Alle donne bastano i soldi degli uomini ?

Aperto da Serenissimo, 7 Ottobre 2023, 10:02:52 PM

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Serenissimo

https://www.ilredpillatore.org/2023/09/alle-donne-i-soldi-non-bastano-più.html

Il valore di mercato di un uomo, ovvero il suo potenziale attrattivo, è dato da una combinazione di buoni geni (estetica) e risorse (status socioeconomico). Tuttavia questi fattori non hanno lo stesso peso in qualunque luogo e circostanza.Nel mondo occidentale, soprattutto tra i giovani, l'aspetto fisico assume un ruolo predominante, rendendo sempre più complicato cercare di compensare eventuali carenze con il denaro.


Molti lettori si chiedono qual è la quantità di denaro e prestigio sociale necessaria per compensare un aspetto fisico che potrebbe essere considerato poco attraente."Quanti soldi devo avere o guadagnare per essere un 7 economico?"; "Che punteggio di status ha un medico?". Domande come queste si leggono spesso, forse perché mentre l'aspetto estetico è quello che è e c'è un margine d'azione molto limitato, il miglioramento sociale ed economico si presenta come un'opportunità molto più democratica e meritocratica. La maggior parte delle persone tuttavia sottostima la quantità di denaro di cui necessita un uomo di aspetto medio per risultare attraente, e in questo articolo cercherò di spiegare perché.

Cominciamo col dire che mentre la bellezza è in buona parte misurabile secondo una scala da uno a dieci, lo stesso non si può dire dello status, che è un fattore con più margini di soggettività. I soldi sono misurabili più dello status (hanno pure il numerino impresso sopra) però tradurli in attrattività è ugualmente complesso. Ad esempio cosa prendiamo come riferimento, il capitale o il reddito? E' più ricco un uomo che ha 500k euro e nessun reddito a parte quello dato dagli interessi sul capitale, oppure un uomo che non ha risparmi ma un entrata mensile di 30k euro al mese? Alla fine la donna non è attratta tanto dai numerini del conto corrente, quanto piuttosto dallo stile di vita che quei numerini consentono. Quindi, sotto questo profilo,un uomo che guadagna molto e non spende dovrebbe essere equivalente a un uomo che guadagna meno ma spende tutto.

Possiamo tuttavia fare qualche ragionamento sul denaro. Ci saranno alcune imprecisioni, ma non stravolgeranno troppo il senso del messaggio conclusivo.
In Italia, secondo i dati ISTAT più recenti, il reddito medio è di circa 1800 euro mensili (netti). Ciò ovviamente si basa sulle dichiarazioni dei redditi e non fa distinzione tra Nord (dove si guadagna di più) e Sud (dove si guadagna di meno), tra uomini (guadagnano di più) e donne (guadagnano di meno, ma non per le ragioni delle femministe) , tra vecchi e giovani, tra autonomi e dipendenti, tra iper-ricchi e iper-poveri, tra evasori e non.

L'Italia è un Paese abbastanza diseguale sul piano economico e con 2600 euro mensili circa si entra già a far parte del 5% della popolazione con reddito più elevato. Con 4300 euro dell'1%.

Se prendiamo un uomo relativamente giovane, diciamo fra i 30 e i 35 anni, credo che con 3000 euro si entri già tranquillamente nel 1% più elevato. Avere un reddito di questo livello ti porta generalmente ad essere considerato un uomo di successo dalle persone comuni. In fondo, guadagni il doppio di loro.

Facendo un parallelismo estetico, un uomo che guadagna 3000 euro al mese sarebbe già considerabile "un bello". Calcolate che nel 20mo percentile superiore la generalità delle donne inizia a trovarvi esteticamente interessanti, nel 5% superiore vagamente attraenti (in media una donna su Tinder mette match a un uomo su 20) e nell'1% indiscutibilmente attraenti.

Tuttavia si capisce fin da subito che essere dei "belli economici" non è esattamente come essere dei belli estetici. Chi pensate abbia più successo con le donne, un uomo bello da 7 con uno stipendio medio o un normaloide che guadagna 3000 euro al mese? La risposta è scontata, ed è scontata perché in Occidente, e soprattutto nella fascia giovanile, estetica e denaro non hanno lo stesso peso.


