La marea di insulti sul blog di Tosatti sale a piani sempre più alti

Aperto da Finnegan, 23 Gennaio 2024, 11:03:15 PM

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Finnegan

Dopo l'umile sottoscritto, la marea di insulti lambisce il protégé Cionci. Stavolta però Tosatti non lo banna "perché attira troll" (anche se pare stia progressivamente censurando anche lui, leggi in calce) ma - con mancanza di coerenza e penso di vergogna - pubblica una difesa a oltranza di Mastro Titta.
A parte il poco cristiano doppiopesismo (ma chi di costoro, mi chiedo, è più davvero cristiano, se mai lo è stato?) mi pare l'ennesima dimostrazione di non saper gestire un blog: chiudi i cancelli alla terza classe che annaspa sul Titanic e l'acqua continuerà a salire.
Sbatti fuori il povero disgraziato? Ti insultano anche Cionci. Ti rimuovono il vescovo che sta dalla tua parte. E non venitemi a rompere l'anima per le vostre beghe da pollaio, di cui so solo quello che leggo sul vostro impresentabile blog, o rischiate solo di attirare più fulmini dall'Onnipotente, il quale "soccorre il misero che non trova aiuto".
Prima di riportare l'articolo di Mastro Titta (altro déjà-vu che riprende, casualmente o no, più di un argomento del sottoscritto) riporto gli insulti ricevuti (anche in articoli e anche da sacerdoti) e tollerati da Tosatti:

eretico
cataro
scismatico
giansenista
super-cattolico
ambizioso
moralista col punto interrogativo
santocchione
stupidotto
ragazzo
mocciosetto
superbo
confuso
ipocrita
impotente
esaltato
anarchico
ostentatore
picconatore
in malafede
vestito da angelo di luce
pieno di sudiciume
mascherato
nero
arrabbiato
vizioso
frequentatore di prostitute
delirante
privo di carità
privo di verità
inquisitore
duro di cuore
orco
pappagallo travestito
curiosity killed the cat
in partenza per l'esilio

Ed ora l'articolo di Mastro Titta, con argomenti già usati (mutatis mutandis) dal sottoscritto in evidenza:

MASTRO TITTA: CODICE CIONCI

Psicopatico, feccia del mondo delle lettere, prostituta del mondo delle lettere, pazzo, immorale, diabolico, romanziere alla Dan Brown, giallista, massone, agente della Cia, incompetente,  ateo, pagano, imbecille, spregevole, diffamatore, calunniatore, sprovveduto, cretino, fallito, venale, fantasioso, idraulico, scemo del villaggio, improvvisato, leguleio, complottista, creatore di scandalo, ignorante,  bugiardo, in malafede, superbo, plagiatore, ingannatore, stupido, profittatore, piduista, Cionci ciancia, Cioncio, Cioncino, scrittorucolo, idiota, fanatico, bigotto, mistificatore, screditato, falso, mago Silvan, guru, vitello d'oro, capo-setta, falsario, puerile, contorto, protervo, perverso, ebete, asino, dinosauro, inaffidabile, apprendista di Fusaro, papolatra, modernista conservatore, infantile, illuso, personaggio caratteristico, strumento del male, scrivano di don Minutella, sconosciuto, circonciglione (neologismo imperfetto, diciamo).

Con opportuni aggiustamenti lessicali questo baedeker dell'oltraggio colto per baronesse ottuagenarie – ricorda il Piccolo libro degli insulti di Papa Francesco  ai cattolici, opera di un ignoto amanuense il quale, dopo l'operazione al tunnel carpale, ha smesso di annotare epiteti per sfinimento – potrebbe essere un omaggio proprio a Francis il papa parlante, per sdebitarsi dell'"usata ineffabil cortesia" che egli riserva al piccolo resto. Potremmo titolare l'opera Codice Cionci. Sottotitolo "Come procacciarsi querele e vivere sub Petro". Molto sub. Quasi snorkeling alla ricerca del relitto delle rovine dell'Atlantide cattolica.

