare da lui e molto probabilmente sopraffarlo». Il bot, il cui prototipo è previsto per il prossimo anno, è l'idea che Tesla ha di un «uso non automobilistico per le reti neurali dell'azienda e per il suo supercomputer Dojo».
Vedasi: https://www.corriere.it/tecnologia/cards/elon-musk-robot-umanoide-tesla-supercomputer-ecco-tutte-novita-presentate-tesla-day/tesla-day-caratteristiche-robot.shtml).

Chi voglia rimanere fedele alla propria religione e alla propria civiltà, non può sottrarsi dal considerare il ruolo della donna.
La donna moderna ha scelto di imitare l'uomo, ha riposto le proprie speranze nella realizzazione personale, attraverso il lavoro e la conquista del potere sociale. Vada avanti per la sua strada, se le fa piacere.

Ma la donna cristiana non può ragionare così. Se le donne cristiane d'Occidente non ottemperano al proprio ruolo sociale, la civiltà finisce, indipendentemente da ciò che fanno gli uomini.
Il ruolo sociale della donna cristiana è generare figli ed educarli, non solo a parole ma anche con il buon esempio di madre e moglie.

Seguiranno altri interventi su questo tema cruciale.

Ent

#4
Segnalo questo articolo, di Isacco Tacconi: Elogio della madre, il cui lavoro è la famiglia

Fonte: https://www.radiospada.org/2016/04/elogio-della-madre-il-cui-lavoro-e-la-famiglia/

Eccone alcuni stralci:

"Ma se la donna abbandona il ruolo che Dio stesso ha stabilito per lei fin dalla creazione, chi potrà sostituirla? Se la madre non può, o non vuole, più votarsi totalmente e col cuore indiviso alla propria famiglia, chi potrà sopperire a questa terribile mancanza? Un vuoto incolmabile caratterizza la quasi totalità delle famiglie, quelle poche rimaste, anche di quelle cattoliche giacché la madre è stata strappata alla famiglia.

Una forza diabolica, nel senso proprio di "divisoria", ossia che divide i cuori e i corpi si è insinuata strisciando come un serpente velenoso nei nostri focolari creando false necessità, false priorità, miraggi e illusioni che si cibano dell'ambizione umana a voler primeggiare, a voler essere stimati, elogiati, apprezzati e in questo modo sentirsi appagati. Ma questo non è strano se conosciamo un po' l'essere umano e la triplice concupiscenza di cui parla san Giovanni apostolo, e che culmina con la superbia della vita ossia nella smania della novità per cui "non si sazia mai l'occhio di vedere né l'orecchio di udire".

[...]

Si mandano i figli all'asilo perché la mamma lavora, e al contempo la mamma lavora per poter mantenere l'asilo, è un circolo vizioso da cui non si esce e che fagocita la vita delle famiglie, anche cattoliche, che si sentono oppresse e private della loro vitale intimità.
Inoltre, c'è un altro aspetto estremamente nocivo per la vita matrimoniale e per il bene spirituale della donna che si aggiunge al già grave danno del lavoro fuori casa ed è la promiscuità nei luoghi di lavoro. In definitiva, a conti fatti, la donna passa più tempo con altri uomini che non con il proprio marito. Ride, scherza, si arrabbia, prende il caffè con i colleghi di lavoro mentre con il marito giusto poche parole, stanche e nervose la sera al ritorno della giornata di lavoro quando entrambi non hanno né forze né voglia di sopportare il bisogno di affetto dei figli".

Finnegan

#5
Tutto "scandalosamente" vero. La soluzione della QM è qui, in un guscio di noce, ma nessuno vuol vederla e propone soluzioni (quando lo fa) che peggiorano solo le cose.
Comico il passaggio sull'asilo, che serve a far lavorare la mamma in modo da poter pagare l'asilo...

Questo topic è ora in evidenza.
Sostienici con una donazione: www.coscienzamaschile.com/dona

Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

Ent

San Luigi Orione sul pericolo femminista, 1919:

"Simile ad uno scolaro che lascia il collegio per andare in vacanza, dopo un lungo anno di reclusione, la donna si è trovata, dopo le più recenti invenzioni e specialmente durante questa lunga guerra, si è trovata lanciata in una vita di libertà, di movimento e anche di lavori che non aveva mai conosciuto. La donna sino a ieri era rinchiusa nello stretto cerchio della vita della famiglia, e quelle che ne uscivano erano un'eccezione. Oggi la donna entra da per tutto. Le donne del popolo entrano nelle fabbriche, ove non si richiede che destrezza e intelligenza, essendo la forza muscolare rimpiazzata dalla forza motrice della macchina. Oggi poi una quantità di nuovi impieghi sono dati alle donne: Le Scuole Elementari anche maschili e Superiori; sono date alle donne le Scuole Tecniche, i Ginnasi, i Licei, le Università sono aperte alle Professoresse; uffici di posta, di telefono, di telegrafo, esattorie, libri di conti, casse, tram elettrici, fattorine, ecc. tutti posti che avvezzano la donna a lavorare fuori di casa, a fare da sé, a entrare in competenza con l'uomo, ad essergli preferita; onde una nuova situazione sociale.
La donna è divenuta la maggioranza in tutti i paesi, e le donne non maritate saranno domani in Italia, le più numerose. E' cristiano, è caritatevole occuparsi del femminismo, o meglio della famiglia cristiana. L'attacco contro questa fortezza sociale che è la famiglia cristiana, custodita e mantenuta dall'indissolubilità del matrimonio, ora latente ancora, vedete che domani diventerà furioso.
Il femminismo è una parte ed importantissima della questione sociale, e il nostro torto, o cattolici, è quello di non averlo compreso subito. Fu grande errore.