L'estetica conta di più perché viviamo in un'epoca di benessere in cui le basilari esigenze fisiologiche e di sicurezza sono ampiamente soddisfatte, per cui ci si può soffermare su aspetti più frivoli.

Il consiglio "Studia, impegnati, lavora sodo, fai carriera e vedrai che alla fine troverai una brava ragazza" che veniva dato ai nostri nonni e che ai loro tempi funzionava perché le donne erano povere, cattoliche, sessualmente represse e con l'ambizione massima di trovare un marito ora, con l'emancipazione femminile e l'innalzamento dei nostri standard di vita, è diventato velleitario e obsoleto.
Non è che le donne abbiano perso interesse per il denaro (è nella loro natura cercare risorse in un uomo), semplicemente la donna è ipergamica. Per sentirsi pienamente attratta da un uomo è fondamentale che questo guadagni più di lei, e sia in grado di migliorare la sua vita in maniera significativa.

Se si considera che oggi le donne lavorano e spesso hanno consistenti patrimoni famigliari alle spalle (papino che ha fatto i soldi con l'aziendina negli anni del boom economico), se si considera che dispongono di diverse fonti di guadagno alternative (instagram e onlyfans) e se si considera che gli uomini realmente ricchi sì sono pochi, ma quei pochi fanno una spietata concorrenza al rialzo (Berlusconi regalava 3k euro alle ragazze che invitava a cena solo per la loro presenza, senza neanche farci sesso), appare chiaro come anche un reddito che può sembrare buono ormai non offre più un bonus consistente con le donne, se mancano i presupposti estetici.

Una ragazza giovane e carina ha tutto pagato in qualunque posto lei vada, ha offerte continue da parte degli uomini tanto che se volesse potrebbe scroccare pranzi e cene quotidiani per un periodo di tempo indeterminato. Quei 1500 euro che guadagni più di lei spariscono in mezzo pomeriggio di shopping senza problemi, in fondo sono l'equivalente di una borsetta Gucci.

Come dimenticare il missile terra-aria che un'aspirante sugarlady lanciò al nostro affezionato lettore, docente universitario, durante una cena: "Hai solo i soldi di un lavoro da insegnante"

Sconfortante? Lo è parecchio. Soprattutto se si considera quanta fatica e sacrifici sono richiesti oggi ad un uomo per farsi strada, in un mercato del lavoro sempre più saturo e gerontocratico.

Paradossalmente guadagnare di più può addirittura diminuire le opzioni sessuali anziché aumentarle, soprattutto se il guadagno si accompagna ad un'istruzione elevata.
E' ad esempio evidente a tutti come la difficoltà a trovare una donna colpisce in proporzione di più ragazzi/uomini di istruzione medio-alta, e spesso di famiglia benestante (attenzione: benestante, non ricca).
Ovvero coloro che hanno come target di riferimento quelle ragazze che stanno bene di famiglia, vanno all'Università e quindi sono piene di ambizioni e pensano a godersi la vita al massimo, illudendosi poi di poter trovare chissà quale marito solo perché hanno preso una laurea.
I ricchi veri non faticano a trovare donne perché, ovvio, sono ricchi.
I poveri faticano un po' di più, ma le donne povere sono più pragmatiche e hanno meno grilli per la testa.

Chi ha un livello di istruzione e di reddito medio alto partecipa al campionato più difficile perché:
-le donne di classe sociale più elevata lo vedono come un morto di fame
-le donne di classe sociale più bassa lo percepiscono come troppo sofisticato e manca il dialogo.
-le donne della medesima classe sociale non hanno bisogno di un uomo perché sono emancipate e quindi alzano irragionevolmente i loro standard

Un medico ospedaliero bruttarello o normobruttarello è rifiutato dalle colleghe che non danno peso al suo status, perché possiedono il medesimo e quindi hanno ambizioni su colleghi più belli o suo uomini di status superiore. Potrebbe tecnicamente sfruttare lo status acquisito con donne di status più basso, magari immigrate est europee, ma 1. generalmente queste frequentano ambienti diversi 2. manca il dialogo 3. "Muh, viene con me solo per i soldi e non c'è validazzioneh"

