Salviamo i gatti dalle femministe

Aperto da Serenissimo, 18 Agosto 2022, 05:43:19 AM

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Serenissimo

https://ilgalantuomodissacrante.wordpress.com/2022/06/14/salvate-il-gatto-ryan/

Al pari dei pochi bambini che nascono oggi, i gatti sono le vere "vittime" inconsapevoli del degrado delle relazioni uomo-donna in Italia e nell'Occidente. Non me ne vogliano i "gattari", sia ben chiaro: fra tanti di loro, soprattutto uomini, c'è una passione genuina per questi animali. Ma qui si sta parlando di una degenerazione tutta femminile, di cui andremo a vedere i capisaldi.
Il gatto nella Storia

A guardare indietro nel passato, il gatto ha avuto una funzione molto importante nella storia dell'umanità. È stato addomesticato nel momento in cui l'uomo da cacciatore e raccoglitore nomade è diventato un agricoltore stanziale. Il ruolo assegnato al felino fu quello, strategico, di proteggere le derrate alimentari, specialmente i cereali, da topi e ratti. I quali non solo si mangiavano il cibo stoccato, ma lo avvelenavano con le loro feci.

È anche questa la ragione per cui era considerato un animale sacro presso alcune civiltà, fra cui gli antichi Egizi. La sua funzione per la collettività era di gran lunga superiore alle proteine che si ricavavano mangiandolo. Calcoli semplici e cinici. Erano tempi in cui il sentimentalismo non esisteva, perché la lotta per la sopravvivenza era il motore quotidiano dell'esistenza e spingeva uomini e donne a fare fronte comune senza lasciare spazio a sofismi della domenica.


Fa quindi ancora più pena pensare alla funzione moderna assegnata a questi antichi e gloriosi guardiani dello sviluppo dell'umanità. I gatti odierni, la cui natura profonda è quella di cacciare liberamente roditori, uccelli, pesci e piccoli rettili, sono costretti per tutta la loro vita a rivestire il ruolo simbolico dei "figli" per donne annoiate, complessate, frustrate per essersi fatte sfuggire l'alfa o per non aver trasformato – a causa anche del paradosso dell'abbondanza – il loro potere sessuale in relazionale.


Altre volte al felino tocca giocare suo malgrado il ruolo di figlio per un altro tipo di donna. Stiamo parlando di quella che non si è creata una famiglia, vuoi per non aver superato la fase dell'eterna adolescenza (con tutte le frivolezze annesse e connesse); vuoi perché è un'eterna fiocco di neve con quel lungo cordone ombelicale virtuale con la madre che risponde al nome di smartphone; vuoi perché imbottita di propaganda femminista che reputa degradante fare figli, assolvere ad una funzione naturale e biologica ("non siamo mucche!", si sentono spesso strillare sui social con gli applausi virtuali dei viscidi pseudointellettuali che fanno loro da orbiter) e accettare un compromesso nel tanto odiato sistema del nucleo sociale tradizionale. Cioè la famiglia monogamica.


A causa di queste dinamiche, di cui sono all'oscuro, i gatti sono quindi costretti a passare la loro vita in un appartamento, defecando in apposite lettiere e mangiando croccantini che ormai sono sempre più vicini in tutto e per tutto – a livello di marketing – a prodotti per bambini.


Allo stesso modo vengono fotografati e filmati continuamente, per poi essere condivisi in questo formato nelle stories su Instagram, nei post su Facebook, o nei video su TikTok. Insomma, né più né meno di quei bimbi ostentati continuamente sui social senza alcun rispetto per la loro privacy.



Inoltre spesso i felini sono costretti a indossare fiocchi o altri orpelli umanizzanti per il piacere della padroncina, a giocare con una serie di gadget che corrispondono in tutto e per tutto ai balocchi dei bimbi. Non è affatto raro sentire donne che si definiscono orgogliosamente "mamme" di un gatto – e questa espressione dovrebbe far rabbrividire qualsiasi uomo con i neuroni funzionanti. Nella classifica delle stupidaggini scritte sui social e sulle bio delle app di dating in Italia, un'asserzione simile se la gioca quasi alla pari con quella di "sapiosessuale" o di "asociale" per livello di demenzialità.

Non solo. Questi poveri felini vengono castrati (se maschi) o sterilizzati (se femmine) affinché i loro cicli di fertilità non vadano a confliggere con la vita della donna a cui fanno da surrogato affettivo. Questa è probabilmente la pena più crudele a cui vengono sottoposti ed è un simbolo di quella stessa infertilità che spesso la loro padrona ha scelto di "sposare" nella sua incommensurabile superbia.

