Anche la (vera) sinistra oscurata dai media dice: sovranità o barbarie

Aperto da Finnegan, 11 Novembre 2018, 02:40:57 AM

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Finnegan

"Socialismo o barbarie"  è uno slogan marxista di vecchia data, Rosa Luxembourg lo attribuisce ad Engels:  se non si passa dal capitalismo al socialismo, la caduta nella barbarie è il destino dell'Occidente.  Adesso un  saggio scritto da due marxisti,  l'italo-inglese Tomas Fazi e William Mitchell,  riecheggia quel  motto celebre ma al contrario: "Sovranismo o Barbarie".  Abbiamo capito bene: due marxisti, pubblicati da una editrice "rossa", invocano il ritorno alla sovranità nazionale,  perché  (cito dalla recensione che ne fa Carlo Formenti su Micromega)  "lo stato-nazione  è la sola cornice in cui le classi subalterne possono migliorare le proprie condizioni e allargare gli spazi di democrazia".

Da marxisti, i due sono convinti che l'ordinamento  dello stato dipende  dall'economia  – la  "struttura" da cui nasce la "sovrastruttura".  Quindi attribuiscono la felice lunga stagione dal dopoguerra agli anni '70,  con " elevati tassi di crescita economica, alti livelli di occupazione, salari e profitti crescenti, un'estensione dei diritti sociali ed economici mai conosciuta nelle ere precedenti, nonché una relativa stabilità finanziaria a livello internazionale" a  "uno specifico regime di accumulazione capitalista – il fordismo – associato a un modo di regolazione politica dell'economia fondato sull'interventismo statale".

La  "entrata  in crisi" del modello fordista  di accumulazione  capitalistica  sarebbe la causa della "entrata in crisi" della sovrastruttura, l'ideologia  e le  politiche keynesiane  con la loro connotazione "sociale".  Detto così, può sembrare un fenomeno storico inevitabile, e il passaggio al globalismo con l'evirazione dello  stato nazionale, la perdita  della sovranità monetaria,   e dello stato sociale ,  eventi "oggettivi".  Inevitabili. Forze storiche contro cui non si vince.

Infatti questo ci ripetono le "sinistre"  salottiere,   stilistiche botuliniche  che parlano da tutti i talk-show televisivi. Le giornaliste botulinate e strapagate perché "progressiste".  Invece,  il vostro cronista che si è  occupato  (anche) di economia per trent'anni, ha visto e documentato  (in "Schiavi delle Banche")  come la  "sovrastruttura"  del globalismo che ha distrutto il "keynesismo" (e il benessere e la crescita) siano state  progettate e imposte da  leggi dello Stato, che abolivano le leggi precedenti. Tipicamente,  ciò che era punito come "fuga dei capitali"  quale crimine,  divenne "libera circolazione dei capitali";  i dazi furono abbassati per legge esponendo  i nostri lavoratori alla concorrenza di messicani, cinesi, romeni. Le borse internazionali furono coordinate apposta per trasformarle  in una borsa mondiale aperta 24 ore su 24,dove quando chiudeva Wall Street aprivano Londra, e poi Tokio. Trucchi della "ingegneria finanziaria" come i derivati, che prima sarebbero stato soggetti ai rigori del codice penale, furono legali.  Le leggi che  su imitazione della Glass-Steagall Act vietavano  alle banche  di giocare nel casinò finanziario i depositi dei risparmiatori, furono abolite in tutti gli Stati occidentali. I mutui concessi dalle banche americane non restarono più nei libri contabili di dette banche, con il loro rischio di insolvenza dei debitori; furono macinati insieme   a migliaia e rivenduti a pezzetti a  fondi-pensione con la promessa che questi oggetti "davano un interesse". In pratica le banche sbolognarono il rischio che s'erano assunte prestando soldi a ragazze-madri negre con salario precario da 600 dollari a mese, a terzi ignari: roba da codice penale,  una volta. Le norme penali adesso non valevano più.

