Stasera in streaming: nuovi scenari sociopolitici all'epoca del Coronavirus

Aperto da Finnegan, 12 Marzo 2020, 03:22:57 PM

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Finnegan


Considerazioni politiche e storiche del prof. Roberto de Mattei.
La conferenza sarà disponibile in video oggi 12 marzo dalle ore 19 sui seguenti canali: Pagina Facebook della Fondazione Lepanto,  Sito web della Fondazione:
https://www.fondazionelepanto.org/conferenze/nuovi-scenari-nellepoca-del-coronavirus/

e Canale YouTube della Fondazione Lepanto:
https://www.youtube.com/channel/UC0FlVKFg_vINSxoi2xmMcbA/feed
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Da non perdere, anche in riferimento al crollo dell'economia globale:

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johann

Argomenti epocali quelli di mattei che non possono essere lasciati passare in cavalleria   :P

Già me li immagino i pareri spocchiosi della sicumera scientista: ci mancava solo il profeta di sventura con le sue cassandre sull'imminente armageddon per completare il quadro della situazione 
e pensiero assai diffuso e "palpabile" che la realtà sia prerogativa e monopolio della sola "lettura" scientifica    solo se filtrata e assimilata attraverso algoritmi equazioni teorie o evidenze scientifiche  la realtà puo restituire la verità del momento presente  e questo e quanto basta per risolvere i problemi   le lezioni del passato le implicazione sul futuro tutto il resto non contano un c***o  perché sono "scorie" del passato oscurantista teocratico

nonostante la cieca arroganza della cultura dominante che nel professare l'idolatria per la dea ragione fa proprio il merito di tutta la conoscenza scientifica acquisita nel corso della storia  quello che e' successo e che anche attraverso la testimonianza  di mattei nel 3zo millennio ha rifatto capolino un tema "evergreen" che da secoli tormenta "inevaso" l'uomo moderno  un tema che a quanto pare più lo scalci e più ti rimbalza addosso  mi riferisco al rapporto diventato  strumentale contrapposizione tra      fede e ragione       mattei e quelli come lui  (storici teologi filosofi ecc ) sono forse la genia più disprezzata al giorno d'oggi perche vengono visti come il PM che mentre impazza l'emergenza sta li a verificare con il "bilancino" se tutto fila in ossequio allo stato di diritto  pronto a intervenire come un falco   e invece sono quelli che traggono dalle vicende umane le lezioni e gli insegnamenti più profondi da consegnare ai posteri come ammonimenti affinché non si ripetano sempre gli stessi errori     
il problema e che in teoria la cultura di oggi e già destinataria dal passato di molte lezioni pagate a caro prezzo da chi ci ha preceduto ma il muro della sua "saccente autocrazia" e insuperabile  per cui per ogni questione dobbiamo trovarci  sempre all'anno 0 di tutto 

Allora anche ammettendo ma non concedendo questo semplicistico schema in base al quale saremmo tutti sostanzialmente divisi tra illuminati raziocinanti e stupidi fideisti se valuto la reazione della societa davanti all'emergenza della pandemia del coronavirus non so proprio a chi appioppare queste rispettive nomee  perché vedo che le convinzioni del mondo laicista e scientista vacillano davanti a un mare di "certezze" scientifiche soggettive invece che oggettive (quasi una per ogni  "esperto") al punto da richiedere un intervento dello stesso mattarella  che in un'accorato appello invita ad avere tutti "fede" nella scienza (ossimoro molto rivelatore)      dall'altra il mondo in teoria fideista e confessionale che come ben spiegato da mattei abdica da se stesso e alzando bandiera bianca si rimette corpo e anima al "vangelo" della scienza o almeno quella che sembra più "accreditata"   

come a dire il mondo alla rovescia per dritto e per storto   del resto cosa ci si puo aspettare da una società  integralmente liquefatta dalla relativizzazione secolarista quindi credo sia "igienico" puntualizzare in un'ottica squisitamente razionale come stanno le cose:
non e mai esistita questa dicotomia  se non nella propaganda diffamatoria dei libelli anticattolici di sempre  entrambe sono espressione dell'essere umano e convivono in esso  la ragione e' alla base della fede e la fede illumina la ragione 