Passi che papa Francesco e Selvaggia Lucarelli abbiano il vezzo della maldicenza velenosa e pubblica – poi ci scappano i morti come De Donno, come la signora Pedretti o l'animaccia de li cattolici, ma nessuna correlazione – e sia una strategia di marketing di successo, però scopiazzarli male mi sembra eccessivo.

Andrea Cionci papa non è, né presidente e men che meno Klaus Schwab, il dominus della bocciofila per miliardari al quale "chiamatemi Francesco" ha scritto una letterina  quasi natalizia che gronda logorrea vacua e lecchinaggio sadomasochista, chiedendo fratellanza, pace, uguaglianza e possibilmente un trenino.

Colpiscono tre cose nel Codice Cionci: la levatura culturale degli autori – professori, intellettuali ed esperti in questa o quella materia oscura – riflessa nella ricercatezza del vituperio; la bava sanguigna alla bocca a testimoniare un giudizio sereno stoicamente scevro da passioni umane e denso di pietas per i cari inferiori; e il bersaglio: un povero cronista sino a pochi anni fa semi sconosciuto.

Essendo costoro per la gran parte personaggi critici con la massoneria, i poteri forti, il Nuovo Ordine Mondiale, l'infiltrazione del modernismo nella Chiesa, balza all'occhio l'ardore mistico col quale prima individuano e poi abbattono a cannonate la blatta sotto il frigorifero [come ho detto molte volte: in guerra ci sono solo due schieramenti, nessuno combatte contro un alleato. Se prendi a cannonate qualcuno, anche se a parole la pensi come lui, è perché nei fatti stai col nemico]. Cioè non senza avergli prima strillato in faccia che è una blatta schifosa.

In pochi mesi riferendosi all'ignoto cronista siamo passati da "Carneade, chi era costui?" a "Cionci Anticristo". Da paria a Emmanuel Goldstein: carriera fulminante.

Si può dissentire dalla tesi di Cionci e dagli argomenti che porta a sostegno – numerosi come le stelle del firmamento, alcuni ottimi, altri discreti, altri opinabili. Il tempo dirà, senza fretta, come al solito.

Si possono anche contestare il metodo e il merito, a patto di farlo partendo dall'oggetto. È vero che Cionci non appartiene al gotha culturale cattoqualcosista – ormai è impossibile definirsi cattocattolici e basta: mai come per i cattolici la necessità di un aggettivo ha significato la perdita della verità originale – fieramente impegnato a combattere a chiacchiere il lato oscuro, ma bisogna sempre concedere una via d'uscita all'avversario, viceversa si può incappare in spiacevoli effetti paradosso: più gli si dà contro, più persone si convincono che abbia ragione. Siccome far sbranare Cionci dai gattini nel Colosseo è persino più complicato che ammettere che Bergoglio potrebbe non essere il papa, giù insulti. L'invettiva è un genere letterario a sé.

Cionci sostiene due cose molto semplici e molto contrarie a qualsiasi speculazione ludica: Benedetto XVI non ha mai abdicato, Bergoglio è un antipapa. La conclusione la tiro io: la collocazione naturale del Vanto Padre sarebbe nel Tevere, vivo o morto.

Le tesi di Cionci sono roba medievale, in senso proprio. Mentre Fernandez scrive degli amplessi di una minorenne con Gesù Cristo e Bergoglio non è abbastanza papa per giudicare ma lo è quanto basta da promuovere Fernandez alla dottrina della fede,  capita che i laudatores di Cionci diano alle stampe titoli accattivanti come "Impiego della pietra arenaria nelle losanghe della cristologia nel secolo XIV".

Qui forse casca l'asino, perché l'abietto Cionci vende qualche decina di migliaia di copie più di quelle che gli compra la vecchia zia grazie ad un titolo più maneggevole: questo fatto urta la sensibilità dei laudatores trasformandoli in camalli genovesi. Qualcuno di costoro ha scritto di Fernandez che è un laido suino, un deviato mentale con gravissime turbe? Non mi risulta. Di e su Cionci, si può dire tutto.

