Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te

Aperto da Finnegan, 21 Agosto 2023, 10:17:03 AM

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Finnegan

E' di questi giorni la notizia di suore vessate dal proprio vescovo. Tosatti pubblica e deplora cose come:

Negli ultimi mesi il nostro Monastero in generale e la nostra Madre Priora in particolare sono stati sottoposti a interferenze, intimidazioni, aggressioni, umiliazioni private e pubbliche e manipolazioni spirituali senza precedenti

un uomo che nella ricerca di non meglio specificati fini personali non ha esitato ad aggredire verbalmente e a umiliare


Mi pare precisamente quel che Tosatti ha tollerato sul suo sito, forse perché non avevo sufficiente "rango" nel mondo "cattolico". Per cui, dopo un bel colpo di spugna, può fare tranquillamente finta di niente e deplorare identici comportamenti come se non fossero mai avvenuti nel suo blog.
La Chiesa sta percorrendo il calvario, e quella parte di clero e di laici che cammina con Maria dietro Gesù è fatta bersaglio di quelli che urlano crucifige.
Questa prassi ormai invalsa ovunque acquista particolare significato alla luce delle parole di Mons. Viganò che, mutatis mutandis, non si applicano solo al clero:

Questo Carmelo sui juris – ossia posto direttamente sotto la giurisdizione della Sede Apostolica e non dell'autorità dell'Ordinario – è stato fatto oggetto di un'azione degna dei peggiori regimi anticlericali e massonici più che di Successori degli Apostoli.
Di mons. Olson è nota l'avversione alla Tradizione, sin da quando, nel 2014, proibì le celebrazioni in rito antico al College of Saints John Fisher & Thomas More.
Forti con i deboli e deboli con i forti
Partiamo dunque dalla premessa che l'azione disciplinare da parte della Santa Sede o dei Vescovi è principalmente rivolta contro i singoli e le comunità che non sono disposti a rinnegare la Fede o a venir meno ai Voti religiosi per compiacere il nuovo corso bergogliano.
Ma bastano un Kyrie o un manipolo per muovere la tremenda macchina da guerra vaticana sul sacerdote che non dà la Comunione in mano o sul Monastero che chiede la celebrazione del Rito antico.
E quando le responsabili di questi terribili crimini di leso Concilio sono delle monache, chi manovra questa macchina si palesa in termini ancor più abbietti, perché unisce alla vergogna di un Prelato che vessa un fedele la viltà di un uomo che sfoga le proprie frustrazioni su una donna – consacrata a Cristo – sottoposta alla sua autorità, vera o presunta.
D'altra parte, perché chi non si fa scrupoli ad offendere la Maestà divina dovrebbe farsene a perseguitare persone che non hanno né mezzi, né forza fisica, né relazioni sociali e politiche per opporsi ai suoi abusi?
Ovviamente, laddove non sussistano elementi che possano in qualche modo giustificare queste interferenze, il Dicastero o i suoi emissari ricorrono ad accuse inventate, alla falsificazione delle prove e a mezzi di intimidazione del tutto illegittimi.
Gli elementi ricorrenti di questa sistematica persecuzione delle comunità contemplative sono evidenti proprio per l'arrogante riproposizione del medesimo schema: l'intimidazione, il ricatto, l'accusa generica e non circostanziata, la diffusione di notizie false, il ricorso a testimonianze artefatte, l'avvallo degli abusi da parte del Dicastero romano, la cooperazione degli Ordinari e delle Federazioni degli Ordini religiosi.
La persecuzione dei buoni e la tolleranza – se non il palese incoraggiamento – dei cattivi sono il marchio di questo "pontificato".
Non è possibile giudicare la vicenda del Carmelo di Arlington come un fatto a sé: esso si inquadra in un piano eversivo ben più ampio, coerente con l'intero impianto ideologico del presente "pontificato" e più in generale con le deviazioni del Concilio Vaticano II, oggi portate alle loro estreme conseguenze. L'azione di mons. Olson è inficiata da precedenti che dimostrano la sua indole autoritaria e i suoi pregiudizi contro la Tradizione.
Faccio mie le parole di San Pietro nel rivolgermi alle Monache: Resistete, forti nella fede! E sappiate che anche gli altri cristiani sparsi per il mondo devono soffrire le stesse difficoltà, come voi (1 Pt 5, 9)

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