vorrei usare questo ottimo scritto di c.gnerre  per riportare sulla "terra" molta supponenza laicista e possibilmente in "cielo" molta viltà clericale
come detto più volte da Benedetto XVI ci sono due errori da evitare. Il primo è il concepire la ragione senza la fede, il secondo la fede senza la ragione. Due errori diametralmente diversi, eppure dalle conseguenze ugualmente gravi. Vediamo perché:
La ragione senza la fede consiste nell'ingigantire il valore della ragione fino a ritenerla unico strumento della conoscenza. La ragione è certamente importante, ma dovrebbe sempre essere consapevole dei suoi limiti per sapersi aprire al Mistero: questa è la vera razionalità. Quando invece la ragione presuntuosamente rinuncia a riconoscere i suoi limiti.., allora finisce col pretendere di divenire unico criterio di giudizio.
La ragione senza la fede causa sul piano filosofico un errore ben preciso: il razionalismo. Esso non è la semplice razionalità ma la convinzione - per l'appunto - che la ragione sia l'unico criterio di conoscenza. Il razionalismo si riferisce al piano filosofico, ma ha la possibilità di tradursi sul piano politico e, quando si traduce sul piano politico, lo fa con il cosiddetto laicismo, ovvero la convinzione secondo cui la politica non deve essere solo distinta (il che sarebbe giusto), ma addirittura separata dalla religione (il che non è affatto giusto, perché tanto la politica quanto la religione devono servire un'unica verità e si rivolgono a un unico soggetto, che è l'uomo).
Un esempio concreto della ragione senza la fede? La cultura post-illuministica contemporanea, con lo svilimento totale dell'uomo, ridotto a merce e strumento di qualcos'altro. Tutte le attuali questioni bioetiche (la dignità dell'embrione, le cellule staminali, ecc...) si originano da questo. Oggi, a causa della cultura post-illuministica, c'è un evidente tentativo di utilizzare la scienza indipendentemente dalla morale e dalla religione.
Ma, la ragione senza la fede non è l'unico errore. A questo se ne può accompagnare un altro, che è diametralmente opposto, ovvero la fede senza la ragione. Attenzione: se la ragione senza la fede dà il razionalismo, la fede senza la ragione dà il fideismo; e se il razionalismo è indicare la ragione come unico strumento di conoscenza, il fideismo è indicare la fede come unico strumento di conoscenza
Ma cosa afferma il fideismo? Che la ragione va contro la fede, che più si mortifica la ragione e più si eleverebbe la fede. Se il razionalismo causa sul piano politico il laicismo, il fideismo sul piano politico causa la teocrazia. E se il laicismo è concepire in maniera totalmente separata la politica e la religione, la teocrazia è il contrario: non separare (né tantomei distinguere), ma confondere politica e religione. Chi detiene il potere religio deve detenere anche quello religioso.
Ed ecco perché il Cristianesimo non e' fideista. Il Cristianesimo da sempre (attenzione: da sempre!) si è posto nella prospettiva della collaborazione tra ragione e fede. Alcuni esempi. La filosofia medievale è tutta in questa collaborazione: intelligo ut credam (ragiono per credere) e credo ut intelligam (credo per ragionare). Un altro esempio: la dottrina cattolica ritiene che la ragione possa dimostrare l'esistenza di Dio e la conoscenza di alcune sue caratteristiche.  Il concilio Vaticano I dice che chi dovesse affermare che l'esistenza di Dio non è dimostrabile attraverso la ragione umana sia scomunicato.  Altro che cieco fideismo!
Dunque, per il Cristianesimo la ragione non è contraria alla fede, tutt'altro: è propedeutica alla fede, aiuta, invita alla fede... se però - questo è il punto! - la si utilizza correttamente, cioè se è razionalità non razionalismo.
E bene sapere, però. che non tutto il Cristianesimo ha rifiutato il fideismo. Il Protestantesimo, per esempio si è sempre configurato come fideista. Infatti, mentre per Il Cattolicesimo la fede è l'assenso dell'intelletto alle verità rivelate per il Protestantesimo e un totale passivo abbandono ad essa


documentato da radici cristiane
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

johann

Quanto poi al discorso della scienza "proprietà privata"    cacasenno della cultura modernista "in pectore"  Si impone una premessa dovuta a una verità storica non a caso omessa dalla faziosa e settaria storiografia "ufficiale"   

chiesa e scienza, scetticismo garantito, anche in consacrati e persone credenti.   Eppure questo modo di porsi contrasta in primo luogo con la semplice indagine storica, la quale dimostra che il ragionamento scientifico e razionale non e opposto alla fede, anzi e vero l'esatto contrario: la scienza moderna e nata in Europa nel seno della cultura cristiana e grazie all'apporto di uomini di fede. Galilei, Keplero, Newton, Mendel, Pasteur, Marconi, Copernico, Stenone, Spallanzani, Mercalli sono solamente alcuni esempi di nomi di scienziati, laici o consacrati, che, in virtu delle proprie convinzioni di fede, hanno fornito un fondamentale apporto in campo scientifico

per tutti quelli che vedono le cose attraverso i paraocchi del pregiudizio e pensano che la chiesa abbia "cavalcato" un effetto traino di altre correnti ideologiche (segnatamente l'illuminismo) proviamo che la cosa invece si sviluppa in tempi non sospetti:
nicola oresme vescovo di lisieux che nel XIV secolo alterno' opere religiose e traduzioni letterarie a studi scientifici soprattutto sull'astronomia nel suo libro "trattato del cielo e del mondo" (1377) argomento' scientificamente l'ipotesi che la terra girasse su se stessa e che questo fosse la causa dell'alternarsi del giorno e della notte, un paio di secoli prima della teoria eliocentrica di niccolo copernico a sua volta un canonico
La chiesa conservo a lungo il primato sugli studi astronomici usando come osservatori astronomici le cattedrali e diffuse le conoscenze scientifiche nelle università altra "invenzione" cattolica, passando a tempi più recenti i primi osservatori "professionali" nacquero in italia nella seconda meta del 700 grazie a 3 sacerdoti: padre beccaria padre boscovich e don piazzi qust'ultimo scoprirà' un pianetino  (cerere 1801) poi conosciamo il gesuita padre angelo secchi padre della spettroscopia e i sacerdoti georges henri  joseph edward lemaitre teorico del big bang e padre della cosmologia contemporanea Passando ad altri settori: il gesuita leonardo garzoni nel magnetismo Il benedettino benedetto castelli nell'idraulica, il gesuita bonaventura corti e il sacerdote jean baptiste nella citologia, il terziario francescano luigi galvani nell'elettricità, il sacerdote rene' just hauy nella mineralogia e cristallografia e poi volendo considerare le altre chiese scismatiche Il prete stirling inventore del motore ad aria calda e george garret inventore del 1mo sottomarimo moderno e altri ancora...