La questione sul tavolo sarebbe evocativa di dispute agostiniane, con veduta sul simbolismo esoterico e rosa-crociano che Bergoglio saccheggia a mani basse nelle sue manifestazioni pubbliche. Invece tutto finisce in una squallida rissa da bar, tutti contro uno. Come diceva mio nonno con una battuta fulminante: lui me le ha suonate, ma io gliene ho dette.

Chiunque può dire la qualunque nel merito, e meglio di Cionci: benissimo, allora perché non dirlo, e perché non Cionci? O perché non avere la libertà di confrontarsi civilmente: qui Cionci sbaglia, là esagera, su questo ha ragione? Comunque la si pensi, è un peccato ridurre cose tanto rilevanti ad un combattimento fra mastini messicani.

Il vostro parlare sia sì sì, no no: il resto viene da Bergoglio. "Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?", diceva un tale. Tutto nella vita umana è incertezza e scoperta, estasi e orrore, meraviglia e pietà.

C'è un'ultima cosa, e su questa mi è difficile fare dell'ironia: lo stesso malanimo, la stessa violenza riservata a chi non ha voluto farsi benedire con l'atto d'amore, a chi ha manifestato perplessità sul sostegno allo zelante tappo ebreo nazista che succhia armi e miliardi, a chi ha osato dimessamente far notare che a Gaza è in corso un genocidio, si rovescia ora su Cionci che, a torto o a ragione, sostiene tesi contrarie alle nostre idee o persino alla verità delle cose.

Si attacca l'avversario per distruggerlo, tacciandolo di malafede e oscuri progetti [il Potere è sempre più paranoico], se non di essere al soldo dei famigerati "poteri forti", di essere un Gate-keeper, di fare il gioco del nemico.

In altre parole la forza sottostante il green pass, la censura e la demonizzazione del pensiero differente, scorre potente anche in chi combatte queste atrocità. All'egoico osservante Bergoglio, il quale a Che tempo che fa parlando dell'Atto di Dolore lo ha definito "un'espressione letteraria" (lui non "merita castighi": quando pecca, rattrista il cuore di Dio...ti piace peccare facile), critiche felpate. A Cionci, botte da orbi.

Chi segue personalità più o meno afflitte dallo stesso morbo di Burioni declinato in progetti spirituali, culturali o politici, inconsciamente subisce lo stesso demone loico che possiede Draghi, Biden, Zelensky e Netanyahu, Schwab e Von der Leyen, solo più straccione, fanfarone e impotente. Non la pensi come me, devi morire.

Non si può pensare che Bergoglio e Von der Leyen siano due personaggi pasoliniani (Salò o le 120 giornate di Sodoma) senza tirare le debite conseguenze. Come non si possono criticare i metodi da Gestapo del potere e usarli contro chi non ci piace o pensiamo abbia torto [ovvia postilla: altrimenti sei un agente della Gestapo].

Intanto Bergoglio, vero uomo e vero papa, scrive lettere a Santa Klaus Schwab (a proposito: cognome da Anitra WC), benedice coppie di pederasti e svuota l'inferno: operazione sensata [disse un sacerdote che ora tace: "Le coppie omo non sono materia di fede, il papa può dire quello che vuole"]. Di questo passo il regno ctonio sembrerà molto presto la metropolitana di Tokyo la mattina, e lui rischia di non trovare posto.

Inciso finale: sono molto persuaso della tesi di Cionci e degli argomenti che porta – per quanto incredibili, non si possono seppellire sotto gli insulti – ma sono ancora più persuaso del fatto che fermarsi sulla soglia della verità senza entrare è pari alla menzogna. Che può essere raffinata e intellettualmente ben costruita, ma menzogna rimane.


Eloquente un commento, secondo cui Tosatti starebbe progressivamente censurando anche Cionci. Forse tra poco su quel blog leggeremo solo gli articoli della buona De Vito e qualche corso di ricamo come alla TV della CEI:

STEFANO
23 Gennaio 2024 alle 10:04
Un plauso a Marco Tosatti perché sta dando (anche se minimo) spazio all'analisi di quello che Cionci sostiene (sebbene da tempo immemore non gli consenta di intervenire con articoli su Stilum Curiae...)
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Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

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