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Sommario della discussione

Inserito da Finnegan
 - 10 Ottobre 2019, 10:12:38 AM
Citazione di: Padano74 il 10 Ottobre 2019, 06:45:34 AM
Dell'Europa, invece, non ve ne frega nulla, vero?

E' ciò che vado sostenendo da anni: l'identità italiana è inconciliabile con l'europeismo.
Ma di quale Europa parliamo, di quella delle patrie o della tecnofinanza a trazione franco-tedesca che ha concepito l'Euro in modo da distruggere l'industria del Nord?
Il 25% delle attività produttive cancellate, imprenditori che si suicidano in massa, 250000 giovani qualificati emigrati, scarico in Italia di immigrati (anche carcerati) di ex colonie francesi... sono i numeri di una guerra. E vuoi ancora gettarti nelle braccia di questi qua?

Il generale De Gaulle bollò l'Europa come "un potere sovrannazionale, reclutato per cooptazione, senza base democratica né responsabilità democratica: qualcosa di simile a una sinarchia".

"Sono al lavoro i sinarchisti che sognano un impero multinazionale", gridò, "Essi hanno concepito nell'ombra, negoziato nell'oscurità, firmato in segreto... a creare un governo apatride su misura della tecnocrazia. Un mostro artificiale, un robot, una creatura di Frankenstein". E non si limitò a gridare: scese in campo contro il fiduciario dei cartelli e dei poteri finanziari che stava attuando il progetto, contro l'uomo che chiamava "l'Ispiratore". Contro Jean Monnet. Fu un duello impari: De Gaulle in nome dei popoli (che ignoravano e ancora ignorano quanto gli devono), Monnet per conto delle oligarchie transnazionali, perfettamente consapevoli della posta in gioco, e fornite di mezzi illimitati.

Frantumare gli stati fa parte di un programma finanziario. Michel Albert è un grand commis della politica sovrannazionale. Ex commissario francese al Piano (il posto che fu di Jean Monnet nel dopoguerra), è stato presidente delle Assurances Générales de France, una delle grandi entità finanziarie che hanno promosso il Mercato Unico Europeo. Nel 1989, Albert ha pubblicato un saggio, subito tradotto in Italia dall'editrice Il Mulino con il titolo: Crisi, Disastro, Miracolo. Il libro contiene una prognosi sulla fine degli Stati nazionali che rivela un'analisi sicuramente elaborata negli uffici-studi della Trilaterale, e un progetto di ingegneria sociale.

Oggi, dice Michel Albert, siamo entrati in una fase nuova. Nell'economia "smaterializzata", in un "universo sofisticato di tecniche avanzate, di scambi liberati, di alti livelli di vita". A questa nuova economia, dominata dai servizi e dalla finanza, "vanno strette le frontiere nazionali, che sono ormai solo interruzioni di flusso".

Converrà notare il carattere di questa dottrina dello Stato supercapitalista: essa è di tipo materialista storico. Per essa, la forma politica non è che una marxiana "sovrastruttura", un prodotto secondario dell'economia; la quale è la sola realtà primaria, la sola "struttura" del reale. Ne conclude Albin Michel che lo Stato nazionale va "superato" per far posto a istituzioni meno soffocanti per la finanza mondiale. "Riscopriamo un'incompatibilità di fondo tra la logica dello Stato nazionale e quella della società mercantile". Perciò "a poco a poco ci si accorgerà che gli Stati non possono fare a meno di un ordine superiore al loro". Per esempio, che "non ci sarà crescita equilibrata per l'economia mondiale senza una moneta mondiale" (p.170-179). Ma naturalmente, Michel Albert e i suoi co-ispiratori sanno che gli Stati-nazione opporranno una resistenza al loro superamento verso il nuovo ordine sovrannazionale. Conclusione: "L'Europa '92 lancia il Mercato Unico all'assalto degli Stati nazionali. Li smantellerà". Come? Con "l'anarchia che risulterà" da "un mercato libero e senza frontiere in una società plurinazionale che non riesce a prendere decisioni comuni". A questo "disastro" pianificato, l'oligarchia spera seguirà il "miracolo": gli Stati nazionali devastati invocheranno "una moneta comune, una Banca centrale europea e un bilancio comunitario".