Insomma il supercapitalismo finanziario terminale non è un fenomeno naturale.  E' stato progettato, voluto, preparato con  leggi che abolivano le leggi. Apprendo con piacere che anche "per Fazi e Mitchell è sbagliato interpretare tale processo come un "indebolimento dello stato", occorre al contrario prendere atto che proprio gli stati – a partire dal nostro – hanno scelto autonomamente di subordinare le proprie scelte a vincoli esterni, il che non significa che si sono suicidati, bensì che hanno attuato con successo un progetto radicale di indebolimento delle classi lavoratrici e di svuotamento della democrazia".

I due hanno la franchezza di  notare che "le sinistre" hanno responsabilità primarie  nell'aver creato  la  nuova ideologia neoliberale diventata Stato:   come  le " teorie nate negli stessi ambienti di sinistra, come la tesi secondo cui una delle cause fondamentali della crisi era la spirale incontrollata della spesa pubblica".   Non  dimenticano che "già a partire dagli anni Settanta  Enrico Berlinguer tesserà l'elogio dell'austerità come strumento per rilanciare crescita e occupazione",  come un  odierno Cottarelli o una tanto de sinistra come la Veronica de Romanis, che si ritiene una economista essendo  moglie del banchiere Bini Smaghi, miliardaria, e autrice dell'aureo libretto "L'austerità fa crescere"

http://m.dagospia.com/video-la-figuraccia-di-veronica-de-romanis-pizzicata-da-bagnai-l-economista-toppa-sul-debito-175484

"Dai primi anni Ottanta all'ingresso nell'area dell'euro  – scrive il recensore –  su Micromega   la frana diverrà inarrestabile. I Carli, gli Andreatta, i Ciampi e il grande privatizzatore Prodi avranno mano libera per scandire le tappe di una marcia accelerata verso la de-sovranizzazione, de-politicizzazione e de-democratizzazione dello stato italiano: adesione allo SME, divorzio fra Tesoro e Banca centrale, approvazione del Trattato di Maastricht, fino al colpo di grazia della rinuncia al potere di emissione della moneta e all'integrazione nell'area dell'euro, che imporrà"  l'inserimento obbligatorio del neoliberismo in Costituzione e il divieto di adottare politiche keynesiane".

Conclusione dei due marxisti:

"Oggi, dopo decenni di smantellamento sistematico, non resta altra alternativa se non riconquistare la sovranità nazionale e popolare come presupposti irrinunciabili per rilanciare quel progetto politico che venne accantonato quarant'anni fa,  a partire dalla sovranità monetaria e dalla conseguente possibilità di finanziare il fabbisogno della spesa pubblica attraverso l'emissione di moneta".
" Le ragioni dell'esplosione del debito pubblico italiano negli anni ottanta non sono da ricercare in un improvviso aumento della spesa pubblica – che anzi è rimasta in linea con la media europea per tutto il periodo – ma piuttosto nella decisione di far aumentare vertiginosamente i tassi di interesse (funzionale alla partecipazione dell'Italia al Sistema monetario europea (SME), in primis attraverso il "divorzio" tra Banca d'Italia e Tesoro del 1981 (Fazi)

Insomma i  due marxisti arrivano alle stesse conclusioni di Claudio Borghi,  Savona  e Bagnai. Tornare a quegli anni '70 in cui  "in cui abbiamo fatto ampiamente ricorso alla spesa in deficit –   e il nostro rapporto debito/PIL è rimasto relativamente stabile intorno al 50-60%, grazie soprattutto alla parziale monetizzazione del deficit pubblico e al calmieramento dei tassi di interesse da parte della Banca d'Italia"  (Thomas Fazi).

La "sinistra tv" ha usurpato il loro nome
a destra, Thomas Fazi con Bill Mitchell (coi capelli grigi). Con Stefano Fassina ad un convegno.

