Aggiungi una risposta

Il seguente errore o i seguenti errori si sono verificati durante l'invio del messaggio:
Attenzione: non sono stati aggiunti messaggi in questa discussione negli ultimi 120 giorni.
A meno che tu non voglia realmente rispondere, prendi in considerazione l'idea di iniziare un nuova discussione.
Nota: questo messaggio verrà visualizzato solamente dopo essere stato approvato da un moderatore.
Allegati: (Rimuovi allegati)
Restrizioni: 2 per messaggio (2 rimanenti), dimensione massima totale 1 MB, dimensione massima individuale 1 MB
Deseleziona gli allegati che si vogliono rimuovere
Clicca o trascina qui i file per allegarli.
Allegati e altre opzioni
Verifica:
Lasciare vuota questa casella:
Digita le lettere visualizzate nell'immagine
Ascolta le lettere visualizzate / Carica una nuova immagine

Digita le lettere visualizzate nell'immagine:
Cognome del Presidente della Repubblica (minuscolo)?:
Scorciatoie: ALT+S invia msg / ALT+P anteprima

Sommario della discussione

Inserito da Finnegan
 - 13 Gennaio 2019, 10:18:35 PM
CitazioneGli spiegai che se nella fase CRUCIALE dell'infanzia un bambino si ritrova a crescere in un'ambiante nel quale la figura paterna si confonde o appare un surrogato malriuscito di quella materna INEVITABILMENTE riporterà' in futuro disturbi più o meno gravi rispetto alla riuscita (in senso compiuto) della propria personalità', spesso a cominciare dall'ambito sessuale

No!  tu esageri!!   Ma figurati se a quell'età se ne rendono conto,  se sanno distinguere!?    Via!!  Non c'e' niente di male!!

Proseguii, cercando di spiegargli che l'importanza del fattore innato e inversamente proporzionale al fattore dell'età, e che proprio nell'infanzia il dato "innato" e preminente rispetto a quello "acquisito", parlando della figura paterna, gli spiegai che il ruolo e la figura del padre non deve essere "scoperta" dal figlio, ma piuttosto "riconosciuta" come tale e quindi presa a modello per "coltivare" nel tempo le "basi" e le predisposizioni innate che qualsiasi neonato si posta in "dote" dalla nascita.
Stiamo Parliamo di meccanismi intimi alla natura umana che sono tanto importanti quanto sono delicati e che secondo me valgono più per i maschi che per le femmine
Avevo trascurato quest'aspetto nel discutere su vari spazi maschili, per i quali il mammo è la via maestra per la "parità" e i diritti degli uomini.
Inserito da johann
 - 13 Gennaio 2019, 09:39:07 PM
Questo topic mi fa tornare alla mente:
Qualche anno fa partecipai a un evento fieristico a bologna legato al settore metalmeccanico, (la ditta per la quale lavoravo)
caso volle che incontrassi un vecchio amico del quale avevo perso ogni traccia dai tempi della scuola (uno dei pochi che conosco con il quale vale la pena argomentare a fondo le proprie idee) Segue saluti e convenevoli di circostanza, poi al bar parlando di se mi disse che per effetto della crisi economica aveva perso da poco il suo lavoro e che ora nella mera sufficienza economica garantita dal lavoro statale della moglie, si stava quasi rassegnando a fare il "mammo" accudendo il suo figlioletto MASCHIO di pochi anni

Premettendo ogni rispetto per le sue scelte personali, e chiarendo di voler discutere solo in linea di principio, cercai di fargli capire che la sua prodigalità verso suo figlio nella veste impropria di "mammo" rischiava di risolversi in un drammatico disvalore educativo per la sana crescita del figlio, perche' come ampiamente dimostrato e' nell'imitazione dell'immagine idealizzata del proprio genitore che un piccolo (soprattutto se maschio) matura le basi della propria futura personalita' 
Gli spiegai che se nella fase CRUCIALE dell'infanzia un bambino si ritrova a crescere in un'ambiante nel quale la figura paterna si confonde o appare un surrogato malriuscito di quella materna INEVITABILMENTE riporterà' in futuro disturbi più o meno gravi rispetto alla riuscita (in senso compiuto) della propria personalità', spesso a cominciare dall'ambito sessuale

No!  tu esageri!!   Ma figurati se a quell'età se ne rendono conto,  se sanno distinguere!?    Via!!  Non c'e' niente di male!!