Ma l'oligarchia ha elaborato a questo scopo, meno visibile, un altro progetto: la frantumazione degli Stati nazionali in più piccole entità regionali e autonome. Nell'idea di "federalismo europeo" cara a Delors e ai suoi eurocrati, è compreso infatti il "regionalismo". Nella loro visione gli autonomismi minimi, i particolarismi, sono visti come i benefici antagonisti dello Stato nazionale, naturali alleati dell'oligarchia finanziaria nel "superamento" delle sovranità nazionali. "L'idea del regionalismo e quella del federalismo coincidono", ha dichiarato nell'88 Alexandre Marc, collaboratore di Denis de Rougemont, uno degli ispiratori del federalismo europeo2. La stessa idea cova in una fondazione "culturale" nata nel 1982 con capitali americani: l'Inter-Action Council of World Leaders, presieduta da Helmut Schmidt (e di cui ha fatto parte, con Valéry Giscard d'Estaing, Giulio Andreotti), nonché co-fondatrice del "Club di Roma". Tra i motivi che questa associazione propaganda - ecologismo, riduzione delle nascite, promozione di un "mondo multipolare" – il regionalismo in un quadro sovrannazionale è primario.

La simpatia per i separatismi e gli autonomismi anche violenti, benché ravvivata nei circoli internazionalisti dalla prospettiva del Mercato Unico (e ci si può chiedere quanto questa simpatia sia anche "operativa " in appoggio alle azioni del terrorismo basco o irlandese) ha salde radici nel passato. Varrà la pena ricordare che l'OSS (la futura Cia) di Allen Dulles finanziò e incoraggiò il Movimento Indipendentista Siciliano di Finocchiaro Aprile. Che nei programmi del Partito d'Azione, longa manus in Italia del liberalismo americano, c'era la divisione dell'Italia in regioni, e la "regionalizzazione" fu uno dei motivi principali dell'azionista Ugo La Malfa, l'italiano più stimato dall'oligarchia anglo-americana. Un altro fondatore del Partito d'Azione, Emilio Lussu, fu anche eminente figura del separatismo sardo.


Nel 1977, a Monaco di Baviera, è stata fondata un'altra associazione "culturale" promotrice: l'Internationales Institut fuer Nationalitatenrcht un Regionalismus, in sigla Intereg. Già nell'atto di fondazione questo gruppo ha dichiarato di voler coniugare il sub-nazionalismo regionalistico con il disegno sovrannazionale di un'Europa federale.

Contribuiscono a Regional Contact, oltre all'Intereg, altre associazioni localistiche (Euregio, Ufficio Europeo per le lingue minori, Associazione delle regioni europee di confine). La rivista è stampata dal Danske Selskab ("Istituto Danese") che nel 1978 organizzò a Copenhagen un convegno su "Europa delle Regioni": vi furono invitati anche dei separatisti in odore di terrorismo, come il corso Edmond Simeoni.

Regional Contact ha recensito un vecchio libro dell'austriaco Leopold Kor, Spezzare le Nazioni (edito nel 1957 e ristampato nell"87) con queste parole: "una o più unità politiche sono diventate troppo grandi e potenti" e da ciò nascerebbero i problemi mondiali. "Il rimedio è dividere le grandi nazioni in più piccole e innocue parti". Per esempio, "in Europa si dovrebbero abolire le esistenti nazioni per ridare vita ai piccoli principati di Burgundia, Piccardia, Navarra, Alsazia, Lorena, Saar, Savoia, Lombardia, Napoli, Venezia, gli Stati Pontifici, la Bavaria, il Baden, il Galles, la Scozia, la Cornovaglia, l'Aragona, la Catalogna, la Castiglia, la Galizia...".