Che dire?  E' evidente che tutte le personalità  che nello spazio pubblico, giornalistico, televisivo e accademico, parteggiano per l'euro  e  fanno il tifo per  lo spread, invocano il ritorno dei "tecnici" e idolatrano Draghi che ci punirà e farà cadere il governo "fascista" e "razzista"  – i Formigli e le Gruber, i Floris e i direttori  di Repubblica – stanno usurpando. Usurpano il nome di "sinistra"  –   l'hanno portato via a Fazi e Michell –  e  usurpano lo spazio pubblico televisivo – politico che  spetterebbe a loro, i marxisti.

A  ben pensarci, la cosa è evidente. Salvo errori, mai Thomas Fazi o Fassina  vengono invitati nel salottino  della Gruber o della Berlinguer. Nei talk show "progressisti" pro-euro invitano sì Diego Fusaro, ma come si mostra in gabbia un animale estinto, pittoresco per il suo linguaggio  antiquato, il "Marxista di un tempo"; avendo cura di tagliarne l'audio al momento giusto e farne svanire il collegamento.  Gli usurpatori del nome Sinistra non danno alcuno spazio a quelli di cui hanno usurpato lo spazio politico, e lo danno alle miliardari-economiste. E i Fazi e  i Fassina sono dei  senza-casa, impossibilitati ad esporre le loro idee di sinistra vera nei media di massa. Esiliati .

Chi può capirli  meglio del vostro cronista. Da  cattolico, constata  e soffre  l'occupazione  del Vaticano della setta sodomitica, che usurpa il nome  di "Chiesa"  per benedire nozze gay, lavare piedi a musulmani, e proclamarla "accoglienza senza limiti",  facendo passare tutto questo per "misericordia". Da   vecchio  "conservatore",  ha  visto usurpare il nome e il concetto dagli ex trotzkisti americani, definitisi "neocon", ossia neoconservatori, e compiere sovversioni dall'Ucraina alla Siria ed oltre,  e cercare di distruggere ogni valore di destra e chi lo incarna, come Putin.

E' un'epoca dove dominano le  contraffazioni in ogni campo, di mascherature e di camuffamenti  dovunque.  In questo politica  "populismo" diventa  "l'anatema da scagliare contro ogni forma di opposizione al pensiero unico liberal liberista".  Sovranismo,  per accreditare cioè l'associazione automatica fra ogni posizione politica che rivendichi la riconquista della sovranità nazionale e l'uscita dall'Unione europea –   e i nazionalismi di destra"  (Formenti).  Marxisti che siano allo stesso tempo sovranisti, sono in grado di dimostrare e argomentare che  il recupero della sovranità non è una patologia "identitaria" pulsionale  parafascista, ma una necessità  democratica e dello stato di diritto.  Quindi l'esilio  tv.

La contraffazione universale sembra essere  la  necessità conseguente all'usurpazione  generale del potere legittimo, in ogni campo, da parte di poteri indebiti, che si reggono sulla menzogna.

Paolo Becchi risponde con "Italia Sovrana"

Lo dico  perché mentre compulsavo "Sovranismo  o Barbarie"  dei marxisti e veri ed esiliati, mi è giunto "Italia Sovrana" di Paolo Becchi, considerato per un po'  l'ideologo del Movimento5 Stelle, oggi passato a commentatore di Libero e    sostenitore del governo del cambiamento. Il titolo: "Italia Sovrana", sottotitolo "è ora che nasca uno stato sovrano che difenda gli italiani conto lo strapotere dell'Unione Europea, il ricatto dei mercati, il globalismo  che cancella l'identità dei popoli".

Anche Becchi, docente di filosofia del diritto, mette il dito sulla grande contraffazione in cui viviamo  e di cui dobbiamo liberarci, perché è il segno dell'usupazione.

"Il globalista per sua essenza è trans: transnazionale e  transessuale, è gender, per lui uomini e donne sono costruzioni sociali".

Ciò perché "la categoria dei globalisti è quella del desiderio: desiderio di ricchezza, di figli in provetta, di uteri in affitto e matrimoni gay – Al centro, sempre l'individuo astratto, come macchina desiderante e desiderio meccanizzato".

