Come i femministi trattano le donne

Aperto da Il Conte di Lautréamont, 16 Settembre 2023, 08:11:57 AM

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Il Conte di Lautréamont

Mentre mi documentavo su Francesca Carnoso che aveva alzato il tono della voce contro Landini, particolare giornalistico uscito fuori soltanto ieri dall'articolo del Riformista, mi sono imbattuto in un'altra allucinante notizia, quella del licenziamento di Angela Azzaro, ex-direttrice del Riformista.
"Un paio di mesi prima di essere cacciata" - spiega l'Azzaro ad Affaritaliani.it - "ero stata indicata dal direttore Piero Sansonetti e dall'editore come direttrice dell'edizione online dell'Unità. Così, durante una riunione con l'editore ho chiesto informazioni sulla squadra a disposizione per affrontare la nuova sfida. Era un mio dovere farlo" E sottolinea: "Io mi sono limitata a informazioni sul personale, non ho neanche tirato fuori la questione inerente ai soldi. Del fatto che non ci fosse budget a disposizione ha parlato l'editore. Non l'avessi mai fatto! Dopo quella domanda sulla squadra, come se avessi commesso un delitto, l'incontro si è chiuso bruscamente". Da lì a poco, il dietrofront di Sansonetti. "Dopo un paio di giorni dalla riunione, il direttore dell'Unità mi ha detto che non avrei più ottenuto il posto alla direzione dell'edizione online, dicendomi che sarei rimasta con lui alla vicedirezione del cartaceo. Ci sono rimasta male. Ma ho pensato che la cosa più giusta da fare fosse andare avanti a raccogliere l'opportunità. E così ho fatto. Cercando rassicurazioni, ho chiesto conferme a Sansonetti, il quale mi risponde che non ci sono ostacoli per il mio ruolo di vicedirettrice dell'Unità. Passano i giorni e si presenta l'occasione di andare in televisione. Così chiedo al direttore se potessi mettere nel mio sottopancia: vicedirettrice Unità. La sua risposta è stata un approssimativo 'direi di si'. Allarmata dalla vaghezza di quella risposta ho invitato Sansonetti a parlarne con l'editore Romeo. Al suo ritorno, il direttore mi ha confermato che era tutto a posto. Arriva così il giorno dell'ospitata in TV: durante la puntata di Tagadà, in onda su La7, ho accennato al mio nuovo incarico, parlando inoltre dell'Unità e dei futuri progetti editoriali, cosa a quanto pare non gradita. Infatti da qui è partito il finimondo che ha portato al mio licenziamento [...]". Convocata a firmare le carte di licenziamento "cerco di rimanere lucida rifiutandomi di firmare e sostenendo di voler sentire l'avvocato, ma il responsabile con tono fermo e insistente mi intima di lasciare immediatamente lo stabile, fermandosi davanti alla mia scrivania senza darmi nemmeno il tempo di raccogliere i miei effetti personali. Completamente basita, provo a chiamare il direttore Sansonetti  il quale però non risponde nonostante la mia insistenza. Così alla fine mi decido ad andarmene dalla redazione".
Di questa esperienza tremenda, che dimostra che le donne di potere non hanno nessun potere, la Azzaro dice di volerci fare un film. Mi permetto di suggerire il titolo: "Come i femministi trattano le donne".

Finnegan

Della vicenda trovo particolarmente interessante il fatto che la tipa sia stata mandata via all'improvviso, dopo anni di "onorato servizio", senza il briciolo di una spiegazione. Apparentemente per la risibile ragione che cercava dei collaboratori.
Destra o sinistra, cristiani buddisti, lo schema si ripete sempre allo stesso modo: la gente viene presa a calci da chi presume essere dalla sua parte senza ragione apparente.
Questo suggerisce che le varie identità ideologiche, religiose eccetera siano state ridotte alle quinte di un teatro, dietro il quale comanda un burattinaio che può decidere in qualsiasi momento che una delle marionette, qualunque sia il suo ruolo nel copione, non serve più.
Impossibile non ricordare un documentario di una tivù straniera che dimostrava come il KGB, se un cittadino anche comunista e ligio servitore dello Stato leggeva troppo (roba come Tolstoj, mica Solzenicyn), pensava troppo con la sua testa veniva escluso dal consesso civile. A poco a poco veniva demansionato, trasferito, gli amici di una vita si allontanavano in modo che il poveretto (cito sempre documentario) pensasse che fosse un fenomeno spontaneo, magari dovuto al suo brutto carattere.
Sono note le storie dei dirigenti comunisti di vari paesi, che per una minuzia all'improvviso cadevano in disgrazia agli occhi del tiranno e non si sapeva più nulla di loro. Mi domando se sia un'epoca davvero tramontata
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Il Conte di Lautréamont

#2
Anch'io ho avuto la stessa sensazione che segue di pari passo la tua spiegazione. Angela Azzaro è colpevole di aver iniziato a pensare con la sua testa. Non stava per dare alla luce i dialoghi sui massimi sistemi politici, stava semplicemente preparando una griglia da cui individuare dei collaboratori; nel caso della comparsata in TV ha solo rivelato dei progetti editoriali, atto di lesa maestà verso non si sa chi, se l'editore o il direttore. Anche il fatto che un vicedirettore debba chiedere un permesso per apparire nel sottopancia di una trasmissione come vicedirettore è il colmo. Ma lo hai mai visto un dottore che deve chiedere all'ordine dei medici il permesso di chiamarsi dottore nella targhetta a destra dello studio in cui esercita la professione medica? In altre parole questa vicenda è la dimostrazione lampante che le donne che ricoprono una carica non hanno nessun potere, sono sempre eterodirette da uomini, i quali poi fanno la bella figura di femministi che lottano per la parità. In effetti qui la parità è lampante: hanno trattato Angela Azzaro uguale uguale a un Fantozzi qualsiasi.

Finnegan

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Appunto, peggio di Fantozzi. Ed Eric Lauder contesta quelli che sostengono che il femminismo faccia male alle donne.

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