Proseguii, cercando di spiegargli che l'importanza del fattore innato e inversamente proporzionale al fattore dell'età, e che proprio nell'infanzia il dato "innato" e preminente rispetto a quello "acquisito", parlando della figura paterna, gli spiegai che il ruolo e la figura del padre non deve essere "scoperta" dal figlio, ma piuttosto "riconosciuta" come tale e quindi presa a modello per "coltivare" nel tempo le "basi" e le predisposizioni innate che qualsiasi neonato si posta in "dote" dalla nascita.
Stiamo Parliamo di meccanismi intimi alla natura umana che sono tanto importanti quanto sono delicati e che secondo me valgono più per i maschi che per le femmine
Aggiunsi poi che rispetto a questo, non sono certo questi ultimi 50 miserabili anni di smantellamento ideologico del vecchio ordine sociale e dei ruoli legati ai sessi che possono sopraffare e anullare d'incanto il "richiamo della foresta" (inscritto anche nel dna) rappresentato dal vissuto di milioni di anni nei quali  l'unica forma di "societa'" e' stata quella rappresentata dalla famiglia a sua volta basata sulla "naturale" complementarità dei ruoli tra i sessi 

Ma dai! oggi tutto e relativo!? noi maschi stessi in definiva non sappiamo più chi siamo e a cosa serviamo! (e vai! Con il "mantra" della sostanziale inutilità sessuale maschile bla bla bla) 

E invece secondo me e' qui che ti sbagli!    Guardati attorno! Dove siamo? Cosa vedi?
Come sarebbe dove siamo?!!   Siamo in una fiera!?

Ecco! Senza renderti conto Tu vedi le cose come le femmine! per te siamo dentro una manifestazione mercantile (anche se specializzata) da "vivere" con il classico spirito superficiale del "turista" di passaggio
io invece ci vedo un colossale "ring" dove va in scena il meglio del meglio della mascolininita e delle virtù maschili
Qui dentro TUTTO e MERITTAMENTE maschile e non solo rispetto agli umani partecipanti (90% maschi) ma soprattutto rispetto al "merito" dei prodotti esposti
Non e' questione di denaro e di nessuna ricetta economica e/o sociale, o combinati disposti di fattori storici più o meno casuali,  per giustificare tutto questo basta risalire alla natura maschile e soffermarci sul suo stato naturale che e' fatto in moltissima parte di antagonismo e di senso della sfida
Infatti cos'e' che VERAMENTE alimenta nella società la spinta all'innovazione e a fare sempre meglio se non lo spirito competitivo e concorrenziale dei maschi, credi forse che possa essere possibile concepire lo stesso progresso se fosse basato su un'umanità appiattita sull'indole passiva indolente e rinunciataria come quella femminile?
Quello che e' sicuro,  e ci puoi giurare!? e che "spettacoli" come questa fiera non sarebbero possibili 

Non conosco tua moglie ma, nel caso sia una femminista "in erba" o semplicemente "alla moda" e volesse imporre a tuo figlio un'educazione "unisex" "gender corretta" su "base" femminile fatti valere con un bel NO! a suon di soldatini camion, aerei, trattori, e fosse per me quintali di lego e meccano per imparare a costruirseli 
Inserito da Finnegan
 - 13 Gennaio 2019, 10:06:58 AM
Citazione di: Derry il 13 Gennaio 2019, 08:31:41 AM
Citazione di: Finnegan il 10 Gennaio 2019, 01:25:25 PM
Questo accade con le attuali modalità di selezione del mondo universitario. Senza contare che oggi, la maggioranza degli psicologi sono donne.
Scriveva Jane Jacobs che l'università non serve più a formare né a scegliere le persone più competenti, ma a selezionare mediocri che per definizione si adattano allo status quo.

Mi è capitato recentemente di assistere a sessioni di laurea in materie umanistiche, e devo dire che il livello medio mi è parso piuttosto bassino, ho l'impressione che la tua analisi sia esatta.
Ho conosciuto un paio di donne psicologo e, parlando del più e del meno, mi ha colpito il fatto che siano tanto sagge ed equilibrate sul piano teorico, ma ammutoliscano facilmente quando vengono improvvisamente messe di fronte alle tante contraddizioni e disastri della attuale società occidentale: semplicemente, non sanno come affrontare simili argomenti!
Le donne vengono corrotte con titoli ed onori inutili e distratte dalla loro vocazione principale. E' incredibile quanto queste lauree regalate siano determinanti per la loro autostima.
Gli psicologi vengono formati per negare qualsiasi fattore sociale e far ricadere ogni responsabilità sul singolo individuo, che è "normale" nella misura in cui è "felice" e adattato nella tecnoburocrazia di oggi.
I rari uomini che ho conosciuto che erano passati da psicoterapie erano come regrediti, avevano perso ogni virilità e personalità ed erano divenuti un coacervo di luoghi comuni femministi e politicamente corretti.
In tal senso sono illuminanti alcuni episodi. Il marito psicologo di una mia amica di lunga data definì la denuncia dei disastri della società moderna un "alibi", parola sintomatica che si usa per i criminali (politici).
Infine, mi capitò sul treno di sentire una conversazione nel posto accanto tra due strizzacervelli. Uno era una specie di supervisore regionale e parlava di "politica psichiatrica del territorio", vero e proprio indirizzo ideologico per i loro pazienti.
Inserito da Derry
 - 13 Gennaio 2019, 08:31:41 AM
Citazione di: Finnegan il 10 Gennaio 2019, 01:25:25 PM
Questo accade con le attuali modalità di selezione del mondo universitario. Senza contare che oggi, la maggioranza degli psicologi sono donne.
Scriveva Jane Jacobs che l'università non serve più a formare né a scegliere le persone più competenti, ma a selezionare mediocri che per definizione si adattano allo status quo.