E qui l'immortale sintesi del professor Becchi, che  da solo vale, con un tratto di pennello , il ritratto dell'Usurpatore collettivo:
"Desiderio di fottere, desiderio di fotterti".

"Il desiderio è essenzialmente un prodotto della logica del capitale, che lo induce".

A questo, Becchi oppone il "bisogno: bisogno di poter svolgere un lavoro dignitoso e non marcire in un call center, di avere la possibilità di curarsi, di avere una retribuzione che consenta una vita dignitosa per sé  e la propria famiglia".

Ora, appunto, l'impero  del Desiderio trans-nazionale e trans-gender  soddisfa i desideri, ma nega la soddisfazione ai bisogni. "Povertà diffusa, crescente. Disagio sociale. Morte eutanasica". E' la contraffazione suprema,  la finale Usurpazione della verità dell'uomo. Per cui "il sovranismo deve diventare non solo rivendicazione di identita culturale, nazionale, ma strumento per la soddisfazione dei bisogni della gente", la rivendicazione politica dei bisogni negati dal potere usupatore. A me sembra che i marxisti veri ed esiliati potrebbero esser d'accordo.

https://www.maurizioblondet.it/sovranita-o-barbarie-detto-dalla-sinistra-vera-in-esilio/
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johann


La vera sinistra?!
Allora abbiamo 2 marxisti che dicono che dal "socialismo o barbarie" si dovrebbe passare al "sovranismo o barbarie"
accidenti si penserà'   se lo dicono anche loro dovrà essere addirittura giusto
ed ecco sottotraccia, bello che servito il depistaggio ideologico, no dico spero di non essere il solo a pensare
"da che pulpito!!?


marxismo e la sinistra (fino a quella attuale) e stato un binomio consequenziale senza soluzione di continuita'   capisco che oggi tutto debba essere relativizzato ma per il rispetto che si deve a un minimo di onesta intellettuale proprio "non esiste" che si scinda il fomentatore e l'iniziatore di tutto e cioè  marxs dal crepuscolo spero mortale della sua "creatura" ideologica


Se ai suddetti marxisti schifa la piega della sinistra attuale che per sopravvivere al proprio stesso fallimento si e praticamente prostituita a quasi tutte le istanze politiche dell'arco costituzionale,  cosi che ci toccava vedere il pd (che raccoglieva la quasi totalità della base intellettuale e elettorale "rossa") salire in cattedra per dare lezioni di capitalismo finanza e mercato dopo magari aver reso omaggio a gramsci,   ebbene recriminassero un po con se stessi

magari fuori tempo massimo e' con un po' di salutare autocritica potrebbero farci il piacere di scrivere il proprio epitaffio ideologico a oggi credo che questo sia tutto quello che gli si possa concedere anche alla luce del passato criminale della loro "SVASTICA" con la falce e martello


lo stesso marx non merita altro che di essere dimenticato ho letto da qualche parte che una volta ammise candidamente che una delle sua teorie più "seguite" <materialismo storico> non era veritiera anzi era stata "buttata la" al solo scopo di togliere prestigio alle autorità  tradizionali da abbattere e a darlo ai poteri sovversivi da imporre.... si dirà ! potere della ideologia    e dico io... miseria delle masse che anche su questo si sono scannate per anni, quanti morti per niente!.

Dice mons.sheen: sia la chiesa quanto il marxismo sostengono l'esaltazione del povero la detronizzazione del potente a
sostegno del debole e diseredato ma differiscono nel modo:
per la chiesa la comunione dei beni compiuta per la prosperità del povero e ispirata a un intimo senso di carità' che ci fa
amare il prossimo e DIO
per marxs invece L'ESPROPRIAZIONE serve a liberare la società da tutte le remore che lainducono a disprezzare un cambiamento o una rivoluzione basata sull'odio visto che questo e propedeutico al passaggio dei
beni...  in modo VIOLENTO... e per confisca dalle tasche degli uni verso quelle degli altri al punto che invece di parlare di
ricchezza sarebbe meglio parlare di bottino


