Comizio femminista contro il DDL Pillon

Aperto da Finnegan, 17 Febbraio 2019, 09:37:59 PM

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Finnegan

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Serenissimo

Quello che fa specie è che sono organizzate . Bisogna far in modo di far passare l'idea che queste non vogliono perdere il mantenimento assistenzialista, come ogni parassita che si rispetti .
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Finnegan

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Serenissimo

#3
Citazione di: Finnegan il 18 Febbraio 2019, 02:08:54 PM
A poco a poco l'idea sta passando ;)

Ovviamente . MA è ancora presto. Deve capirlo in blocco la massa maschile , e poi parte di quella femminile.
Da una dona a un molin no gh'è gran diferenza.

Finnegan

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johann

Tra una risata e l'altra è interessante (almeno per me) prendere a pretesto questo patetico siparietto propagandistico che farebbe specie a se,  se non altro per mostrare a quale livello si stia razzolando pur di far passare le menate della propaganda di regime
L'attricetta piddina sindaca in potenza  se non altro mostra in controluce a quale imbarbarimento  qualitativo il  dibatto pubblico è regredito....  anzi dovrei dire "progredito"  visto che nell'era del  positivismo progressista anche se le cose vanno di male in peggio è di rigore valutare tutto secondo il suo ineluttabile irrazionale ottimismo

Un po' tutto sembra "strabico": da una parte  mai nella storia del mondo si sono realizzati tanti mezzi di comunicazione e interazione sociale (vanto misconosciuto dagli stessi maschi) abbondano i mezzi per singolarizzare le opinioni, per  coinvolgere in modo capillare ogni singola "testa pensante"   impazza il coinvolgimento democratico via web, finalmente con il pluralismo responsabile, c'è la fine dei blocchi sociali delle classi la fine delle società' intese come "masse" da manovrare,  una favola! ...dunque........
non proprio!,  visto come reagisce la società', o almeno una parte di essa nel disporre di tanta libertà' partecipativa.

Una volta nella desueta cultura tradizionale si sarebbe detto: "chi ha il pane non ha i denti"
Non so se è una mia impressione ma vedendo cosa questa gente riversa dentro la panoplia dei nuovi mezzi di comunicazione, e sulla natura delle loro manifestazioni di pensiero, si ha netta l'impressione che si ottenga un risultato contrario a quello che la logica vorrebbe
Rispetto ai problemi sociali, ad esempio, sembrano di gran lunga preferire continuare ad esprimersi in modo ideologicamente "condizionato" solo motti e slogan perentori urlati anzi "abbaiati" a volume sempre più alto nei social come in piazza (femministe, mov. Studenteschi, certi sindacati, comitati no-questo no-quello, galassia antagonista, ecc)   mentre sono sicuro se li prendessimo singolarmente probabilmente non riuscirebbero a balbettare che qualche "ni" salvo ripensamenti

Incredibile! davanti alla possibilità' di farsi un'opinione propria non solo abdicano a questa forma di libertà' ma portano all'ammasso la propria testa nei soliti kolkoz ideologici diventandone in qualche caso i pretoriani di guardia
Cosi come le tattiche e le strategie militari si presentarono agli esordi della prima guerra mondiale in letale ritardo rispetto alle possibilità' delle nuove tecnologie belliche così adesso c'è un sacco di gente (e non si tratta solo di eta') che vive il proprio tempo arroccata sulle logiche dei "bei tempi andati" dove ci si risparmiava la fatica di farsi un'opinione propria arruolandosi per partito preso nelle fazioni destra o sinistra seguendo le mode politiche del tempo,  sembra insomma che ci sia ancora in giro della nostalgia per un tempo nel quale il singolo si "annullava" nel concetto del "popolo" inteso come mistica della massa, dove tutti sono uguali perché ognuno si identifica con tutti (panteismo sociale) tipico delle dottrine comuniste e delle psicoanalisi freudiane applicate all'argomento

ecco allora come mi spiego la presa e i proseliti che certi fenomeni come il femminismo hanno rispetto alla loro capziosità di fondo:
da un lato (DOMANDA) c'è un "riflesso condizionato" di certa società che si volge in modo servile e acritico verso ogni forma di dogmatismo ideologico rimasto in circolazione,    dall'altra (OFFERTA) abbiamo la spregiudicatezza amorale della "nuova" politica del millennio, archiviati i "grandi" ideali oggi ci si concentra nella mistificazione industriale della realtà' si sbrindellano i problemi, se ne cerca il merito solo per censurarlo all'opinione pubblica, poi si "ricompongono" scientemente i pezzi per vendere attraverso i media sempre nuove "cause ideologiche" cui valga la pena votarsi: femminismo, gender, animalisno, salutismo, veganesimo, ecologismo, ecc  rappresentato le ricombinazioni moderne di vecchi "cocci" ideologici, la nuova offerta politica del "nuovo" artificioso "mercato delle idee e delle cause" dove la buona fede di tanta gente viene abbindolata ad arte e con essa fatalmente anche il resto della società  in ossequio ai nuovi meccanismi modaioli della persuasione politica presi pari pari dal mondo commerciale

La "società" si rimette ciecamente ai propri referenti politici, mentre i politici si legittimano nel loro operare assecondando quella che dicono sia la  volontà popolare  (perché no!? cosi fan tutti!)    Un circolo vizioso che si autoalimenta a dosi sempre più forti, con l'aggravante che in fondo rappresenta anche un colossale scaricabarile circolare sulle responsabilità morali legate all'agire sociale,
direi proprio che non è un caso se viviamo in tempi tanto depravati
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

#6
Questo succede quando viene negata la dimensione trascendente in nome del positivismo. Oggi essere informati e consapevoli non è più un lusso, ma è diventato indispensabile per la sopravvivenza dell'umanità. In un mondo in cui le cose accadono alla velocità della luce, non possiamo più permetterci di attendere le conseguenze dei nostri errori: dobbiamo partire dagli effetti che vogliamo ottenere e poi pianificare le azioni opportune.
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