Il giorno in cui la donna, liberata da tutto ciò che chiamiamo la sua schiavitù, madre a piacer suo, sposa senza marito, senza alcun dovere verso chichessìa, quel giorno la società crollerà più spaventosamente all'anarchia che non abbi crollato la Russia al bolscevismo. Troppa poca gente ancora comprende la questione femminista. Confessiamolo francamente, noi cattolici abbiamo trattato il femminismo con una leggerezza deplorevole. Si vanno ancora oggi ripetendo dai più severi i vecchi scherzi di Molière, le spiritosaggini dei Gaudissarts. Ma noi qui vediamo che il ridicolo non ammazza nulla, e meno che meno il femminismo. Esso si è insidiato da per tutto, formando leghe e comitati, ispirando riviste e giornali, trattando tutte le questioni che interessano la donna".
[/quote]

Anima Zen

Citazione di: Ent il 23 Settembre 2021, 12:49:01 PM
...la madre è stata strappata alla famiglia.

Una forza diabolica, nel senso proprio di "divisoria", ossia che divide i cuori e i corpi si è insinuata strisciando come un serpente velenoso nei nostri focolari creando false necessità, false priorità, miraggi e illusioni che si cibano dell'ambizione umana a voler primeggiare, a voler essere stimati, elogiati, apprezzati e in questo modo sentirsi appagati. Ma questo non è strano se conosciamo un po' l'essere umano e la triplice concupiscenza di cui parla san Giovanni apostolo, e che culmina con la superbia della vita ossia nella smania della novità per cui "non si sazia mai l'occhio di vedere né l'orecchio di udire".

[...]

Si mandano i figli all'asilo perché la mamma lavora, e al contempo la mamma lavora per poter mantenere l'asilo, è un circolo vizioso da cui non si esce e che fagocita la vita delle famiglie, anche cattoliche, che si sentono oppresse e private della loro vitale intimità.
Inoltre, c'è un altro aspetto estremamente nocivo per la vita matrimoniale e per il bene spirituale della donna che si aggiunge al già grave danno del lavoro fuori casa ed è la promiscuità nei luoghi di lavoro. In definitiva, a conti fatti, la donna passa più tempo con altri uomini che non con il proprio marito. Ride, scherza, si arrabbia, prende il caffè con i colleghi di lavoro mentre con il marito giusto poche parole, stanche e nervose la sera al ritorno della giornata di lavoro quando entrambi non hanno né forze né voglia di sopportare il bisogno di affetto dei figli".

Esatto,parole sacrosante!! Le famiglie sono tutte state private delle donne,non c'è nessuno più a prendersi cura della casa,dei bambini,nessuno più che porti armonia,che crei un nido accogliente in cui potersi rifugiare dopo lo stress quotidiano di ufficio/traffico/colleghi....
Le separazioni sono il finale ovvio di queste coppie:lo stress è a 1000,gli orari sono inadatti per dei bambini e i soldi lei va a guadagnarli per pagare chi deve stare a casa al posto suo. Un controsenso  :dash2:




Finnegan

Gli hanno detto che per esistere come persone devono competere con gli uomini, che occuparsi della famiglia è degradante. Allo stesso tempo hanno trasformato le case, un tempo centro di vita sociale, in dormitori distanti ore dal luogo di lavoro. Tutto ciò è disumano, eppure (mai l'avrei creduto) su Facebook ci sono centraliniste, cassiere che senza il loro monotono lavoro "non si sentono realizzate". Potenza della propaganda
Sostienici con una donazione: www.coscienzamaschile.com/dona

Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

Serenissimo

Citazione di: Anima Zen il 22 Dicembre 2021, 11:54:40 PM
Le separazioni sono il finale ovvio di queste coppie:lo stress è a 1000,gli orari sono inadatti per dei bambini e i soldi lei va a guadagnarli per pagare chi deve stare a casa al posto suo. Un controsenso  :dash2:

In Italia va detto che ci sono molte differenze fra regione e regione , in linea generale  sul tirreno la vita sembra più stressante che sull'adriatico , e ho notato che le regioni messe peggio per i divorzi sono tutte sul Tirreno , tranne forse la Calabria .
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Risposta rapida

Nome:
Email:
Verifica:
Lasciare vuota questa casella:
Cognome del Presidente della Repubblica (minuscolo)?:
Scorciatoie: ALT+S invia msg / ALT+P anteprima