Quo Vadis? Chiesa dove Vai?

Aperto da Finnegan, 2 Febbraio 2024, 05:58:24 AM

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Finnegan

Nel nuovo intervento di Don Nicola Bux, leggo queste righe:

Il fedele ha il dovere di prendere le distanze da insegnamenti di uomini di Chiesa che cercano di far prevalere le loro idee piuttosto che la Parola di Dio, e deve chiedere ragione, altrimenti diventa complice. Facendo tutto con dolcezza e rispetto, con la carità che ebbe Nostro Signore durante la sua passione, subendo, senza ribellarsi, il processo davanti alle autorità politiche e religiose; proclamando la verità e accettando, come Lui, ove non ci fosse altra via, il martirio. Rimanendo sempre all'interno della Chiesa che è il Suo Corpo.

L'ho confrontato con questo di Adinolfi:
è la resa di una società tutta intera.
Siamo solo al prologo. Si deve capire e reagire. Ora. E bisogna farlo insieme perché chi ci vuole fragili ci vuole soli

Come sempre toni e temi che non leggiamo praticamente mai nel clero: San Paolo non c'è più, è rimasta la "dolcezza" e il "rispetto" che però mancano con i laici (chiunque siano) cui si dice che hanno la "fissazione" (e altre cose ancora).
Non c'è più il "correre nell'arena" e il "combattere la buona battaglia", il "rimproverare a viso aperto chi ha torto" sulla crisi drammatica della Chiesa, quasi fosse una fatalità, volontà di Dio e non opera dell'uomo e del Principe di questo mondo. C'è solo la dolcezza-martirio, che somiglia pericolosamente a dolce-morte, ovvero eu-tanasia.
La Chiesa che si lascia morire dolcemente, a partire dal papa che rinuncia (che gran bene ne è venuto), dal clero che tace (o dice e non dice) e consiglia ai fedeli il martirio con dolcezza.
"Chi ci vuole fragili ci vuole soli" ma nessun accenno alla creazione di realtà ecclesiali sane, al rilancio demografico, tutte cose che non implicano contestazione di papi e re: isolamento silenzioso assurto a modello (il Signore sulla Croce), dolcezza e poi fine della Chiesa in Occidente.
E' la resa della Chiesa tutta intera, già si stanno svuotando chiese frequentate solo da vecchi che neppure si conoscono, poi resteranno vuote anche le grandi scrivanie dei prelati, che non hanno parlato "a tempo opportuno e inopportuno". L'ultimo chiuda la porta

Non mórtui laudábunt te, Dómine: neque omnes, qui descéndunt in inférnum.
Sed nos qui vívimus, benedícimus Dómino, ex hoc nunc et usque in sǽculum
.
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Finnegan

#1
Si noti la differenza con le parole del Card. Robert Sarah, tra l'altro anche lui vicino a Benedetto XVI come Mons. Nicola Bux. Monsignore, è bene chiarire, è solo un esempio tra i tanti: possibile che i vescovi e i parroci ITALIANI (o che hanno cura d'anime in Italia) parlino di tutto (Sinodi, Papi, "codici Ratzinger" e Conclavi), tranne che delle questioni cruciali dell'Europa? Che io sappia lo ha fatto solo il Card. Caffarra. Che anche loro non amino la propria civiltà come ha detto Benedetto XVI e poi il Card. Sarah? Se mancano le parole basta copiarle:

C'è qualcosa di strano che non si può considerare se non come un'attitudine patologica: l'Occidente sembra odiare sé stesso. Certo, esso si sforza di aprirsi – e questo è lodevole – ai valori di fuori, ma non ama più sé stesso. Della propria storia, esso non ritiene ormai se non quanto è deplorevole e fu causa di rovine, non essendo più in grado di percepire quanto vi è di grande e di bello. Se vuole sopravvivere, l'Europa ha bisogno di accettare di nuovo sé stessa.

Come non essere colpiti dall'aspetto profetico delle parole di Ratzinger?

Robert card. Sarah: Con il passare degli anni, e malgrado il suo sviluppo economico, il problema dell'Europa diventa sempre più grave. I progressi scientifici e tecnologici, l'abbondanza dei beni materiali, la dissoluzione di ogni identità propria hanno accecato l'Europa, ne hanno turbato l'equilibrio, l'hanno resa orgogliosa, areligiosa e atea. [...] L'Europa [anche cattolica purtroppo] sembra programmata per autodistruggersi. Essa non ha visione sul proprio avvenire se non sui piani economico e militare. Le sue radici giudaico-cristiane sono dimenticate. L'Occidente sembra odiarsi e pare pronto a suicidarsi [è l'impressione che si ha in parrocchie dove non si celebrano matrimoni da decenni].

L'Europa vuole aprirsi a tutte le culture – cosa che potrebbe essere lodevole e fonte di ricchezza – e a tutte le religioni del mondo, ma non si ama più. Basta osservare l'impoverimento della conoscenza della lingua materna nelle nuove generazioni. [...]

N. D.: Il quadro che lei dipinge è terribile. L'Europa sarebbe dunque già morta?

+R. S.: Credo che sia agonizzante. Un processo di autodistruzione è sempre reversibile, ma il tempo stringe. Da qualche anno in qua, la caduta s'accelera. Tutte le civiltà che ignorano l'eminente dignità della persona umana sono scomparse. Oggi, come al tempo dell'Impero romano, l'Europa manipola, commercializza, gioca con la vita dell'uomo, creando così le condizioni della propria scomparsa.

Il rifiuto della vita [che si manifesta anche con "noviluni e sabati" in funzione di alibi e passatempo], l'omicidio dei bambini nascituri, quello degli handicappati e degli anziani, la demolizione della famiglia e dei valori morali e spirituali: ecco ciò che costituisce il primo atto del suicidio di un intero popolo. Assistiamo impotenti alla decadenza di una civiltà. L'inabissamento dell'Europa è un unicum nella storia dell'umanità [tradotto: la Chiesa può sopravvivere senza un sostrato culturale greco-romano? Secondo McLuhan NO, anche se molti prelati europei, con caratteristico amore per la propria civiltà, pensano (e dicono) "tanto c'è l'Africa, e il Sudamerica" - sempre meno cattolico].

Tuttavia, devo aggiungere che ci sono in Europa – accanto a istituzioni che sembrano suicide e decadenti – dei veri germi di di rinnovamento. Ho incontrato numerose famiglie generose e profondamente radicate nella loro fede cristiana. Ho visto anche belle comunità religiose, fedeli e ferventi. Mi fanno pensare ai cristiani che, sul finire dell'Impero romano, vegliavano sulla tremula fiammella della civiltà.


Giusto, ci mancherebbe. Ma quante sono queste famiglie su centinaia di milioni di Europei? Alcune decine di migliaia. Bastano con milioni di musulmani nel continente?
Dimenticavo di citare le parole del card. Caffarra: "L'Europa sarà cristiana, o sarà musulmana". Con queste cifre, voi cosa dite? Nell'attesa, parliamo del Sinodo
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