"La Grande Menzogna" di Santiago: davvero antifemminista?

Aperto da Finnegan, 16 Luglio 2020, 12:06:45 AM

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Finnegan

Questo topic raccoglie appunti sul libro di Santiago che diventeranno forse una recensione su Amazon.
Il testo ha sicuramente molti aspetti positivi ma la domanda da porsi è se eventuali lati negativi non ne minino la credibilità: una mela avvelenata può essere saporita quanto si vuole ma è completamente da buttare.
Avendo appena cominciato a leggerlo, non posso rispondere ora.
Personalmente valuto l'antifemminismo di un libro non solo da brillanti osservazioni ma soprattutto:
- Dalla sua attendibilità scientifica e storica ovvero dalla presenza di teorie inverosimili e strampalate
- Dalle conclusioni cui giunge che devono essere opposte a quelle del femminismo. Ed è soprattutto qui, temo, che il testo di Santiago potrebbe rivelarsi deludente.

Per quanto riguarda il primo punto, Santiago molto correttamente dice: "Gli elenchi contenuti in questo libro non si prefiggono di essere una ricerca di valore accademico."
In effetti ho più volte posto la domanda a Santiago che non ha mai risposto, se avesse qualifiche accademiche per esporre certe teorie che definiva (in rete) scientifiche e se avesse mai pubblicato su una rivista scientifica. Gli sarebbe bastato citare la prima pagina del libro.

Per quanto riguarda il secondo, Santiago giustamente afferma che il femminismo è nemico della famiglia. A pagina 486 dice che il matrimonio non era vissuto dalla donna come un'oppressione (vero) ma era per quest'ultima molto conveniente. Forse tra morti di parto, povertà, lavori nei campi e vedovanza di guerra, oltre alla prole da accudire non era esattamente così ma d'altra parte anche gli uomini si spaccavano la schiena e morivano in guerra.
A pg. 488 però... cominciano i teoremi di Santiago: con una ridda di citazioni (letterarie) scelte all'uopo cerca di dimostrare l'idea a lui cara, che il matrimonio è un'oppressione per l'uomo e che gli uomini l'hanno sempre vissuto "in modo fatalistico", come "una condanna alla schiavitù", una "rete dove si cade preda della donna".

Il punto cruciale è: che credibilità si dà all'antifemminismo affermando che l'umanità si è retta per millenni su un inganno e sull'oppressione di un genere nei confronti dell'altro? Si è letto Santiago qualche serio testo di antropologia prima di affermare cose del genere? Soprattutto, le femministe non dicono la stessa cosa?
Inoltre se la famiglia si fonda su un inganno (femminile) per intrappolare l'uomo, non è anche Santiago nemico della famiglia come le femministe?
E' semplice logica.

Vorrei aggiungere una nota non irrilevante: opporsi al matrimonio e alla famiglia, in qualunque modo lo si faccia, significa aprire la strada a forme di organizzazione sociale da incubo, al falansterio del Mondo Nuovo di Huxley, che lucidamente diceva (a differenza del buon selvaggio australopiteco di Santiago) che rendeva infelice l'umanità.
E' una suggestione di antiche origini, di probabile derivazione neoplatonica (esoterica  e gnostica) molto forte in Spagna da secoli (dai tempi dell'Inquisizione) ma presente anche in Italia ad esempio in svariati esponenti dell'ordine domenicano (es. Campanella con la sua Città del Sole dove i cittadini vengono accoppiati secondo criteri eugenetici).
Il lettore di mente aperta troverà interessante sapere che spesso parole come scienza e progresso servono a ripropinare le solite arie vecchie di secoli.
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Finnegan

Da pg. 11 Santiago descrive in dettaglio la sua allucinante vicenda giudiziaria. Sono pagine che evocano la solidarietà del lettore e di sicura edificazione per chi considera matrimonio (o separazione) una passeggiata.
Solo una nota di secondaria importanza. Vista l'introduzione, la recensione che diceva:

Citazioneè un libro interessante che spiega che gli uomini in questo periodo storico non se la stiano passando molto bene specialmente nelle aule dei tribunali in caso di divorzio o separazione, ma in molti punti esagera la realtà, sembra quasi un impero comunista femminile, probabilmente lo scrittore turbato dalla rabbia, ingiustizia e dalla frustrazione della separazione ha descritto uno scenario ben peggiore di quello che è in realtà

è perfettamente compatibile col contenuto del primo volume (oltretutto l'acquisto del libro è verificato e ci sono riferimenti ai temi dell'opera). Forse sarebbe il caso di ribattere agli argomenti che porta e non bollarla a priori come falsa.
Personalmente non credo che lo scenario descritto da Santiago sia "peggiore della realtà". Tutt'altro. Ma forse il recensore ha ragione quando dice che Santiago legge la storia come un "impero femminile", il che mi pare assolutamente infondato e dalle conseguenze non trascurabili per la Questione Maschile.