Vale la pena di notare che queste non sono innocue utopie di qualche sognatore particolarista. Il trilateralista Giscard d'Estaing, nell'ambito di una preparazione al Mercato Unico, ha proposto alla fine de gli anni '80 l'abolizione dei vecchi dipartimenti di Francia - strumenti amministrativi dello Stato napoleonico accentrato - per tornare a una divisione del territori fondata sulle antiche regioni: Savoia, Alsazia, Piccardia... Nell"88, Bruxelles si dava uno statuto autonomo come futura capitale dell'Europa Unita federale (qualcuno, da qualche parte, l'aveva già deciso) e intanto il Belgio si dava un assetto federale dividendosi nelle due aree, vallona e fiamminga, diventate autonome. Nell"86 la fondazione Cini, presieduta dall'ex azionista e repubblicano Bruno Visentini, organizzava una grande manifestazione, "Europa Genti", con il dichiarato scopo di mettere a nudo "le radici etniche e regionali del nostro continente dallAtlantico agli Urali, dal Mare del Nord al Mediterraneo". La Fondazione Cini sembra essersi data il compito di coltivare ed elaborare culturalmente verso esiti innocui fermenti regionalistici. Nell"88, ha sponsorizzato ancora un convegno sull'Associazione Alpe Adria, con l'idea di una pacifica integrazione di Tirolo, Veneto, Friuli, Slovenia, Croazia.


Inserito da Padano74
 - 10 Ottobre 2019, 09:37:12 AM
Io invece mi sento prima Europeo, poi Piemontese.
Purtroppo sono anche cittadino Italiano.
Inserito da Serenissimo
 - 10 Ottobre 2019, 09:32:32 AM
Citazione di: Padano74 il 10 Ottobre 2019, 06:45:34 AM
Dell'Europa, invece, non ve ne frega nulla, vero?

E' ciò che vado sostenendo da anni: l'identità italiana è inconciliabile con l'europeismo.

Io sono per l'europa dei popoli e un'unione che consiste solo in una collaborazione reciproca .

Molti liberisti sono europeisti , ignorando che l'UE è il prodotto finale del peggior statalismo estremo mai concepito, dopo i regimi dittatoriali comunisti .
Inserito da Padano74
 - 10 Ottobre 2019, 06:45:34 AM
Dell'Europa, invece, non ve ne frega nulla, vero?

E' ciò che vado sostenendo da anni: l'identità italiana è inconciliabile con l'europeismo.
Inserito da Finnegan
 -  9 Ottobre 2019, 08:58:24 PM
Citazione di: Padano74 il  9 Ottobre 2019, 02:12:40 PM
Tutto questo per 100 mld di residuo fiscale ogni anno? Oh, boy...
L'Italia non è solo questione di residuo fiscale!
Citazione di: Serenissimo il  9 Ottobre 2019, 08:15:03 PM
Citazione di: Padano74 il  9 Ottobre 2019, 02:12:40 PM
Tutto questo per 100 mld di residuo fiscale ogni anno? Oh, boy...

Questo è vero, ciò non toglie però che finire da un padrone (roma) all'altro (già sappiamo chi) non giova a nessuno, ed è questo quello che non vogliono capire alcuni indipendentisti , convinti che basta avere la ricchezza per comandare (sottovalutano enormemente il potere finanziario speculativo ed il potere politico strategico , confermando ciò che dice Maurizio Blondet, che di certo non ha simpatie filo meridionali : la lombardia non ha mai avuto voglia di comandare) .

Faccio presente ( e mi conosci abbastanza) che io sono tutt'altro che meridionalista, anzi critico e condanno fortemente gli sprechi, l'inadeguatezza dirigenziale del sud e la burocrazia che oltre a strozzare i meridionali da anni costano anche residuo fiscale al nord , come dici . MA queste cose non sono io a dirle, ma molti lombardi che io chiamerei "fuori dal coro" , e non è solo blondet .

Preferisco lottare per cambiare il sistema italia e dare un federalismo che sia giusto ed equo sia per il nord che per il sud che per il centro . A chi dice che questo è impossibile rispondo , fosse anche 1 sola possibilità su 1000...
:clapping:
Inserito da Serenissimo
 -  9 Ottobre 2019, 08:15:03 PM
Citazione di: Padano74 il  9 Ottobre 2019, 02:12:40 PM
Tutto questo per 100 mld di residuo fiscale ogni anno? Oh, boy...

Questo è vero, ciò non toglie però che finire da un padrone (roma) all'altro (già sappiamo chi) non giova a nessuno, ed è questo quello che non vogliono capire alcuni indipendentisti , convinti che basta avere la ricchezza per comandare (sottovalutano enormemente il potere finanziario speculativo ed il potere politico strategico , confermando ciò che dice Maurizio Blondet, che di certo non ha simpatie filo meridionali : la lombardia non ha mai avuto voglia di comandare) .

