e come stron*i rimanemmo a guardare (PIF; 2021)

Aperto da dotar-sojat, 2 Dicembre 2021, 08:46:39 AM

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dotar-sojat

Ieri ho visto questo film di PIF, ex Iena che da alcuni anni si è dato anche al cinema.
Ho visto qualcosa di suo in passato che mi era piaciuto (La mafia uccide solo d'estate mi aveva sorpreso) altro invece meno, più che altro che pur facendo una satira graffiante ci infila sempre un po' di politically correct e ideologia sinistrorsa, ma tant'è...

Questo film ha alti e bassi. Interpretato da Fabio De Luigi e con PIF presente ma con un ruolo in secondo piano.
Mette sul piatto alcuni temi sociali attuali, come la difficoltà per un over40 di trovare un posto di lavoro che non sia sottopagato o ipersfruttato (nel film DeLuigi finisce a fare il raider ), la schiavitù attuale da parte di app e algoritmi che condiziona la nostra vita (nell'inizio redpill de luigi viene mollato dalla fidanzata perché una app sull'affinità di coppia da esito negativo, e poi il posto di lavoro per una app lo indica come non più utile, e come raider ha un'app che gli condiziona la giornata), le relazioni umane che vengono sempre meno a discapito di quelle virtuali.
ci sono alcuni momenti RP, come appunto la fidanza che molla per via dell'app proprio mentre stavano per andare a vivere insieme, lui che perde il posto di lavoro e che rimane senza un soldo perché spendeva tutto per mantenere il tenore di vita della sua fidanza (amici, cene, vacanze, vestiti, ecc.).  riesce alla fine a relazionarsi con una ragazza virtuale (merito della solita app) che lo ascolta, gli parla e lo accompagna, ovviamente se ne innamora (come già visto nel film She), solo che l'app è gratuita per una settimana e poi costa 200€ a settimana, così finisce per spendere tutto per continuare quella relazione. Poi c'è anche della blupill, come appunto la ragazza virtuale che però è, come ovvio, una persona vera.
Fino al finale dove c'è un breve monologo del giovane americano proprietario della softwarehouse delle app (una sorta di incrocio da Zuchenberg e Steve jobs) che fondamentalmente dice siamo stati noi a dargli il permesso di entrare nelle nostre vite con app e dispositivi, e che di lui è impossibile liberarsi.
Spera nel meglio, aspettati il peggio

Finnegan

Se ho ben capito, lui sarebbe entrato nelle vite del proprietario della softwarehouse? Magari! :biggrin:
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dotar-sojat

No, il contrario, sono le persone che mettendo sui social la vita privata ha permesso a Zuckerberg e soci di appropriarsi delle loro vite
Però come si fa a rinunciare ai selfie, giusto?
Spera nel meglio, aspettati il peggio

Finnegan

E ai like... sono lo scopo della vita

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