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Inserito da Finnegan
 -  9 Aprile 2024, 11:42:40 PM
Comincio a sentirlo spesso, la prima volta da un cantante d'opera tutt'altro che triviale, ora da un utente di un forum maschile che ha scritto un post denso quanto un libro:

L'infelicità è la chiave del controllo. Un popolo felice è anche meno controllabile e soggetto ad abusi rispetto a uno infelice.

Basti soffermarsi semplicemente ad analizzare le differenze che esistono tra un lavoratore ben pagato con un contratto a tempo indeterminato e un lavoratore mal pagato con un contratto soggetto a rinnovo a discrezione del datore di lavoro.

Se sono ridotto allo stato del bisogno e sono precario se il datore di lavoro mi chiede di fermarmi due ore in più non pagate lo faccio. Se mi chiede di svolgere mansioni non di mia competenza le svolgo ugualmente (tipo fare le pulizie). Se l'ambiente di lavoro è tossico me lo faccio andare bene comunque, perché se faccio valere me stesso e i miei diritti di lavoratore il mio contratto non verrà rinnovato e mi trovo a spasso.

Tutti questi esempi sono solo una breve disamina per sottolineare quanto è importante mantenerci in uno stato di infelicità costante sia a livello economico, sia personale , sia emotivo.

-Economico per come ben sappiamo con la situazione del lavoro in italia, il mancato adeguamento degli stipendi al costo della vita, dei contratti di lavoro ridicoli e della totale mancanza di una sana stabilità per anche solo pensare di costruirsi un futuro con una casa e una famiglia senza dipendere da nessuno.

-Personale, perché i valori sono pochi e stanno via via scomparendo sempre di più e le persone (specialmente quelle giovani) stanno diventando via via involucri vuoti.

-Emotivo, basta guardare per sbaglio un telegiornale per sentire che il mondo è sul baratro economico, climatico e perennemente in guerra con lo spettro di un conflitto atomico che per come stanno le cose è presumibilmente dietro l'angolo.