Quanto segue invece non è affatto secondario. Ogni movimento, per avere una qualche incidenza sulla società, deve possedere una lettura della realtà coerente e funzionale.
Se questa lettura della realtà manca o viene addirittura scoraggiata, il movimento stalla.
Se è errata, può regredire o persino favorire l'avversario.
Se dico che la Questione Maschile è un mistero insondabile, che non è possibile (anzi presuntuoso) trovare soluzioni in un'eterna Babele l'unico risultato è lo stallo.
Se faccio risalire il femminismo a milioni di anni fa, anziché a centrali ideologiche contemporanee che lascio indisturbate, come movimento maschile abbiamo un problema.

E' illusorio pensare che un movimento possa non avere un'"ideologia", o non debba avere "leader" (quando in realtà chi dice questo porta continuamente in primo piano determinate idee e personaggi).
Anche se non dichiaratamente, al momento la QM un'ideologia prevalente ce l'ha eccome, non lontana dal nichilismo dei radicali e da diverse istanze del politicamente corretto globale (divorzio, eutanasia, diritti cosmetici, opposizione alla famiglia, promiscuità, assenza di qualsivoglia istanza etica, disincanto fatalista, svalutazione di unioni stabili e paternità e l'elenco potrebbe continuare).
L'unica cosa che posso fare è dirlo, prove alla mano, lasciando al lettore trarre liberamente le conclusioni.
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Finnegan

#2
Nell'antica Roma, culla del diritto, il figlio di separati veniva affidato al padre. A pg. 15 Santiago definisce questo un'idea "pregiudiziale, strampalata e sessista".
Intendiamoci, sono anch'io del parere che un figlio debba crescere con entrambi i genitori. Ma, forse, l'affidamento al padre nell'antica Roma, società maschile al di là dei nostri sogni, aveva un significato che agli uomini di oggi, progressisti, paritari, non binari e antisessisti sfugge. Poi dicono che la civiltà l'hanno inventata le femmine...
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Finnegan

Da pg. 26 a pg. 31 (poco, su un tomo di 600 pagine) Santiago accenna al tema del femminismo come lobby. Se non aggiunge altro dopo, è un'occasione mancata. Segnala la presenza di organismi femministi all'interno di istituzioni sovranazionali, specialmente l'ONU, ma si guarda bene dal descrivere l'intera ragnatela tessuta contro l'uomo: non una parola sulle ONG e le potentissime fondazioni come Planned Parenthood legata alla famiglia Rockefeller, che hanno promosso il femminismo con ingenti mezzi.
Per questo, subito dopo Santiago aggiunge una palese falsità (se per ingenuità o malafede non importa): che il femminismo sia un potere "immateriale". E' palesemente ingenuo (o peggio) credere che il femminismo sia stato promosso per decenni (e recepito dai governi!) in tutto l'universo mondo, senza ingentissimi mezzi ed un'organizzazione capillare.
Credete davvero che quattro suffragette inglesi possano fare tutto questo? O che Greta Thurnberg da sola cambierà il mondo? Se siete in questa schiera di semplicioni (ma non credo lo sia Santiago), provate a chiedere di parlare all'ONU sui diritti maschili e di trovare la stessa copertura mediatica. E' chiaro per tutti adesso?

A questo punto è inevitabile chiedersi: perché Santiago omette questo "dettaglio"? Come abbiamo detto, non è un ingenuo né uno sciocco. Forse la risposta è da cercare in un'altra domanda: perché Santiago omette di dire che quelle stesse istituzioni sovranazionali muovono guerra agli uomini promuovendo l'ideologia LGBT, alleata del femminismo? Almeno un cenno lo potrebbe fare.
Secondo logica la ragione di queste omissioni è, temo, solo una: nei programmi dell'ONU e delle ONG c'è qualcosa che Santiago gradisce e non vuole disturbare.
E molto probabilmente, questo qualcosa è la distruzione delle istituzioni civili, cardini della società, come la paternità e la famiglia senza la quale l'Occidente implode.
Il prof. Matteo D'Amico (i cui numerosi libri non sono stati MAI neppure nominati dagli ubiquitari sponsor di Santiago) è ad oggi tra i pochissimi che è andato al cuore del problema:
https://www.coscienzamaschile.com/index.php/topic,2045.0.html

Abbiamo visto altrove che per Santiago la paternità (almeno da quel che dice in rete) è un concetto molto attenuato, come la famiglia (che vuole giuridicamente abolire), i valori etici, le istituzioni civili. Per Santiago la civiltà e la paternità hanno intrappolato l'uomo da un selvaggio e beato stato di natura, in cui copulava a piacimento traendo dalla natura ciò di cui aveva bisogno. E' il ritratto dell'uomo-massa (che Santiago chiama appropriatamente australopiteco) della civiltà dei consumi, che crede che benessere e sicurezza crescano spontaneamente, non richiedano "manutenzione" e sacrificio per sussistere, e che il solo scopo dell'uomo sia sfogare le sue pulsioni senza curarsi delle conseguenze.
Santiago non si rende forse conto che una siffatta società è un matriarcato (perché le donne hanno il controllo completo della prole). Ma se ne rendono ben conto le femministe che hanno gli stessi programmi:
https://www.coscienzamaschile.com/index.php/topic,1893.msg7090.html#msg7090
https://www.coscienzamaschile.com/index.php/topic,1893.msg7091.html#msg7091