Nella propria autoreferenziale "ascensione" sono talmente ciechi e arroganti che pensano di poter recitare tutte le parti in
commedia: giudici terzi che giudicano se stessi alla sbarra    mentre noi .... A noi non ci resta che stare qui a sorbirci con indulgenza tutte le sue convulsioni trasformiste senza la speranza che nessuno abbia l'onesta intellettuale a più di un secolo di distanza di tracciare finalmente una riga e di fare un po' di consuntivo e bilancio storico di cosa ci e' costata questa ideologia


E patetico vedere il grado di trasformismo opportunista che la sinistra mette in campo pur di continuare a stare "nel giro"
nonostante le stampelle anzi l'esoscheltro di tutti i media a lei asserviti, direi che non se ne può più di piroette e metamorfosi camaleontiche: dall'ora "zero" dell'immediato dopoguerra, ai "compagni (terroristi) che sbagliano" dalle commistioni contro natura come i "cattocomunisti" al collateralismo strisciante con mosca (dossier mitrokin) dalle boldrinate femministe al progressismo in salsa liberal attuale, ci mancava solo quest'ultima "tripla capriola carpiata all'indietro" che vorrebbe far passare il concetto che tutte le ultime "prostituzioni" della sinistra con il capitale con la finanza con i poteri forti ecc. e buon ultimo con gli estremisti del "decostruttivismo nichilista felice" siano devianze più o meno veniali rispetto alla "purezza" marxista primigenia che in quanto "tradita" dovrebbe essere addirittura riscoperta
Ma ci si faccia il piacere!?
Direi che sinistra e proprio femmina  sbarazzina e volubile
tutta questa indulgenza mi ricorda proprio le donne per come sono, e per come chissà perché' si conviene siano trattate,


Quanto alle questioni economiche Questo paese (l'italia) dal dopoguerra a oggi può annoverare un solo periodo realmente positivo quasi "magico" mi riferisco agli anni 60, gli anni del cosiddetto miracolo economico anni per i quali un po' troppi ne rivendicano la paternità' compresi molti ex comunisti che dimenticano e vorrebbero far dimenticare che in quegli anni militavano per un ideale di paese che fosse accentratore, statalista, illiberale, antinazionale in una sola parola comunista.


Il boom economico non va ricercato tanto nelle ricette economiche di questo o quel economista, per produrlo e stato
sufficiente far spirare nel paese "aria" di liberismo all'americana
Quando si lancia chiaro il messaggio della LIBERTÀ di fare, di essere imprenditori di se stessi, vai a stimolare il meglio dalle
persone, una cosa che e stata capace di "forgiare" da zero un'intera generazione di imprenditori (la stragrande
maggioranza del patrimonio industriale italiano era (sic) nata allora) da un substrato umano di artigiani e agricoltori


A far la differenza e sempre la mentalità propositiva che si riesce a suscitare piuttosto che le algide ricette economiche 
cosi che  (sinistra a parte):


-la gente di quell'Italia si dava da fare più per CREARE lavoro che per cercare lavoro,
-non ci si ingegnava a investire i propri risparmi nel mare della speculazione finanziaria, ma per farsi un proprio capitale
concreto (nel senso di sensibile)
-entro certi limiti non consideravano le disuguaglianze come ingiustizie sociali da livellare al ribasso ma come stimolo e
sprono a fare di più al rialzo
-non consideravano la ricchezza come dato finito per cui se c'e' qualcuno che ne ha troppa qualcun altro ne e privato, ma il giusto premio e riconoscimento commisurato al proprio lavoro, se tutti si impegnassero in questo senso la ricchezza sarebbe semplicemente infinita
-gente che non pensava che la ricchezza dovesse essere ridistribuita ma piuttosto ad essere ridistribuita dovesse essere la FATICA di farla
-Gente più incline a mettersi in gioco e trovare più appagante lavorare e impegnarsi nella prima linea del mercato piuttosto che imboscarsi nelle "retrovie" dell'impiego statale
-gente patriottica orgogliosa del "made in italy" che pensava che le nostre capacita' industriali fossero parte fondamentale della "reputazione" dell'italia rispetto al resto del mondo 
-Gente "maschia" molto concreta forgiata sul pragmatismo della realtà nuda e cruda ricettiva alle "sfide" della vita, che tuttavia conservava ancora quel rimasuglio di etica cristiana nella condotta individuale che senza tanti statuti deontologie leggi normative e burocrazia varia affidava alla propria "parola" il sigillo della propria onesta' personale
dov'e' finita quell'italia??
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