La fortuna del gatto, tuttavia, è nella sua natura tanto sorniona quanto opportunista. Non a caso, è un comportamento molto simile a quello di tante donne: si affezionano ai luoghi, allo stile di vita, alle comodità ma non di certo alle persone. Fanno le fusa finché gli dai da mangiare (qualcuno ha mai provato a dare il sushi al gatto?), ti si strusciano addosso finché ne hanno voglia, salvo poi graffiarti a tradimento se a loro gira male.


Per non parlare poi del fatto che se li tieni liberi in aree rurali, i gatti sono capaci di scomparire per mesi, salvo poi riapparire improvvisamente come se non fosse successo niente, e si aspettano che tu li accolga a braccia aperte
. Magari si portano pure dietro un paio di micini che hanno partorito chissà dove e chissà con chi (per il gatto si fa un'eccezione e si accolgono i suoi figli; per la milf no, ricordandosi sempre come gestire l'effetto fine festa).
Ironie della Storia e della cultura

È quantomeno ironico – se non proprio l'ennesimo sarcasmo della storia – pensare che un animale molto umorale come il gatto – a differenza del cane, leale e spesso zerbino – finisca per fare da riempitivo esistenziale a padroncine che si sono comportate spesso alla stregua di felini randagi con gli uomini con attitudine da beta, con i vari "bravi ragazzi" o semplicemente "normali" che hanno incontrato nella loro vita.


L'identificazione fra il gatto e la donna è una costante anche in varie culture popolari, dove in effetti certe ragazze vengono definite delle "micine" per il modo in cui sanno fare le fusa ad un uomo per fargli dimenticare la potenza dei loro artigli.

Poi c'è un altro proverbio generico, che viene usato sia in Russia che in alcune parti dell'Italia che recita letteralmente "comprare il gatto nel sacco". Si riferisce a quei casi in cui si prende qualcosa a scatola chiusa, senza verificare esattamente cosa si sta comprando.

Vale anche per tanti matrimoni. Alphonse Karr osservava già nel 1800:

Non esiste, nella pratica della vita umana, un contratto che avesse pure per scopo l'acquisto di un mazzo di ravanelli, che si faccia tanto alla leggera e con così poche garanzie come il contratto che lega indissolubilmente due esseri umani per tutta la vita.

Il mito italiano del gatto sul "muro"

Nel chiudere la disamina sui felini, va, tuttavia, sfatato un mito caro agli ingenui e speranzosi millennial, secondo cui una donna dopo i 40 anni va a sbattere contro il "muro", si chiude in casa con i suoi gatti, con la copertina e Netflix, magari imbottendosi di antidepressivi. Questa è forse una visione più americana o nordeuropea, dove gli uomini non hanno la bava alla bocca ai livelli dei dongiovanni italiani e preferiscono una serata alcolica ad una con un'annoiata cougar.

In Italia le donne hanno sì a casa il povero gatto obeso (a causa della castrazione o sterilizzazione) e coccolato nel ruolo di figlio, ma hanno anche tanti uomini, bisognosi di affetto e sesso, da graffiare sui social (vedere i gruppi dei boomer) e spennare allegramente – e cinicamente – nella vita reale fino a 60 anni e oltre. (qui non sarei d'accordo troppo)

Questi ultimi "cavalieri", spesso pagatori, non meritano alcuna compassione, soprattutto passata una certa età. Dobbiamo sempre ricordarci che, se noi come esseri umani di sesso maschile possiamo comunque decidere cosa fare della nostra vita, al felino tutto ciò non è permesso. È obbligato a vivere con quel tipo di donna finora descritto.
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Finnegan

Articolo spassoso ma neanch'io sono d'accordo con la questione del Muro: come ho constatato io stesso dopo i 40 non se le ... più nessuno, salvo vecchi di 70+ anni che qualcuna persino sposa, presa dalla disperazione. Gli uomini cercano donne più giovani, chi rinuncerebbe ai figli a 40 anni per fare un favore a una imbruttita alle soglie della menopausa, quando si trovano straniere anche al di sotto dei 30 anni?
Per quanto riguarda le relazioni casuali (dove non spennano) sono loro stesse a cercare prostituti e/o mantenuti di circa 10 anni più giovani (ma anche ventenni, come ho constatato di persona).
Comunque basta guardarsi intorno, dove sono queste 40enni sposate? A malapena si vedono giovani coppie, perché dopo i primi anni divorziano
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Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

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