Ed ora un estratto della conferenza del prof. D'Amico, dove troverete cose che Santiago non vorrà dirvi mai. Fate voi il paragone, liberamente, tra quanto afferma il prof. D'Amico e gli australopitechi senza paternità di Santiago:

COME POTENZE STRANIERE HANNO DISTRUTTO L'ITALIA E LA CIVILTÀ ITALIANA
Vi sembra un caso che da quando l'Italia perde la guerra e viene occupata militarmente (ricordate: siamo in stato di occupazione militare, una potenza straniera ci occupa) la sua natalità e cultura implodano?
In questo contesto, inizia che cosa negli anni '50? Gli psichiatri che lavorano per i Servizi modellizzano un Paese, dopodiché lo profanano, profanano il suo "codice sorgente" simbolico. L'Italia, specialmente del Meridione viene sottoposta a un'operazione di sovversione profonda, di incrinatura del codice simbolico italiano tradizionale già dagli anni '40.
Iniziano a uscire film sull'adulterio, sul divorzio... Si prepara il terreno, si sgretola l'edificio della moralità tradizionale [che Santiago considera negativamente]. Ma come fanno a sgretolarlo? Presentando il padre [che per Santiago è un'invenzione femminile] come un idiota o come un oppressore:

QUELLO CHE NON SI PUÒ DIRE SUL PADRE
Padre, autorità e verità sono strettamente interconnessi. Le varie rivoluzioni a partire da quella protestante e francese sono tutte parte di un unico processo di dissoluzione nichilistica del padre che culminano col '68 [altro che paternità inventata dalle femmine], il fenomeno più pianificato e artificiale della storia, che demolisce scientificamente il concetto stesso di paternità, anche con l'aiuto dei media che trasmettono h24 programmi che sviliscono la figura paterna. E' un'epoca nemica della paternità.
Abbiamo sempre più famiglie senza padre (sconosciuto, separato ecc.)
A ciò fa seguito l'eclissi del maschio, con lo scandalo ad esempio delle donne soldato [che Santiago considera favorevolmente per le donne che soddisfano gli standard maschili].
Se tutte le civiltà sono state patriarcali, vuol dire che c'è un senso in questa cosa..
Dalla Rivoluzione Francese, per la prima volta nella storia nasce il mito del progresso, per cui il mondo sarà tanto migliore quanto più distruggerà la civiltà e ciò che è sempre stato prima [commenti superflui].
Lo dice la psichiatria come la statistica: se si va a distruggere il padre crolla tutto, si sfarina, si sbriciola l'intero edificio sociale. (Mio commento: ecco perché i modelli femministi basati su paternità incerta e "multipla" (molti padri=nessun padre) sono inevitabilmente e profondamente nichilisti.)
La legge, il confine, i valori civili sono necessari per la sussistenza di ogni civiltà e sono prerogative MASCHILI.

Demistifica l'illusione di una famiglia governata in modo "paritario": la famiglia è una società, e come tale deve esserci un'autorità, senza la quale non c'è pace né ordine (come vediamo oggi).
Senza il padre il baricentro diventa il piacere (la femminea società dei consumi, il coito libero di Santiago): l'infanzia e l'adolescenza da prolungare all'infinito. L'uomo diventa un automa desiderante in un'infanzia che non finisce più.
Impagabile la parte sulla femminilizzazione della didattica e sul crollo del rendimento scolastico nelle classi miste (come da abbondanti studi statistici).
Si notino gli effetti sinergici di tutte queste innovazioni:
- La vita viene erotizzata [come insegna anche Santiago], ossia si insegna che è tanto più riuscita quanto più è satura di esperienze sessuali (vale anche per le donne sollecitate in ogni modo a cercare sempre nuove esperienze)
- A questo punto la donna può farsi l'amante e comunque divorziare senza conseguenze, anzi viene premiata economicamente e socialmente
- La patria potestà e l'istituto del capofamiglia vengono aboliti aprendo ad abusi di ogni genere in fase di separazione
L'erotizzazione della donna è il vero segreto del '68. A questo punto l'uomo, emarginato e deresponsabilizzato, sprofonda in un'immaturità assediata dalla ricerca incessante del piacere e la donna comincia a pensare al figlio come a una sua illimitata disponibilità, tanto che l'aborto calpesta il diritto del padre di generare.
L'erotizzazione di massa è stata messa a punto dai servizi segreti occidentali [chi pensa male fa peccato ma ci azzecca diceva in tale].
Tutte le rivoluzioni vengono condotte da minoranze potenti e organizzate [altro che potere immateriale del femminismo.].
Un caso di scuola (che Santiago non cita): ai giapponesi la distruzione di Tokio (150000 morti con bombe al fosforo) non fece paura più di tanto. Erano un popolo formato per superare catastrofi di ogni genere. MA avevano un culto della famiglia, c'erano famiglie numerose ed è lì che bisognava colpire: dopo l'occupazione la prima cosa che il generale McArthur impone è l'aborto. Il Giappone oggi è il Paese più vecchio del mondo, è un Paese morto. Sembra prospero grazie a iniezioni di liquidità enormi, e all'inerzia della sua gigantesca struttura industriale ma come dice il relatore è un Paese finito.
[Santiago che auspica sesso liberato e fantasie erotiche per gli uomini non vi dice che] col '68 arriva contemporaneamente una massiccia diffusione di droga e pornografia, organizzata dai governi. L'effetto era quello studiato dagli psichiatri: la regressione e femminilizzazione dell'uomo.
La pornografia opera un vero e proprio lavaggio del cervello di massa, dissociando la sessualità dall'affettività. La sessualità viene "sganciata da qualunque più profondo e umano ancoraggio emotivo e spirituale, da una vera amicizia, da una vera comunione".
Questa operazione psicologica tramite pornografia e altri mezzi produce uomini particolarmente passivi, particolarmente conformisti e fragili, pieni di paure e di ansie e bisognosi di un potere autoritario.
Così si è ottenuta la società che si voleva ottenere. Il fulcro della società dei consumi è la distruzione del padre e della famiglia, perché i poteri totalitari sentono che la famiglia impedisce il consumismo. L'uomo solo, pieno di ansie, schiavo del piacere, abbrutito da una vita degradata, non spirituale, senza orizzonti è il perfetto consumatore! L'ideale è una famiglia divisa, spezzata, persone sole, ansiose, smarrite, senza certezze né confini.

