Il santuario

Aperto da Salar, 21 Settembre 2018, 05:19:31 PM

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Salar

Il pomeriggio d'autunno



è un'esplosione d'oro:



riluce il sole, pietra arcana



fra tenui nembi,



il cielo è sciolto



azzurro,bianco e rosa,



sembra cera sciolta



tenue come una pittura a olio.



Immobile è il tempo



nel santuario



di pietra fredda



le statue sbirciano



l'ultima luce



dai pannelli policromi.



Rintoccano le campane



a disgelare l'attimo:



dalla valle scura



di ebano nero



finalmente le ombre



si allungano



fino all'oscurità



della notte.



Invano il sole



intona un canto



che parla di oro rubino



e perla rosa



a occidente,.


Ora è il tempo dell'ombra.



Sola rimane una candela



al fondo della chiesa.

Finnegan

Mi ricorda Yeats. Nel primo verso il poeta anticipa la scoperta della funzione del sogno (la catarsi delle esperienze diurne per preservare l'io):

BISANZIO

Si ritrae l'immagine non purificata del giorno;
Le truppe dell'Imperatore a letto ubriache;
Si ritrae l'eco della notte, tema del nottambulo
Dopo un grande scampanio di cattedrale;
Una lucente cupola di stelle o di luna sdegna
Tutto ciò che è l'uomo,
Le sue mere complessità,
La rabbia e il pantano dell'indole umana.

Innanzi a me fluttua una figura, un'ombra o un uomo,
Più ombra che uomo, più figura che ombra;
Poiché Ade avvolto in fasce come una mummia
Può sbrogliare un sentiero intricato;
Una bocca senza saliva né respiro
Richiama bocche simili;
Salute al sovrumano;
Lo chiamo morte-in.vita e vita-in-morte.

Miracolo, uccello o dorato manufatto,
Più miracolo che uccello o manufatto,
Innestato al chiaro di stelle sul ramo dorato,
Può cantare come i galli dell'Ade,
O, amareggiato dalla luna, gridar disprezzo
– In gloria dell'immutabile metallo –
Al comune uccello o petalo
Ed ogni complessità o pantano o sangue.

A mezzanotte sul selciato dell'Imperatore sfavillano fiamme
Non alimentate da fascina, né appiccate da acciarino,
Né disturbate dai venti, fiamme generate da fiamma,
Dove gli spiriti generati dal sangue vengono
E tutte le complessità della rabbia se ne vanno,
Muoiono danzando,
Un'agonia di estasi,
Un'agonia di fiamma che non brucerebbe una manica.

Cavalcare pantano e sangue del delfino,
Spirito dopo Spirito! I maniscalchi fendono l'onda.
L'aurea mascalcia dell'Imperatore!
I marmi della sala da ballo
Fendono la rabbia amara delle complessità,
Quelle immagini che ancora
Partoriscono fresche immagini,
Quel mare tormentato da campane e delfini.

BYZANTIUM

THE unpurged images of day recede;
The Emperor's drunken soldiery are abed;
Night resonance recedes, night walkers' song
After great cathedral gong;
A starlit or a moonlit dome disdains
All that man is,
All mere complexities,
The fury and the mire of human veins.

Before me floats an image, man or shade,
Shade more than man, more image than a shade;
For Hades' bobbin bound in mummy-cloth
May unwind the winding path;
A mouth that has no moisture and no breath
Breathless mouths may summon;
I hail the superhuman;
I call it death-in-life and life-in-death.

Miracle, bird or golden handiwork,
More miracle than bird or handiwork,
Planted on the star-lit golden bough,
Can like the cocks of Hades crow,
Or, by the moon embittered, scorn aloud
In glory of changeless metal
Common bird or petal
And all complexities of mire or blood.

At midnight on the Emperor's pavement flit
Flames that no faggot feeds, nor steel has lit,
Nor storm disturbs, flames begotten of flame,
Where blood-begotten spirits come
And all complexities of fury leave,
Dying into a dance,
An agony of trance,
An agony of flame that cannot singe a sleeve.

Astraddle on the dolphin's mire and blood,
Spirit after Spirit! The smithies break the flood.
The golden smithies of the Emperor!
Marbles of the dancing floor
Break bitter furies of complexity,
Those images that yet
Fresh images beget,
That dolphin-torn, that gong-tormented sea.


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Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

Salar

I marmi della sala da ballo
Fendono la rabbia amara delle complessità

bello,il pezzo di Yeats penso che per noi che abbiamo come ritrovo di socializzazione le sale da ballo siano particolarmente calzanti.

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