Garante pro gay: bisogna abolire il padre nei documenti

Aperto da Finnegan, 17 Novembre 2018, 06:27:44 PM

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Finnegan

Ecco come quelli che qualcuno ha definito "indispensabili" alla difesa dei nostri diritti tutelano la paternità. Se qualcuno sa di qualche sito maschile che NON TACE questa notizia si faccia avanti:

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johann


<Diritti> parola magica o parola "talismano" come avrebbe detto plinio correa de oliveira, una parola censorea capace di tappare la bocca a tutti, una parola lapidaria nel senso che dopo "non c'e' ne per nessuno", una parola che oggi assurge a sommo precetto laico per tutte quelle "agenzie" o lobby ideologico/politiche progressiste che scorrazzano indisturbate nella testa di mezzo occidente
Oggi come oggi in società' come la nostra sazia di diritti acquisiti spesso anche a sproposito (quanti privilegi sono stati acquisiti come diritti?) continuare nell'apologetica ad esempio dei diritti civili (omosessuali immigrati donne lgbt ecc) e funzionale a VERE istanze oppure siamo davanti a rivendicazioni  formali che mascherano pretese opportuniste basate su assunti "pompati" o adirittura artificiosi?
Insomma abbiamo passato il "giro di boa"?, dalla effettiva necessita' delle cose al pretestuoso superfluo?
In generale     Secondo me      SI


Rispetto all'assunto che, non esistono diritti se non accompagnati da DOVERI Il prof. De mattei fa notare un dettaglio non da poco,: 
gli omosessuali, cosi come le donne godono di tutto il complesso dei diritti scritti nella costituzione legati al fatto di essere "esseri umani",  non esistono,  ne devono esistere, diritti per il solo fatto di essere tali (omosessuali o donne)
Esistono i diritti dei lavoratori perché contraggono doveri nel lavoro che fanno, esistono i diritti delle madri perche ci sono i doveri delle madri, e lo stesso per i padri, ma non esistono ne in astratto ne in concreto doveri e quindi diritti legati allo status femminile o omosessuale.


Senso del Dovere! questo sconosciuto, mi sa che in piena dittatura relativista assieme alla famiglia, ai maschi, alla chiesa, ecc si ritrova anch'esso dalla parte sbagliata del "mirino" del fondamentalismo progressista e in quanto tale e' a rischio di svuotamento di significato    e questo non da oggi:
La secolarizzazione relativista infatti consiste proprio in una progressiva erosione del SENSO delle cose:
dal senso delle parole a quello della famiglia, dal senso della vita, a quello del mondo naturale
Come siamo arrivati tanto in basso?
Urge un passo indietro:


Fino alla riforma protestante per l'umanesimo cristiano la natura dell'uomo ERA ed E' quella di un essere razionale che attraverso la RAGIONE conosce la sua legge primaria, ovvero il fine a cui la sua natura tende, la legge naturale dell'uomo E' una legge RAZIONALE e seguirla significa seguire la ragione e NON i propri istinti.
Agire secondo ragione significa uniformare il proprio comportamento a una legge che ci precede e allo stesso tempo E' impressa nella nostra natura più profonda, solo nella sua piena consapevolezza noi realizziamo compiutamente noi stessi
Da questo assunto si e sviluppata una vera e propria civiltà' fondata sull'umanesimo cristiano le cui tradizioni sono custodite dalla chiesa cattolica, La stessa parola tradizione sottende un dato di  ragionevolezza che non e' altro che la presa d'atto di come le cose stanno esattamente come stanno,...da sempre, mentre la morale e un semplice adeguamento delle regole della persona alla realtà' OGGETTIVA
Pertanto gli unici diritti dell'uomo sono quelli naturali cosi chiamati perché scaturiscono dalla stessa natura umana e sono perciò' comuni a tutti gli uomini in ogni tempo e luogo


Poi arriva lutero e si inverte tutto:
il primato del soggetto sull'oggetto, della coscienza sulla verità' della necessita sulla volontà'
Lutero nega la legge naturale intesa come istanza superiore e cosi facendo spalanca le porte a un razionalismo autocefalo, che genera: laicismo, individualismo, edonismo, dal modernismo ideologico, all'intellettualismo teologico, dall'inestetismo artistico all'esoterismo fino alla concezione assolutistica e autoritaria del potere in ambito politico e economico.
Per lui l'uomo e inguaribilmente corrotto e cattivo occorre un potere politico che lo sovrasti e che sia il più coercitivo possibile e che non riconosca alcuna legge che lo preceda 
Il protestantesimo e' diventato cosi la prima radice del liberalismo dove E' la libertà' che giudica la verità' e dove l'opinare diviene criterio di tutto
ecco come si e' spianata la strada alla successiva rivoluzione francese e alla nascita del cosiddetto "positivismo moderno"


comunque, di male in peggio siamo arrivati fino a noi; nel 68, in pieno delirio protestatario nasce il "Soggettivismo"
l'uomo inteso come PERSONA composta di corpo e anima, inscritta nell'ordine e nel diritto naturale portatrice di dignità' intrinseca non e' più' tale ma diventa un "soggetto libero" nel senso di liberato dal giogo delle responsabilità' anche verso se stesso, e in quanto tale esso si riduce a "stimoli" "pulsioni" "istinti" e "bisogni" il cui soddisfacimento diviene semplicemente un DIRITTO
questo a sua volta si innesta nello sbracato e assurdo concetto dell'ugualitarismo tout court  inteso come coercizione ideologica (anche violenta),  volta a equiparare tutto, nell'assunto folle che tutte le differenze siano mere ingiustizie da sanare
(Ricordiamo la formula di radbruch: laddove la norma leda il principio di uguaglianza che e' il fondamento di tutta la giustizia, deve essere disapplicata dal giudice perché' non e' più' diritto)


Ecco quindi gli ingredienti della caustica ricetta sociale che ci dobbiamo sorbire oggigiorno:
il "mistificato" egualitarismo odierno viene evocato in chiave estortiva dall'uso sapiente dell'antilingua: no discriminazione tolleranza inclusione integrazione ecc in questo modo si riesce a "ricattare" il corpo sociale mettendolo in una falsa condizione di "obbligo morale"
ecco come secondo me, esigue minoranze (omosessuali femministe) possono condizionare pesantemente la maggioranza per strappare diritti (svincolati da doveri) apparentemente per se stessi ma in prospettiva per piegare ai loro diktat ideologici l'intera società


documentato da radici cristiane
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

Una cosa apparentemente inspiegabile è la tenace adesione delle donne a questa ideologia, al punto che il loro vocabolario abbonda molti più degli uomini di parole come "apertura, tollerenza, accoglienza, dialogo" che oggi designano prassi competamente opposte al loro significato.
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