L'uomo adulto di oggi è imprigionato nell'adolescenza. L'uomo che vive all'insegna dei "diritti", dei piaceri, del confort, dell'avere "esperienze" anziché della disciplina e del sacrificio di sé è imprigionato nell'adolescenza, in un'infanzia che si prolunga fino alla terza età. Nulla è più amaro, più atroce di un impedimento ontologico [causato dalla società e dal potere] di riuscire a divenire adulti.
Ma se si distrugge il padre neanche passa per la testa di diventare adulti [come nel Mondo Nuovo di Huxley, dove l'umanità viene fabbricata artificialmente, senza padri, e vive nell'immaturità e futilità per tutta la vita].
Un noto economista francese fece un grosso studio che dimostrò che quanto più la figura del padre era tenuta in onore quanto più fioriva tutto: vita economica, basso tasso di criminalità, tutto andava bene.
[Studio serio di valore accademico che smentisce le fantasiose teorie di Santiago, secondo cui l'umanità avrebbe prosperato per decine di migliaia di anni con "figli di padre ignoto".]

Chi abolisce la figura del padre avrà figli senza capacità di studio e concentrazione, ansiosi, feriti, fragili, evanescenti, bambini eterni mai cresciuti.

La modernità (almeno da Lutero in poi) è una lenta, graduale crescente negazione della figura del padre [non troverete questo nelle note di Santiago], mediante artefatti culturali e ideologici che ne impediscono la presenza.
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Finnegan

#4
Ho letto spesso in spazi maschili che l'ectogenesi (altrimenti detta utero artificiale) è il "meraviglioso" prodigio della tecnica che libererà gli uomini dalle donne, permettendogli di fabbricarsi figli su misura. Ho letto anche dei benefici per l'uomo della paternità multipla, che gli permetterà il poliamore che avrebbe praticato sin dai primordi dell'umanità. Sappiano gli idioti (scusate l'eufemismo) che scrivono o concordano con simili idee, che la pensano esattamente come il noto benefattore Jacques Attali, che dopo aver ridotto all'insignificanza il genere maschile con politiche femministe, si prenderà cura di "liberarlo". Da un articolo dell'ex radicale Danilo Quinto:

Dovremmo "abbracciare" felici tutti i contenuti della post-modernità ed entrare trionfanti nell'era del Transumanesimo, caro a Jacques Attali, membro del Gruppo Bildeberg, che sostiene: «Quando si sorpassano i 60-65 anni, l'uomo vive più a lungo di quanto non produca e costa caro alla società. L'eutanasia sarà uno degli strumenti essenziali delle nostre società future. Il diritto al suicidio, diretto o indiretto, è perciò un valore assoluto in questo tipo di società. Macchine per sopprimere permetteranno di eliminare la vita allorché essa sarà troppo insopportabile, o economicamente troppo costosa» (Jacques Attali, "La médicine en accusation", in AA.VV., L'avenir de la vie, Seghers, Paris 1981, pp. 268-274).

Nella «società liquida» che viviamo, il ruolo di gente come Attali è fondamentale. Da Mitterand in poi, lo studioso francese ha svolto la funzione di «uomo ombra» sulle scelte economiche europee ed è stato uno degli artefici dell'invenzione dell'euro, la non-moneta che ha devastato negli ultimi vent'anni la vita di centinaia di milioni di europei, contribuendo all'arricchimento del sistema bancario, dei gruppi finanziari e delle élites. E' sempre Attali a sostenere: «Che cosa credeva la plebaglia europea, che l'Euro fosse stato creato per la sua felicità?»[/b].