Faccio presente ( e mi conosci abbastanza) che io sono tutt'altro che meridionalista, anzi critico e condanno fortemente gli sprechi, l'inadeguatezza dirigenziale del sud e la burocrazia che oltre a strozzare i meridionali da anni costano anche residuo fiscale al nord , come dici . MA queste cose non sono io a dirle, ma molti lombardi che io chiamerei "fuori dal coro" , e non è solo blondet .

Preferisco lottare per cambiare il sistema italia e dare un federalismo che sia giusto ed equo sia per il nord che per il sud che per il centro . A chi dice che questo è impossibile rispondo , fosse anche 1 sola possibilità su 1000...
Inserito da Padano74
 -  9 Ottobre 2019, 02:12:40 PM
Tutto questo per 100 mld di residuo fiscale ogni anno? Oh, boy...
Inserito da Finnegan
 -  9 Ottobre 2019, 01:52:50 PM
A parte mafia e spreco di risorse (non paragonabili però ai danni dell'Euro franco-tedesco) ha portato anche:
- Forza lavoro anche qualificata NON straniera
- Forza territoriale e demografica che hanno permesso di creare un Paese sufficientemente forte nei confronti di poteri stranieri e sufficentemente in grado di costruire realtà industriali importanti (Fiat, Fincantieri, Eni, Enel ecc.) IMPENSABILI in una piccola nazione regionale come Serbia o Kosovo
- Politici e industriali di alto livello che, pur con i loro difetti, hanno fatto grande il Paese e il Nord: Craxi (siciliano), che ha allargato la sfera d'influenza italiana in tutto il Mediterraneo, impedito la creazione di basi militari straniere e reso l'Italia la quarta potenza economica diminuendo il divario tra ricchi e poveri; Moro (pugliese), che ha portato la pace nello scacchiere mediterraneo e mediorientale, varato politiche sociali importanti e dato un peso notevole al Paese in politica estera; soprattutto Mattei (marchigiano) che con un Paese in ginocchio e gli industriali del Nord asserviti allo straniero, assicurò la ripresa economica della nazione creando dal nulla un'industria energetica indipendente, ed estendendo l'influenza italiana in tutto il mondo.
Purtroppo nessun politico del Nord è stato mai capace di far questo, da Giolitti a Parri asserviti (come al solito) a entità estere, per non parlare di Bossi e suo figlio "Trota", i quali (come al solito) andarono col cappello in mano dalla banca francese Lazard a perorare la causa della secessione, e per fortuna non li convinsero altrimenti il Nord sarebbe una colonia come la Corsica e il Principato di Monaco.
Inserito da Padano74
 -  9 Ottobre 2019, 12:41:10 PM
Citazione di: Finnegan il  9 Ottobre 2019, 12:30:05 PM
Non ho capito. Vuoi dire che secondo te la Padania o il Lombardo-Veneto sarebbe capace di tener testa al blocco franco-tedesco? E che dopo aver distrutto con Euro e trattati il 25% della capacità produttiva del Nord :doh: sarebbero lieti di avere un concorrente nel settore auto, armamenti, alta tecnologia? :dash2:
La capacità produttiva del nord è stata distrutta dalla perdita di competitività del sistema produttivo padano, dovuta all'handicap di un prelievo fiscale superiore di oltre 100mld rispetto al "ritorno" della spesa pubblica.
Tale "mismatch" fiscale è scomponibile, grosso modo, in due componenti:
- 30mld di sovvenzione al sud
- 70mld di spesa per interessi sul debito; debito che, dal 1945, è stato accumulato essenzialmente per coprire l'eccedenza di spesa pubblica corrente al sud rispetto al suo gettito fiscale.

E' stato il Sud a far chiudere le industrie del Nord? Davvero?
Mai affermato questo.
Ma sinceramente, e lo dico senza astio o polemica, ma con profonda tristezza, cos'ha portato il sud al nord?
Inserito da Finnegan
 -  9 Ottobre 2019, 12:30:05 PM
Non ho capito. Vuoi dire che secondo te la Padania o il Lombardo-Veneto sarebbe capace di tener testa al blocco franco-tedesco? E che dopo aver distrutto con Euro e trattati il 25% della capacità produttiva del Nord :doh: sarebbero lieti di avere un concorrente nel settore auto, armamenti, alta tecnologia? :dash2:

E' stato il Sud a far chiudere le industrie del Nord? Davvero?
Inserito da Padano74
 -  9 Ottobre 2019, 11:48:51 AM
Citazione di: Finnegan il  8 Ottobre 2019, 05:15:03 PM
Purtroppo c'è anche chi anela alla secessione illudendosi di trattare coi tedeschi da pari a pari, senza immaginare che diventerà il loro sciuscià.