"Vera" (nel senso di "autentica") non significa "giusta": il PD ha sposato i disvalori della finanza globale, che del resto è una sorta di capital-socialismo. Una sinistra sovranista sarebbe meno nociva e forse più utile, visto che per il momento resiste uno zoccolo duro di questa residuale ideologia.
Ma sono convinto che tra non molto tempo, il marxismo sarà relegato nella soffitta della Storia, perché verrà a mancare la suggestione dei suoi fondamenti ideologici:
1. L'ateismo: secondo McLuhan, la nostra epoca sarà la più religiosa mai esistita. Ed è già così, le ideologie sono scomparse mentre le religioni sono all'onore della cronaca. A parte la Cinae pochi altri, i regimi comunisti sono quasi scomparsi.
2. La lotta di classe: non ci sono più vere classi sociali, salvo una esigua minoranza di super-ricchi.
3. Il controllo dei mezzi di produzione: irrilevante nella società dell'informazione.
4. Il collettivismo: esiste già da un secolo con lo Stato sociale, e servizi collettivi (trasporti, elettricità, voli di linea, Internet) che nessuna ricchezza privata può permettersi.

QUINDI: il marxismo ha esaurito la sua carica ideologica, non fa più presa sulla gente come il socialismo di De Amicis e senza clamori scomparirà presto dalla scena, riassorbito nella mentalità ecologista o liquefatto nella cultura marginale dei centri sociali, residui terminali della vieta ideologia sessantottina.
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johann

Questi non si lasceranno archiviare tanto facilmente!
Quello che temo e sono sicuro avverrà e che il nuovo millennio passata la fase del confronto/scontro di ideologie ben definite lascera il posto  a quel lascivo atteggiamento culturale (tipico dei perdenti) tutto propenso a "contaminare" di se stessi gli avversari, nella prospettiva niente affatto lontana di un mondo nel quale non si riuscira più a catalogare niente.
già la chiesa stessa che oggi potrebbe celebrare il funerale dell'arci nemica sinistra (più o meno vera più o meno classica più o meno marxista) si ritrova a essere essa stessa in parte espressione di quella cultura,  ugualmente l'arci nemica destra liberale (che in italia non e mai esistita) negli stati uniti con i democratici viene servita solo se "corretta" da istanze socialiste, nella cina a cuba e in tutti i rimasugli dittatoriali comunisti si cerca di fare la stessa cosa ma al contrario:  per mitigare l'insostenibilita dei propri regimi assolutistici si implementano alcune  riforme diciamo "liberali" ma solo per procastinare il proprio potere
Stiamo andando incontro a un mondo nel quale non ci saranno più discrimini storici come l'89 ipocritamente chiamato "caduta del muro" ma che fu in realta' l'implosione del comunismo, cio che si persegue e che non ci siano più vincitori o vinti, niente più torto o ragione, niente più giusto o sbagliato ma una melassa indiferenziata nella quale ogni identita si perdera' e non avra più senso battersi per niente
Muoia sansone e i filistei, nel suo infinito crepuscolo la sinistra ci sta preparando QUESTO epilogo.   
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

Come sappiamo la sinistra è incistata nei gangli del potere, ma senza il sostegno dell'ideologia si archivierà da sola. Come un popolo non sopravvive alla perdita della sua fede, così una nomenklatura non sopravvive allo scacco della sua ideologia.

E saranno proprio i musulmani a riportare alla realtà, burocrazie perse nelle inani strategie che hai con precisione descritto.
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