Sostiene: «La riproduzione diventerà compito delle macchine, mentre la clonazione e le cellule staminali permetteranno a genitori-clienti di coltivare organi a volontà per sostituire i più difettosi. Un bambino potrà essere portato in grembo da una generazione precedente della stessa famiglia o da un donatore qualsiasi, e i figli di due coppie lesbiche nati da uno stesso donatore potranno sposarsi, dando vita a una famiglia con sole nonne e senza nonni. Molto più in là, i bambini potranno essere concepiti, portati in grembo e fatti nascere da matrici esterne, animali o artificiali, con grande vantaggio per tutti: degli uomini poiché potranno riprodursi senza affidare la nascita dei propri discendenti a rappresentanti dell'altro sesso; delle donne poiché si sbarazzeranno dei gravi del parto» ("Repubblica", 18.08.2014). Attali è l'inventore del «poliamore». «A che titolo», dice, «si dovrebbero avere due case e due cellulari e non più relazioni?» ("Repubblica", 19-8-2019). Aggiunge: «Nella libertà moderna si rivendica il diritto di non scegliere. Meglio: di scegliere un congiunto nell'istante, senza che ciò pregiudichi la scelta di un altro poco dopo. Quest'attitudine si farà sempre più accentuata, e la trasparenza porterà all'affermazione del diritto ad avere molti amori, omosessuali o eterosessuali, ma più spesso dettati dalla bisessualità, inclinazione che sta velocemente aumentando (o affiorando alla luce). In analogia col networking, ci sarà il netloving : un circuito amoroso nel quale si potranno avere relazioni simultanee e trasparenti con più individui, che a loro volta avranno molti partner». Alla bisessualità, Attali aggiunge il concetto di «poligenitorialità». «Fondata», dice, «sull'avvicendarsi di madri e padri, un pò come già accade parzialmente nelle odierne famiglie allargate. I figli saranno allevati da un unico genitore o da altre coppie e i genitori biologici potranno condividere le responsabilità educative con i nuovi compagni e con gli ex, con gli ex degli ex e con estranei. Tutto si muove in tale direzione, comprese le pratiche di procreazione assistita, che condurranno a separare sempre più la riproduzione dalla sessualità e dall'amore».

«Com'è stata la sua giovinezza?», chiedo alla signora Rosa. «Bellissima», mi risponde. «Ho perso i miei genitori a 9 anni, ma ho vissuto sempre circondata da amore. Ora, è tutto cambiato».

https://www.maurizioblondet.it/timore-di-dio-o-resilienza/
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Finnegan

#5
Alle pagg. 45-49 Santiago distingue tra femminismo della colpa (e della parità) e femminismo della differenza: il femminismo afferma che le donne sarebbero vittime secolari dell'oppressione maschile che le avrebbe relegate a ruoli subalterni e allo stesso tempo che sarebbero migliori e in grado di fare meglio degli uomini; che l'identità femminile sarebbe una falsa costruzione del patriarcato ma allo stesso tempo permetterebbe alle donne di avere una marcia in più.
Santiago vede in ciò una illogica contraddizione che spiega solo con l'opportunismo femminista. Nella sua visione sostanzialmente positiva e acritica della "parità" moderna (e femminista), omette una chiave di lettura del femminismo fornita infinite volte da altri: la mascolinizzazione (più esattamente cancellazione) dell'identità femminile e la conseguente entrata in competizione con gli uomini.
Il femminismo è un'arma di ingegneria sociale di centrali di potere (potere che Santiago non nomina mai, come le femministe se la prende con le norme etiche, civili e religiose del passato). La logica dell'ingegneria sociale non va cercata nell'ideologia femminista ma nei suoi scopi ed effetti: l'identità femminile viene considerata una costruzione del patriarcato e deve essere scartata (cancellazione); le donne possono fare meglio degli uomini (competizione). Tout se tient.
Secondo il concetto femminista di parità, a parte differenze nell'apparato riproduttivo (la minore forza fisica viene solitamente trascurata) le donne sono del tutto identiche agli uomini, possono anzi devono svolgere gli stessi compiti.
Per Santiago la parità di stampo femminista è cosa buona e giusta (il solo problema, dice spesso, è che le femministe non la vogliono realmente). Ha anche esplicitamente detto che qualsiasi donna potrebbe benissimo intraprendere la carriera militare se avesse adeguati requisiti (si noti bene) fisici, come se per il resto le donne fossero identiche agli uomini in termini di combattività e attitudini militari.
Santiago rientra a pieno titolo nell'ampio filone dell'attivismo maschile, secondo il quale il solo difetto del femminismo (nella sostanza) è non volere la parità, conquista intangibile di un'epoca che sarebbe perfetta se non fosse per la inspiegabile, in mezzo a tante meraviglie del progresso, discriminazione degli uomini.
E' noto almeno da un secolo che la tendenza di quest'epoca è cancellare le identità sessuali, per creare esseri asessuati adatti ai lavori neutri richiesti dalla tecnologia. Curioso che malgrado citi una copiosa bibliografia Santiago non se ne sia accorto.
La tecnologia non ha bisogno di uomini e donne ma di « mani ». Gli impieghi moderni sono neutri, ed è necessario un sesso neutro che vi si accordi.
Uomini e donne come api operaie, anzi come macchine, ovviamente sterili (la famiglia essendo riservata sempre più a pochi privilegiati dal sistema), a svolgere mansioni neutre e impersonali, in linea con le esigenze tecnologiche.
La famiglia "costa troppo e va abolita", diceva il socialista Proudhon ed è un lusso che gli schiavi non devono permettersi.
Questa è la squallida parità regalata dal "progresso" che in centinaia di pagine Santiago non critica. E i movimenti maschili si dovrebbero battere per questa parità?
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Finnegan