Dove si deve firmare?
Inserito da Finnegan
 -  8 Ottobre 2019, 05:15:03 PM
Purtroppo c'è anche chi anela alla secessione illudendosi di trattare coi tedeschi da pari a pari, senza immaginare che diventerà il loro sciuscià.
Inserito da Serenissimo
 -  8 Ottobre 2019, 05:04:24 PM
Citazione di: Finnegan il  8 Ottobre 2019, 12:25:29 PM
Illuminante trafiletto su quale sia la vera zavorra d'Italia:

"Gli italiani, che erano una grande potenza di produzione automobilistica, sono stati assolutamente distrutti dall'euro, come previsto dai tedeschi",

E mentre ci balocchiamo con i fascismi di 80 anni fa:
Boris Johnson: The EU wants a superstate, just as Hitler did

L 'Unione Europea sta perseguendo un obiettivo simile a Hitler nel tentativo di creare un potente superstato, afferma Boris Johnson.

In una drammatica intervista con il Telegraph, avverte che mentre i burocrati a Bruxelles usano "metodi diversi" dal dittatore nazista, condividono l'obiettivo di unificare l'Europa sotto un'unica "autorità".

Ma i fallimenti "disastrosi" dell'UE hanno alimentato le tensioni tra gli Stati membri e hanno permesso alla Germania di crescere al potere, "prendere il controllo" dell'economia italiana e "distruggere" la Grecia, avverte.

M R Johnson invoca  la  sfida di Winston Churchill ai tempi della guerra, esortando il popolo britannico di essere "eroi d'Europa" ancora una volta , impostare il paese libero e salvare l'Unione europea da se stessa votando a lasciare al referendum il prossimo mese.

Gli italiani, che erano una grande potenza di produzione automobilistica, sono stati assolutamente distrutti dall'euro, come previsto dai tedeschi", afferma Johnson.

Da girare a chi ancora vede la germania come "esempio virtuoso", specie gli indipendentisti del nord italia  . Una volta, forse. Adesso negli ospedali periferici mi riferiscono che ci sono delle "città stato" dove dentro il quartiere ci sono centri commerciali, asili, piscine e quant'altro serve per la vita comune, paradossalmente chi fa la vita migliore in germania è il personale sanitario che abita e lavora in periferia per questo motivo .

Tolto questo, hanno una grossa forbice fra poveri e ricchi e un'immigrazione delinquenziale peggiore delle peggiori periferie romane e di Castel Volturno. Hanno poco da vantare .
Inserito da Finnegan
 -  8 Ottobre 2019, 12:25:29 PM
Illuminante trafiletto su quale sia la vera zavorra d'Italia:

"Gli italiani, che erano una grande potenza di produzione automobilistica, sono stati assolutamente distrutti dall'euro, come previsto dai tedeschi",

E mentre ci balocchiamo con i fascismi di 80 anni fa:
Boris Johnson: The EU wants a superstate, just as Hitler did

L 'Unione Europea sta perseguendo un obiettivo simile a Hitler nel tentativo di creare un potente superstato, afferma Boris Johnson.

In una drammatica intervista con il Telegraph, avverte che mentre i burocrati a Bruxelles usano "metodi diversi" dal dittatore nazista, condividono l'obiettivo di unificare l'Europa sotto un'unica "autorità".

Ma i fallimenti "disastrosi" dell'UE hanno alimentato le tensioni tra gli Stati membri e hanno permesso alla Germania di crescere al potere, "prendere il controllo" dell'economia italiana e "distruggere" la Grecia, avverte.

M R Johnson invoca  la  sfida di Winston Churchill ai tempi della guerra, esortando il popolo britannico di essere "eroi d'Europa" ancora una volta , impostare il paese libero e salvare l'Unione europea da se stessa votando a lasciare al referendum il prossimo mese.

Gli italiani, che erano una grande potenza di produzione automobilistica, sono stati assolutamente distrutti dall'euro, come previsto dai tedeschi", afferma Johnson.