Mi è capitato recentemente di assistere a sessioni di laurea in materie umanistiche, e devo dire che il livello medio mi è parso piuttosto bassino, ho l'impressione che la tua analisi sia esatta.
Ho conosciuto un paio di donne psicologo e, parlando del più e del meno, mi ha colpito il fatto che siano tanto sagge ed equilibrate sul piano teorico, ma ammutoliscano facilmente quando vengono improvvisamente messe di fronte alle tante contraddizioni e disastri della attuale società occidentale: semplicemente, non sanno come affrontare simili argomenti!
Inserito da Finnegan
 - 10 Gennaio 2019, 01:25:25 PM
Questo accade con le attuali modalità di selezione del mondo universitario. Senza contare che oggi, la maggioranza degli psicologi sono donne.
Scriveva Jane Jacobs che l'università non serve più a formare né a scegliere le persone più competenti, ma a selezionare mediocri che per definizione si adattano allo status quo.
Inserito da Derry
 - 10 Gennaio 2019, 10:25:06 AM
Un esempio di come si possano ridurre degli "scienziati" :sick: o "studiosi" :sick: a causa della smania di aderire al pensiero unico femminista.
Se fossimo in un mondo normale ci sarebbe da richiedere la loro espulsione dall'ordine (o quel che è) degli psicologi per manifesta incapacità di intendere e di volere. Da gente simile non mi farei neppure parcheggiare l'auto, altro che "curare" gli altri!
Inserito da Finnegan
 - 10 Gennaio 2019, 01:43:03 AM
Da oggi noi uomini siamo ufficialmente matti. Chissà quale sarà l'inevitabile cura: internamento con rieducazione LGBT? Castrazione chimica?
Da tempo andavo dicendo che l'ideologia LGBT, che affolla non pochi siti maschili, ha come scopo ultimo la cancellazione della mascolinità. Questo significa che chi pensa che gli arcobaleno difenderanno i nostri diritti, sogna. Ecco le prove (articolo segnalato dall'ottimo Serenissimo):


New York, 9 gen – Secondo l'APA (American Psychological Association) "la mascolinità tradizionale, segnata da stoicismo, competitività, dominio e aggressività è nel complesso, dannosa". Siamo di nuovo dunque davanti alla criminalizzazione "clinica" di tutte le qualità che rendono il sesso maschile, de facto, virile. Nella sua prima pubblicazione che esplica le linee guida per l'analisi di giovani uomini, l'associazione di psicologi stigmatizza il precedente approccio alla psicoterapia definendolo troppo incentrato sul "maschio bianco" a scapito degli altri gender e delle persone appartenenti alle minoranze, una condotta pienamente coerente con i diktat del nuovo femminismo.

Questa nuova ricerca rende merito alla prima ondata del femminismo grazie alla quale abbiamo una nuova consapevolezza. "Il modo in cui molti uomini sono stati educati" – cioè ad essere autosufficienti e in grado di prendersi cura di se stessi – "fa sì che essi si chiudano in loro stessi". Parole sono di  Fredric Rabinowitz ricercatore di psicologia presso l'Università di Redlands, in California. La "chiusura" nei confronti del mondo esterno farebbe insorgere un maggior pericolo non solo per gli uomini di essere violenti [a quanto pare la criminalizzazione del maschio avanza] nei confronti delle proprie compagne, ma anche verso loro stessi.

Dal 1999 al 2014 la percentuale di suicidi tra gli uomini bianchi americani è aumentata del 38%: in questo studio le cause sociali come la perdita del lavoro, le crisi  economiche o familiari sono da escludersi. I maschi sono portati alla disperazione per colpa di "questa visione della mascolinità che richiama l'immagine del cowboy silenzioso, alla John Wayne". Inutile ricordare che i film western esistono sin dagli anni cinquanta e non hanno mai spinto al suicidio nessuno.

Fortunatamente, però, la medesima ricerca fornisce ai "cattivi" maschi una via di fuga: "Che cos'è il genere ormai negli anni 2010?", si chiede Ryon McDermott, anch'egli ricercatore e psicologo presso l'Università del South Alabama. "Non è più solo una questione di maschio-femmina, ci sono anche i non binary." Per sfuggire ad ansia e depressione, dunque, nel mondo moderno ci si può scegliere il proprio sesso [insomma: o diventate tutti checche o in gabbia], sembra suggerire la ricerca.

https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/gli-psicologi-americani-sentenziano-la-mascolinita-una-malattia-mentale-100496/?fbclid=IwAR3wbhSDbOfICxT7L9OKqS9Qam1XovjCFVJHZlaCD2bfhEBHk1gVNHDKWVw