#6
Alle pagg. 61-68 Santiago, nel pur nobile intento di smontare la teoria del patriarcato, tenta di dimostrare che il linguaggio esprime il dominio delle donne, naturalmente dagli albori dell'umanità. Inizia con un lungo elenco, di varie pagine, di termini positivi femminili e negativi maschili scelti in modo non proprio imparziale. Di per sé non dimostra nulla, considerate le differenze linguistiche e le considerevoli omissioni. Esempio: sia pace che guerra sono termini femminili; "morire per la madre patria" (termine poco usato) ha un equivalente maschile che Santiago omette, "morire per il proprio Paese"; il Diavolo è maschile, ma lo sono anche le Furie, le Erinni e Lilith su cui Santiago tace; meno male che riconosce che Dio Padre è maschile (altra omissione sintomatica: di Gesù e di Messia non parla). Non allungherò l'elenco quanto Santiago.
Il punto cruciale però è che l'autore afferma che il linguaggio esprime il dominio femminile con una ipotesi discutibile: il genere maschile sarebbe addirittura neutro, perché ad es. si riferisce all'intero genere umano ("tutti gli uomini"), mentre quello femminile, riferendosi solo alle donne, esprimerebbe un privilegio (Santiago paragona le donne al re). Tralascio l'ovvia considerazione che il genere neutro non designa persone di entrambi i generi, ma cose che non hanno genere.
Si potrebbe usare lo stesso argomento per affermare che il genere femminile non rappresenta una superiorità ma una variazione rispetto alla norma, come vedremo ora.
Santiago arriva ad affermare che "il padre non esiste", "il padre è muto" perché la lingua verrebbe appresa esclusivamente (!) dalla madre. Un'insistenza sull'irrilevanza della paternità che andrebbe spiegata.
L'ipotesi di Santiago cade se si tiene conto che tutte le tecnologie, tutte le invenzioni e gli artefatti umani sono linguaggi e il creatore delle tecnologie è l'uomo (cf. Eric McLuhan, Le Leggi dei Media, ed. Lavoro).
Spiega McLuhan (che insieme al padre ha studiato queste cose per quasi un secolo) che per artefatti vanno intesi anche le civiltà, i costumi e gli usi sociali e l'uomo è il creatore di queste civiltà.
L'affermazione secondo cui le donne sarebbero alla base di complessi rituali ed evoluti codici legali, elaborate tecnologie e tattiche di guerra, raffinate formule matematiche ed opere d'arte (salvo eccezioni di second'ordine) cozza contro l'evidenza dei fatti; anzi è proprio nell'era delle "donne al potere" che le leggi e la società degenerano vistosamente, legittimando persino quell'aberrazione contro natura chiamata aborto.

Quindi affermare che il genere femminile sia espressione di un privilegio e di una sorta di monopolio femminile della lingua è evidentemente arbitraria.
Basterebbe che Santiago si leggesse il racconto biblico della donna tratta dalla costola dell'uomo (che anche per chi non crede ha valore di documento antropologico) per capire la prevalenza del genere maschile (non neutro come sostiene lui) in molte lingue.
Oggi, queste sono affermazioni politicamente scorrettissime, ma come diceva Cicerone "l'ho scritto e non lo cancello".

Nelle ipotesi dell'autore passa inosservato un elemento sintomatico: sembra che per Santiago il luogo dell'esercizio del potere non sia il trono e il campo di battaglia ma il letto, con mogli petulanti a comandare come burattini filosofi, inventori, re e condottieri e che frivoli pettegolezzi di comari al balcone creino le più grandi opere della civiltà umana e decidano le sorti di imperi.
Lungi dall'affrancare gli uomini, Santiago si muove inconsapevole nella cultura femminea ed LGBT che oggi plasma le idee maschili; per cui non deve stupire che rilegga la Storia in chiave effeminata, come in certi programmi televisivi dominati da parrucconi e travestiti, per i quali la civiltà umana e lo stesso senso dell'esistenza si riducono al boudoir.
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Il Conte di Lautréamont

#7
Spieghiamo la sequenza di bestialità che è stata scritta da Santiago partendo dalle origini. Innanzitutto bisogna specificare che l'uomo era un cacciatore, ma non poteva andare a cacciare con tutti i maschi in grado di farlo, perchè questo avrebbe comportato il grandissimo rischio di lasciare le donne da sole senza che potessero essere difese da uomini maturi nel caso di attacco da parte di gruppi umani malintenzionati o di belve feroci. Questo vuol dire che gli uomini in grado di cacciare si suddividevano in due o più squadre, a seconda di quanto era grande la comunità, di cui almeno una rimaneva con le donne. Ciò però poteva costituire un problema, perchè alcuni maschi potevano insidiare le donne degli altri. Ecco però cosa dice Morris in "La scimmia nuda".

