L'inane disputa sulla questione papa/antipapa

Aperto da Finnegan, 11 Febbraio 2024, 10:45:23 PM

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Finnegan

Oggi Mons. Schneider difende la legittimità di papa Francesco. Non certo per comunanza di vedute, date le sue ripetute coraggiose affermazioni sui disastri di questo pontificato. Le ragioni sono molto chiare:

L'esistenza visibile del capo e la certezza su di esso sono richieste dalla natura stessa della Chiesa. La Chiesa universale non può esistere per un tempo considerevole senza un Sommo Pastore visibile, senza il successore di Pietro, poiché dal suo capo visibile dipende l'attività vitale della Chiesa universale, come ad esempio la nomina dei vescovi diocesani e dei cardinali, nomine che richiedono l'esistenza di un Papa valido.
A sua volta, il bene spirituale dei fedeli dipende da una nomina valida di un vescovo, poiché nel caso di una nomina episcopale invalida (dovuta a un papa presumibilmente invalido), i sacerdoti sarebbero privi di giurisdizione pastorale (confessione, matrimonio).
Da questo dipendono anche le dispense che solo il Romano Pontefice può concedere, e anche le indulgenze, tutto questo per il bene spirituale e la salvezza eterna delle anime.
Guidato da questo principio veramente pastorale, l'istinto della Chiesa ha applicato la supplet ecclesia o la sanatio in radice anche nel caso di dubbi su una rinuncia o un'elezione pontificia.
Concretamente, la sanatio in radice di un'elezione pontificia invalida si è espressa nell'accettazione pacifica e moralmente universale del nuovo Pontefice da parte dell'episcopato e del popolo cattolico, per il fatto stesso che questo Pontefice eletto (presumibilmente invalido) è stato nominato nel Canone della Messa praticamente da tutto il clero cattolico.
L'ipotesi della rinuncia invalida di Benedetto XVI, si presenta propriamente come un vicolo cieco. Per nove anni la Sede Apostolica sarebbe stata di fatto vacante, poiché Benedetto XVI non ha compiuto alcun atto di governo, nessuna nomina episcopale o cardinalizia, nessun atto di dispensa, di indulgenze, ecc. Per questo motivo, la Chiesa universale sarebbe paralizzata nel suo aspetto visibile. Negli ultimi nove anni tutte le nomine di nunzi apostolici, vescovi diocesani e cardinali, tutte le dispense pontificie, le indulgenze concesse e utilizzate dai fedeli sarebbero nulle, con tutte le conseguenze nefaste per il bene spirituale delle anime (vescovi illegittimi, giurisdizioni episcopali invalide, ecc.). Tutti i cardinali nominati da Papa Francesco sarebbero invalidi, cioè non cardinali, e questo varrebbe per la stragrande maggioranza dei cardinali attuali.
In questo caso si assolutizza l'aspetto della legalità, cioè nel nostro caso delle norme umane della rinuncia e dell'elezione pontificia, a scapito del bene delle anime, poiché si crea l'incertezza della validità di un'elezione pontificia [e] l'incertezza degli atti di governo della Chiesa e questo mina la natura visibile della Chiesa. La via più sicura (via tutior) e l'esempio della pratica costante della grande tradizione della Chiesa devono essere seguiti anche nel nostro caso.
Il timone della barca della Chiesa tiene in mano Nostro Signore Gesù Cristo anche nelle situazioni di maggiore tempesta, come quella che si verifica nel periodo di un Papa dottrinalmente ambiguo.


Molto condivisibile, e chi ritiene Bergoglio antipapa rischia di creare incertezza e caos nella Chiesa. Ma c'è un particolare che non è un cavillo giuridico: fino a quando sarà sostenibile la difesa ad oltranza del pontificato ufficiale? Mons. Schneider sembra suggerire che si tratta di un papato anomalo e che a breve (taluno pare certo: dal prossimo conclave) le cose torneranno come prima. Ma ne siamo davvero sicuri? Altri autori come Romano Amerio la pensano molto diversamente:

La Chiesa continuerà ad aprirsi e conformarsi al mondo cioè a snaturarsi, ma la sua sostanza soprannaturale sarà preservata restringendosi in un residuo minimo

Tendo a dar ragione ad Amerio, la cui opinione è poi quella di Paolo VI e Benedetto XVI. A parere di scrive il limite è il sacerdozio (o "diaconato") femminile, che farebbe cessare la successione apostolica  e quindi i Sacramenti e la stessa Chiesa. Molti considerano Bergoglio al capolinea, dimenticando che altri fecero lo stesso con Giovanni Paolo II nei primi anni '90 (visse altri 15 anni). Benedetto XVI è vissuto 18 anni dopo la sua elezione. Altri 5-10 anni di Bergoglio non sono impossibili e lui, o un suo successore eletto con gli auspici del WEF, avrebbero tutto il tempo di realizzare i più rovinosi progetti. Per cui (non si sa mai) è bene cominciare a porsi da subito certe questioni con serio studio, invece di darsi a vane dispute, per poi piombare nel caos quando la situazione, forse, imporrà davvero di porre in dubbio la legittimità di un papa in aperto contrasto col deposito infallibile della Fede.
Nel frattempo i fedeli sono sempre più confusi e scandalizzati, spesso è in gioco la loro salvezza ma "l'unità" sembra essere l'unica preoccupazione di questo clero. La Messa è sempre più stravolta, le verità più elementari di fede non si insegnano più provocando un'apostasia silenziosa, ma tanto peggio per il gregge, conta soltanto "l'unità". Eppure non dovrebbe essere difficile, invece di impelagarsi in dispute, formare realtà sane dove la Fede viene insegnata e vissuta. Ecco i frutti di tale comportamento omissivo, che a prescindere dagli spropositi che possono contenere sono grave indice della perdita di credibilità dei pastori cui Cristo ha affidato la Sua Chiesa:

E' arrampicarsi sugli specchi, con effetti spaventosamente ridicoli. Anche in questo, favorite il gioco di B.: mettere in burletta quanto resta di Santa Romana Chiesa, tentando di coprire l'orrore, ma finendo per apparire, in qualche modo, complici del disastro.
Che tristezza, che squallido carnevale....

Siamo appunto in periodo di carnevale. Ma, probabilmente per castigo Divino, sembra che il carnevale nella Chiesa non debba passare mai
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Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

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