Una riflessione di c. gnerre  quali sono le domande che ha posto la modernità? Interrogativo a cui -diciamolo francamente - non è difficile rispondere. La modernità come categoria filosofica (cioè culturale) ha posto fondamentalmente due domande, da intendersi come aspirazioni: la centralità dell'uomo e lo sviluppo del suo pensiero, sia culturale sia scientifico. Ora, queste domande sono esclusivamente moderne? Nella societas christiana (come si dovrebbe chiamare il Medioevo) vi era tanto una centralità dell'uomo (potremmo definirlo antropocentrismo teocentricoi) quanto un adeguato sviluppo scientifico-tecnologico. Tanto è vero che sono state proprio la cultura e l'antropologia cristiane a determinare la traduzione della conoscenza scientifica del mondo antico in sviluppo tecnologico e quindi a far sii che il bacino del Mediterraneo "planetarizzasse" il mondo. Dal secolo XI al XIII vi fu un periodo d'intensissima attività tecnologica, addirittura tra i più fecondi della storia per quanto riguarda le innovazioni. C'è chi ha parlato di "prima rivoluzione industriale  Lo ha fatto il francese Jean Gimpel (uno dei più famosi storici della scienza) per il quale le tecnologie dei secoli medievali costituirono le fondamenta da cui si sarebbe originata la rivoluzione industriale del XVIII secolo.

Ora neanche mi affatico a pensare che quanto scritto sopra  possa far cambiare idea anche a un solo "compagno" della trinariciuta cultura laicista la quale  ha ben visto nella condanna a galilei (condanna avvenuta per tutt'altro che le sue convinzioni eliocentriche) un ottimo pretesto per cristallizzare tutta la questione nel pregiudizio ideologico anticattolico più assoluto      ma  in fondo nemmeno mi interessa 

oggi in queste ore di coronavirus penso invece al mondo della gerarchia clericale cattolica che facendo propria questa falsa dicotomia fede vs ragione fa una professione di fede senza riserve verso quest'ultima  mentre corre vigliacca a nascondersi sotto le sottane della matrigna cultura progressista sponsor n:1 della  sedicente ineludibile "modernità"   
anziché denunciare con forza la deriva inumana che sta portando lo sviluppo del pensiero scientifico-tecnologico a una ideologia tecnocratica che sta snaturando la scienza stessa   non si accorge  che anche in ambito scientifico la scienza "provata" e' sempre di più' fuori moda,   se non siamo ancora alla matematica come opinione  in compenso potrebbe vedere come l'ideologizzazione e politicizzazione di molte discipline sia già molto avanti    dovrebbe ricordare a se stessa che  ad esempio  la stessa teoria evoluzionista di darwin  non e mai stata  provata in alcun modo   e che assieme  a molti postulati di freud per diretta ammissione  di illustri  "scienziati " sono stati elevati al rango di assiomi scientifici per mero fideismo ideologico   e che oggi un po tutte le moderne scienze sociali (vedi molti studi a "supporto" delle istanze  femminista  gender  omo  certo ambientalismo ecc ) vengono fatte e vendute alla credulità generale più sull'autoreferenzialità di chi scrive e sugli interessi di chi li paga   piuttosto che sulla lunga estenuante fatica della ricerca dei riscontri oggettivi   oggi la scienza sta diventando sempre più un cavallo impazzito  avulso ed "emancipato" da qualsiasi vincolo compresa la consapevolezza della direzione umana o inumana verso cui galoppa (basta pensare ai temi della bioetica al transumanesimo, l'eugenetica,  5g  controllo sociale di massa,  industria 4-5-10.0 ecc ecc)  che andrebbe "sellato" e guidato verso un autentico e UMANO progresso  sociale   

questo dovrebbe essere il compito della chiesa, mettere in guardia la società da questa prospettiva  ma vedo che preferisce invece fare sfoggio di apostasia e abiura totale su tutto quanto ha professato il voto di fedeltà   un'altra occasione persa .......meglio censurarsi a riguardo  :censored2:   e lasciare ogni commento a mattei   che e meglio  :unknown:
Un uomo che è un uomo DEVE credere in qualcosa (dal film: il mio nome è nessuno)

Finnegan

Metto in evidenza il post che, a quanto si spera, dovrebbe smontare certi pregiudizi sulla Chiesa presunta antiscientifica.
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