"Per cominciare, i maschi dovevano essere certi che le femmine sarebbero rimaste loro fedeli quando le lasciavano sole per andare a caccia. Le femmine dovettero così sviluppare una tendenza a formare una coppia. Inoltre, se si voleva che i maschi più deboli collaborassero alla caccia, bisognava accordare loro maggiori diritti sessuali. Le femmine dovevano essere più suddivise e l'organizzazione sessuale più democratica e meno tirannica. Quindi anche il maschio doveva avere una forte tendenza a formare la coppia. Per di più, i maschi ora disponevano di armi mortali, il che avrebbe reso molto più pericolose le rivalità sessuali; un'altra buona ragione perché il maschio venisse soddisfatto da una sola femmina". pag. 37

Nello spiegare come si è formato il rapporto di coppia l'illustre zoologo non fa mistero dell'uso del sesso non a fini procreativi o lo sviluppo di particolari parti del corpo a forte carattere erogeno, ma ritiene che ben più importante sia stata la formulazione di un linguaggio di coppia per comunicare i sentimenti, favorito da un rituale di accoppiamento che privilegiava i rapporti faccia a faccia. Tutto ciò è avvenuto per gradi e ha favorito diversi cambiamenti: il viso ha iniziato a riprodurre i genitali ( fenomeno di auto-imitazione ) e le espressioni del viso hanno lasciato il posto ad un linguaggio articolato. Per Morris il linguaggio non è nato da madre a bambino, ma tra uomo e donna per tenere saldo il legame monogamico che era indispensabile per provvedere all'educazione della prole. Lo stato di neotenia umana dura 21 anni, tempo in cui il cervello arriva alla piena capacità, e in questi 21 anni la prole ha tutto il tempo per imparare i complicati "mestieri" dell'adulto, il che ha reso impossibile il tirocinio in un regime di promiscuità.
Ora immaginiamo l'educazione di un cucciolo di neanderthal maschio. Chi gli spiegava la sofisticata tattica di appostamenti e rincorse con cui si spingevano gli animali verso le trappole o il lancio incrociato di lance? La madre o il padre? Andiamo oltre. Santiago non sa assolutamente nulla di come vivevano i primi Homo sapiens. Ecco, è molto semplice. Vivevano in comunità parentali piuttosto ristrette lungo dei percorsi circolari che attraversavano steppe e boschi. Qui H. sapiens si spostava, esercitava l'arte della caccia e raccoglieva quello che trovava. Possiamo anche affermare che questi percorsi non nascevano a casaccio. Solitamente erano passaggi obbligati verso luoghi di approvvigionamento idrico. Alcuni di questi sentieri preistorici sono diventati pezzi della via Appia e della via Aurelia, perchè l'approvvigionamento idrico interessava anche i Romani. Proprio andando a scavare i resti romani, gli archeologi hanno trovato in prossimità delle fonti i resti dei "caravan serragli" preistorici. In prossimità delle fonti gruppi parentali diversi, che provenivano tutti da differenti sentieri circolari, si incontravano e qui prendevano moglie e commerciavano prodotti di artigianato. La prova di questi caravan serragli è soprattutto la presenza di accumuli di punte di selce lavorate con la tecnica musteriana. Ora secondo te, chi parlava all'altro gruppo parentale, il pater familias o la sua donna?








Finnegan

#8
Da quel che lui stesso dice il pater familias "non esiste", è superfluo, "muto", quando c'è è un'appendice della donna.
A quanto pare non è il padre o altri uomini a insegnare l'arte del combattimento. L'uomo va in guerra controvoglia per proteggere la donna, quasi lo obbligasse lei (come non lo so); ma, lieve contraddizione, si arruola anche volontariamente per scappare dal matrimonio come se, di nuovo, una donna potesse costringerlo a sposarsi. Comincio a capire perché tra i sostenitori di Santiago ci siano assidui bevitori di birra e Chivas.
Tutto (cultura, tecnica, norme etiche e civili, guerra e pace) avrebbe come senso e scopo il mantenimento delle donne, per cui tanto vale buttare la civiltà all'aria.