Sempre più spesso nel mondo di lavoro si parla di "great resignation", ovvero il demansionamento o addirittura l'abbandono volontario di massa del posto di lavoro.
Secondo una recente indagine fra i lettori del Corriere della Sera, un lavoratore su due sarebbe disposto a farsi ridurre lo stipendio pur di lavorare di meno. La ricchezza costruita dalle generazioni precedenti ha creato una base di sicurezza economica che ha portato le nuove a non dare più così tanta importanza al denaro e a riconsiderare le priorità della vita. Manca la fame dei nostri nonni e il loro desiderio di riscatto sociale. Mancano anche reali opportunità di tale riscatto. L'ascensore sociale è inceppato e molte persone si trovano a svolgere lavori poco gratificanti e con flebili prospettive per accumulare denaro di cui non sentono realmente la necessità.

Tuttavia una delle cause è anche la crescente difficoltà per gli uomini di trovare una compagna a causa dell'emancipazione femminile, che ha reso insostenibile la quantità di sforzo e denaro di cui necessita un uomo medio per apparire interessante agli occhi di una donna.

In pratica siamo passati dal "chi non lavora non fa l'amore" di Celentano, al "chi non fa l'amore è un pirla se lavora".

Gli obiettivi biologici principali sono sopravvivenza e riproduzione e la stragrande maggioranza dei consumi risponde a queste esigenze.
Tolti i soldi necessari per cibarsi e mantenere la casa, che peraltro per circa il 70% degli italiani è già di proprietà, la rimanente spinta al consumo è perlopiù un fenomeno correlato alla competizione maschile, che motiva gli uomini a consumare o acquistare beni e servizi al fine di dimostrare il proprio status sociale o il proprio successo rispetto agli altri, per attrarre donne.

Ma una volta che la competizione si attenua o viene abbandonata perché ritenuta insostenibile, il motivo principale per il consumo perde rilevanza, e di conseguenza il desiderio di acquistare può diminuire. Così, sempre più uomini ritengono che per la propria qualità della vita sia più intelligente risparmiare i soldi, tagliare il superfluo, vivere con poco e optare per un lavoro meno stressante e che ti permette di goderti appieno il tuo tempo libero, anche se ciò diminuisce l'energia creativa ed espansiva della società.

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Sto cominciando a maturare l'idea che l'italia sia un termometro per la condizione dei rapporti uomo donna nell'europa . Per la ragione che il mito del posto fisso ce lo abbiamo solo noi, e questo influisce anche nei rapporti : non a caso, nei contesti sociali sani che permettono la nascita di famiglie c'è sempre il cosiddetto "obiettivo del buon partito", ossia un uomo che agli occhi di una donna sia affidabile per generare prole : buono stipendio, affidabilità caratteriale, senso di famiglia e rispetto della moglie. Caratteristiche mai esistite nei paesi anglosassoni .
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Finnegan

Il redpillatore complica le cose semplici: alle donne non importa una mazza del reddito quale che sia, perché hanno di che vivere e possono permettersi di scegliere solo bellocci.
Quelle che cercano marito (poche) lo scelgono tra precise classi sociali (ingegneri, medici, impiegati in mega-conglomerati multinazionali) non perché siano più ricchi, ad esempio, di un pasticcere o un venditore di jeans ma perché sono quelli che hanno meno remore a sposarsi credendo (il più delle volte a torto) che il matrimonio (cito) sia "facile" come il lavoro, che basti essere un uomo responsabile per un matrimonio riuscito.
Inoltre il Redpillatore non ci dice che nella stragrande aggioranza dei casi, le donne scelgono come marito un pirla, un mona (prove qui), perché al netto di tutte le chiacchiere non lo considerano un essere umano, ma un elettrodomestico che deve "funzionare" con meno problemi possibili. I trasporti amorosi li riservano ad altri tipi di uomini, spesso mantenuti dall'ex marito mona
 
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