Il testo di Santiago conserva però il valore di un documento antropologico, che mostra come lo spirito di quest'epoca femminista plasmi (spero involontariamente) persino le idee di un attivista maschile: se oggi il padre non esiste ed è sfruttato dalla moglie, vuol dire che è andata sempre così; meglio darsi alla birra e al "coito coercitivo", senso dell'esistenza maschile sin dalla comparsa degli uomini (meglio: degli ominidi) sulla Terra.
Non ci si accorge che è precisamente quello che sta avvenendo ora: rinuncia degli uomini a essere protagonisti della società (per cambiarla, non per "mantenere") e regressione subumana della loro esistenza, dedicata unicamente alla ricerca (per lo più vana) del sesso. Ma non servono due tomi e movimenti maschili per mantenere lo status quo.
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Riverrun, past Eve and Adam's, from swerve of shore to bend of bay, brings us by a commodius vicus of recirculation back to Howth Castle and Environs

Il Conte di Lautréamont

Citazione di: Finnegan il  5 Luglio 2022, 08:45:59 PM
Alle pagg. 61-68 Santiago, nel pur nobile intento di smontare la teoria del patriarcato, tenta di dimostrare che il linguaggio esprime il dominio delle donne, naturalmente dagli albori dell'umanità.

Vediamo nel dettaglio questo presunto dominio femminile nel linguaggio e a tal proposito mi avvalgo della nobile lingua latina. In latino uomo si dice vir che però non vuol dire solo maschio, ma anche uomo illustre, eroe, sposo, amante, soldato e ha originato una delle parole più importanti del latino, ovvero vis ( notare il rotacismo della r in s ) che significa forza, potenza, violenza, assalto militare, colpo di stato, forze armate, capacità militare, influenza, importanza, abbondanza, moltitudine, al plurale possibilità, potere sugli altri, risorse economiche, ma soprattutto genitali maschili. Da vir si è originato quasi mezzo vocabolario:

vira=donna
viracius=maschio, forte, dalla grande forza
virago=donna robusta, eroina, guerriera
viratus=virile, audace
virdis=verde, gagliardo, rigoglioso, giovanile, fresco
virectum=luogo erboso
virens=verdeggiante
virentia=vegetazione
vireo=verdeggiare, prosperare, fiorire
viresco=divenire fiorente, rafforzarsi, diventare verde
virga=bastone, verga, pollone, bacchetta magica, ramo dell'albero genealogico
virgator=fustigatore
virgatus=intrecciato con verghe, striato, variegato
virgea=fronde, ramoscelli
virgetum=saliceto
virgeus=fatto di ramoscelli, di vimini
virgi(n)demia= (in senso scherzoso) un sacco di botte
virginal=oragni genitali femminili, in senso figurato verginità
virginale=organo sessuale femminile
virginalis=di fanciulla, di ragazza vergine
virginarius=relativo alle vergini
virgineus=da ragazza, da giovinetta, non ancora lavorato
virginitas=condizione di vergine, in età da marito
virginor=avere atteggiamento da vergine
virgo=fanciulla in età da marito, priva di esperienza sessuale, giovane sposa, vestale
virgosus=ricco di fronde o di polloni
virgula=ramoscello, bacchetta, filo di fumo
virgulatus=fatto a strisce
virgultum=pollone, cespuglio, rovo, macchia
virgultus=ricoperto di cespugli
virguncula=ragazzina
viria=braccialetto maschile
viriatus=ornato di bracciali
viriculae=risorse o forze limitate
viriculum=spiedino, scalpello da incisore, giavellotto
viridans=verdeggiante, fulgente, splendente
virid(i)arium=boschetto, parco, giardino alberato
viride=verde, foraggio, erba fresca
viridesco=inverdirsi
viridia=parco
viridicans=tendente al verde
viridis=verde, coperto di vegetazione, giovane, tenero, fresco, vigoroso, fiorente, pieno di salute, robusto
viriditas=di colore verde, vegetazione, vigore, freschezza, rigoglio, vivacità
virido=rendere verde, rigoglioso, far crescere
virilia=l'insieme degli organi genitali maschili, azioni coraggiose, comportamenti virili
virilis=maschio, virile, di adulto, coraggioso, energico, da vero uomo
virilitas=virilità, potenza sessuale, facoltà generativa, età virile, pene, forza di carattere
viriola=bracciale maschile
viriosus=vigoroso, forte, poente nei suoi effetti
viripotens=epiteto di Giove per poderoso, forte, possente
virisiccus=seccato, stagionato
viritanus=suddiviso in parti eguali
viritim=a testa, per ciascuno, singolarmente
viror=verde
virosus=che ricerca maschi, viscido, vischioso, puzzolente, maldicente, infame
virtuosus=virtuoso
virtus=virtù, capacità, l'insieme dei pregi e delle doti morali e fisiche di una persona, coraggio, esercito, forza, prodigio, miracolo
virulentia=infezione, fetore, puzza
virulentus=velenoso, tossico, virulento
virus=umore, secrezione velenosa di piante e animali, salsedine, sapore amaro, puzza, odore cattivo

Quante sono invece le parole che si sono originate da femina? Se ne contano solo una decina, con significato poco importante o dispregiativo. L'italiano donna deriva da "domina" che a sua volta deriva da "domus", la casa, cioè è la casa che ha generato tutti i termini che ruotano attorno al mondo femminile e non il contrario. E qui salgono a due le imbarazzanti evidenze che negano che il linguaggio sia stato dominato dalle donne. Se infatti così fosse stato, sarebbe la donna a riempire di significati la lingua latina e non vir, ma soprattutto sarebbe il termine casa ad originarsi da donna e non il contrario.









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